A Torchiarolo il funerale dei 3 giovani morti. Il vescovo: “Tragedia sia da lezione a volte le cose ce le cerchiamo”

Le parole del vescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia, nella chiesa madre di Torchiarolo, in provincia di Brindisi, durante i funerali dei tre ragazzi morti in un incidente sabato sera mentre erano a bordo di una Porsche che viaggiava a 250 chilometri orari: il 22enne Luigi Perruccio e le 21enni Sara Capilunga e Karina Ryzkhov.

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Omicidio a Ceglie, il 38enne Nardev Singh ucciso per testare la pistola: due ragazzi subito a processo

Il pm della Procura per i minorenni di Bari, Caterina Lombardo Pijola, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i due ragazzi, all’epoca dei fatti 17enni, accusati di aver sparato e ucciso il 38enne di nazionalità indiana Singh Nardev, trovato senza vita all’esterno di un capannone di Ceglie il 31 maggio scorso.

Il processo partirà il il prossimo 15 maggio. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, i due ragazzi avrebbero ucciso la vittima per testare il funzionamento di una pistola appena comprata su un bersaglio umano. 

Le accuse ipotizzate sono quelle di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, e detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco e ricettazione. Per la stessa vicenda è indagato ance un ragazzo maggiorenne. Tutti sono stati arrestati il 15 novembre scorso. 

Largo ai giovani, va in pensione e viene promosso. Succede solo all’Arif: consulente da Oscar

Dopo diversi anni torniamo a Conversano nella sede Arif di Bari Sud Est per trovare un vecchio amico, il consulente Gianni Calderaro.

Questa volta ci siamo presentati con un premio per celebrare il suo meraviglioso record. Nonostante sia in pensione, ha ricevuto una promozione. Incredibile ma vero.

Tutto questo nonostante in azienda ci siano persone qualificate tali da ricoprire il ruolo. Nel video allegato il nostro incontro con il consulente da Oscar, Gianni Calderaro.

Maxi rissa tra giovani a Barletta, volano calci e pugni tra due gruppi: 6 feriti. Indagano i Carabinieri

Sei persone, di età compresa tra i 19 e i 27 anni, sono rimaste ferite in modo non grave durante una rissa scoppiata fuori da un locale in piazza Marina, a Barletta, alla quale avrebbe preso parte una decina di persone.

Secondo quanto emerso finora dalle indagini dei carabinieri, persone a bordo di un’auto hanno tentato di investire un gruppo di ragazzi appena uscito da un locale per poi fuggire.

Ne è nato un inseguimento terminato a pugni, schiaffi e calci tra i due gruppi. In sei hanno dovuto fare ricorso alle cure del personale del 118 prima, e dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli dopo.

Per nessuno è stato necessario il ricovero: tutti guariranno in pochi giorni. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri che stanno analizzando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire meglio l’accaduto.

Eccessivo uso di smartphone e pc tra minori in Puglia, il Garante: “Genitori scuola e istituzioni collaborino”

“In Puglia i dati sono abbastanza allarmanti: il 64,5% dei minori fa un uso un po’ eccessivo degli smartphone e dei computer”. Lo ha detto il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Puglia, Ludovico Abbaticchio, intervenendo a Barletta a un incontro organizzato nella giornata dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

“È una lotta che deve essere portata avanti da un insieme di figure istituzionali a partire dai genitori, scuola ma anche enti locali, Regione e Parlamento – ha aggiunto -. Il tema della salute minorile è un tema ormai importante e non si parla solo di cyberbullismo ma di salute intesa come benessere sociale”.

Per il Garante “bisogna non solo educare all’uso corretto di pc e smartphone ma anche educare al rispetto della persona, dello star bene, del vivere insieme”. “I genitori sono fondamentali perché sono le espressioni istituzionalmente più importanti per i ragazzi per cui tutto parte da loro – ha proseguito Abbaticchio – poi c’è la scuola”.

“In questa giornata bisogna anche far capire ai ragazzi che il rispetto uomo-donna deve diventare una normalità”, ha concluso.

