Assalto al Postamat di Canosa, banda in fuga con 20mila euro: esplosivo nell’erogatore delle banconote

Ha fruttato circa 20mila euro l’assalto con esplosivo compiuto la notte scorsa al Postamat di Canosa di Puglia, nel nord Barese. Il colpo è stato compiuto con la tecnica della cosiddetta della marmotta: nell’erogatore delle banconote della sede delle Poste di via Volturno, sarebbe stato inserito dell’esplosivo che ha sventrato il macchinario. La deflagrazione, che ha svegliato i condomini della palazzina dove si trova l’ufficio postale, ha bucato la parete da cui si vedono ora i banchi degli operatori. I danni sono ingenti e ancora da quantificare, anche in termini di disagi per i clienti. Le indagini sono affidate ai carabinieri che stanno eseguendo i rilievi con l’aiuto degli artificieri. Non si esclude che ad agire sia stato un gruppo composto da tre persone poi fuggite a bordo di un’auto scura e che avrebbero sistemato chiodi a tre punte lungo via Corsica, strada che costeggia il Postamat. Un’auto dei carabinieri è stata danneggiata dai chiodi. Sono state acquisite le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Non è la prima volta che il postamat viene preso di mira: lo scorso anno un gruppo di circa cinque persone tentò di assaltare il postamat, ma un ingranaggio bloccato fece fallire il colpo.

Manduria, banda perseguita anziano con raid in casa: un arresto e 3 indagati. Un complice in fuga

Un pensionato 76enne di Manduria, in provincia di Taranto, invalido al cento per cento, sarebbe stato perseguitato, minacciato e derubato più volte nel suo appartamento da una banda composta da un 38enne, che è stato arrestato dai carabinieri; un 19enne, per il quale è stato disposto un divieto di avvicinamento alla vittima; un minorenne, la cui posizione è stata stralciata ed è al vaglio del tribunale competente; e da un complice ancora da identificare. I militari della compagnia di Manduria hanno proceduto all’arresto del 38enne (accusato di rapina) e alla misura del divieto di avvicinamento nei confronti del 19enne, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Francesco Maccagnano su richiesta della procura. Sarebbero almeno quattro gli episodi contestati agli indagati a partire dal giugno scorso con raid nell’abitazione dell’anziano, minacciato di morte e costretto a consegnare denaro. Nel corso dell’ultimo episodio, la presunta banda era stata costretta a fuggire in seguito all’intervento dei carabinieri che erano appostati nelle vicinanze dopo aver raccolto la denuncia della vittima.