Pediatrico Bari, dopo tre anni riapre la cardiochirurgia pediatrica? Intervento fissato il 31 marzo ma restano dubbi

Sarebbe prevista per il 31 marzo 2026 la riapertura della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Giovanni XXIII, sospesa dal novembre 2022 per criticità organizzative. Il primo intervento riguarderebbe un bambino affetto da “cor triatriatum”, rara malformazione congenita del cuore, come riportato da L’Edicola del Sud.

La notizia è accolta con sollievo da famiglie e operatori, ma non mancano le preoccupazioni. Dopo oltre tre anni di inattività della sala operatoria pediatrica, restano infatti interrogativi sulle misure adottate per garantire sicurezza e piena funzionalità del servizio.

Non è ancora chiaro chi eseguirà l’intervento: il primario Gabriele Scalzo o il collega Massimo Padalino, attualmente al Policlinico. La posizione di Scalzo appare complessa, tra incarichi scaduti e mancata collaborazione dichiarata da parte di anestesisti e cardiologi.

Dopo la sospensione, molte risorse erano state trasferite al Policlinico, lasciando il reparto inattivo. Ora la riapertura rappresenta un passaggio cruciale, ma l’assenza di chiarezza su personale e organizzazione alimenta dubbi sulla gestione e sulla sicurezza dei pazienti.

“No-show”, tavoli prenotati e clienti spariti nel nulla: la tendenza dilaga a Bari. I ristoratori pensano a contromisure

Si chiama “no-show” ed è la nuova tendenza che sta mettendo in difficoltà i ristoratori, anche quelli baresi. Clienti che prenotano, spesso in gruppi numerosi, e poi non si presentano senza avvisare. Un fenomeno sempre più frequente, soprattutto nei fine settimana, che lascia tavoli vuoti e perdite economiche.

Dietro una mancata presenza non ci sono solo sedie inutilizzate, ma un’intera organizzazione compromessa: personale già programmato, materie prime acquistate e altri clienti rimasti senza posto.

Prenotazioni numerose che saltano all’ultimo momento rendono difficile la gestione del locale e impossibile rimpiazzare rapidamente i tavoli, soprattutto quando si tratta di gruppi. Tra le cause, oltre alla scarsa attenzione dei clienti, c’è anche la difficoltà di parcheggio in alcune zone centrali della città.

Di fronte al fenomeno, il settore pensa a contromisure: sempre più locali valutano l’introduzione della prenotazione con carta di credito o piccoli acconti, già diffusi nel settore alberghiero, per scoraggiare le assenze ingiustificate.

 

Soldi facili in Albania, il sistema del “dottor” Labianca: nessun titolo e pass disabili aumma aumma

L’ultimo incontro avvenuto nelle scorse ore con Cesare Labianca, l’uomo che promette linee di credito, finanziamenti e agevolazioni per l’apertura di aziende in Albania, è diventato epico.

Il ragioniere Labianca, dopo essere scappato e dopo aver offeso Antonio, si è recato all’Ordine dei giornalisti per denunciare il nostro operato. Torniamo però all’incontro epico perché non è sfuggito, alla telecamera di Tino, il pass disabili in bella mostra sulla macchina parcheggiata nello stallo riservato ai disabili prima della fuga del ragioniere Labianca.

Referendum Giustizia, al via gli scrutini. Primi dati vedono avanti il no al 54%. In Puglia si attesta sul 58%

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per il referendum sulla riforma della giustizia, dando il via allo scrutinio dei voti. I primi dati ufficiali, relativi a 6.946 sezioni su un totale di 61.533, indicano un vantaggio del “No”, attestato al 54,13%, mentre il “Sì” si ferma al 45,87%.

Il trend appare ancora più marcato nel Mezzogiorno: in Puglia il “No” si colloca intorno al 58%.  Le prime indicazioni erano già emerse dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, che assegnavano al “No” una forbice tra il 49% e il 53% e al “Sì” tra il 47% e il 51%, su una copertura del campione pari all’83% alle ore 15.

Significativa anche l’affluenza, che si conferma elevata: secondo i dati del Ministero dell’Interno, a un quarto delle sezioni la partecipazione nazionale ha raggiunto il 59%. In Puglia si è fermata al 52%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%),

La percentuale più alta è stata a Bari e in provincia dove ha votato il 53,89% degli aventi diritto. A Lecce e in provincia ha votato il 53,63%, nella provincia Barletta Andria Trani il 52,65, in quella di Taranto il 50,71%, nel Brindisino il 49,62%, mentre in provincia di Foggia è andato alle urne il 48,20% degli aventi diritto. Lo spoglio è ancora in corso e i risultati definitivi saranno disponibili nelle prossime ore.

Bari, padre respinto dall’ex con un sms: “Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido”. Scatta la denuncia

Doveva essere una semplice serata tra padre e figlio, una pizza insieme per recuperare il tempo perso. Si è invece trasformata nell’ennesimo episodio di una separazione difficile.

Protagonista un uomo barese, trasferitosi in Svizzera dopo la fine del matrimonio per lavorare nell’edilizia, che ha sempre mantenuto i rapporti con i figli secondo quanto stabilito dal tribunale di Bari: affidamento condiviso, con il minore collocato presso la madre e possibilità per il padre di incontrarlo a ogni rientro in Italia, previo accordo.

Negli ultimi mesi, però, la situazione si è complicata. All’uomo è stata diagnosticata una maculopatia congenita che lo ha reso inabile al lavoro, costringendolo a chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento tramite i suoi legali. Una richiesta che avrebbe incrinato ulteriormente i rapporti con l’ex compagna.

