Bufera social, voti per i like e video rimossi. Schettini si difende a Le Iene: “La mia una rivoluzione educativa”

Vincenzo Schettini, volto noto della “Fisica che ci piace”, ha paragonato le recenti vicende a un sistema caotico, dove piccole azioni possono avere effetti imprevedibili. Dopo giorni di silenzi, polemiche e parodie, il professore ha scelto di rispondere pubblicamente a Le Iene, spiegando la sua versione dei fatti.

Schettini ha raccontato di aver rimosso 104 video dal suo canale per panico, pensando che potessero calmare le polemiche, ma riconoscendo che la mossa è stata ingenua: i video, tra i più belli della sua didattica, rappresentavano il suo approccio alla scuola e alla didattica interattiva.

Il suo canale YouTube, oggi con oltre 900mila iscritti, si ispira al metodo di una docente americana e nasce dalla volontà di sperimentare nuove forme di insegnamento, estendendo le lezioni alle classi e offrendo video da seguire fuori dall’orario scolastico come compiti volontari. Schettini ha sottolineato che si trattava di libertà didattica, senza alcuna forma di costrizione.

Riguardo alla viralità dei video, il professore ha spiegato che il successo dipende da migliaia di interazioni: un fenomeno che lui all’epoca stava ancora studiando. Sulla questione dei voti extra, ha confermato che erano incentivi voluti per stimolare lo studio, offerti gratuitamente nel contesto di un doposcuola. Per quanto riguarda la monetizzazione, i guadagni sono stati minimi: dagli 0 euro del 2016 agli 8 euro del 2017, fino ai 175 euro del 2018, dimostrando che la notorietà non è mai stata a scopo di lucro.

In conclusione, Schettini ha ribadito che il suo metodo didattico ha portato risultati concreti e positivi: non è diventato famoso a spese dei suoi studenti, ma con loro, coinvolgendoli in una vera rivoluzione educativa che ha attratto l’interesse di tantissime persone.

Truffa eco casette, Caputi sfrattato ad Antonio: “Monetizzi i video è estorsione. Andrai in galera”

Questa volta Caputi lo sfrattato si è superato, confermando di vivere in un pianeta tutto suo, in un faccia a faccia inatteso rispetto alle precedenti volte. Durante la consegna delle chiavi del locale, ci ha accusato di estorsione a causa dei video pubblicati e monetizzati, profetizzando condanne e carcere. E vi sveliamo tutti gli aggiornamenti sull’inchiesta della truffa delle eco casette.

Nella casa popolare con due figli psichiatrici, tornata l’acqua calda. Elisa: “Lavori dopo il video”

Abbiamo scoperto l’acqua calda, scusateci ma questo è proprio il caso di dirlo. Vi ricordate Elisa? L’avevamo raggiunta nella sua casa popolare perché rimasta senz’acqua calda. Era scoppiata in lacrime lanciando il suo appello disperato e invocando un aiuto immediato.

Elisa deve tenere bada da sola ai suoi due figli psichiatrici e la situazione era davvero complicata. Il giorno dopo la messa in onda del primo servizio in casa è tornata l’acqua calda, ma non solo, ci sono stati altri lavori che hanno interessato l’intero stabile.

Case popolari, riparati i bagni da incubo. L’ex dipendente Arca: “Venuti due giorni dopo il video”

Vi ricordate della casa popolare di via Volpe, situata nella palazzina al civico 1 B, e la storia del 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello?

Ebbene sì, pochi giorni dopo la pubblicazione del primo servizio, nella palazzina sono arrivati gli operai che hanno sistemato il bagno da incubo nell’abitazione della signora situata al piano superiore in cui era generata la perdita.

C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni, era costretto a salire sulla scala, a prendere i secchi pieni d’acqua, a svuotarli e sistemarli dove c’er la perdita d’acqua per aiutare l’altro Michele. A rendere più surreale questa vicenda è che l’ex aiutante è anche un ex dipendente Arca. Nella stessa palazzina però bisogna fare i conti anche con il guasto dell’ascensore tra bimbi piccoli, anziani e disabili.

