Cassano, sorpresi a rubare in un fondo agricolo privato: 7 denunce. Sequestrati 25 quintali di olive

Nell’ambito di mirati servizi di controllo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari in occasione della “campagna olearia 2025”, i militari della Compagnia Carabinieri di Altamura hanno denunciato in stato di libertà (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) sette persone, sorprese in flagranza di reato mentre asportavano olive da un fondo agricolo privato in Cassano delle Murge (BA).

L’intervento tempestivo dei militari, a seguito di segnalazione pervenuta da privato cittadino nonché da personale di vigilanza privata, ha consentito di recuperare circa 2.500 chilogrammi di olive, già raccolte e pronte per essere trasportate, e di sottoporre a sequestro diversi mezzi agricoli e attrezzature utilizzati per la raccolta e il trasporto del prodotto. Il raccolto è stato successivamente restituito al legittimo proprietario.

L’operazione testimonia il valore aggiunto determinato dalla sinergia tra le istituzioni e i cittadini. Tale sistema integrato di comunicazioni e segnalazioni consente una risposta rapida ed efficace, valorizzando la presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri e garantendo una maggiore sicurezza nelle aree rurali.

A riguardo il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari rinnova l’invito ai cittadini e agli operatori del comparto agricolo a segnalare tempestivamente qualsiasi movimento sospetto, contribuendo così alla tutela delle produzioni locali e al contrasto dei reati che danneggiano il settore.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che alle attività citate seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Ventola: “Cassano tiene a Bari vi spiego perché non torna a casa. Al Teatro Team aspettatevi spettacolo”

“È sbagliato pensare che Antonio non torni a casa perché non ci tiene a Bari. Semplicemente i suoi affetti sono ora tutti in Liguria e si gode come è giusto che sia la sua famiglia. Ma al Teatro Team aspettatevi il mattatore di sempre: lui sul palco dà spettacolo, così come lo dava in campo. Non ha peli sulla lingua”.

Nicola Ventola, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, ha parlato del legame del “collega” Antonio Cassano con la città di Bari. I due saranno protagonisti il 2 febbraio 2026, al fianco di Lele Adani, nella tappa del podcast Viva El Futbol al Teatro Team. Ventola sarà protagonista nel weekend anche al San Nicola come testimonial di un’iniziativa targata Bettson Sport, main sponsor del Bari.

“Sono stato anche di recente a casa – racconta l’ex attaccante di Bari e Inter nato a Grumo -. Mia madre non è più giovanissima e qualche giorno in più da trascorrere con lei ci sta tutto. E poi a me viene naturale tornare alle mie origini, passare dal barbiere di sempre e salutare chi mi ha visto crescere. Il legame con Cassano? Antonio ha capito che di me si può fidare e che io non lo tradirò mai. Eppure quando era ragazzino, non gli ero molto simpatico. Lui è di quattro anni più piccolo di me e quando io giocavo nel Bari, Antonio faceva il raccattapalle. Puntualmente a fine partita veniva da me e mi chiedeva i pantaloncini. Soltanto che lo faceva come se fosse una pretesa ed io mi divertivo a non darglieli mai. E lui puntualmente mi mandava a quel paese, con coloritissime frasi in dialetto”.

Ventola commenta poi l’inizio di stagione del Bari di Caserta. “La cosa mi dispiace molto, anche perché ho un ottimo rapporto con il presidente Luigi De Laurentiis: è una persona perbene, che soffre per l’andamento della squadra – conclude -. Lui è il primo ad essere convinto di aver costruito un Bari molto competitivo. Purtroppo la partenza è stata molto negativa e bisogna darsi una mossa per non complicare ulteriormente le cose. Domenica bisogna assolutamente battere il Mantova, perché classifica alla mano è uno spareggio salvezza. Confido nei gol di Moncini. Commentavo le sue gare quando giocava nel Cittadella ed era davvero forte”.

Dal San Nicola al Teatro Team, Cassano e Ventola tornano a Bari: show con Adani il 2 febbraio 2026

Dal rettangolo verde del San Nicola di Bari al teatro Team. Antonio Cassano e Nicola Ventola tornano a Bari. La data da cerchiare in rosso è quella del 2 febbraio 2026 con il tour di “Viva el Futbol”, programma streaming che conta anche la partecipazione di Lele Adani.

