Non si ferma all’alt e sperona la volante della Polizia, nel furgone un’auto tutta smontata: arresto a Cerignola

Non si ferma all’alt della Polizia e tenta di speronare con il furgone più volte l’auto degli agenti. L’episodio è avvenuto a Cerignola, i poliziotti dopo averlo bloccato hanno perquisito il mezzo.

Qui la scoperta. All’interno del furgone è stata ritrovata un’autovettura completamente smontata e della quale il conducente non è riuscito a fornire alcuna giustificazione.

L’uomo è stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Per lui è scattato l’obbligo di dimora presso la sua abitazione, con prescrizione di non allontanarsi di notte.

Tragedia a Cerignola, auto finisce fuori strada e si schianta contro albero: muore 60enne

Alla guida della sua auto, è uscito fuori strada ed è finito contro un albero. E’ accaduto nella tarda serata di ieri a Cerignola, nel Foggiano, dove un uomo di 60 anni è morto sul colpo.

L’incidente è avvenuto in una zona centralissima della cittadina, nelle vicinanze della villa comunale, a pochissima distanza dalla sua abitazione. Non è escluso che l’uomo possa aver avuto un malore e che fosse diretto alla guardia medica, la cui sede si trova vicino al luogo dove è avvenuto lo schianto, o in ospedale.

Sul posto hanno operato gli agenti della polizia stradale e dei vigili del fuoco. Quando i sanitari del 118 sono giunti sul posto, per l’uomo non c’era più nulla da fare.

Furti e ricettazione auto, 26 indagati e 15 arresti: maxi operazione da Cerignola a Bitonto – TUTTI I NOMI

L’operazione congiunta condotta dalla polizia di Stato e dell’arma dei carabinieri di questa mattina ha portato all’arresto di 15 persone (7 in carcere, 8 ai domiciliari) che rispondono, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità, di associazione per delinquere finalizzata al furto, al riciclaggio e alla ricettazione. In totale sono 26 le persone coinvolte nell’indagine condotta dalla polizia stradale di Bari e dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Barletta, coordinata dalla procura della Repubblica di Foggia, che nasce da un’approfondimento sui reiterati furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli, che vengono impiegati nel redditizio mercato clandestino italiano ed estero di vendita dei pezzi di ricambio.

In carcere sono finiti Antonio Dimmito, 57 anni, di Cerignola, Antonio Fuscaldi, 40 anni, di Cerignola, Leonardo Vurchio, 34 anni, di Cerignola, Aristide Carmine Mastrone, 58 anni, di S. Severo, Pasquale Gassi, 36 anni, di S. Severo, Paolo Pelullo, 45 anni, di Foggia, Gerardo Morra, 28 anni, di Cerignola. Ai domiciliari Aurelian Gabriel Vladut, 46 anni, nato in Romania, Angelo Antonio Pelullo, 72 anni, di Foggia, Lorenzo Cormio, 40 anni, di Cerignola, Gianni Sansonna, 54 anni, di Canosa, Fabio Calabrese, 51 anni, di Barletta, Lorenzo Pantaleo, 31 anni, di Bitonto, Savino Antonio Merotta, 35 anni, di Cerignola, Domenico Tricarico, 38 anni di Cerignola. Disposto l’obbligo di dimora per altre 10 persone (tra loro c’è anche una donna) e l’obbligo di presentazione per un’altra persona.

Gioielleria rapinata a Cerignola, coniugi arrestati e scagionati: negato risarcimento per ingiusta detenzione a Bari

Vengono accusati di aver rapinato una gioielleria a Cerignola, arrestati e poi scagionati. Per questo motivo una coppia di torinesi, Luciano Di Marco (42 anni) e Anna Bonanno (35 anni) hanno chiesto un risarcimento per l’ingiusta detenzione. La Corte d’Appello di Bari ha respinto però la richiesta, secondo i giudici hanno “colpevolmente omesso di rappresentare elementi a sostegno” della loro estraneità ai fatti pur sostenendo la loro estraneità ai fatti.

L’uomo ha passato 120 giorni in carcere, la moglie invece fu messa ai domiciliari in quanto aveva da poco partorito. L’episodio risale all’8 marzo 2019, i due furono incastrati dalle commesse del negozio. La difesa ha annunciato un ricorso in Cassazione.

