Ancora una volta Sonia non è riuscita a mettersi soldi da parte, a causa delle solite sigarette e di alcuni imprevisti. Non riesce proprio a prendere il controllo di questa situazione che purtroppo pesa tanto sulla loro storia.
Busta con proiettile di kalashnikov: nuova intimidazione alla magistrata salentina Francesca Mariano
Nuovo grave episodio intimidatorio ai danni della magistrata salentina Francesca Mariano, in servizio presso l’ufficio gip/gup di Lecce. Nei giorni scorsi, la polizia avrebbe intercettato una busta a lei indirizzata contenente un proiettile di kalashnikov. La missiva è stata bloccata durante i controlli, prima che potesse raggiungere gli uffici del Tribunale.
Si tratta dell’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della giudice. Solo un mese fa, infatti, era stato rinvenuto un ordigno artigianale a Galatina, nei pressi di un locale riconducibile alla famiglia Mariano.
La magistrata vive sotto scorta dal novembre 2023, dopo essere stata bersaglio di una serie di minacce e intimidazioni che hanno reso necessarie misure di protezione rafforzate. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili di questi gravi episodi.
A gennaio scorso era stata fatta recapitare una lettera con un ‘augurio di morte’ nel suo ufficio del Tribunale di Lecce di viale De Pietro. Il magistrato dal settembre del 2023 vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute dopo aver disposto, nell’ambito dell’operazione The Wolf, gli arresti per 22 affiliati al clan Lamendola-Cantanna, ritenuto vicino alla Sacra corona unita (Scu).
Nel novembre scorso, nel cimitero di Galatina, a pochi metri dalla tomba del padre della giudice Mariano, fu trovata una testa mozzata di un capretto ed un coltello. Fu la stessa magistrata a fare la macabra scoperta.
Nel febbraio 2024 alla giudice venne recapitata una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto ‘Così’: la testa dell’animale fu lasciata davanti alla porta della sua abitazione.
Nell’ottobre del 2024, nell’aula di udienza del tribunale di Lecce, dove Mariano era impegnata come gup, venne trovata la sua foto, presa da un quotidiano locale, circondata dal disegno di una bara fatto con un pennarello nero, con tanto di croci. Il ritaglio di giornale riguardava un’inchiesta salentina, sempre di mafia, che all’epoca giungeva a sentenza.
“Puzzi di me***”, il Bomber in difesa di Antonio. Baresi sul body shaming: “Inaccettabile nel 2026”
Prendendo spunto dall’uscita infelice di Cesare Labianca su Antonio, il Bomber ha deciso di chiedere ai baresi cosa pensano del body shaming e di interrogarsi sulla sua origine. Un fenomeno purtroppo sempre più presente nella vita di oggi, soprattutto sui social.
Policlinico Bari, violenze su operatori sanitari in calo dal 51 al 31%. Nel 92% dei casi sono aggressioni verbali
Negli ultimi due anni il numero degli operatori sanitari del Policlinico di Bari vittime di episodi di violenza si è ridotto dal 51,0% al 31,5%.
I dati sono stati presentati oggi a Bari nel corso dell’evento ‘Gestire la violenza per curare meglio: strategie di prevenzione, contenimento e risposta in favore di operatori sanitari e socio-sanitari nelle aree a rischio’.
L’indagine è stata condotta dall’unità operativa di Medicina del Lavoro diretta da Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health, finanziato dal Ministero della Salute attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr.
Lo studio ha previsto la somministrazione, su un campione di 200 operatori sanitari, di due questionari per una valutazione multidimensionale della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro. La violenza verbale si conferma la tipologia più frequente, rappresentando circa il 92% degli episodi, mentre le molestie sessuali registrano un lieve calo (dall’1,9% all’1,5%).
Nei pronto soccorso la prevalenza degli episodi di violenza si è ridotta dal 76,3% al 58,6%, anche grazie all’introduzione di interventi mirati come l’introduzione dell’infermiere di accoglienza e processo e la riorganizzazione dei percorsi.
