Tragedia a Brindisi, auto finisce fuori strada e si ribalta: muore 35enne. Ferito il figlio di 11 anni

Un 35enne è morto in un incidente stradale poco fa a Brindisi. A bordo dell’auto c’era anche il figlio di 11 anni che ha riportato solo lievi ferite. L’auto del 35enne è finita fuori strada e si è ribaltata più volte finendo nelle campagne circostanti.

Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dagli agenti della polizia locale. Sul posto anche i vigili del fuoco per le operazioni di soccorso. Il magistrato di turno ha disposto la restituzione della salma ai familiari.

Non vogliono vicina trans, la svegliano di notte e la picchiano: indagati padre e figlio nella Taranto medievale

Non volevano come vicina di casa una ragazza transgender e per questo l’avrebbero minacciata, insultata, e avrebbero disturbato la sua serenità citofonando e suonando ripetutamente il campanello nel cuore della notte. In una occasione, la vittima sarebbe stata anche picchiata con un pugno e uno schiaffo dopo essere stata accerchiata da una decina di persone.

E’ accaduto a Taranto dove – secondo quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno – una trans ha denunciato padre e figlio per stalking. In seguito al racconto della vittima e agli accertamenti dei carabinieri, il gip Elio Cincelli ha disposto il divieto di avvicinamento di 500 metri e il braccialetto elettronico nei confronti di un 28enne, indagato per minacce gravi e atti persecutori insieme al padre.

Quest’ultimo, la notte tra il 7 e l’8 dicembre, mentre era ai domiciliari, sarebbe uscito di casa intimando alla ragazza di rientrare in casa dopo che questa si era lamentata di sentire troppo rumore provenire dalla loro abitazione.

Secondo il racconto della ragazza, sarebbe stata accerchiata da una decina di persone che si sono scagliate contro di lei: le sarebbe stato strappato il cellulare dalle mani e sarebbe stata colpita con un pugno e uno schiaffo al volto. Per questo episodio il padre del 28enne è finito in carcere.

Per il giudice Cicinelli, che ha firmato l’ordinanza, la versione fornita dalla vittima – evidenzia il quotidiano – non ha contraddizioni e il 28enne è ritenuto in grado di mettere in atto comportamenti persecutori come dimostra il fatto di aver proseguito con le intimidazioni anche dopo che a suo padre è stata revocata la detenzione domiciliare.

Forzano il posto di blocco e tentano la fuga, in auto pistole e droga: arrestati padre e figlio a Bari

Due uomini, rispettivamente padre e figlio di 49 e 26 anni, sono stati arrestati ieri mattina a Bari dai carabinieri con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, detenzione e porto illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Secondo quanto accertato i due, entrambi con precedenti di polizia, avevano pistole e munizioni oltra a quattro chili di droga. L’arresto è stato eseguito nell’ambito delle attività di monitoraggio del territorio.

Intorno alle sei del mattino, i militari all’altezza di via Conenna stavano facendo i controlli a un posto di blocco e hanno intimato l’alt a un Suv a bordo del quale viaggiavano gli indagati. Questi, invece di fermarsi, hanno accelerato innescando un breve inseguimento. La corsa del fuoristrada è terminata in via Gentile contro una delle auto dell’Arma intervenute per supportare i colleghi.

Inutile è stato da parte di padre e figlio sia il tentativo di fuga sia quello di liberarsi di una pistola che è stata recuperata dai carabinieri. Le perquisizioni eseguite, anche a casa, hanno permesso di sequestrare anche una pistola semiautomatica con colpo in canna e altri 5 nel caricatore, oltre a 4 chili di sostanze stupefacenti di diverso tipo.

Al momento dell’arresto è stato necessario l’intervento del personale del 118 che si è occupato del 49enne finito in manette ma anche di uno dei carabinieri rimasto ferito. Nei prossimi giorni saranno svolti accertamenti sulle armi sequestrate.

Si recide arteria femorale con la motosega: il 65enne Giuseppe Lonoce muore dissanguato davanti al figlio

Giuseppe Lonoce, 65 anni, mentre era intento a potare un albero di ulivo questa mattina si è ferito con la motosega a batteria che gli ha reciso l’arteria femorale. L’uomo è morto dissanguato davanti agli occhi del figlio mentre lavora in campagna.

E’ accaduto nelle campagne tra Sava (Taranto) e Francavilla Fontana (Brindisi). A quanto si è appreso è stato lo stesso figlio a lanciare l’allarme. Quando sono giunti i soccorsi per l’uomo non c’era più nulla da fare. L’emorragia non gli ha dato scampo.

Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. Su disposizione dell’autorità giudiziaria la salma è stata restituita alla famiglia.

Policlinico di Bari, colpito dal carico di una gru: muore il 58enne Petre Zaim. Nel cantiere anche suo figlio

Quello di oggi era il suo primo giorno di lavoro a Bari. Un destino crudele per Petre Zaim, 58enne operaio rumeno, residente a Bassano del Grappa e dipendente di una delle ditte subappaltatrici di Edison, morto questa mattina nel cantiere per la costruzione della nuova centrale termica del Policlinico. L’incidente sul lavoro sarebbe stato causato da una manovra erronea del collega che guidava la gru. Il braccio infatti avrebbe sbattuto su una costruzione e avrebbe perso il carico, finito poi addosso alla vittima. Nel cantiere era presente anche il figlio del 58enne.

“Ancora una morte sul lavoro in un subappalto di lavori nel Policlinico di Bari – denunciano i sindacati Cgil, Fiom, Fillea -. Il 2025 inizia tragicamente in linea con l’anno appena trascorso. Mentre si continua a fare propaganda sulla sicurezza sul lavoro, nei cantieri si continua a morire: l’appalto, commissionato dall’Azienda Ospedaliera del Policlinico alla Edison è stato poi subappaltato a un’azienda metalmeccanica del milanese. Noi chiediamo subito interventi urgenti e seri sulla sicurezza sul lavoro: non ci rassegneremo mai all’idea che un operaio che esce al mattino per andare a lavorare, non debba avere la certezza di tornare a casa sano e salvo la sera. Esprimiamo vicinanza alla famiglia dell’operaio tragicamente morto e ci rendiamo disponibili a supportarla in tutte le opportune vie legali e previdenziali”.

Catalaia catassìa, Dio benedice il “pastore” Amatulli: il figlio della pecorella Marianna è maschio

Torniamo (purtroppo) ad occuparci di Roberto Amatulli, il barese autoproclamatosi pastore della chiesa evangelica, e della notizia sconcertante divulgata ad agosto scorso. Amatulli e Marianna avevano annunciato sui social tramite un video di aspettare un figlio e questa volta hanno svelato il sesso.

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Tassista accoltellato, Francesco: “Non ho visto il video credevo di morire”. Il papà: “È dura”

Francesco ha rimediato 122 punti di sutura, ma il peso dell’aggressione sarà difficile da scrollare di dosso. Aveva da pochi giorni ottenuto la licenza e in più dovrà fare i conti con danni fisici per tutta la vita. Non sa se tornerà mai a guidare un taxi, la volontà in parte c’è, ma la sicurezza al momento no.

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