Lo scorso fine settimana, il padre aveva organizzato un incontro con il figlio, già concordato. Ma poco prima è arrivato un messaggio della madre: «Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido». Nonostante i tentativi di chiarimento, l’incontro è saltato.

L’uomo si è quindi rivolto ai carabinieri e ha sporto denuncia. La vicenda potrebbe ora avere sviluppi giudiziari, anche in relazione all’affidamento e alla tutela del diritto del minore a mantenere il rapporto con il padre.

Striscione contro l’Anpi a Bari, assolti i tre militanti di Casapound: la Corte d’Appello conferma la sentenza

Si è concluso oggi, dinanzi alla Corte d’Appello di Bari, il procedimento penale a carico di tre giovani imputati, Giuseppe Alberga., Giacomo Pellegrini e Luigi Fresa, difesi dagli avvocati Mitolo Antonio e Milone Giampiero, per il reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale, in relazione all’esposizione di uno striscione dai contenuti di natura politica.

“Anpi difende i titini? Negazionismo e quattrini”, la frase riportata sullo striscione e ritenuto diffamatorio dalla controparte. La Corte ha confermato integralmente la sentenza di assoluzione già pronunciata in primo grado, escludendo che il messaggio contestato abbia leso la reputazione dell’ANPI.

I giudici hanno ribadito l’applicazione del principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero, riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico italiano, ritenendo che l’espressione oggetto del procedimento rientrasse nei limiti del diritto di critica politica.

Con la decisione odierna viene dunque definitivamente esclusa la rilevanza penale della condotta contestata agli imputati. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il termine di 90 giorni.

Bari, follia a Carbonara: anziana derubata e investita da finti carabinieri. Truffatori via con l’oro di famiglia

Momenti di paura e rabbia nel quartiere Carbonara, dove una signora anziana è stata investita e trascinata per alcuni metri da un’auto guidata dai suoi truffatori, subito dopo essere stata derubata dei propri beni più preziosi.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna era stata poco prima vittima di un raggiro. A quanto pare ad entrare in azione alcuni extracomunitari che si sono spacciati per carabinieri, riuscendo così ad entrare nell’abitazione. La vittima si è aggrappata all’auto ed è stata trascinata per alcuni metri.

L’anziana ha rimediato ferite in diverse parti del corpo, è stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale in codice giallo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

L’episodio aumenta la preoccupazione per la crescente diffusione di truffe ai danni degli anziani, spesso presi di mira con metodi sempre più aggressivi. Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per identificare e rintracciare i responsabili.

Bari, basole sconnesse in centro. Ennesimo incidente: trauma facciale e punti per una donna di 60 anni

Le basole dissestate del centro cittadino tornano a causare incidenti. Nella mattinata di oggi, poco dopo le 10, una donna di circa sessant’anni è caduta all’angolo tra via Sparano e via Principe Amedeo, inciampando su alcune pietre irregolari e battendo il volto sul selciato.

Immediato l’intervento dei passanti, che hanno allertato i soccorsi. Il personale del 118 ha prestato le prime cure sul posto per circa venti minuti, prima di trasportare la donna al Policlinico di Bari. La ferita ha riportato un trauma facciale che ha reso necessari punti di sutura.

L’episodio non è isolato. Solo poche settimane fa, una docente universitaria era stata operata per una frattura scomposta dell’omero dopo una caduta causata da una mattonella sconnessa in via Calefati, in una serie di incidenti che continuano a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza delle strade cittadine.

Sul fronte degli interventi, il Comune ha previsto uno stanziamento di dieci milioni di euro per la manutenzione nel 2026. Una cifra che, secondo l’assessore Scaramuzzi, resta insufficiente: per una rete urbana di circa 1.300 chilometri, servirebbero almeno il triplo delle risorse per affrontare in modo efficace il problema del basolato deteriorato.

“Bisceglia vattene”, scritte intimidatorie contro il sindaco di Mattinata: “Irresponsabili avete spaventato i miei figli”

“Michele Bisceglia vattene”. È la scritta, realizzata con vernice rossa, comparsa questa mattina sul muro di casa della madre del primo cittadino di Mattinata (Foggia), Michele Bisceglia, sindaco del comune garganico dal settembre 2020.

“Stamattina al mio risveglio ho trovato queste scritte sul muro di casa di mia madre, proprio di fronte alla mia abitazione. Affinché lo potessi leggere meglio, evidentemente – scrive Bisceglia sui social -. Agli autori di questo gesto intimidatorio rispondo con la determinazione e il coraggio di sempre. Né io né la mia famiglia abbiamo mai ceduto ad intimidazioni. Questa comunità lo sa bene. Non inizieremo e non inizierò certo adesso. Avete spaventato i miei figli, però.
Avete violato la loro innocenza. Ed è questa la vostra responsabilità più grave. Loro ricorderanno sempre questa giornata per la violenza di quelle parole. Un gesto irresponsabile, grave, stupido. Inutile. Solo e soltanto i cittadini, nel segreto delle urne, liberamente potranno mandarmi a casa. Se vorranno, naturalmente! Non certo minacce come queste”.

Mattinata andrà al voto per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale il 24 e 25 maggio prossimi. Il comune di Mattinata, circa 5800 abitanti, è uno dei sei comuni della provincia di Foggia sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2018.

“Non abbiamo lavorato oltre cinque anni, considerato che il percorso di emancipazione dopo lo scioglimento è iniziato ben prima, per arrivare a questa situazione – ha detto all’ANSA il primo cittadino -. Non abbiamo perso tutti questi anni. Io continuerò a lavorare per conciliare, pacificare, ma ci vuole una levata di scudi, decidere se ripiombare nella situazione che c’era prima o andare avanti”. Il sindaco ha già denunciato le minacce ai carabinieri che stanno svolgendo indagini.