Benito, in carcere 19 anni dopo la condanna. Maria non s’arrende: “Merita una pena alternativa”

Torniamo a parlare della storia di Benito, in carcere dopo 19 anni la condanna. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Dopo aver parlato con un amico di Benito e con il sindaco Giuseppe Cosola, abbiamo incontrato nuovamente Maria che aveva avviato la procedura per richiedere la grazia al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ecco gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda.

 

Laurea falsificata per il concorso Adp, il volontariato non basta: Carmen Fiorella va a processo

Non sarà sufficiente la messa alla prova per evitare il processo. Il gip del Tribunale di Bari, Vittorio Rinaldi, ha disposto il rinvio a giudizio per Carmen Fiorella, coinvolta in un’inchiesta per falsi e truffe legati a titoli di studio inesistenti o alterati.

La decisione è arrivata durante l’udienza per la ratifica dell’attività di volontariato svolta presso la Caritas di Barletta, nell’ambito della richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, avanzata dalla difesa.

Al centro della vicenda, la presentazione di una laurea falsa per ottenere un incarico dirigenziale in Aeroporti di Puglia. Secondo quanto emerso, Fiorella avrebbe modificato una laurea reale in Scienze dell’amministrazione, trasformandola in Economia per partecipare a un concorso bandito nel febbraio 2024.

Non solo: in precedenti incarichi, tra cui quello nel consiglio di amministrazione di Acquedotto pugliese (2017-2021), avrebbe dichiarato anche un master di secondo livello inesistente.

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, l’imputata aveva ammesso le proprie responsabilità e chiesto di accedere alla messa alla prova, come previsto dalla riforma Cartabia. La Procura aveva espresso parere favorevole, così come era stato concordato un risarcimento di 35mila euro ad Aeroporti di Puglia.

Tuttavia, per il giudice Rinaldi, l’attività di volontariato svolta non è stata ritenuta sufficiente a estinguere i reati contestati. Di conseguenza, Fiorella dovrà affrontare il processo.

Bari, auto si schianta in via Bruno Buozzi e il guardrail sfonda il parabrezza: autista illeso – FOTO

Un incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, 19 marzo, in via Bruno Buozzi, a Bari. Il sinistro, avvenuto intorno all’ora di punta, ha coinvolto un’autovettura che, per cause ancora in corso di accertamento, è uscita di strada andando a schiantarsi contro il guardrail.

L’impatto è stato particolarmente violento: la barriera di protezione è stata completamente distrutta e parte della struttura ha sfondato il parabrezza del veicolo.

Nonostante la dinamica dell’incidente, il conducente è rimasto illeso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Alberobello, muore nel naufragio della Concordia per salvare due bimbi: medaglia d’oro a Giuseppe Girolamo

Sarà consegnata il prossimo 20 marzo, alle ore 11, presso il Comune di Alberobello, la Medaglia d’Oro al Valor Civile conferita alla memoria di Giuseppe Girolamo, il giovane originario della città dei trulli che perse la vita durante il naufragio della Costa Concordia.

Girolamo è ricordato per il gesto di straordinario altruismo compiuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, all’Isola del Giglio, quando cedette il proprio posto su una scialuppa di salvataggio, scegliendo di mettere in salvo due bambini a costo della propria vita.

Il riconoscimento, attribuito dal Presidente della Repubblica il 12 luglio 2022, sarà ora consegnato ufficialmente ai familiari a quasi quattro anni dal conferimento, nel corso di una cerimonia istituzionale.

“Il gesto di Giuseppe Girolamo rappresenta uno degli esempi più alti di altruismo e senso di umanità – ha dichiarato il sindaco di Alberobello, Francesco De Carlo –. Con il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile, la nostra comunità rinnova il ricordo di un giovane che, nel momento più drammatico, scelse di mettere la vita degli altri prima della propria. Alberobello non dimentica e continuerà a custodire la memoria di Giuseppe come testimonianza di coraggio, solidarietà e spirito di sacrificio”.

 

Molfetta, la Corte di Cassazione annulla l’arresto dell’ex sindaco Minervini: “Nessun indizio di colpevolezza”

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio a gennaio le misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, mettendo definitivamente fine alla vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto nel 2025.

Nelle nove pagine di motivazioni, i giudici della Suprema Corte sottolineano come “non sia prospettabile un diverso epilogo in un eventuale giudizio di rinvio”, cancellando sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che aveva disposto l’arresto, sia quella del Tribunale del Riesame che aveva successivamente attenuato la misura imponendo il divieto di dimora negli uffici comunali per un anno.

La decisione chiude il caso che aveva portato Minervini agli arresti domiciliari dal 6 al 28 giugno 2025, nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici a Molfetta. Sono rimaste coinvolte anche altre persone.

