Case popolari, confermati sequestri e sgomberi. Lorenzo: “Puzzo di fame aiutate mia figlia disabile”

Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.

Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.

Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime abitazioni. Tra queste anche quella dove viveva Lorenzo con la sua famiglia e con la sua bimba disabile. Lo abbiamo raggiunto nuovamente per gli sviluppi della storia.

 

Fuori dalla casa popolare con la figlia disabile, Lorenzo: “Il vero crimine sono gli alloggi vuoti”

La prima intervista a Lorenzo e Laura, sbattuti fuori da una casa popolare occupata abusivamente con i due figli minori, tra cui una bimba disabile al 100%, ha ovviamente scatenato diverse reazioni.

Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia e viveva in uno delle abitazioni sgomberate a San Pio. Proprio lì oggi si sono registrati momenti di tensione, numerose famiglie sono scese in strada per una protesta. Vi proponiamo la seconda intervista realizzata a Lorenzo all’esterno della casa sgomberata e chiusa.

Bari, abusi sessuali su un disabile di 20 anni: 38enne condannato a 8 anni

Un 30enne barese, attualmente in carcere, è stato condannato ad 8 anni di reclusione con l’accusa di violenza sessuale su un ragazzo disabile di 20 anni.

I fatti risalgono al novembre 2023. Secondo l’accusa l’imputato in alcune occasioni avrebbe indotto il ragazzo, affetto da disabilità intellettiva moderata, a seguirlo in un garage ed a compiere e subire atti sessuali.

Il giovane avrebbe poi rivelato l’accaduto ai suoi amici, il racconto ha dato poi il via all’inchiesta. La persona offesa si era costituita parte civile, in suo favore è stato disposto un risarcimento del danno pari a 30mila euro.

Disabile pestato da 16enne, la violenza diventa virale su TikTok: Trani sotto choc. Indaga la Procura per i minori

La Procura per i Minori indaga sull’aggressione ai danni di un 33enne disabile avvenuta il 1° gennaio a Trani, in via Umberto. L’aggressore, un ragazzo di appena 16 anni, è stato identificato e denunciato.

La violenza è stata immortalata in un video postato sui social e diventato in poco tempo virale. Nelle immagini la vittima viene pestata con spintoni, calci e pugni anche quando è a terra.

A riprendere l’aggressione una ragazza. Probabilmente la furia del 16enne è stata scaturita proprio da uno sguardo di troppo nei confronti della stessa. L’episodio ha scosso la comunità di Trani.

“Atto deplorevole, l’autore andrà perseguito in tutte le sedi”, le parole del primo cittadino Amedeo Bottaro. “La vera questione è il modo in cui funziona il contesto sociale, sempre più violento”, la condanna del presidente regionale dell’ordine degli psicologi, Giuseppe Vinci.

Fate attenzione a Perrone, truffati madre malata e figlio disabile: “Con inganno rubati 17mila euro”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima che abbiamo sorpreso qualche giorno fa. Non solo massaggi, trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si allarga e questa volta ci siamo recati a casa di Matteo.

Ci racconta la truffa escogitata da Perrone nei suoi confronti e nei confronti della mamma malata. Promettendo di istituire una società per la produzione e distribuzione del vino, garantendo anche un ritorno economica a Matteo, è riuscito a intascare due assegni da 7mila euro, sfruttando le difficoltà e il momento di debolezza della famiglia di Matteo. Perrone è andato oltre, ha rubato anche quasi 10mila euro alla mamma.

Palpeggiamenti e abusi sessuali sulla cognata disabile: fasanese finisce in carcere a 88 anni

Un 88enne di Fasano è finito in carcere per aver abusato della cognata disabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, l’anziano è stato prelevato dalla sua abitazione e condotto nel carcere di Bari.

L’uomo è stato condannato a 9 anni di reclusione, la sentenza è diventata definitiva. La vittima è affetta da oligofrenia, ovvero da uno sviluppo mentale inferiore alla norma.

L’88enne ha abusato di lei, con palpeggiamenti sul seno e nelle parti intime, ma anche tramite rapporti sessuali completi. Le violenze sono avvenute quando la disabile viveva in casa della sorella, la moglie dell’uomo.