“I dati confermano che le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti – ha dichiarato il direttore sanitario del Policlinico Danny Sivo – . Tra gli interventi più rilevanti va ricordato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine nei casi di criticità, insieme all’attivazione di un canale strutturato di comunicazione con i familiari dei pazienti, con un numero di telefono dedicato e uno sportello attivo. Abbiamo inoltre investito – ha concluso – nel miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso, nella segnaletica interna, nella formazione degli operatori e in una gestione più attenta delle relazioni con l’utenza”.
Bari, incendio nel CPR di viale Europa: a fuoco materassi. Rogo domato dal personale di vigilanza
Attimi di apprensione nella tarda mattinata di oggi presso il Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) di viale Europa, dove si è verificato un principio d’incendio all’interno di alcuni moduli abitativi.
Secondo quanto comunicato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari, l’allarme è scattato intorno alle ore 11:30, quando una richiesta di intervento ha segnalato la presenza di fiamme sviluppatesi da alcuni materassi.
Sul posto è intervenuta prontamente una squadra dei Vigili del Fuoco che, al suo arrivo, ha riscontrato una situazione già sotto controllo: le fiamme erano infatti state spente dal personale di vigilanza del centro, mentre nei locali permaneva una significativa presenza di fumo.
I pompieri hanno quindi provveduto alle operazioni di messa in sicurezza dell’area, evitando il rischio di eventuali riprese dell’incendio e garantendo la completa bonifica degli ambienti interessati.
Fortunatamente, non si registrano feriti né intossicati. Restano da chiarire le cause che hanno originato il rogo.
Bari, un Parco della Rinascita al posto dell’ex Fibronit: 700mila euro dalla Regione Puglia per il verde
La Regione Puglia ha disposto lo stanziamento di 700mila euro in favore del Comune di Bari quale anticipazione dell’intero finanziamento, pari a euro 3,5 milioni, per la piantumazione del Parco multifunzionale nell’area dell’ex Fibronit, ovvero il Parco della Rinascita che sorgerà dove c’era la fabbrica di manufatti in cemento-amianto.
La piantumazione rientra fra i progetti inseriti nell’accordo di programma tra Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria, al fine di ridurre le concentrazioni di elementi inquinanti, e si qualifica come progetto per lo sviluppo di aree verdi e sistemi di biorisanamento in una zona ad elevata densità di traffico veicolare, realizzato dal Comune di Bari anche con finanziamento regionale.
Nello specifico il progetto prevede la piantumazione di essenze arboree e arbustive che siano in grado di contribuire alla rimozione degli inquinanti atmosferici (NOx, SOx, O3, PM10, PM2,5) sia attraverso un’azione diretta (rimozione ad opera delle foglie per assorbimento nel caso di inquinanti gassosi, e/o per assorbimento sulla cuticola) sia indiretta, modificando i flussi di aria e modificando quindi la concentrazione locale degli inquinanti atmosferici.
“Quello della ex Fibronit sarà uno dei più grandi parchi di Bari e già in questi giorni si possono vedere i primi alberi messi a dimora – spiega il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro -. Anni di sforzi da parte dell’amministrazione comunale insieme al lavoro delle associazioni e della Regione stanno portando all’obiettivo: un’area verde fruibile dai cittadini al posto di una fabbrica di cemento-amianto che ha causato morte e inquinamento. Sono felice di poter continuare a seguire la realizzazione di quest’opera che per la città di Bari e per la Puglia rappresenta davvero la possibilità di una rinascita ambientale, sociale e urbana che la Regione Puglia intende sostenere”.
“La riqualificazione dell’area ex Fibronit è un progetto molto sentito dalla comunità e dall’amministrazione barese, che da anni si battono per portare un polmone verde in una zona molto popolosa e che si è dovuta scontrare con le tristi conseguenze dell’inquinamento da amianto”, ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento.