Cerignola, furti d’auto in ospedale. Riunione in Prefettura a Foggia: “Potenziare sistema di videosorveglianza”

“L’Asl di Foggia ha chiesto il tavolo di raccordo sui parcheggi perché vogliamo presentare ai soggetti interessati, a partire dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine e dal comune di Cerignola, il progetto che l’area tecnica dell’Asl ha già messo a punto. Ovvero quello di rivedere il sistema di videosorveglianza che in quel parcheggio va assicurato”.

Così il direttore generale dell’Asl Antonio Nigri stamani in prefettura a Foggia dove si svolge il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto (su richiesta dell’azienda sanitaria locale ndr) a seguito di un aumento di furti di auto all’interno del parcheggio dell’ospedale Tatarella di Cerignola. Emergenza denunciata anche via social da un medico in servizio nella struttura ospedaliera.

“Bisogna rivedere gli ingressi e le uscite delle auto, tracciare le targhe delle auto – continua Nigri – che entrano all’interno del parcheggio, definire con assoluta certezza chi si occupa di monitorare la sala di sorveglianza di tutta l’area. È una cosa che va fatta con urgenza perché il problema va risolto. Abbiamo trovato le risorse ed il soggetto privato che, dopo l’affidamento che pensiamo di fare in settimana, possa iniziare i lavori e arrivare all’obiettivo entro inizio anno prossimo di ridare certezza ad operatori sanitari e pazienti che escono dall’ospedale di ritrovare la propria auto”. Presente anche il sindaco di Cerignola Francesco Bonito. “Ci sono furti – ha osservato – in misura tale da rendere il problema urgente da affrontare. È un’esigenza che sente la collettività”.

Cerignola, parroco aggredito da ubriaco si sfoga sui social: “Era peggio di una spugna satura è uno scempio”

Don Ignazio Pedone, parroco della Chiesa ‘Buon Consiglio’ di Cerignola, nel Foggiano, ha denunciato con un post su Facebook di essere stato aggredito da un cittadino straniero in stato di ebbrezza.

“Concludere la giornata – scrive Don Ignazio – con un’aggressione da parte di uno straniero strafatto, pieno di alcol peggio di una spugna satura, all’interno dei locali della parrocchia, non è proprio il massimo. Purtroppo la pattuglia della Polizia, che ringrazio per l’intervento, è arrivata in ritardo. Ci è mancato poco per finire in ospedale. Ma io mi chiedo, possiamo assistere a questo scempio? Ogni anno sappiamo che arrivano gli stagionali ma la situazione è recidiva, ogni anno la stessa storia. Chiediamoci perché? Cosa non funziona?”.

“Condanniamo fermamente l’aggressione subita da don Ignazio nei locali della parrocchia, luogo che da sempre è rifugio per i più deboli e, tra questi, per tanti migranti che lavorano nei nostri campi”, afferma la vice sindaca e assessora alle politiche sociali Maria Dibisceglia, che sottolinea come “appena qualche giorno fa, su iniziativa dell’assessora alla sicurezza Teresa Cicolella, abbiamo effettuato un sopralluogo all’insediamento di via Pavoni. Abbiamo verificato la notevole riduzione del numero di migranti presenti e di tende, segno che l’accampamento si sta svuotando”.

La vice sindaca ritiene che ” l’aggressione subita da don Ignazio sia da ricondurre alla nota e problematica presenza di un ristretto gruppo di cittadini stranieri nella zona di via Melfi e non alla comunità informale dei lavoratori stagionali di via Pavoni. La priorità sarà quella di sollecitare ulteriormente le forze dell’ordine ad intensificare i controlli. Tuttavia, la risposta più significativa è attesa dal governo, che appare troppo impegnato a varare misure estemporanee sull’immigrazione, trascurando – sostiene – soluzioni serie e ben strutturate per l’integrazione e l’inclusione sociale e urbana”.

Cerignola, tentò di uccidere a coltellate lo psichiatra che l’aveva in cura: 37enne condannata a 6 anni

Una 37enne di Cerignola, accusata di aver cercato d’uccidere a coltellate lo psichiatra che l’aveva in cura al centro di salute mentale, è stata condannata a 6 anni dal giudice per l’udienza preliminare di Foggia. L’episodio risale al 6 dicembre scorso. L’uomo era ritenuto responsabile dell’emissione di un provvedimento giudiziario di allontanamento della figlia minore. Il perito nominato dal giudice ha ritenuto l’imputata, che ha chiesto di essere giudicata con rito abbreviato, capace di intendere e volere al momento dei fatti.

