Laboratorio di droga nel Foggiano, sequestrati 14 chili di eroina e 100mila euro: due arresti

La guardia di finanza di Foggia ha scoperto e sequestrato nelle campagne di Ordona un laboratorio per la produzione della droga all’interno del quale sono stati rinvenuti 14 chili di eroina e circa 100mila euro in contanti.

Due persone sono state arrestate. I militari hanno individuato una casa di campagna attrezzata con strumentazione per tagliare, cuocere e confezionare la sostanza stupefacente. Le banconote, confezionate sottovuoto, erano state nascoste in vari contenitori per rendere più difficile il ritrovamento in caso di controlli. I due indagati si erano dotati di un miscelatore ed altri attrezzi per tagliare la sostanza, un fornetto per cuocerla e una pressa per confezionarla in panetti.

Furti, assalti ai bancomat e rapine ai tir con sequestro di persona: 7 arresti nel Barese – TUTTI I NOMI

I Carabinieri del Comando Compagnia di Triggiano, hanno eseguito sette ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (ufficio esecuzioni penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi nelle provincie di Bari e Brindisi, tra il 2020 e il 2021, da soggetti legati dal vincolo associativo, per la commissione di reati contro il patrimonio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, e, condotte, in diverse fasi, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento ed attività tecniche.

Sono state ricostruite anche le modalità operative, sempre simili tra loro, nel caso sia delle rapine ai mezzi pesanti sia dei furti. Esemplificativo, per il primo caso, è un episodio del dicembre 2020, contestato a sette indagati, allorquando i rapinatori, in tre equipaggi su altrettante automobili con compiti specifici, uno d’intervento e due di appoggio, dopo aver bloccato entrambi i lati del tratto di carreggiata della S.P. Rutigliano-Adelfia, avevano rapinato un TIR in transito. Nella circostanza, gli autori minacciarono con una pistola il conducente del mezzo pesante, colpendolo anche con il manico dell’arma al volto, e lo costrinsero a sdraiarsi all’interno della cabina del veicolo, per poi rilasciarlo dopo un considerevole lasso di tempo in Mola di Bari, non prima di aver svuotato il camion del carico di prodotti alimentari. In altre occasioni, sono state utilizzate anche autovetture con lampeggianti di colore blu simili a quelli in dotazione alla Forze di Polizia e palette d’ordinanza per bloccare per strada le vittime.

In particolare, gli inquirenti sono riusciti a fare luce su 4 rapine, di cui 3 in danno di autotrasportatori con sequestro di persona, un tentativo di rapina in danno di due anziani, 4 furti aggravati, due assalti a sportelli automatici di istituto di credito/ufficio postale, svariati episodi di ricettazione di materiale compendio di rapine, un incendio doloso che ha coinvolto 5 autoveicoli e un episodio di resistenza a p.u..

L’attività ha consentito, inoltre, di recuperare 113 climatizzatori, oggetto di rapina ai danni di un autotrasportatore, avvenuta in località Mola di Bari nell’ottobre 2020, svariati generi alimentari, compendio della sopra descritta rapina al TIR e 2 autocarri oggetto di furto, avvenuto a Noicattaro (BA) nel mese di gennaio 2021.

Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra i sette mesi e i sei anni di reclusione.

Elenco condanne:

1. BERNAUS LUIGI, NATO BARI 19 MAG 75, IVI RESIDENTE, VIA CADUTI DEI PARTIGIANI N. 23, CONIUGATO, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI MELFI (PZ) (ANNI 1 E GIORNI 15 – REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110, 624, 624 BIS, C.P.);

2. DIDONNA GIOVANNI, NATO TRIGGIANO (BA) 15 FEB 95, RESIDENTE CELLAMARE, VIA ISONZO N. 1, DI FATTO DOMICILIATO CELLAMARE (BA), VIA NINO BIXIO N. 44, CONIUGATO, CENSURATO IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI VITERBO (ANNI 5 E MESI 2 – REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110, 416, 624, 625, 628 E 648 C.P. + ARTT. 2 E 4 L. 895/1967);

3. SCORCIA VITO, NATO BARI 03 APR 89, IVI RESIDENTE, VIA CADUTI DEI PARTIGIANI N. 13, DI FATTO DOMICILIATO MEDESIMA VIA AL CIVICO N. 25/A, CONVIVENTE, CENSURATO; N ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI CALTANISSETTA (ANNI 2, MESI 3 E GIORNI 10 – REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110 E 628 C.P. + ARTT. 2, 4 E 7 L. 895/1967);

