Dramma nelle Marche, stroncato da un malore a 46 anni: muore il carabiniere barese Domenico Caradonna

“Si esprime profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa dell’Appuntato Scelto Q.S. Domenico Caradonna, 46enne originario di Bari, effettivo al Nucleo Cinofili di Pesaro e iscritto al SIM Carabinieri, deceduto nella serata del 19 settembre a Cerreto d’Esi, mentre prestava servizio di sicurezza durante la tradizionale Sagra dell’Uva”.

Inizia così la nota della Segreteria Regionale Marche del SIM Carabinieri. Caradonna, 46enne barese, sposato e padre di una bambina di 7 anni, è stato colto da un improvviso malore che lo ha portato rapidamente in arresto cardiaco.

“Il personale dell’ambulanza presente per l’assistenza sanitaria all’evento è intervenuto immediatamente, avviando le manovre di rianimazione. Poco dopo è giunta sul posto anche l’automedica di Fabriano, ma, nonostante i ripetuti e instancabili tentativi dei sanitari, per Domenico non c’è stato nulla da fare – si legge nella nota -. I colleghi lo ricordano come un professionista esemplare, sempre disponibile e animato da profonda umanità, qualità che lo hanno reso stimato da tutti coloro che hanno avuto l’onore di lavorare al suo fianco”.

“La sua dedizione al servizio e lo spirito di sacrificio resteranno un esempio indelebile. Il SIM Carabinieri si stringe con sincera vicinanza e commozione alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso con lui anni di servizio – conclude il SIM -. La perdita di Domenico lascia un vuoto incolmabile, ma il suo ricordo vivrà sempre nell’Arma e in chi ha avuto modo di conoscerlo”.

Muore a 28 anni, Gravina piange la carabiniera Laura Grillo: era comandante della Forestale a Siena. Ipotesi suicidio

Gravina piange la 28enne Laura Grillo, maresciallo e comandante del Nucleo Forestale dell’Arma a Siena. La giovane è deceduta ieri, l’ipotesi è quella del suicidio. Sua mamma è morta due mesi fa prematuramente a causa di un male incurabile all’età di 50 anni.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha espresso profondo cordoglio per la tragica scomparsa. “Laura era una giovane carabiniera di grande valore, stimata per la sua professionalità, il senso del dovere e l’impegno quotidiano nella tutela del territorio e della legalità. La sua morte rappresenta una perdita dolorosa per tutta la comunità dell’Arma – le parole del segretario nazionale Vincenzo Incampo -. In attesa che le autorità competenti chiariscano le circostanze dell’accaduto, rinnoviamo l’impegno nel promuovere una maggiore attenzione al benessere psicologico del personale, affinché nessun collega si senta mai solo di fronte alle difficoltà”.

“Alla famiglia di Laura, ai suoi colleghi e a tutti coloro che le hanno voluto bene va il nostro pensiero più sincero e la massima vicinanza in questo momento di immenso dolore”, ha concluso Incampo.

Carabiniere ucciso a Francavilla, dubbi sull’azione di Giannattasio nelle sparatorie: attesa per gli esami del Ris

Sono in programma venerdì 4 luglio, presso i laboratori del Ris di Roma, gli accertamenti sugli stub effettuati dalla Polizia su Camillo Giannattasio, il 57enne di San Giorgio Jonico arrestato e indagato per concorso in omicidio nell’inchiesta sulla morte di Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso a Francavilla Fontana.

Si dovrà stabilire se Giannattasio, che si trova in carcere, abbia o meno aperto il fuoco nei confronti di Legrottaglie durante la prima fuga e durante il secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro.

Giannattasio ha affermato di non aver sparato, ma nella sua auto e nel suo negozio di ferramenta sono state ritrovate altre armi. I poliziotti sono allo stesso tempo indagati per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa (nei confronti di Mastropietro) e parti offese per l’ipotesi di tentato omicidio e lesioni.

Carabiniere ucciso, dito medio durante la fuga: la sfida di Mastropietro e Giannattasio a Legrottaglie e il suo collega

Michele Mastropietro, il rapinatore che ha ucciso Carlo Legrottaglie a Francavilla e poi morto nel secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie, e Camillo Giannattasio, il complice arrestato e ora in carcere con l’accusa di concorso in omicidio, hanno mostrato il dito medio ai Carabinieri che li stavano seguendo.

Questo è quanto emerge dalle indagini sull’omicidio del brigadiere capo dei Carabinieri ucciso il 12 giugno. Sono infatti state ricostruite le fasi dell’inseguimento grazie anche racconto del compagno di pattuglia con Legrottaglie.