La 37enne è stata comunque assolta dall’accusa di stalking di un’assistente sociale rea, a suo dire, dell’allontanamento della figlia neonata e della dichiarazione di adottabilità della piccola, pronunciata dal Tribunale per i minori. All’imputata fu tolta la potestà genitoriale.

Cerignola, furto di olive nel terreno confiscato alla mafia: al via una raccolta fondi per la cooperativa sociale

Una raccolta fondi sul sito GoFundMe è stata lanciata dalla cooperativa sociale Altereco di Cerignola (Foggia) che ha subito un ingente furto di olive in uno dei terreni che gestisce e che sono stati confiscati alla mafia.

Tutto è accaduto il 19 settembre scorso quando – stando alla ricostruzione dei responsabili della cooperativa – ignoti sono stati sorpresi da un operatore a sottrarre olive su un terreno a diversi chilometri dal centro abitato e intitolato alla memoria di Michele Cianci, il commerciante assassinato il 2 dicembre del 1991 dalla criminalità organizzata di Cerignola per essersi ribellato ad un furto nella sua armeria.

“Nell’occasione – spiega il presidente della cooperativa Altereco, Vincenzo Pugliese – l’operatore è stato anche aggredito dai malviventi perchè li ha filmati mentre sottraevano le olive. Da un controllo fatto nel grande perimetro del terreno ci siamo resi conto che, a più riprese sicuramente, erano riusciti a sottrarre qualcosa come il 90 per cento del raccolto, circa 40 quintali, procurando un danno davvero ingente”. Il caso è all’attenzione della polizia a cui è stata sporta denuncia con tanto di materiale fotografico allegato.

“Vorremmo giustizia – continua Pugliese – ci piacerebbe vedere che i ladri fossero catturati e ricevessero la loro giusta condanna, ma siamo curiosi di capire chi ha acquistato le nostre olive visto che non sono così tante le strutture dove si lavora un’oliva Dop del genere. Il bene Michele Cianci è un bene confiscato situato in un’area addentrata, lavorare lì non è semplice, ma il giorno dopo eravamo lì come sempre a lavorare, a raccogliere peperoni e melanzane, perché lì coltiviamo speranza, una speranza concreta che passa attraverso il lavoro”.

“La raccolta fondi – conclude Pugliese – è stata lanciata non solo per cercare di tamponare l’evidente problema che ci è stato arrecato, ma per condividere il danno con la gente del posto, per renderla partecipe, per far capire che i beni confiscati non sono un patrimonio di chi li gestisce o di chi ci lavora, ma di tutta la comunità. Sono luoghi da cui partono idee di cittadinanza”.

Giallo a Cerignola, il 32enne Gennaro Fiscarelli scomparso nel nulla: repertate tracce biologiche. Ricerche in corso

Proseguono le indagini dei carabinieri sulla scomparsa di Gennaro Fiscarelli, il 32enne di Cerignola (Foggia), con precedenti penali, di cui non si hanno notizie da sabato 5 ottobre. Tracce biologiche (una macchia ematica e formazioni pilifere), ritrovate in un luogo distante da quello in cui si stanno concentrando le ricerche, sono state isolate e repertate ieri da chi indaga per essere sottoposte ad esami e comprendere se appartengono al 32enne. È stata controllata innanzitutto l’area di campagna dove è stata rinvenuta carbonizzata la sua auto, una Fiat Bravo color amaranto.

Poi le ricerche sono state estese ad un perimetro più ampio. Le forze dell’ordine coadiuvate dai vigili del fuoco e volontari della protezione civile stanno scandagliando anche pozzi e anfratti. Anche il telefono cellulare ritrovato ad una manciata di metri dall’auto carbonizzata sarà sottoposto a perizia per verificare il traffico di chiamate in entrata ed in uscita e la messaggistica nel tentativo di individuare eventuali elementi utili alle indagini.

La sera del 5 ottobre, a quanto si è saputo, il 32enne è uscito con un amico e ha partecipato alla Notte dello sport in corso a Cerignola, fino a tarda ora. Poi di lui si sono perse le tracce quando, salutato l’amico, avrebbe dovuto fare rientro a casa. Cosa sia accaduto al momento resta un mistero. Gli inquirenti non escludono alcuna possibilità, compresa quella che possa trattarsi di un caso di lupara bianca.