Bari, spaccio al Libertà. Arrestati mamma e figlio pusher davanti casa: condannati nel giro di poche ore

Nella serata di ieri gli agenti della Polizia Locale, insospettiti da strani movimenti, hanno fermato un uomo presso la sua abitazione situata al quartiere Libertà di Bari.

L’uomo è in risultato in possesso di sostanze stupefacenti, mentre la mamma ha tentato di disfarsi di una busta fra le autovetture in sosta. All’interno sono stati trovati oltre 110 grammi di hashish, confezionati in piccole dosi, un bilancino per la pesatura e 225 euro, probabilmente provento dell’attività illecita. Sostanze, materiale e denaro posti immediatamente sotto sequestro giudiziario.

Madre e figlio sono stati così arrestati e questa mattina si sono presentati nell’udienza disposta davanti all’autorità giudiziaria. Gli arresti e i sequestri sono stati convalidati il giudice ha disposto le condanne di 2 anni e mezzo ai domiciliari per il figlio e di un anno e mezzo con obbligo di firma e dimora alla madre.

Omicidio Lopez, mamma Porzia dopo le condanne: “Giustizia fatta il nome di mia figlia un monito contro la mafia”

“Mia figlia non tornerà, ma il suo nome e la sua storia meritano giustizia e rispetto”. Sono queste le parole di Porzia Lopez, la mamma di Antonella, la 19enne uccisa per errore nella discoteca Bahia di Molfetta nel settembre 2024, dopo la sentenza che ha condannato l’assassino reo confesso, Michele Lavopa, a 18 anni di reclusione.

Palermiti Jr, accusato di detenzione e porto abusivo di pistola perché armato quella notte, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. La richiesta era di 3 anni e 10 mesi. II 23enne Giuseppe Fresa, accusato di aver aiutato Lavopa a disfarsi della pistola, sconterà 2 anni. Ratificato anche il patteggiamento del quarto imputato, il 22enne Mario Ruta, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto: sconterà 2 anni e 8 mesi.

La famiglia della vittima ha scelto di non costituirsi parte civile partecipando al processo solo come persona offesa. “La condanna rappresenta un passaggio rilevante sul piano della legalità per un delitto di inaudita gravità maturato in un contesto di violenza mafiosa che ha spezzato una vita innocente”, afferma il legale della famiglia.

“Nessuna sentenza, per quanto severa, potrà mai restituirle la figlia né colmare il vuoto. La giustizia può punire i colpevoli, ma non può sanare una ferita che accompagnerà per sempre chi è sopravvissuto”, ha poi aggiunto.

“La memoria di Antonella deve continuare a vivere come monito contro ogni forma di violenza mafiosa, affinché tragedie come questa non vengano mai considerate un prezzo accettabile da pagare”, conclude mamma Porzia.

Maltratta la figlia di 10 anni, la picchia e la chiude nello sgabuzzino: mamma condannata a 7 anni di carcere

Una donna di 52 anni è stata condannata dal Tribunale di Lecce a 7 anni di reclusione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

La donna è accusata di aver picchiato e di aver chiuso in uno sgabuzzino la figlia, all’epoca dei fatti di 10 anni. A raccontarlo è stata la stessa ragazzina alla psicologa durante la separazione dei genitori.

La vittima ha anche raccontato di aver subito abusi sessuali. Per la donna è stato disposto anche l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici.

Bari, é morta l’anziana malata a cui figlio aveva staccato macchinari: l’uomo è ai domiciliari

È morta in ospedale la mamma del professionista barese di 48 anni, arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio che avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”.

La donna era ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Asl Bat, mamma di due figli muore a 43 anni e dona gli organi: “Gesto d’amore e di speranza”

Nell’Asl Bat c’è stata la terza donazione di organi del 2026. Una donna di 43 anni, originaria di Milano ma residente a Spinazzola, ha donato fegato, reni e cornee. Il consenso è stato dato dal marito.

“La donazione è un gesto di amore e di speranze, sempre, ma quando coinvolge una giovane donna moglie e madre di due bambini piccoli non può non essere anche una occasione di riflessione sul grande dono della vita”, le parole di Giuseppe Vitobello, responsabile donazioni per la Asl Bat.

Il fegato è stato prelevato dai chirurghi del Policlinico “Umberto I” di Roma, i reni sono stati prelevati dagli urologi del Policlinico di Foggia mentre le cornee sono state inviate alla Banca degli Occhi di Mestre.

Taranto, la 25enne Francesca Basile muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Disposta l’autopsia

La Procura di Taranto ha disposto l’autopsia sul corpo di Francesca Basile, la 25enne deceduta nel Tarantino a pochi giorni dal parto. Sul caso è stata aperta un’inchiesta con le ipotesi di lesioni personali colpose e omicidio colposo a carico di ignoti.

Nella giornata di mercoledì 21 gennaio sarà conferito l’incarico al medico legale. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane mamma che aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere dimessa qualche giorno dopo.

Durante la degenza ci sarebbe stata solo una trasfusione per un’anemia, ma nessuna criticità rilevante. La 25enne, il 3 gennaio, aveva chiesto l’intervento del 118 dopo aver accusato dolori nella zona toracica accompagnati da alcune linee di febbre.

Cinque giorni dopo un’altra richiesta per un malore simile, la ragazza ha perso i sensi prima dell’arrivo dei medici e le operazioni di rianimazione non erano riuscite a salvarle la vita. Non si esclude che il decesso possa essere connesso a una complicanza post partum.

Discute la tesi dall’ospedale, si laurea e un’ora dopo partorisce a Lecce: l’incredibile storia della vigilessa Martina

Non capita tutti i giorni di laurearsi e poche ore dopo diventare mamma. È accaduto ieri all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Protagonista Martina Maggio, 27enne originaria di San Cassiano e agente di polizia locale a Montenero di Bisaccia.

La 27enne, collegata da remoto con l’università di Bari, ha conseguito la laurea triennale in psicologia direttamente dal letto del reparto di ostetricia e ginecologia. Il parto era inizialmente previsto per febbraio, ma è stato anticipato per motivi clinici.

Alle 9.40 è arrivata la proclamazione. Un’ora e mezzo dopo, alle 12.17, è diventata mamma di Francesco, 2 chili e 600 grammi. Entrambi stanno bene senza complicazioni, si tratta di un evento sicuramente storico.

Rosa sogna di camminare, la buona notizia dal Messico: “Una gioia infinita mi serve il vostro aiuto”

La storia di Rosa, la 14enne affetta da diverse patologie gravi e nata con la paralisi celebrale infantile, ha colpito tutta la nostra community e non solo. Sono arrivate centinaia di commenti e messaggi dopo la messa in onda del primo servizio, in cui abbiamo introdotto questa storia che seguiremo con particolare dedizione.

Per la sua famiglia e per Rosa si é aperta una speranza. Potrebbe partire in Messico nella clinica Neurocytonix esattamente a Monterrey, una delle poche realtà che usa la tecnologia del cytotron. Per questo ha avviato una raccolta fondi con la speranza di raccogliere il necessario per sostenere le spese per voli, alloggi e cure. Questa volta abbiamo parlato con la sua mamma.