Colpito dalla portiera di un’auto, cade e viene investito da un’altra vettura: ferito ciclista 58enne a Bari

Incidente stradale ieri sera a Bari, in viale Kennedy e nei pressi della Chiesa del Buon Pastore, dove un ciclista di 58 anni è stato colpito dalla portiera di un’auto proprio mentre transitava. L’uomo è finito a terra ed è stato investito da un’altra vettura.

Il ciclista è stato soccorso dal 118 e trasferito al Policlinico in codice rosso, per lui 40 giorni di prognosi. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale per i rilievi.

Tragedia nel Leccese, bici travolta da auto sulla provinciale Nardò-Copertino: muore il 66enne Salvatore Fioschi

Un ciclista di 66 anni, Salvatore Fioschi, è morto ieri in seguito ad un incidente stradale che si è verificato nel Leccese, lungo la provinciale che collega Nardò a Copertino. L’uomo, per cause in corso d’accertamento, è stato travolto da un’auto mentre era in sella alla sua bici.

Vano è stato ogni tentativo da parte del personale medico intervenuto di rianimare il 66enne.Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dalla polizia.

Gli inquirenti dovranno accertare se la vittima sia stata uccisa da un’auto che a sua volta potrebbe essere rimasta coinvolta in un incidente. Il conducente è stato sottoposto ai test di alcol e droga.

Ciclista investito da camion per rifiuti sulla provinciale Lecce-Novoli: è grave

Un ciclista è stato investito sulla strada provinciale Lecce-Novoli poco dopo le 5 del mattino da un camion della Monteco, una ditta che si occupa della raccolta di rifiuti.

L’uomo, uno straniero, è ricoverato in rianimazione e le sue condizioni sono gravi. Il conducente del mezzo si è fermato e ha chiamato i soccorritori che hanno trasportato la vittima all’ospedale Vito Fazzi.

Il ciclista, che è stato investito all’altezza della frazione di Villa Convento, sarebbe un migrante. Non aveva documenti e il suo cellulare era spento. Sul posto per i rilievi la polizia stradale.

Investe ciclista a Cassano, scappa senza fermarsi ma 45 minuti dopo torna: “Andavo di fretta non potevo fermarmi”

Investe un ciclista, prosegue la marcia senza fermarsi a prestare soccorso, prima di tornare sul luogo dell’impatto dopo circa 45 minuti chiedendo scusa e giustificandosi perché “andava di fretta”.

Il fatto è avvenuto questa mattina a Cassano, protagonista una donna. Nessuna conseguenza grave per il ciclista, anche se la bici si è distrutta e il casco si è ammaccato dopo lo schianto contro un muretto a secco. Travolta anche la moglie che precedeva di poco.

Torino, ciclista di Locorotondo viene urtato dalla Polizia e muore. Il racconto dell’agente: “Lo chiamavo per nome”

“Non appena l’ho visto ho frenato, ma non ho potuto evitare l’impatto. Mi sono reso conto che l’incidente era stato grave. Il mio collega ha chiamato l’ambulanza e io ho tentato di prestare le prime cure. C’era molto sangue. Il nome era su un biglietto d’aereo che aveva con sé: ho continuato a chiamarlo ‘Francesco, Francesco …’, per tenerlo in vita. I soccorsi non sono arrivati subito: ci sono voluti una decina di minuti abbondanti”.

Così oggi in tribunale, a Torino, sono stati rievocati gli attimi successivi all’incidente stradale in cui nel 2022 morì Francesco Convertini, designer di 33 anni originario di Locorotondo (Bari), urtato da un’auto della polizia mentre percorreva in bicicletta una rotonda nel capoluogo piemontese. A parlare è stato l’agente che era alla guida, ora imputato di omicidio colposo.

“Stavamo portando al commissariato Dora Vanchiglia – ha detto – un uomo che avevamo appena arrestato per maltrattamenti sul padre. Era ostile e molto agitato, batteva i pugni sul divisorio in plexiglass. In quel momento c’era molto traffico e i semafori erano lampeggianti. Stavo percorrendo la corsia preferenziale, che era sgombra, e accanto alla nostra auto c’era una fila di auto. Ho intravisto il ciclista solo attraverso il finestrino di una vettura. È stato un attimo. Ho frenato d’istinto. Non stavo correndo, ero in seconda (la marcia – ndr) ma l’impatto c’è stato lo stesso”.

Il poliziotto, ora in servizio a Roma, ha anche spiegato lavorava sulle volanti da poco più di due mesi. A difenderlo è l’avvocato Davide Cangemi. La famiglia di Convertini segue il processo con l’avvocato Natascia Taormina. “Dalle stesse parole dell’agente – ha commentato – è emerso che in prossimità della rotonda le auto si erano fermate per permettere al ciclista di attraversare la strada”. La causa continuerà a maggio.

Bari, investita mentre attraversa la strada: ferita la mamma di Mimmo Bucci. Caccia al ciclista scappato via

La mamma di Mimmo Bucci, il cantante barese tragicamente scomparso nel 2007 dopo essere stato travolto da una moto lanciata a folle velocità sul lungomare di Bari, è stata investita da un ciclista al quartiere Libertà, precisamente all’incrocio tra via Mario Pagano e via Brigata Bari.

La donna è stata colpita in pieno mentre attraversava la strada, è caduta a terra e ha riportato una microfattura alla colonna vertebrale. Il ciclista pirata non si è fermata a soccorrerla, anzi ha proseguito la corsa urlando parole offensive contro la donna a terra.

Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 dopo i primi soccorsi dei passanti, la donna è stata trasportata all’ospedale San Paolo di Bari. Gli agenti della polizia locale di Bari hanno iniziato le indagini e raccolto le testimonianze dei presenti e avviato le indagini per risalire all’identità del ciclista.

Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per lesioni stradali e omissione di soccorso.

 

Ciclista ucciso sulla statale Foggia-Lucera, arrestato il pirata della strada: è il medico Carlo Conversa di Acquaviva

È Carlo Conversa, medico in pensione di 77 anni, il presunto autore dell’investimento in cui ha perso la vita Roberto Casiello, il ciclista di 61 anni morto la mattina del 29 ottobre mentre percorreva la statale 17 Foggia-Lucera. Un carrozziere di Acquaviva delle Fonti avrebbe riferito che il 77enne gli aveva confidato di “aver investito una persona”, confessione che avrebbe spinto l’auto-riparatore a riconsegnargli le chiavi dell’auto incidentata.

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