Tentato furto in abitazione e riciclaggio, due arresti a Bitonto. Elevate 7 multe per infrazioni al Codice della Strada

A Bitonto, durante un’attività straordinaria di controllo del territorio nell’ambito del dispositivo “Alto Impatto” da parte della Polizia, sono state controllate 141 persone (di cui 38 positive al sistema SDI e 3 cittadini stranieri) e 97 veicoli.

Sono state accertate 7 infrazioni al Codice della Strada, effettuate 6 perquisizioni personali. Due persone sono state arrestate per tentato furto in abitazione e riciclaggio, trovate in possesso di un ciclomotore privo di targa e con telaio abraso.

Foggia, blitz della Guardia di Finanza: 3 arresti. Sequestrati contanti, droga e pistola

La Guardia di Finanza di Foggia ha arrestato tre persone in due distinti interventi, sequestrato una pistola detenuta illegalmente, diverse dosi di cocaina e una somma di denaro contante ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Le attività si inseriscono nel quadro dei controlli di routine sul territorio condotti dal Comando Provinciale, con l’obiettivo di contrastare reati che possano mettere a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza della collettività. Le indagini sono attualmente in corso.

Gare d’appalto manipolate, terremoto politico a Sannicola: 13 misure cautelari e 29 indagati – TUTTI I NOMI

Sono 29 gli indagati, tra amministratori e funzionari pubblici, professionisti ed imprenditori, a cui si aggiungono 5 società facenti capo ai destinatari delle misure cautelari firmate dal gip di Lecce nell’ambito dell’inchiesta su reati contro la pubblica amministrazione.

Tra i destinatari delle misure personali ci sono tutti i funzionari responsabili di settori al comune di Sannicola (Lecce) ed è indagato anche il sindaco in carica Graziano Scorrano. Tra gli arresati l’ex sindaco e attuale vice sindaco Cosimo Piccione, finito in carcere.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture, peculato, falsa testimonianza, intercettazione abusiva, truffa aggravata ai danni dello Stato e per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso in atti pubblici, in graduatorie di concorso pubblico e documenti di gara.

L’attività investigativa della Gdf della compagnia di Gallipoli ha consentito di accertare che diverse procedure di appalto, tra cui un concorso pubblico indetto dal Comune di Sannicola, venivano “sistematicamente turbate, in taluni casi veicolando in maniera fraudolenta la scelta del contraente, verso imprenditori vicini agli amministratori del Comune anche allo scopo di alimentare il loro bacino elettorale”.

Oltre alla detenzione in carcere per Piccione, agli arresti domiciliari sono finiti Cosimo Leo, Gianpaolo Miglietta, Marco Mario Prontera, Annunziata Fiorella Rocca, Giordano Carrozzo, Maria Pia Gioffreda, Walter Cosimo Pennetta. Obbligo quotidiano di presentarsi alla polizia giudiziaria: Valentina Errico, Giuseppe Ingrosso, Valerio Rizzello. Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per gli imprenditori Alberto Pisanello (anche assessore comunale a Tuglie) e Oronzo Trio. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Mafia a Bari, 8 arresti nel clan Velluto. I capi impartivano ordini dal carcere: incastrati dai collaboratori – VIDEO

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Tribunale di Bari – Prima Sezione Penale, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone tutte condannate a seguito dell’esito del giudizio di primo grado per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono state condannate, in primo grado, quali membri dell’organizzazione criminale denominata clan Velluto, diretta da Velluto Domenico e Fasano Giovanni, oltre che dell’associazione autonoma finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle armi e dal numero di partecipanti superiore a dieci persone.

L’odierna operazione segue pertanto le acquisizioni istruttorie, composte dalle deposizioni rese dai testimoni, dai collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché dalle numerose attività di riscontro svolte nel corso dell’attività d’indagine, che hanno provato l’esistenza di tutti gli elementi costitutivi sia dell’associazione di tipo mafioso che dell’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti.

Le esigenze cautelari, che hanno portato all’odierna esecuzione dei provvedimenti restrittivi, sono emerse dalle recenti dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, oltre che dagli ulteriori elementi univoci indicativi del fatto che i condannati, ritenuti delinquenti abituali in ragione delle numerosissime condanne, continuano ad essere inseriti nel circuito criminale, a frequentarsi tra loro, a vivere di proventi delle attività illecite, risultando infatti privi di reddito ed in gran parte sorvegliati speciali di P.S., oltre che per essere coinvolti, di recente, in altri gravi fatti di reato.

