Omicidio La Forgia a Molfetta, due persone fermate: ecco chi sono. Nel delitto coinvolto anche un minore

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso il 16 giugno scorso a Molfetta. Due persone sono state sottoposte a fermo: si tratta di Michele Parisi, 53 anni, e Ilario Camporeale, 24 anni.

Tra i presunti esecutori materiali dell’agguato ci sarebbe anche un minorenne, nei cui confronti procede la magistratura minorile. Altre cinque persone risultano indagate nell’ambito della stessa inchiesta.

Secondo gli investigatori, i due fermati avrebbero attirato un amico della vittima con il pretesto di bere qualcosa insieme, per poi minacciarlo con due pistole e costringerlo a chiamare La Forgia, facendogli credere di essere in difficoltà. Una volta giunto sul posto, il 23enne sarebbe stato raggiunto da due uomini con il volto coperto da passamontagna che avrebbero aperto il fuoco, uccidendolo.

L’accusa di omicidio è aggravata dalla premeditazione, dai futili motivi e dal coinvolgimento di un minorenne. I fermi sono stati eseguiti tra domenica e lunedì, mentre si attende l’udienza di convalida davanti al gip.

L’inchiesta coinvolge anche altre cinque persone. Quattro di loro, tra cui una donna, sono indagate per detenzione di armi finalizzata, secondo l’accusa, a vendicare l’omicidio di La Forgia. Un quinto indagato è invece accusato di aver ostacolato le indagini.

Inseguimento folle per 30 chilometri sulla statale, alla guida dell’auto un minorenne: denunciato a piede libero

A bordo di un’auto, poi risultata rubata, due minorenni non si sono fermati ad un posto di blocco dei carabinieri a Brindisi tentando la fuga lungo la strada statale 379 in direzione nord.

Un lungo inseguimento di circa 30 chilometri di carabinieri e polizia che si è concluso a Villanova, marina di Ostuni. Fermata l’auto, le forze dell’ordine hanno scoperto che alla guida c’era un giovane non ancora 18enne, e come passeggero una ragazza coetanea del conducente.

Il ragazzino è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

Cade dal terrazzo a 4 anni e si rompe la testa, i genitori indagati per abbandono di minore: erano in casa

I genitori di un bimbo di 4 anni di Lecce, caduto lo scorso febbraio da una altezza di circa tre metri mentre giocava coi suoi fratelli sul terrazzo di casa, rischiano il processo. I due sono indagati per abbandono di minore.

L’incidente domestico, che ha provocato fortunatamente solo una lesione alla testa, è diventato un caso giudiziario. A distanza di 11 mesi dall’accaduto, la Procura ha chiuso le indagini preliminari e iscritto padre e madre nel registro degli indagati. Ai due è contestata la mancanza di vigilanza che avrebbe permesso al piccolo di sporgersi e cadere nel vuoto.

Bari, neonato trovato morto nella culla termica a Poggiofranco: aperta inchiesta per abbandono di minore

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sul ritrovamento del corpo senza vita del neonato di un mese trovato senza vita nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco, a Bari. L’ipotesi di reato è abbandono di minore con l’aggravante della conseguente morte. Il fascicolo è al momento aperto contro ignoti.

Le indagini dovranno accertare anche come mai il dispositivo utile ad accogliere i neonati non abbia funzionato: sul cellulare del parroco della chiesa, don Antonio Ruccia, non sono arrivate chiamate che segnalavano la presenza del piccolo. La culla, secondo quanto si apprende, funziona nel momento in cui viene sistemato al suo interno un peso e non se ci sono movimenti da registrare.

Gli accertamenti investigativi degli agenti della squadra mobile della questura di Bari si avvalgono anche delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona e dei rilievi svolti dai colleghi della Scientifica.

Spaccio nella Bat, la droga arrivava da Bari: 16 arresti tra Bisceglie e Trani. Tra loro un minore in comunità

I carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani sono impegnati, insieme ai colleghi di Bari e Foggia, con il supporto dei reparti specializzati dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, dell’11° Reggimento Carabinieri Puglia, del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno, ad arresti nei confronti di 16 indagati (5 in carcere, 10 ai domiciliari, e un minore all’epoca dei fatti collocato in comunità), ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di cessione, offerta in vendita, distribuzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti. L’approvvigionamento veniva fatto a Bari. L’indagine è stata denominata Restart ed è partita a gennaio 2023.