Secondo la Cassazione, per tutti e nove i capi di imputazione non sussistono indizi di colpevolezza e viene esclusa qualsiasi rilevanza penale delle contestazioni. In sostanza, l’ex primo cittadino non avrebbe dovuto essere arrestato.

La vicenda giudiziaria aveva avuto ripercussioni anche sul piano amministrativo: il Comune era stato inizialmente guidato dal vicesindaco Nicola Piergiovanni, per poi arrivare allo scioglimento dell’amministrazione a seguito delle dimissioni di tredici consiglieri. Attualmente, la gestione dell’ente è affidata a un commissario straordinario nominato dalla Prefettura.

Europei 2032, il San Nicola di Bari fuori dalla corsa? Leccese non molla: “In campo tutti gli sforzi necessari”

Bari non abbandona la corsa per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, ma il percorso resta in salita. A ribadirlo è il sindaco Vito Leccese, che torna sul tema della candidatura del capoluogo pugliese, inserito tra le dieci città italiane in lizza per la rassegna continentale che sarà organizzata da Italia e Turchia.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le possibilità di vedere Bari tra le sedi ufficiali si sono sensibilmente ridotte. Il nodo principale riguarda i costi necessari per adeguare lo stadio San Nicola ai circa 130 requisiti imposti dalla Uefa.

Tra gli interventi più onerosi figura la copertura integrale dell’impianto, considerata indispensabile, che da sola richiederebbe oltre 30 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori lavori su viabilità e servizi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità.

“Vogliamo portare in città l’Europeo, ma un impegno così gravoso non può cadere sulle spalle dei baresi”, ha sottolineato Leccese, chiarendo comunque che non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla candidatura. “Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per consentire a Bari di ospitare alcune partite della fase finale di Euro 2032. Il nostro obiettivo è includere lo stadio San Nicola tra gli impianti della competizione, ma non possiamo pensare di sostenere da soli costi così elevati”.

Uno spiraglio, però, resta aperto. Il sindaco ha infatti rivelato di aver ricevuto una lettera dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha confermato la disponibilità del Governo, insieme alla Figc, a collaborare per garantire infrastrutture moderne alle città candidate. Leccese ha inoltre ringraziato il senatore Filippo Melchiorre per l’impegno dimostrato nel sostenere il progetto, auspicando una collaborazione trasversale.

“Resteremo disponibili fino all’ultimo giorno utile – ha aggiunto il primo cittadino – per cogliere ogni opportunità, soprattutto se emergeranno condizioni sostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Bari è una città accogliente, ben collegata e appassionata di calcio, con tutte le carte in regola per ospitare un evento di tale portata. Ma perché ciò accada non basta la sola volontà dell’amministrazione”.

In attesa di sviluppi sulla candidatura, resta comunque l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana nel capoluogo pugliese, dove manca dall’ottobre 2023. Le prossime gare di Nations League, in programma tra settembre e novembre, potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rivedere gli Azzurri al San Nicola.

Capitale della Cultura 2028, trionfa Ancona. Nulla di fatto per la finalista Gravina: “Guardiamo avanti non finisce qui”

Gravina non ottiene il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 che va ad Ancona. Il Comune, in una nota, ha sottolineato come “questa candidatura ha rappresentato l’avvio di un percorso di trasformazione culturale e sociale che ha innescato energie, idee e progettualità che continueranno a vivere nel territorio” e rivolgendo “alla città designata dal Ministero della Cultura le congratulazioni della comunità gravinese per il prestigioso riconoscimento”.

“Siamo ampiamente soddisfatti di essere arrivati fin qui: oggi è comunque una giornata storica per Gravina – dichiara il sindaco Fedele Lagreca – L’essere giunta fra le dieci finaliste, competendo ai primi posti, la rende di diritto Capitale regionale della Cultura 2028. Un traguardo che ci vede già impegnati nella costruzione di un programma culturale all’altezza del ruolo di città cerniera fra territori: non solo al centro delle Murge, ma anche punto di raccordo fra Puglia, Basilicata e Calabria”.

“Questa candidatura è stata un’occasione storica, per la quale sono grato al consigliere delegato Ignazio Lovero che ci ha creduto caparbiamente, e al lavoro straordinario fatto dai professionisti di PanSpeech, dal comitato promotore e scientifico e dagli ambasciatori. Gravina 2028 è un punto di non ritorno: non saremo più periferia, ma centro, facendo del nostro orgoglio il motore del riscatto di un pezzo importante dell’Italia”, si legge ancora.

“Gravina e la sua comunità sono comunque vincitrici – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Miglietta – Le progettualità elaborate nel dossier di candidatura restano un patrimonio comune che indica una visione di futuro per la città e il territorio”.