I due rapinatori, entrambi armati, durante la fuga si sono presi gioco dei Carabinieri insultandoli. Mastropietro, dopo aver sparato contro Legrottaglie, avrebbe impugnato la pistola e puntata anche contro l’altro militare che si è salvato solo perché è riuscito ad afferrargli gli avambracci. Camillo Giannattasio risponde di concorso in omicidio anche perché nell’auto che guidava c’era un arsenale.

“La morte del brigadiere Carlo Legrottaglie era un evento ampiamente prevedibile e quantomeno accettato da Giannattasio, atteso che nell’auto da egli condotta vi erano armi cariche di munizioni pronte ad offendere in maniera letale”, le parole del gip Simone Orazio di Brindisi nel valutare le responsabilità dell’uomo attualmente detenuto nel carcere di Taranto.

Va ricordato che anche gli agenti di Polizia che hanno partecipato alla seconda sparatoria sono indagati. Oggi, il sottosegretario al ministero dell’Interno, Nicola Molteni, sarà al commissariato di Grottaglie insieme al presidente onorario del Sap e responsabile nazionale del dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega, Gianni Tonelli. Alle 17,30 tutti saranno a Bari per un incontro sul decreto Sicurezza.

Ucciso il killer del carabiniere Legrottaglie, a Grottaglie sit-in per i due agenti indagati: “Va cambiata la norma”

Si è tenuto questa mattina, davanti alla sede del commissariato di Grottaglie (Taranto), un sit-in per esprimere solidarietà ai due agenti indagati per omicidio colposo, a seguito di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, dopo la morte in un conflitto a fuoco del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio, poche ore prima, del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso giovedì scorso nel Brindisino.

La manifestazione è stata promossa dal Sindacato autonomo della polizia: sono intervenuti rappresentanti del Sap di Foggia; il segretario generale nazionale dello stesso sindacato, Stefano Paoloni; e una delegazione del Sap Puglia e Basilicata.

“L’iscrizione nel registro degli indagati – sottolinea il segretario provinciale Foggia Giuseppe Vigilante – è un atto di garanzia che consentirà ai colleghi di partecipare alle fasi del processo ed eventuali incidenti probatori, ma dovranno farlo a loro spese e con i loro avvocati e fino a quando il procedimento penale non sarà terminato avranno la carriera bloccata. Sia chiaro che nessuno punta il dito contro la magistratura che fa il suo lavoro egregiamente applicando la legge, ma è giunto il momento di cambiare la norma”.

“Per questo – conclude Vigilante – ci rivolgiamo alla classe politica di questo paese chiedendo di introdurre una norma di legge per evitare un avviso di garanzia automatico quando sussistono cause di giustificazione del reato quali uso legittimo delle armi, la legittima difesa nell’adempimento del dovere. Il paese deve essere grato ai due colleghi per aver rischiato personalmente la propria vita per assicurare alla giustizia pericolosi criminali”.

Carabiniere ucciso, Mastropietro è morto per dissanguamento. Un foro sul corpo: “Impossibile dire chi ha sparato”

Michele Mastropietro, il rapinatore 59enne ritenuto l’assassino del carabiniere Carlo Legrottaglie, ucciso a Francavilla, e deceduto in un secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie, è morto per le conseguenze di un lento sanguinamento di circa mezz’ora.

Questo è quanto emerge dall’autopsia svolta al Santissima Annunziata di Taranto dove è stata evidenziata la presenza di un solo foro all’emitorace sinistro, senza ritenzione della pallottola.

L’arma utilizzata da Mastropietro ha lo stesso calibro di quelle in dotazione ai due Falchi indagati per omicidio colposo come conseguenza di eccesso di legittima difesa. Non si può stabilire dunque l’origine del foro.

La relazione sarà depositata dal perito in 60 giorni, gli stessi due poliziotti sono anche parti offese per il reato di tentato omicidio e lesioni contestato all’altro fuggitivo, Camillo Giannattasio.

Ucciso il killer del carabiniere Legrottaglie: i due poliziotti indagati sono vittime di tentato omicidio

Sembra alleggerirsi la posizione giudiziaria dei due agenti indagati dalla procura di Taranto – per omicidio colposo a seguito di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi – dopo la morte di giovedì scorso in un conflitto a fuoco del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio, poche ore prima, del brigadiere capo Carlo Legrottaglie.