4. LOSETO MAICOL, NATO BARI 27 GIU 95, RESIDENTE ADELFIA (BA), VIA MORETTI N. 27, DI FATTO DOMICILIATO BARI, STRADELLA SANTA LUCIA N. 15, CONIUGATO, CENSURATO ATTUALMENTE SOTTOPOSTO ALLA MISURA DEGLI ARRESTI DOMICILIARI (ANNI 6, MESI 6 – REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110, 337, 416, 624, 625, 628 E 648 C.P. + ARTT. 2, 4 E 7 L. 895/1967);

5. SBLENDORIO DAVIDE, NATO A TRIGGIANO 04 SET 95, RESIDENTE CAPURSO (BA), VIA SAN PIETRO N.44, CELIBE, CENSURATO, IN ATTO SOTTOPOSTO ALLA MISURA DEGLI ARRESTI DOMICILIARI (ANNI 4 E MESI 6 – REATI RICONOSCIUTI: 110, 416, 628, 624 C.P. + ARTT. 2, 4 E 7 L. 895/1967);

6. SCORCIA GIUSEPPE, NATO BARI 20 AGO 59, IVI RESIDENTE, VIA CADUTI DEI PARTIGIANI N. 13, DI FATTO DOMICILIATO MEDESIMA VIA AL CIVICO N. 10, CONIUGATO, CENSURATO, IN ATTO SOTTOPOSTO ALLA MISURA DEGLI ARRESTI DOMICILIARI (ANNI 6, MESI 3 E GG. 7 – REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110, 416, 628 E 648 + ART. 71 D.Lvo 159/2017 + ART. 4 L. 895/1967)

7. PACUCCI GIUSEPPE, NATO BARI 28 LUG 88, RESIDENTE ADELFIA, VICO II VIA KENNEDY N. 2, DI FATTO DOMICILIATO ADELFIA, VIA GIOACCHINO PECCI N. 21, CONIUGATO, CENSURATO, ATTUALMENTE SOTTOPOSTO ALL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G. (MESI 5 GG. 27– REATI RICONOSCIUTI: ARTT. 110, 416, 624, 625 E 628 C.P. – ORDINE DI ESECUZIONE CON CONTESTUALE DECRETO DI SOSPENSIONE).

Marijuana coltivata nel bosco, 5 arresti nel Foggiano. Trovate 1808 piante: giro d’affari da oltre un milione di euro

I carabinieri di San Severo (Foggia) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura, nei confronti di 5 persone (quattro originarie della provincia e uno straniero) accusate a vario titolo e in concorso tra loro del reato di coltivazione di marijuana destinata allo spaccio.

Le indagini hanno consentito di rinvenire, in un’area boschiva di circa 5mila mq di macchia mediterranea sottoposta a vincolo paesaggistico e abusivamente spianata, situata in agro di San Nicandro Garganico, 1808 piante di marijuana distribuite su due piantagioni, che sarebbero state coltivate – anche grazie a efficienti sistemi di irrigazione – dai 5 indagati.

Sono più di 120mila le dosi di stupefacente ricavabili dagli oltre 4 kg di principio attivo pronte per essere lavorate e immesse sul mercato illecito, per un volume d’affari stimato superiore a un milione e mezzo di euro.

Spaccio a Canosa, vedette in monopattino e giro controllato da circolo sportivo: 4 arresti – I NOMI

Un gruppo ben organizzato che, secondo i carabinieri, aveva trasformato l’area di piazza Galluppi a Canosa di Puglia nel nord Barese, in un centro di spaccio controllato da vedette che in monopattino monitoravano le vie circostanti utili allo smercio di sostanze stupefacenti. In cinque sono finiti nei guai nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, e denominata Rossoblù, come i colori del Canosa calcio e del circolo sportivo in cui avveniva, secondo quanto accertato dai militari, lo spaccio di droga. Quattro sono stati arrestati (tre in carcere e uno ai domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico) e una quinta persona è stata denunciata.

Per tutti l’accusa è detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In manette sono finiti Roberto Mennoia di 41 anni, la fidanzata di 40 anni Niculina Lenuta Matei, Giuseppe Di Stasi di 30 anni e Giuseppe Pennella di 49 anni. Tutti risiedono a Canosa e hanno precedenti. Una donna di 33 anni invece, è stata denunciata. L’indagine, durata diverse settimane, è nata dopo alcuni esposti presentati dal comitato dei residenti della zona che lamentavano “degrado e spaccio” che avveniva anche in pieno giorno, per le strade del rione. I carabinieri hanno così iniziato una lunga attività di monitoraggio e controllo dell’area. Hashish, marijuana e cocaina le sostanze smerciate anche a minorenni a prezzi che si aggiravano sui 10 euro a dose.

