Dal contenuto della penna Usb, ritrovata “casualmente” in una borsa che Cataldo aveva con sé il giorno dell’arresto, ai rapporti con il braccio destro De Francesco. Procura e gip non gli credono.
Continue readingArrestato l’ex assessore Pisicchio, il gip: “Ancora politicamente attivo nomine e contatti a livello nazionale”
“Alfonsino Pisicchio, anche se non più assessore regionale, è ancora politicamente attivo, così come sono politicamente attive le associazioni politico culturali in cui riveste il ruolo di coordinatore (Iniziativa Democratica e Senso Civico)”. Questa è la ricostruzione del gip Ilaria Casu che si legge nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto del fedelissimo di Michele Emiliano con l’accusa di corruzione. La nomina come commissario dell’agenzia Arti, a cui Pisicchio ha rinunciato ieri poche ore prima dell’arresto, ha pesato nella decisione visto che si correva il rischio che potesse inquinare altri affidamenti pubblici. Il gip infatti parla di “attualità e concretezza del pericolo di reiterazione del reato a carico di Enzo e Alfonsino Pisicchio anche in ragione del ruolo recentemente rivestito da Alfonsino Pisicchio all’interno dell’ente regionale Arti e della sussistenza di occasioni prossime per condizionare l’agire della pubblica amministrazione”. “Le vicende esaminate hanno mostrato l’ampia capacità dei due indagati di sfruttare le relazioni costruite nel tempo tanto in ambito regionale che comunale per pilotare l’azione amministrativa e trarne vantaggio personale. È emerso, inoltre, che i Pisicchio vantano e godono di relazioni con enti pubblici e imprese anche di rilevanza nazionale”, si legge ancora.
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari, che prende vita dalle testimonianze della dirigente regionale Barbara Valenzano, riguarda presunti appalti truccati. In carcere è finito Cosimo Napoletano di 58 anni, di Monopoli. Agli arresti domiciliari oltre i fratelli Pisicchio, si trovano Francesco Catanese, 59 anni di Bari e Giovanni Riefoli, originario di Barletta ma residente a Bari, di 58 anni. L’interdizione dalla attività professionale per un anno riguarda invece Vincenzo Iannuzzi e Grazia Palmitessa.
Nell’ordinanza firmata dalla gip del tribunale di Bari, Ilaria Casu, si spiega che per i fratelli Pisicchio “l’unica misura proporzionale alla gravità degli addebiti adeguata a evitare il pericolo di reiterazione del reato è quella degli arresti domiciliari”. Nello specifico, il provvedimento chiarisce che per Alfonsino Pisiscchio le accuse di corruzione e turbata libertà degli incanti riguardano il periodo in cui era assessore della giunta Emiliano, quando avrebbe utilizzato “la sua influenza politica e le sue relazioni, tramite suo fratello Enzo, per una gestione clientelare del suo ruolo, con favoritismi per ottenere ritorni in termini di consenso elettorale, mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto e che avevano militato anche nel suo partito”.
Enzo Pisicchio, invece, avrebbe agito “quale esecutore delle direttive” del fratello “e quale schermo per impedire di risalire al ruolo e al contributo di Alfonsino”. Enzo Pisicchio avrebbe avuto un “ruolo chiave nella commistione dei reati che gli vengono ascritti” in quanto “intermediario e faccendiere nei rapporti, a vari livelli, tra funzionari della pubblica amministrazione – comunale e regionale – e imprenditori non solo a livello locale ma anche nazionale”. La gip evidenzia “la gravità delle sue condotte, la spregiudicatezza mostrata nella commissione dei reati finalizzata a soddisfare un incontenibile appetito di utilità”, spiegando che per utilità si intendono “pc, telefonini, mobilio per la casa, la finta assunzione di sua figlia, pagamento per mano di Riefoli della festa di laurea di sua figlia, ingenti somme di denaro contante”. “Le vicende esaminate hanno mostrato l’ampia capacità dei due indagati di sfruttare le relazioni costruite nel tanto tempo in ambito regionale e comunale per pilotare l’azione amministrativa e trarne vantaggio personale”, prosegue la gip.
Cataldo: “Maurodinoia e io separati da due anni”. La tesi del complotto e il giallo del video sulla pen drive
Cataldo ha dichiarato di essersi separato dalla Maurodinoia due anni fa e ha sostenuto di essere vittima di un complotto ideato dal finanziere Leone (nel 2015 è finito ai domiciliari con l’accusa di aver tentato di estorcergli soldi) e dal suo ex braccio destro, Armando De Francesco, non rieletto al Municipio nel 2019. Durante il suo arresto i Carabinieri hanno trovato il video di un colloquio tenuto pochi giorni fa con De Francesco.
Continue readingCorruzione elettorale a Triggiano, il sindaco Donatelli si dimette: “Passo indietro per rispetto della mia città”
Queste le parole che Antonio Donatelli, tramite il suo legale, ha rilasciato al termine dell’interrogatorio di garanzia sostenuto davanti al gip Paola De Santis. Ha ammesso di conoscere Cataldo e De Francesco, ma ha affermato di essere all’oscuro di qualunque reato eventualmente commesso.
Continue readingVoti comprati, Fiorello scherza sulla Puglia e Bari: “A 100 euro in omaggio anche una cabina elettorale”
Nell’ultima puntata settimanale di ‘VivaRai2!”, Fiorello ha aperto la puntata parlando del nuovo terremoto politico in Puglia, con l’inchiesta per corruzione elettorale che vede coinvolti i Comuni di Triggiano e di Grumo, oltre alla Regione Puglia con la consigliera Anita Maurodinoia.
Continue readingSandrino, l’arresto e il pericolo inquinamento alle prossime elezioni di Bari: incastrato da un suo collaboratore
È stato Armando Defrancesco, il consigliere circoscrizionale di Bari, finito anche lui oggi ai domiciliari, e fino al 2021 socio di Cataldo in una società di formazione, a far finire nei guai lo stesso Cataldo e la Maurodinoia svelando il metodo “Sandrino”.
Continue readingCorruzione in Puglia, tangente di 35mila euro in cambio di appalti: Lerario condannato a 4 anni e 5 mesi
Condanna di 4 anni all’imprenditore giovinazzese Antonio Illuzzi. Rinviato a giudizio invece l’ex funzionario regionale Antonio Mercurio, il processo inizierà il 3 luglio.
Continue readingCorruzione in Puglia, tangente di 30mila euro in cambio di appalti: chiesti 6 anni per Lerario
La Procura ha chiesto anche la condanna a 4 anni per l’imprenditore di Giovinazzo, Antonio Illuzzi, e il rinvio a giudizio per Antonio Mercurio, ex funzionario della Regione.
Continue readingCorruzione, sconto in appello per l’ex giudice De Benedictis e Chiariello: esclusa l’aggravante mafiosa
Secondo l’accusa, l’allora gip De Beneditis in cambio del danaro (fino a 30mila euro) ricevuto da Giancarlo Chiariello avrebbe emesso quattro provvedimenti di scarcerazione in favore dei clienti del penalista.
Continue readingCorruzione in Puglia, Mercurio su Lerario: “Decideva tutto lui se lo avessi denunciato mi avrebbe cacciato”
L’ex dipendente della Regione ha sottolineato come tutti i funzionari vivessero un clima teso, dato dalle scelte obbligate da Lerario
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