I due risultano ora formalmente parte offesa in un procedimento parallelo per tentato omicidio e lesioni personali gravi – in concorso con Mastropietro – a carico di Camillo Giannattasio, l’altro fuggitivo che si è arreso durante le fasi della cattura.

La novità è emersa questa mattina, durante il conferimento dell’incarico al medico legale Roberto Vaglio di Lecce per l’autopsia sul corpo di Mastropietro, alla presenza del pubblico ministero Francesco Ciardo.

L’esame autoptico viene eseguito nell’ospedale Santissima Annunziara di Taranto. I due poliziotti hanno nominato Giancarlo Di Vella di Bari e un consulente è stato nominato anche dalla controparte.

Secondo la Procura, durante la fuga Mastropietro avrebbe aperto più volte il fuoco contro i due agenti, che hanno riportato ferite causate da cadute mentre cercavano di bloccarlo.

Per la difesa dei due poliziotti – rappresentati dagli avvocati Antonio La Scala e Giorgio Carta – il riconoscimento formale della loro condizione di vittime di un’aggressione armata rafforza la tesi della legittima difesa. Mastropietro, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato colpito con un solo proiettile al torace. “Esprimo grande soddisfazione – dice all’ANSA l’avv. La Scala – nel vedere che viene riconosciuto ai due agenti anche il ruolo di persone offese di un gravissimo reato quale il tentato omicidio”.

Carabiniere ucciso a Francavilla, avviata raccolta fondi per la famiglia Legrottaglie: donati 22mila euro

Amici e colleghi di Carlo Legrottaglie, il brigadiere 59enne ucciso giovedì scorso durante un conflitto a fuoco mentre inseguiva due uomini tra le campagne della provincia di Brindisi, hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe che ha già ricevuto donazioni per circa 21mila euro.

“Carlo – si legge nell’appello a donare – ha sacrificato la sua intera vita, fino al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in quanti lo conoscevano. In questo momento di profondo dolore, sentiamo il dovere di stringerci attorno alla moglie Eugenia, alle figlie” gemelle 15enni, “e a tutti i suoi cari e colleghi. Per questo, e in funzione delle numerose richieste che ci sono pervenute, abbiamo organizzato una raccolta fondi” anche per “offrire un aiuto concreto e un segno tangibile della nostra vicinanza in un momento così difficile alla famiglia di Carlo”.

Anche il sindacato di polizia Mosap, sulla stessa piattaforma, ha avviato una raccolta fondi ma per i due agenti indagati per omicidio colposo in relazione alla morte del 59enne Michele Matropietro, ritenuto l’assassino di Legrottaglie.

Mastropietro, dopo aver sparato al brigadiere, si era nascosto con il 57enne Camillo Giannattasio in una masseria di Grottaglie quando è stato scoperto dalla polizia. Non si è arreso come ha fatto Giannattasio ma ha ingaggiato un conflitto a fuoco.

Il segretario generale del Mosap, Fabio Conestà, sottolinea che “i colleghi sono intervenuti in un contesto di gravissimo pericolo, fronteggiando soggetti armati in un conflitto a fuoco in cui hanno rischiato la vita per difendere la collettività. Oggi, per quell’intervento, si trovano indagati. Una procedura formalmente dovuta, ma che comporta per loro un pesante fardello umano e professionale: spese legali e peritali ingenti, il blocco della carriera e potenziali ripercussioni disciplinari”.

Carabiniere ucciso a Francavilla, i funerali ad Ostuni. L’omelia: ‘Carlo ha offerto la vita con generosità e amore’

“Carlo nella quotidianità ha offerto la sua vita adempiendo al proprio dovere con generosità e amore”. Sono le parole pronunciate da monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare, durante l’omelia per i funerali di Carlo Legrottaglie, il brigadiere capo dei carabinieri ucciso giovedì scorso a Francavilla Fontana, a pochi giorni dalla pensione, durante un conflitto a fuoco con due uomini.

Ai funerali è presente il capo dello Stato Sergio Mattarella. Carlo, ha aggiunto Saba, “ha dato tutto: ha dato la sua vita, tutte le sue energie fino all’ultimo nonostante i tempi di riposto previsti”.

“Siamo qui per ringraziare il Signore perché ancora – ha aggiunto – in un mondo lacerato da discordie e contese, ci sono uomini che spendono la propria vita offrendosi senza riserve”.

“Papa Leone ci ricorda – ha concluso – che il male non trionferà. Anche in questo momento noi vogliamo credere nella resurrezione”.