Orrore nel Brindisino, tentata violenza sessuale su 11enne disabile al cimitero: indagato 14enne

Orrore nel Brindisino dove un ragazzino disabile di 11 anni sarebbe stato vittima di una violenza sessuale da un ragazzo poco più grande di lui. La mamma ha presentato denuncia ai Carabinieri che hanno avviato le indagini.

Tutto si sarebbe verificato nei pressi del cimitero di un paesino. L’11enne sarebbe stato costretto, anche con botte, ad un rapporto non consenziente che non sarebbe stato portato poi a termine. Il ragazzino, con qualche disturbo, è già stato vittima di episodi di bullismo.

Il 14enne molestatore già in passato avrebbe agito allo stesso modo con altri coetanei e sempre ragazzi. Avrebbe minacciato anche la vittima di abusare di sua sorella più piccola.

Bitonto, ragazzo disabile aggredito nella villa comunale da baby gang: “Misure urgenti contro comitive di teppisti”

“Esprimiamo la nostra ferma condanna per il gravissimo episodio avvenuto nei giorni scorsi, nei pressi dell’ingresso principale della Villa Comunale di Bitonto”, lo dichiarano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Domenico Damascelli, Francesco Toscano e Carmela Rossiello.

Un gruppo di ragazzini ha maltrattato un giovane con disabilità motorie, prendendosi gioco di lui e umiliandolo in modo inaccettabile. “Questo atto non è isolato, ma riflette un preoccupante clima di insicurezza che si sta diffondendo in città: comitive di piccoli teppisti si divertono a infastidire i passanti, a provocarli, a ostacolare il loro cammino con atteggiamenti violenti e pericolosi in diversi quartieri della città. Riteniamo che sia necessario intervenire immediatamente, con decisione, e dar vita ad attività a lungo termine, favorendo iniziative risolutive ed evitando interventi tampone e provvisore”, aggiungono i consiglieri.

“Chiediamo all’Amministrazione comunale di Bitonto di adottare, senza ulteriori indugi, serrati controlli del territorio, presidi costanti e coordinati di Polizia Locale e Forze dell’Ordine nelle aree sensibili, potenziamento della videosorveglianza, con lo scopo non solo repressivo, ma preventivo, utilizzando droni e valorizzando le telecamere già operanti. Questi programmi, combinati con una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle aree a rischio, come parchi e piazze, potrebbero scoraggiare comportamenti antisociali e favorire un clima di sicurezza. Ad esempio, l’introduzione di pattuglie di prossimità, in bicicletta o a piedi, nelle zone sensibili potrebbe aumentare la percezione di controllo e ridurre episodi di microcriminalità”, proseguono i consiglieri.

“Una volta per tutte si istituzionalizzi il DASPO urbano, strumento utile e prevenire atti di violenza e bullismo e si faccia una attenta riflessione sui programmi di recupero e inclusione: andrebbe attivata una proficua collaborazione tra servizi sociali, associazioni giovanili e scuole del territorio, incentrata su progetti educativi mirati ad affrontare e cercare di risolvere il problema. L’episodio non può passare sotto silenzio. Occorrono soluzioni tempestive, concrete e definitive, per riaffermare i valori di rispetto, dignità e solidarietà nella nostra comunità”, concludono i consiglieri Damascelli, Toscano e Rossiello.

Orrore a Galatina, ragazzo disabile pestato da baby gang: identificati 6 aggressori. Sono tutti minorenni

Si sta stringendo il cerchio intorno agli autori del brutale pestaggio del 17enne tunisino avvenuto l’altra sera alla stazione ferroviaria di Galatina, in Salento.

Sei dei componenti della baby gang sarebbero stati già identificati, su altri sono in corso accertamenti. Hanno tutti un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. L’ipotesi di reato è lesioni personali aggravate dalla minore età e dall’aver agito con crudeltà.

L’indagine è coordinata dal procuratore del Tribunale per i Minorenni di Lecce, Simona Filoni, che nelle prossime ore potrebbe avere ulteriori sviluppi.