Paura nel Salento, 13enne si presenta a scuola con un’arma: è una pistola softair. Indagato il padre

Attimi di tensione in una scuola media nel Salento dove uno studente di 13 anni ha portato a scuola una pistola da softair, di colore nero e priva del tappo rosso.

I docenti si sono accorti dell’arma, del tutto simile ad una reale, e hanno lanciato subito l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri su segnalazione della Dirigente Scolastica.

La pistola è stata sequestrata per gli accertamenti del caso e il padre del ragazzo, un 50enne, è stato indagato. Della vicenda è stata informata anche la Procura per i minorenni di Lecce.

Assalto a portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi, testimone sotto shock: “Arma puntata in faccia e auto rubata”

“Mi stavo recando all’università del Salento perché dovevo sostenere un esame questa mattina. Davanti a me mi sono ritrovata un camioncino posizionato diagonalmente che bloccava la strada. Ho pensato ad un incidente invece poi ho sentito degli spari e ho visto due persone incappucciate. Uno di loro aveva un fucile e ha sparato. lo mi sono nascosta per la paura dentro la macchina”.

Questo il racconto di una ragazza che questa mattina si è ritrovata coinvolta nell’assalto ai portavalori avvenuto sulla superstrada Lecce-Brindisi. Gli autori hanno bloccato la carreggiata posizionando auto di traverso e poi hanno fatto esplodere il furgone.

Dai video registrati dagli automobilisti in transito, si vedono almeno sei persone agire a volto coperto, alcune con indosso tute bianche e imbracciando armi. La rapina, a quanto si apprende, non sarebbe stata consumata. Per fuggire, i malviventi avrebbero poi rapinato dell’auto alcuni automobilisti in transito. La banda avrebbe agito usando auto con lampeggianti, per camuffarle come auto civili in servizio alla polizia.

“Quando hanno sparato loro hanno fatto retromarcia e non sapendo cosa fare, l’ho fatta anch’io – ha aggiunto -. Perché, sinceramente non stavo capendo nulla. Ma quando ho fatto manovra la macchina mi si è spenta. Non ho fatto in tempo a riaccendere l’auto che ho visto il rapinatore che mi puntava il fucile dentro la macchina. Mi ha fatto scendere dalla macchina e lì mi hanno lasciato in mezzo alla strada. Un ragazzo ha poi posizionato dei chiodi per terra e un’altra persona ha incendiato un’altra macchina. Con la mia invece sono scappati via. lo sono stata soccorsa da una persona che era dietro di me. La macchina è stata ritrovata più avanti e ora è sotto sequestro”.

 

Ritrovata a Grottaglie la pistola usata nei conflitti a fuoco: può essere l’arma che ha ucciso Carlo Legrottaglie

È stata recuperata e posta sotto sequestro la pistola Beretta calibro 9×21 con matricola cancellata, dalla quale sarebbero partiti i colpi che giovedì hanno ucciso il brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie.

L’arma è stata trovata dopo il conflitto a fuoco nelle campagne di Grottaglie, in cui ha perso la vita uno dei due fuggitivi, Michele Mastropietro, 59 anni, pregiudicato di Carosino.

La persona che era con lui, Camillo Gianattasio, 57 anni, incensurato di San Giorgio Jonico, è stata interrogata oggi dal gip Francesco Maccagnano nell’ambito dell’udienza di convalida nel carcere di Taranto e si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ accusato di detenzione e ricettazione di armi e munizioni, mentre per l’omicidio del carabiniere la competenza resta alla Procura di Brindisi, che coordina le indagini.

Il comando provinciale dei carabinieri di Taranto riferisce in una nota che è stata “posta sotto sequestro la pistola impugnata dal malvivente deceduto, una semiautomatica marca Beretta 98/FS calibro 9X21 con matricola abrasa, usata presumibilmente anche nella precedente sparatoria avuta con i carabinieri”.

Durante le perquisizioni effettuate presso l’abitazione e il locale commerciale (una ferramenta) riconducibili a Gianattasio, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato: 4 pistole semiautomatiche, di cui alcune con matricola abrasa, due revolver, un fucile a canne mozze, numerose munizioni di vario calibro (tra cui calibro 9×21, calibro 38 special, calibro 12), silenziatori artigianali, targhe di veicoli, cappucci, passamontagna, guanti, diversi telefoni cellulari, strumenti e materiali per la manutenzione e modifica delle armi. Proseguono intanto le indagini per ricostruire la rete di contatti dell’indagato e accertare l’eventuale coinvolgimento in attività criminali organizzate.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, Vassalli in aula: “Pistola fatta a pezzi il giorno dopo e buttata sulla statale 98”

La pistola usata per uccidere il fisioterapista Mauro Di Giacomo sarebbe stata distrutta il giorno dopo il delitto da Salvatore Vassalli, l’operaio imputato per omicidio pluriaggravato dalla crudeltà, dai futili motivi, dalla minorata difesa della vittima e dalla premeditazione.