San Severo, Mercedes di lusso rubata in pieno giorno. Il proprietario rincorre i ladri: “Fermatelo” – VIDEO

Martedì 27 gennaio, in pieno centro a San Severo, alle 10.25 si sente urlare un uomo: “Fermatelo, fermatelo”. Disperato, rincorre una Mercedes Amg Gt dal valore di 190mila euro, rubata da un ladro e bloccata da altre vetture in mezzo alla strada.

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Nonostante questo, la vittima, non riesce a raggiungerla e il ladro sfreccia via con l’auto. Tutto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona e il video è diventato virale sui social.

Poco dopo, una volante della Polizia di Stato, ha ritrovato la vettura in un casolare tra Pietramontercorvino e Lucera, a circa 30 chilometri da San Severo. L’auto è stata stata restituita al proprietario.

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Sul tettuccio i ladri avevano piazzato un Jammer, un disturbatore di frequenze. Nello stesso casolare c’era anche un’altra Mercedes rubata, anche questa restituita al legittimo proprietario

Foggia, 13enne aggredita al cinema da un gruppo di coetanee: il video del pestaggio virale sui social

Viene aggredita da un gruppo di coetanee, il pestaggio viene ripreso e diffuso sui social. Vittima una 13enne, l’episodio è avvenuto domenica sera a Foggia.

Secondo quanto ricostruito, la ragazzina si è recata in compagnia di un gruppo di amiche coetanee in un cinema di Foggia. Qui è stata vittima di due distinte aggressioni per futili motivi, prima all’interno e poi nei pressi della sala cinematografica.

I familiari della 13enne hanno sporto denuncia e gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati. L’obiettivo è risalire alle responsabili.

Capodanno a Taranto, festeggia sparando con una pistola a salve: identificato 14enne. Video rimosso dai social

Il ragazzino che ha sparato con una pistola a salve nella notte di Capodanno a Taranto, dal balcone di casa, è stato identificato. Ha solo 14 anni. L’episodio è stato immortalato in un video diventato virale sui social e rimosso poi dallo stesso protagonista.

I Falchi della Squadra Mobile, dopo aver visionato il video, hanno raggiunto a casa il minorenne che ha ammesso di aver esploso alcuni colpi con una pistola a salve e di essersi fatto riprendere dal cugino.

La mamma ha consegnato ai poliziotti l’arma a salve priva di tappo rosso e 68 cartucce a salve. Non sono state rinvenute altre armi.

Quinto Potere internazional, Sabbir e il suo amore impossibile: video virale nel Bangladesh

Vi ricordate di Sabbir? Lo avevamo incontrato per caso in piazza Moro durante la registrazione di un altro servizio e decise di prendersi la scena con un monologo. Bene, quel video è diventato virale in Bangladesh e ha fatto registrare numeri incredibili. Siamo così riusciti non solo a tradurre il discorso di Sabbir, ma anche a conoscere la sua reale storia.

Abusano di due uomini con disagi psichici, condannati 4 ragazzi nel Foggiano: le violenze in un video

Per avere abusato di due uomini con disagi psichici, un 20enne e un 50enne, quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni, tutti originari di Monte Sant’Angelo (Foggia), sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo a pene comprese tra gli otto e i sei anni e otto mesi di reclusione.

Gli imputati, che filmarono le violenze, hanno scelto il rito abbreviato. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il primo episodio è avvenuto a Manfredonia la sera del 4 ottobre del 2024 ai danni di un ventenne di San Giovanni Rotondo.

La denuncia ai carabinieri da parte della vittima e le indagini coordinate dalla procura di Foggia hanno permesso di risalire all’identità dei quattro presunti responsabili. I carabinieri hanno poi accertato che gli stessi avrebbero abusato anche di un 50enne di Monte Sant’Angelo. A sostegno dell’accusa – a quanto si apprende – c’è anche un video delle violenze che gli imputati si sarebbero scambiati attraverso chat di messaggistica istantanea.

Dal video emergerebbe come i quattro, con violenza e minaccia, nonché abusando della condizione di inferiorità psichica delle vittime – ricostruiscono i carabinieri – le avrebbero costrette o comunque indotte a compiere e subire atti sessuali.

Alla luce degli elementi raccolti, il gip del tribunale di Foggia, su richiesta della procura, emise due ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite dai carabinieri rispettivamente il 31 ottobre 2024 (a carico di due imputati di 20 e 21 anni) e il 10 dicembre 2024 (nei confronti di altri due imputati di 21 e 25 anni).