Triggiano, crepe e danni ai pilastri: palazzina sgomberata in via Casalino. Residenti rientrano ma resta il nodo lavori

Una palazzina è stata evacuata in via Giovanni Casalino a Triggiano nei giorni scorsi dopo un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, effettuato il 17 settembre, che ha rilevato crepe ed evidenti danni ai pilastri dell’edificio.

Una ditta è stata incaricata per la messa in sicurezza temporanea dello stabile, i lavori sono stati portati a termine e le 8 famiglie coinvolte sono rientrate dopo aver trovato sistemazioni temporanee a loro carico, senza chissà quale sussidio abitativo ed economico.

I lavori per la messa in sicurezza permanente dovranno essere sostenuti dal condominio, secondo quanto riportato nell’ordinanza di revoca dello sgombero, entro 15 giorni, ma c’è chi lamenta di non riuscire a mettersi in contatto con l’amministratore di condominio e con il suo proprietario. Una situazione tesa che sta generando preoccupazione e tensione, ci sono anche famiglie con disabili e bimbi piccoli.

Modugno, palazzo inagibile e a rischio crollo in via Fanin: 12 famiglie evacuate – FOTO

Nel pomeriggio di ieri un palazzo in via Fanin a Modugno è stato dichiarato inagibile dopo un sopralluogo dei Vigili del Fuoco. Le 12 famiglie, presenti all’interno, sono state fatte evacuare.

A preoccupare i cedimenti strutturali nei box presenti nel seminterrato. Sul posto sono intervenuti la Polizia locale di Modugno, la Protezione Civile e i Carabinieri.

“Il Comune ha trovato sistemazione alternativa presso strutture ricettive locali per chi non avesse alternativa presso parenti o seconde case o per chiunque volesse – le parole del sindaco di Modugno, Nicola Bonasia -. Sto predisponendo un’ordinanza di messa in sicurezza, affinché il condominio esegua le necessarie opere di consolidamento statico”.

Crack Soa, dipendenti senza stipendio da mesi. Protesta in Procura: “Fate chiarezza siamo disperati”

L’inchiesta sulla presunta frode fiscale ha colpito i dipendenti che stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze delle scelte dell’azienda, mentre la Procura ha chiesto il fallimento. Sono stati avviati i primi licenziamenti e la procedura di Fis, ma è da due mesi che gli stipendi non vengono riconosciuti. Una quarantina di dipendenti ha protestato davanti alla Procura di Bari, abbiamo raccolto le loro storie e lanciato il loro disperato appello. 

Continue reading