Omicidio a Ceglie, il 38enne Nardev Singh ucciso per testare la pistola: i tre giovani arrestati fanno scena muta

I tre ragazzi arrestati con l’accusa di aver ucciso Nardev Singh, il 38enne indiano ucciso la sera del 31 maggio scorso nel casolare abbandonato a Ceglie del Campo, sono rimasti in silenzio durante l’interrogatorio. Tra loro il 21enne Paolo Natale Guglielmi. Davanti al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’accusa nei loro confronti è quella di omicidio volontario, aggravato dalla minorata difesa della vittima. Secondo le indagini avrebbero sparato alla vittima per testare una pistola appena comprata.

Visita di Fiammetta Borsellino a Palazzo di Città: “Per sconfiggere le mafie è fondamentale coinvolgere i giovani”

Questa mattina l’assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia sociale Nicola Grasso e la vicesindaca Giovanna Iacovone hanno ricevuto a Palazzo di Città Fiammetta Borsellino, la figlia del giudice Paolo Borsellino, qui in Puglia per impegni legati alla sua attività antimafia nelle scuole di Lecce, Ginosa e Bitonto.

“Da anni mi impegno a portare la memoria e la testimonianza di mio padre, Paolo Borsellino, e di tutte le vittime delle mafie nelle scuole, perché credo fermamente che i giovani debbano crescere con consapevolezza e senso di giustizia – ha detto Fiammetta Borsellino –. Parlare con gli studenti significa trasmettere valori fondamentali, come il rispetto della legalità e la conoscenza della criminalità organizzata. Per sconfiggere le mafie è fondamentale coinvolgere i giovani, perché sono proprio loro che le organizzazioni criminali mirano a reclutare e influenzare. Sono stata altre volte qui in Puglia per assistere alla rappresentazione de “La stanza di Agnese”, il monologo che racconta mia madre e la sua vita di coraggio al fianco di un uomo come mio padre, un progetto molto bello. Credo che l’arte sia uno dei mezzi più potenti per raccontare e denunciare le ingiustizie. Un monologo, una rappresentazione teatrale, un quadro, possono trasmettere emozioni profonde, che toccano l’animo e lasciano un segno. Anche in questo modo si onorano i ricordi.”

“L’amministrazione comunale di Bari è da tempo impegnata in una politica di antimafia sociale – ha dichiarato Nicola Grasso – : anche grazie al lavoro dell’agenzia alla lotta non repressiva alla criminalità organizzata ci poniamo l’obiettivo di intervenire in materia di prevenzione dei fenomeni criminali, di contrasto agli illeciti, di riuso sociale dei beni confiscati, di educazione alla legalità, di opposizione civile alle culture mafiose attraverso un’azione concertata di impegno sociale. Lavoriamo per portare progetti educativi, spazi di incontro e opportunità di formazione, perché crediamo che il cambiamento nasca dalla partecipazione attiva della comunità. Coinvolgere i giovani, offrire loro alternative concrete e far sì che sentano il valore dell’appartenenza a una città che ripudia la criminalità è fondamentale. Solo con una rete sociale forte, radicata nei valori della giustizia e del rispetto, possiamo creare un ambiente in cui le mafie non trovino spazio. L’antimafia sociale è un investimento per il futuro di Bari, una promessa di sviluppo, inclusione e sicurezza per tutti i nostri cittadini.”

“Importante per noi è la demarginalizzazione delle periferie, un elemento fondamentale nella lotta contro le mafie – ha continuato Giovanna Iacovone -. Per questo motivo, come amministrazione, stiamo lavorando per trasformare questi quartieri integrandoli con la città. Portare servizi, cultura e infrastrutture nelle periferie non è solo una questione di giustizia sociale ma una strategia diretta a contrastare il controllo da parte della criminalità. Investire in scuole, centri culturali, impianti sportivi e spazi di aggregazione aiuta a creare un tessuto sociale forte e resiliente, in cui i giovani o possano trovare alternative sane e costruttive. Crediamo in una Bari in cui la cultura e l’inclusione sconfiggano l’illegalità e in cui ogni cittadino possa vivere e crescere in un ambiente che valorizzi i principi di equità e giustizia.”