È quanto emerso ieri, nell’aula della Corte d’Assise di Bari, nel corso dell’esame dello stesso Vassalli. L’omicidio per cui Vassalli è in carcere dal maggio scorso risale alla sera del 18 dicembre 2023, nel quartiere Poggiofranco di Bari.

La mattina del 19 dicembre, poche ore dopo il delitto, Vassalli avrebbe recuperato la pistola dalla sua Hyundai e l’avrebbe fatta «a pezzettini con un flessibile», per poi buttarne i pezzi «per strada, facendo la statale 98». L’arma non è mai stata ritrovata.

Quella pistola, come ha spiegato Vassalli, non era dichiarata (a differenza di altre due che l’operaio aveva in una cassaforte in casa) ed era nascosta in un muretto a secco nelle campagne della Murgia. «Trovai quella pistola nel 1995, nel corso di alcuni lavori fatti in un rudere a Canosa. Insieme all’arma c’erano anche dei proiettili, una cinquantina. Ogni tanto andavo a provarla e a pulirla».

Gomorra style alla festa di San Nicola, al luna park con mitraglietta: 17enne del San Paolo finisce in comunità

Il 17enne del San Paolo, imparentato con gli Strisciuglio di Carbonara e fermato la sera del 7 maggio al luna park allestito per la festa di San Nicola a Bari con una mitraglietta nel borsello, è finito in una comunità.

Il caso è stato affidato alla Procura minorile. Il giovane ha dichiarato, dopo essere stato ascoltato, di aver portato l’arma con sé per la paura di incontrare esponenti di gruppi criminali rivali.

Il 17enne però non ha fornito indicazioni sulla provenienza dell’arma, dotata di caricatore e proiettili.

Da Bari a San Severo in treno, Lavopa e la pistola acquistata su Telegram a 1400 euro: come si è procurato l’arma

Michele Lavopa ha comprato la pistola calibro 7,65, utilizzata nella notte tra sabato e domenica al Bahia Beach di Molfetta, su Telegram e al costo di 1400 euro. L’intermediario della trattativa un suo contatto di San Severo. A riferirlo è stato lo stesso 21enne interrogato in carcere dopo l’omicidio della 19enne Antonella Lopez. Si è recato nella città del Foggiano in treno, ha preso l’arma ed è tornato a casa. L’arma è risultata essere stata rubata nel 2018, il proprietario aveva denunciato il furto.

“L’ho portata altre volte in discoteca e l’ho portata, come in questo caso, addosso, perché le discoteche sono diventate luoghi pericolosi. Preciso che non ci sono mai perquisizioni se non presso le discoteche più grandi e solo nelle serate più partecipate – le sue parole -. C’erano state altre occasioni di tensione con Palermiti e il suo gruppo. Ero costretto a non farmi vedere in giro per Bari”.

Monopoli, in discoteca con la pistola. Inseguito dai Carabinieri getta l’arma in mare: arrestato 28enne – VIDEO

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Con le accuse di detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione un 28enne è stato arrestato e portato in carcere dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della procura. Secondo quanto emerso dalle indagini, lo scorso febbraio, all’esterno di una discoteca nel centro di Monopoli, i carabinieri sottoposero a un controllo cinque ragazzi tra cui il 28enne che, all’improvviso, iniziò a correre.

Mentre veniva inseguito dai carabinieri impugnò una pistola che poi lanciò in mare facendo perdere le proprie tracce. L’arma fu recuperata dai militari nel punto in cui era stata vista andare a fondo, a circa 15 centimetri di profondità. Si trattava di una pistola semiautomatica con matricola abrasa e completa di caricatore con all’interno 6 proiettili.

Dall’acquisizione delle immagini della videosorveglianza all’interno e all’esterno della discoteca, oltre a quelle di vari esercizi commerciali, i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del 28enne, originario di Bari, con numerosi precedenti: in passato era stato già stato arresto per tentato omicidio con l’aggravante mafiosa e detenzione illegale di arma.

Carabiniere beccato a rubare in palestra, tempesta di chiamate: caccia all’Ufficiale cleptomane

Torniamo ad occuparci della storia del carabiniere cleptomane beccato a rubare in palestra e cacciato dopo diversi colpi messi a segno. La storia ha fatto il giro del web e dei social. Siamo stati tempestati di telefonate ufficiali e ufficiose, è partita nell’Arma la caccia all’uomo per l’identificazione del militare.

Abbiamo fornito, a chi ce lo ha chiesto, solo il nome della palestra barese dove l’Ufficiale non gentiluomo è entrato in azione. Il cleptomane, secondo quanto appreso, è stato sonoramente rimproverato all’esterno dall’addetto alla reception della palestra e da un poliziotto. Non sappiamo se è stata presentata denuncia.