Intervento riuscito, Angela abbraccia Antonio: “Aiutami”. Di Cosola: “Ci vediamo fra tre mesi”
Palo, carambola sulla ss96. Tir perde carico e auto si schiantano: traffico bloccato direzione Altamura
Un brutto incidente si è verificato nelle scorse ore sulla strada statale 96, in direzione Altamura, nel tratto compreso tra Palo del Colle e Altamura. Secondo le prime ricostruzioni, un carico di materiale sarebbe improvvisamente caduto da un camion in transito, finendo sulla carreggiata.
La presenza del materiale sull’asfalto avrebbe colto di sorpresa gli automobilisti sopraggiunti, causando una carambola che ha coinvolto diverse vetture. L’impatto a catena ha provocato momenti di grande apprensione tra i presenti e ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi.
Sul posto sono giunte le forze dell’ordine e i mezzi di emergenza, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area e nella gestione dei feriti, le cui condizioni non sono ancora state rese note.
Pesanti le ripercussioni sul traffico: si registrano lunghe code e forti rallentamenti lungo tutto il tratto interessato, con disagi per gli automobilisti in viaggio verso Altamura.
Le autorità raccomandano prudenza alla guida e invitano, se possibile, a utilizzare percorsi alternativi fino al completo ripristino della viabilità.
Crollo del solaio, sgomberato stabile a Foggia: evacuati 18 appartamenti e due locali al piano terra
È stato evacuato lo stabile di sei piani in vico dei Conciatori a Foggia, interessato, nella mattinata di ieri, dal crollo del solaio in laterocemento, in un appartamento al secondo piano, che non ha causato nessun ferito.
Dopo le verifiche dei vigili del fuoco, della polizia locale e dei tecnici comunali, nel tardo pomeriggio di ieri è stata disposta l’evacuazione dello stabile che comprende 18 appartamenti oltre a due locali a piano terra.
I tecnici, come spiegato dal comandante della polizia locale di Foggia Vincenzo Manzo, hanno ritenuto necessaria una verifica sull’intero immobile e la struttura dell’edificio. Le famiglie, stando a quanto si apprende, hanno trovato collocazione autonoma presso familiari o sistemazioni private.
La polizia locale, evidenzia l’assessora Daniela Patano, vigilerà sull’intera zona fino alla mezzanotte, mentre nelle ore notturne e fino alle sette del mattino l’area sarà controllata da un istituto di vigilanza privata incaricato dall’amministratore dello stabile.
Nelle prossime ore sarà emessa un’ordinanza sindacale che ordinerà ai proprietari degli immobili di intervenire con urgenza con lavori di messa in sicurezza dell’edificio che risale al 1956 ed è stato realizzato con tecniche edilizie differenti da quelle adottate post terremoto
Estorsioni e Sacra Corona Unita, 4 arresti a Brindisi. Guadalupi respinge le accuse e si difende: “Sono io la vittima”
Hanno respinto ogni addebito gli indagati ascoltati dal gip del Tribunale di Lecce, Francesca Mariano, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia tuturanese della Sacra Corona Unita.
Tra questi l’ex presidente del consiglio comunale Pietro Guadalupi, che – assistito dall’avvocato Danilo Di Serio – ha negato di aver avuto un ruolo di “facilitatore” in un episodio estorsivo.
Attualmente detenuto nel carcere di Borgo San Nicola, si è dichiarato estraneo ai fatti, sostenendo anzi di essere stato vittima di pressioni da parte di ambienti criminali. La difesa punta anche su alcune intercettazioni che farebbero riferimento a un “Guadalupi” in termini minacciosi. Possibile nelle prossime ore un ricorso al Riesame.
Davanti al giudice ha risposto anche Mauro Iaia, ritenuto vicino al clan secondo la Direzione distrettuale antimafia, che lo colloca in un percorso di avvicinamento alla criminalità organizzata. Anche lui ha però respinto ogni accusa.
Stessa linea difensiva per Adriano Vitale, indagato per un’altra ipotesi di estorsione: ha sostenuto che i rapporti con le presunte vittime fossero esclusivamente lavorativi.
L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato a misure cautelari per quattro persone: una risponde anche di associazione mafiosa, mentre le altre sono accusate di diversi episodi estorsivi.