I tre saranno alle prese con un talk live, ispirato ai video-podcast del progetto partito lo scorso agosto e che vede protagonisti i tre ex calciatori. Lo show sarà “arricchito da un ritmo teatrale che proporrà serate con puntate tematiche – si legge sul sito del teatro – ospiti dal mondo sportivo e pop, momenti di domanda e risposta e il coinvolgimento diretto del pubblico, che diventa parte della scena”. O

La narrazione sarà affidata alla voce fuori campo di Corrado Tedeschi. I biglietti possono essere acquistati sul sito Ticketone.

Caporalato nel Barese, braccianti pagati in nero e meno di 5 euro l’ora: in 12 a processo

Il gup di Bari Giuseppe Ronzino ha disposto il rinvio a giudizio per 12 persone imputate nel processo nato dall’inchiesta Caporalis dei carabinieri che ha svelato un presunto giro di sfruttamento dei braccianti nei campi della provincia di Bari. Il processo prenderà il via il prossimo 4 dicembre.

Assolto in abbreviato un finanziere per non aver commesso il fatto, per un altro imputato è stato disposto il non luogo a procedere. Tra gli imputati i due presunti caporali, Maria De Villi e Vito Stefano De Mattia, assieme ai titolari di 10 aziende agricole.

De Villi e De Mattia, secondo l’accusa, avrebbero reclutato tra maggio e luglio 2021 braccianti italiani e stranieri con annunci su Facebook e nelle chat di WhatsApp, spendendoli nelle campagne di Turi, Cassano, Acquaviva e Rutigliano. I lavoratori sarebbero stati pagati in nero e meno di cinque euro l’ora.

In trasferta da Bari a Cassano, furto da 6mila euro in appartamento: arrestato 60enne

I Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 60 anni, residente a Bari, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di un furto in abitazione commesso lo scorso 6 maggio in quel centro cittadino.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari e culminata con il provvedimento emesso dal Gip, è partita subito dopo la denuncia del patito furto.

I militari, attraverso un accurato sopralluogo e l’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe trafugato elettrodomestici, monili in oro, orologi e altri oggetti di valore per un bottino complessivo di circa 6.000 euro.

Il 60enne è stato riconosciuto dai Carabinieri di Cassano, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Bari San Paolo, e rintracciato nella mattinata di ieri.

Dopo l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, il Giudice ha emesso la misura cautelare, ritenendo fondati i gravi indizi raccolti dagli investigatori e attuali le esigenze cautelari; L’uomo resta ora ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Neonata gettata nel water, 29enne a processo per omicidio volontario. È a casa dei genitori a Cassano delle Murge

Andrà a processo per omicidio volontario aggravato dalla relazione di parentela Melissa Russo Machado, 29enne italo-brasiliana accusata di aver partorito la propria figlia nella tazza del water e di averla uccisa tirando lo sciacquone nella notte del 29 ottobre 2024, a Piove di Sacco (Padova). Lo riporta la stampa locale.

Il giudice per le udienze preliminari Claudio Marassi ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Sergio Dini, che ha qualificato il fatto come omicidio volontario di un neonato e non come infanticidio: mentre l’infanticidio prevede una pena massima di 14 anni, l’omicidio volontario può comportare anche l’ergastolo e il processo davanti alla Corte d’assise.

I fatti sono avvenuti nell’appartamento sopra il locale notturno in cui lavorava la donna. La neonata, di 51 centimetri e tre chili e mezzo, era stata trovata incastrata a testa in giù nel water. L’autopsia ha confermato che era nata viva e sana.

La donna, che durante l’indagine è stata ritenuta capace di intendere e di volere dopo una perizia psichiatrica, si trova ora a casa dei genitori a Cassano delle Murge (Bari) con obbligo di dimora.

Schianto a Cassano, auto finisce fuori strada e in campagna: a bordo una 50enne e un bambino

Incidente ieri notte a Cassano. Un’auto guidata da una donna è finita fuori strada e ha terminato la propria corsa in campagna nelle vicinanze della rotatoria per Acquaviva.

A bordo della vettura anche un bambino, sono rimasti coinvolti anche altri due veicoli a causa delle pietre che hanno invaso la carreggiata. Sul posto sono intervenuti il 118 per i soccorsi e i Carabinieri per i rilievi. Una pattuglia della vigilanza La Fonte è stata la prima a fermarsi per prestare soccorso e attivarsi a chiamare i rinforzi.

Cassano, furto sventato al Penny Market: vigilanti mettono in fuga la banda di ladri – FOTO

Intorno alle 23:30 di ieri sera è arrivato un allarme intrusione nel supermercato Penny di Cassano alla centrale operativa della Vigilanza La Fonte che immediatamente ha allertato le due pattuglie presenti sul territorio.