Dagli elementi sopravvenuti è emersa la concreta ed attuale piena operatività del clan Velluto e dell’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, laddove il boss, Domenico Velluto, continua dal carcere a capeggiare il clan omonimo tramite il socio in affari Giovanni Fasano, considerato la mente del clan, oltre che con l’ausilio di altri sodali facenti parte del gruppo di fuoco del clan, con disponibilità di armi.

L’indagine, che ha portato alle condanne di primo grado, avviata nel 2002 e condotta fino al 2016, è stata incentrata su uno specifico contesto territoriale di riferimento ossia il quartiere Carrassi di Bari e la zona di San Marcello. In tali aree, a seguito del pentimento dell’allora capo clan di riferimento, Giuseppe Cellamare, prese potere una diversa associazione criminale avente al suo apice la diarchia rappresentata da due esponenti carismatici della malavita barese: Velluto Domenico e Fasano Giovanni.

Nel periodo oggetto d’indagine è stato quindi giudizialmente acclarato che il sodalizio mafioso in disamina avesse a disposizione un gran numero di armi, le quali erano state utilizzate in efferati fatti di sangue, compiuti al fine di assoggettare e controllare il territorio di influenza con la forza di intimidazione.

L’esito del processo di primo grado ha portato all’emissione di 23 condanne con pene comprese dai 30 ai 3 anni di reclusione, per un totale di 437 anni di carcere.

Le condanne, che hanno portato all’emissione delle misure cautelari, sono state emesse in primo grado dal Tribunale di Bari – Prima Sezione Penale, e non sono ancora divenute definitive poiché suscettibili di ricorso in Appello.

Casa trasformata in laboratorio di droga, blitz della Polizia a Noicattaro: arrestati due giovani pusher

Nella serata dello scorso 2 luglio, a Noicattaro (BA), la Polizia di Stato ha tratto in arresto due giovani, di 21 e 29 anni, incensurati, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Con la doverosa precisazione che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’operazione trae origine dall’azione di contrasto al fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, svolta dalla Squadra Mobile della Questura a Bari e provincia.

L’attività d’indagine, caratterizzata anche da servizi di pedinamento ed appostamento, ha consentito di appurare come gli arrestati avessero creato, all’interno di un’abitazione, un vero e proprio nascondiglio ove occultare ingenti quantità di sostanza stupefacente e procedere, altresì, al confezionamento delle dosi.

Nell’ambito di una perquisizione domiciliare effettuata dai “Falchi” della sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile della Questura di Bari, presso l’abitazione in uso ai due giovani, sono stati rinvenuti e sequestrati 805 gr. di cocaina, 7,5 Kg. di hashish, 949 gr. di marijuana e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Corruzione e frode di finanziamenti pubblici a Lecce: 3 arresti. Nessuna misura per l’ex assessore Delli Noci – NOMI

L’imprenditore Alfredo Barone finisce in carcere, ai domiciliari il collega Marino Congedo e l’ingegnere Maurizio Laforgia (figlio del presidente di Acquedotto pugliese, ex dirigente del dipartimento regionale Sviluppo economico ed ex rettore di UniSalento, Domenico).

Nessun provvedimento per Alessandro Delli Noci, ex assessore regionale allo Sviluppo Economico della Puglia. Per gli altri indagati (in totale sono 11) sono state disposte quattro misure interdittive.

Sono queste le decisioni del gip di Lecce, Angelo Zizzari, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e frode di finanziamenti pubblici erogati tramite i Pia, i Programmi integrati di agevolazione.

Delli Noci, indagato, si era dimesso. La decisione del gip arriva un mese dopo gli interrogatori preventivi, la Procura di Lecce aveva chiesto i domiciliari per l’ex assessore.

Esami per avvocati, 3 arresti e 15 indagati a Bari: tra loro avvocati, procuratori e membri della commissione

Tre persone sono state arrestate dai carabinieri e altre 15 sono indagate a piede libero sulle presunte irregolarità nelle prove scritte dell’esame da avvocato del dicembre 2014.

Gli indagati sono complessivamente diciotto, tra avvocati, membri della commissione e procuratori legali accusati, a vario titolo, di falsa attribuzione di un lavoro altrui, falso ideologico, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Per la Procura di Bari “un gruppo di lavoro riunito in un appartamento adibito a centrale operativa agiva redigendo gli elaborati di esame che venivano successivamente introdotti nei padiglioni della Fiera del Levante e consegnati ad alcuni degli esaminandi”.

Ambulanti costretti a comprare bevande a prezzi più alti, estorsione durante la festa patronale di Barletta: 2 arresti

Nei giorni scorsi, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, la Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Bari e la Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Barletta – Andria – Trani, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti barlettani, rispettivamente di quarantacinque e trentacinque anni, ritenuti responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In particolare gli odierni indagati, in vista della festa patronale tenutasi a luglio 2024 a Barletta, con minacce implicite ed esplicite, hanno imposto agli esercenti l’attività di vendita ambulante, l’acquisto di bevande a prezzi più alti rispetto a quelli di mercato, viceversa, non avrebbero potuto partecipare alla festa.