Le strade vicine al ritrovo sportivo erano controllate da vedette che avvisavano dell’arrivo delle forze dell’ordine. In una occasione i carabinieri hanno notato la 40enne prendere soldi da un cliente, passarli al compagno che le ha dato una dose di droga poi ceduta all’uomo che attendeva sull’uscio del club rossoblu. Per la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, non ci sono dubbi che “gli indizi ravvisati a carico degli indagati sono gravi, precisi e concordanti”. A supporto delle investigazioni, foto e video realizzati dai militari appostati vicino al circolo.

Moto rubate nel Barese, fine della corsa: arrestati 4 ragazzi di Triggiano. Erano scappati dopo un folle inseguimento

Sfuggono ad un inseguimento sulla ss100 all’altezza dell’Ikea a Mungivacca, dopo aver abbandonato moto di grossa cilindrata appena rubate, a distanza di settimane però vengono arrestati durante l’ennesimo tentativo di rapina. La Polizia ha arrestato 4 giovanissimi di Triggiano. Da mesi rubavano moto di grossa cilindrata a Bari e zone limitrofe.

Mafia nel Foggiano, duro colpo al clan Li Bergolis: 39 arresti e 10 milioni di beni sequestrati. I capi al 41-bis

Sono 39 le persone ritenute appartenenti al clan Li Bergolis di Monte Sant’Angelo (Foggia) arrestate questa mattina (37 in carcere, due ai domiciliari) perché accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, altri reati in materia di droga e armi e diversi episodi estorsione, rapina, furto e favoreggiamento. Per tre degli arrestati, considerati capi dell’organizzazione, è stato disposto il regime carcerario speciale del 41-bis.

Le persone finite in carcere sono: Matteo Armillotta, Donato Bisceglia, Davide Carpano, Giovanni Caterino, Marino Arturo Pio Ciccone, Nicola Ciliberti, Giuseppe Pio Ciociola, Gianmichele Ciuffreda, Libero Colangelo, Luigi Ferri, Francesco Gallo, Michele Libero Guerra, Claudio Iannoli, Giovanni Iannoli, Orazio Pio La Torre, Matteo Lauriola, Luigi Mazzamurro, Antonio, Enzo, Leonardo e Raffaele Miucci, Raffaele Palena, Matteo Pettinicchio, Giorgio Raffaele Prencipe, Marco Primavera, Piergiorgio Quitadamo, Lorenzo Ricucci, Carmine Romano, Maria Gaetana Santoro, Lorenzo Scarabino, Giuseppe Stramacchia, Tommaso Tomaiuolo, Angelo e Pasquale Totaro, Mario Totta, Gianluigi Troiano. Ai domiciliari Maria Francesca Palumbo e il boss di Vieste, oggi collaboratore di giustizia, Marco Raduano.

L’operazione ‘Mari e monti’ ha coinvolto polizia, carabinieri e guardia di finanza. Gli arresti sono stati eseguiti tra Foggia, la sua provincia, ma anche in altre regioni. Le indagini, dirette dalla Dda di Bari, sono state coordinate dalla Direzione nazionale antimafia. Fondamentali, per le indagini, gli interrogatori resi da 18 collaboratori di giustizia, oltre che le intercettazioni telefoniche e ambientali. Agli arrestati sono stati sequestrati beni per un totale di 10 milioni.

“L’operazione di oggi colpisce una delle organizzazioni più potenti della mafia della provincia di Foggia, colmando un deficit di intervento repressivo che, per il clan Li Bergolis, durava da 15 anni”, ha detto in conferenza stampa il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. “Si tratta di una realtà di straordinaria pericolosità – ha aggiunto – nella quale, alla dimensione violenta, vessatoria e intimidatoria del gruppo si associa una capacità di operare nella modernità, dal traffico di stupefacenti al riciclaggio”. Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha sottolineato la “quantità e la qualità della risposta dello Stato. Questa operazione è stata svolta grazie a un coordinamento efficace e straordinario” di magistrati e forze dell’ordine.

Estorsioni e droga, maxi operazione all’alba contro la mafia garganica: arresti e sequestri

Maxi operazione all’alba contro la mafia garganica. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza stanno eseguendo numerosi arresti e ingenti sequestri a Foggia e in altre località in tutto il paese. L’operazione è stata definita “Mari e Monti” e l’indagine è diretta dalla Dda di Bari, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e altro.