Nel giro di pochi minuti le guardie sono riuscite a raggiungere l’esercizio. I malviventi avevano già perforato il muro e parte del soffitto del locale dove era custodita la cassaforte, ma si sono dati alla fuga. Sul posto erano arrivati anche i carabinieri di Cassano allertati dallo stesso istituto di vigilanza. Indagini in corso per individuare gli autori.

Mansarda in fiamme, morti i fratelli Vito e Rosa Coppi. Oggi i funerali: proclamato lutto cittadino a Cassano

Proclamato lutto cittadino a Cassano delle Murge in occasione dei funerali di Vito e Rosa Coppi, i fratelli di 33 e 38 anni, morti il 27 maggio nel rogo della mansarda del loro appartamento.

Il sindaco Davide Del Re, “preso atto della profonda e straordinaria emozione suscitata in tutta la cittadinanza dal luttuoso evento e ritenuto opportuno e doveroso, interpretando il comune sentimento della popolazione in segno di cordoglio e di partecipazione al dolore ed al fine di consentire iniziative o partecipazione alla cerimonia funebre”, ha proclamato il lutto cittadino.

Il rito funebre sarà celebrato nel pomeriggio presso la parrocchia SS. Maria Assunta alle 16. Il primo cittadino invita “tutti i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali, produttive ed i titolari di attività private di ogni genere a manifestare il proprio cordoglio nelle forme ritenute opportune, durante il corso della cerimonia funebre, cioè dalle ore 16.00 sino alla conclusione del rito funebre e la propria partecipazione e vicinanza ai familiari colpiti”.

“Ciao mamma e papà, pregate per noi”. Sono alcune parole contenute nella lettera che Vito e Rosa hanno firmato e lasciato ai propri genitori che hanno fatto pensare sin da subito ad un gesto volontario. Le vittime avevano un quadro clinico complesso e sarebbero state affette anche da uno stato di depressione.

Tragedia a Cassano, mansarde in fiamme: morti fratello e sorella. La lettera: “Mamma e papà pregate per noi”

“Ciao mamma e papà, pregate per noi”. Sono alcune parole contenute nella lettera che Vito e Rosa Coppi, fratelli di 33 e 38 anni, morti nel rogo della mansarda del loro appartamento a Cassano delle Murge, hanno firmato e lasciato ai propri genitori.

La Procura di Bari, che coordina le indagini dei carabinieri, ritiene al momento come ipotesi più probabile quella del gesto volontario. Gli inquirenti disporranno l’autopsia sui due cadaveri per verificare la presenza di eventuali altre lesioni, diverse dalle ustioni causate dall’incendio. Le vittime avevano un quadro clinico complesso e sarebbero state affette anche da uno stato di depressione.

Fratello e sorella erano soli in casa quando il rogo è divampato: la madre si trovava in un ospedale di Bari per accudire il marito e padre dei due, ricoverato per problemi di salute. Il nucleo famigliare era seguito dai Servizi sociali.

I vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 20.15 e, dopo aver spento l’incendio, hanno trovato i due cadaveri. Le operazioni di messa in sicurezza sono continuate fino alle 3.30 di notte. A lavoro anche il nucleo investigativo antincendi per ricostruire la causa del rogo.

“Con profonda commozione e dolore, l’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge si stringe attorno alle famiglie dei due giovani, Vito e Rosa, che ieri hanno perso tragicamente la vita a causa di un incendio”. Inizia così il messaggio di cordoglio pubblicato sui social dl sindaco di Cassano delle Murge Davide Del Re.

“In momenti come questi – aggiunge – non esistono parole capaci di colmare un vuoto tanto profondo. A nome dell’intera comunità cassanese, esprimo il più sentito cordoglio e la più sincera vicinanza ai loro cari. Invito tutta la cittadinanza a onorare la memoria di Vito e Rosa con rispetto e raccoglimento, anche nei gesti e nelle parole condivise pubblicamente. Il dolore – prosegue Del Re – chiama al silenzio, alla riflessione, alla preghiera. Uniti nel lutto, accompagniamo questi giovani nel loro ultimo viaggio. La marcia della pace in programma questa mattina sarà occasione per camminare insieme in silenzio, riflettendo su quanto accaduto e stringendoci come comunità in un abbraccio collettivo di dolore e speranza”.