Il modus operandi estorsivo si è articolato in tre fasi: in una prima fase, in occasione della festa patronale di Gioia del Colle (maggio 2024), gli indagati hanno iniziato ad avvicinare le vittime intimando loro che se avessero voluto partecipare alla successiva festa patronale di Barletta avrebbero dovuto necessariamente rifornirsi delle bevande da loro; successivamente, gli stessi venditori ambulanti hanno iniziato a ricevere delle telefonate minatorie ove sono state rinnovate le suddette minacce; infine, in occasione del ritiro delle licenze da parte degli esercenti ambulanti, gli indagati, presenziando innanzi agli uffici comunali del S.U.A.P. di Barletta, hanno concluso l’iter criminale raccogliendo gli ordini degli acquisti delle bevande imposte.

Quindi, le vittime hanno subito un duplice danno economico derivante sia dai prezzi maggiorati dei prodotti, sia dalle ordinazioni imposte, decisamente sovrabbondanti rispetto alle esigenze della festa. Per tale ragione, infatti, parte di esse hanno anche rinunciato a parteciparvi.

Nonostante il clima di assoggettamento e lo spessore criminale degli indagati, alcune delle vittime hanno presentato formale denuncia consentendo alla Polizia di Stato di far luce sull’accaduto.

Occorre precisare che i provvedimenti adottati nel corso delle indagini non sono definitivi e gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a quando la responsabilità non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

Truffa del falso carabiniere a Grumo, 86enne consegna 10mila euro: arrestati 47enne e complice minorenne

I carabinieri della Stazione Carabinieri di Grumo Appula hanno tratto in arresto in flagranza di reato F.F. di 47 anni e deferito in s.l. un minorenne (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni di un’anziana signora, messa in atto con il modus operandi del “falso carabiniere”.

La donna poco prima aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, qualificatosi come Maresciallo dei carabinieri, comunicava che la figlia si era resa responsabile di un sinistro stradale investendo un ragazzo che era in pericolo di vita all’ospedale. Per tale situazione, la figlia rischiava l’arresto e per evitare ulteriori conseguenze era necessario versare la cifra di euro 14.000 ad un altro carabiniere che sarebbe passato di lì a poco presso la sua abitazione.

Durante la telefonata, l’anziana parlava con una donna che si presentava come sua figlia e che, in lacrime, chiedeva aiuto alla mamma invitandola a consegnare i soldi ai carabinieri. Contestualmente, il sedicente Maresciallo contattava l’86enne su altre utenze da ella stessa fornite al fine di isolarla e non darle la possibilità di contattare parenti/ conoscenti o forze dell’ordine.

Poco dopo, presso l’abitazione, si presentava il finto carabiniere a cui la donna consegnava 10.000 € e, a seguito di ulteriore richiesta di denaro, la donna era in procinto di preparare monili in oro al fine di raggiungere la cifra concordata come cauzione da versare. In quel frangente, mentre il minore si trovava nei pressi dell’abitazione, in attesa del via libera per poter andare a ritirare i gioielli, e il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che bloccavano i malviventi e ritrovavano occultata nell’auto quasi tutta la cifra già consegnata.

L’uomo veniva quindi tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale di Bari, mentre il minore veniva deferito in s.l. e affidato all’esercente la patria potestà. L’operazione si inquadra nel più ampio servizio di prossimità e di controllo del territorio posto in essere quotidianamente dai Carabinieri.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Imprese riciclano oltre 170 milioni di proventi della criminalità foggiana, blitz di Polizia e Finanza: 9 arresti

Nove persone sono state arrestate (sette in carcere e due ai domiciliari) nell’ambito di un’operazione condotta da Guardia di finanza e Polizia di Stato per “disarticolare – è spiegato in una nota – un sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi della criminalità foggiana, derivanti anche dalle rapine ai portavalori, con la connivenza di imprese operanti in Basilicata e Lombardia”.

Le ordinanze sono state emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura del capoluogo lucano che ha coordinato le indagini. Stamani nell’operazione di Guardia di finanza e Polizia sono impegnati oltre 200 persone: sono stati eseguiti anche il sequestro del compendio aziendale di dieci società del valore di 170 milioni di euro e il sequestro preventivo, “nella forma diretta o per equivalente, di beni per un valore di circa dieci milioni di euro”.

I particolari dell’operazione saranno forniti stamani in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Procura della Repubblica di Potenza.