Fiumi di eroina nel giardino maledetto. Il tossico georgiano: “Non buttate le siringhe per terra”

Un posto abbandonato e dimenticato da tutti, a pochi passi dal centro di Bari. Siamo tornati nel Far West di via Cifarelli dopo diverse settimane in quello che abbiamo battezzato il Giardino dei Dannati.

C’è chi ha eletto questo posto come dormitorio, ma soprattutto è qui che si fa un uso massiccio di sostanze stupefacenti, come confermato ai nostri microfoni da un eroinomane.

Molta più gente frequenta questo inferno e sono diverse le aggressioni a mano armata registrate negli ultimi giorni.

Spaccio a Turi, faida nelle piazze tra clan vicini ai Parisi e agli Strisciuglio: chieste 32 condanne

Sono 32 le condanne, dai 2 ai 20 anni di reclusione, invocate dalla Procura di Bari per gli imputati coinvolti in un processo (in abbreviato) relativo al presunto controllo dello spaccio a Turi, in provincia di Bari.

Le piazze della città, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state al centro di una faida tra gruppi vicini al clan Strisciuglio e al clan Parisi di Bari, da sempre rivali.

A febbraio scorso arrivarono 37 arrestati, il gruppo vicino al clan Strisciuglio sarebbe stato comandato dal carcere da Davide Monti. Per lui è stata chiesta la condanna a 20 anni di reclusione.

A controllare lo spaccio per conto del clan Parisi ci sarebbe stato invece Michele Parisi, fratello del boss Savinuccio, nel frattempo deceduto. Il prossimo 17 dicembre si tornerà in aula con l’inizio delle discussioni delle difese.

Porte blindate, botola segreta e residenti bloccati: palazzina popolare trasformata in market della droga a Bitonto

Una palazzina popolare trasformata in un market della droga. Blitz questa mattina della Polizia in via Ugo La Malfa a Bitonto, lo stabile aveva un portone blindato dotato di una piccola apertura attraverso la quale avveniva la compravendita delle sostanze stupefacenti e il passaggio dei soldi.

L’accesso dei condomini all’interno era controllato dagli spacciatori, non si poteva entrare e uscire durante l’attività di spaccio. Disattivati anche i citofoni.

Nella palazzina c’erano anche anche altri passaggi, tutti con porte blindate, da utilizzare in caso di fuga dalle Forze dell’Ordine.

Presente nel garage anche una botola, chiusa con porte scorrevoli in ferro, utilizzata come altra via di fuga per fuggire dal retro in caso di controlli. Tutte le porte blindate sono state rimosse questa mattina, mentre la botola è stata sigillata.

Altamura, cocaina in casa e nel garage: arrestato 26enne. Chiesti 4 anni di carcere nel processo per direttissima

I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La droga era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage.

Altri 4 grammi di cocaina, suddivisi in 9 involucri, sono stati trovati nella camera da letto della sua abitazione. Scoperti anche diversi materiali idonei al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari.

Durante il processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto si trova ai domiciliari.

Il carcere di Taranto trasformato in una piazza di spaccio, blitz nella notte: 25 arresti. Tra loro parenti dei detenuti

Un giro di droga all’interno del carcere di Taranto. Blitz nella notte tra perquisizioni e arresti in un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato e la Polizia. Coinvolti anche i parenti dei detenuti che facevano da corrieri.

Sono 25 gli arresti totali, 16 in carcere e 9 ai domiciliari. Il carcere di Taranto si era trasformato in una piazza di spaccio. Per i pagamenti si utilizzavano vari modi, i soldi venivano addebitati anche su una Postepay.

Durante l’indagine è emerso anche che nel carcere venivano introdotti numero di microtelefoni con i quali, non solo i detenuti mantenevo i contatti con le proprie famiglie, ma in altri anche per gestire gli affari illeciti.

Allarme sicurezza a Bari, spaccio e risse: divieto di accesso per 5 stranieri

Nella giornata odierna il Questore della Provincia di Bari ha emesso cinque provvedimenti di divieto di accesso a determinate aree urbane, in applicazione del D.L. 14/2017 convertito nella Legge 48/2017. I provvedimenti, di durata variabile tra uno e due anni, riguardano cittadini stranieri coinvolti in episodi di spaccio di droga, risse e minacce.

Due provvedimenti di anni 2 e di un anno sono stati disposti rispettivamente nei confronti di un cittadino egiziano e di un cittadino libanese, sorpresi con dosi di cocaina e hashish nei pressi della Facoltà di Giurisprudenza in Piazza Cesare Battisti.

Altri due divieti di accesso per la durata di due anni sono stati emessi nei confronti di due cittadini egiziani, coinvolti nella rissa nei pressi del chiosco “El Chiringuito” al Molo San Nicola. I due, sorpresi con un bastone e una bottiglia.

Un ulteriore provvedimento, della durata di due anni, di divieto di accesso in un locale sito in via Nicolai e nelle zone di pertinenza, quindi limitrofe, compresa piazza Cesare Battisti ha colpito un cittadino tunisino, accusato di minacce in un episodio avvenuto nelle vicinanze della Facoltà di Giurisprudenza.

La Questura di Bari sottolinea come tali misure mirino a garantire la sicurezza nelle zone maggiormente frequentate da studenti e cittadini, contrastando fenomeni di degrado e illegalità.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo. Spaccio, armi e tentati omicidi: chiesto il processo per 69 indagati

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari.

Le indagini – l’operazione fu denominata ‘Noja’ – sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021.

Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Carcere di Foggia, abbattuto drone con droga e cellulari. Osapp: “Servono misure speciali e straordinarie”

Un drone è stato abbattuto mentre tentava di far entrare nel carcere di Foggia della droga e numerosi telefoni cellulari. Il drone è stato avvisato dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno provveduto a bloccarlo.

Lo rende noto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp. Nei giorni scorsi, inoltre, nel carcere di San Severo la polizia penitenziaria ha trovato un pacco con oltre 600 grammi di droga ed altro materiale nascosti sui tetti dei reparti detentivi del carcere, presumibilmente caduti per un mal funzionamento di un drone.

Il segretario regionale Osapp Rocco Gesualdi sottolinea come la polizia penitenziaria in Puglia, “particolarmente nella provincia di Foggia, sta subendo il disagio di una organizzazione complessiva che non funziona. Serve un intervento del Governo perché prenda finalmente atto che ci occorrono misure speciali e straordinarie”.

Il segretario generale aggiunto Pasquale Montesano evidenzia come serva un “immediato incremento degli organici già dalle prossime assegnazioni per la Puglia e per Foggia in particolare per cui ribadiamo nuovamente al governo di aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti, sovraffollamento detentivo”.