Sedativo alla moglie per controllare il telefono, ma anche aggressioni e pedinamenti: medico condannato a Lecce

Un medico di 43 anni è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di aver maltrattato l’ex moglie in diverse occasioni, anche alla presenza dei figli minori. L’uomo è stato accusato anche di averle somministrato un potente sedativo per via endovenosa con l’obiettivo di farle perdere conoscenza e controllarne il cellulare.

I fatti si sono verificati a Galatina e risalgono al periodo dal 2013 al 2020. Nel mezzo anche pedinamenti, aggressioni e umiliazioni quotidiane. La coppia si è poi separata nel 2020.

In un caso la donna sarebbe stata strattonata e sbattuta contro una porta, sarebbe stata anche pedinata e gli spostamenti avrebbero coinvolto anche i figli e i colleghi di lavoro.

È stato disposto anche il risarcimento del danno in separata sede e una provvisionale di 10mila euro a favore della donna, parte civile nel processo. L’accusa aveva invocato una condanna a 5 anni e 6 mesi, la Difesa può presentare ricorso in Appello dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza.

 

Terrore a Ceglie Messapica, marito e moglie sequestrati nel seminterrato della villa: ladri via con soldi e gioielli

Attimi di terrore nella serata di ieri nella contrada Fedele Grande a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove tre banditi sono riusciti ad entrare in una villa.

All’interno un cardiologo, fermato all’esterno dai banditi, e sua moglie. I due sono stati rinchiusi in una stanza del seminterrato mentre i ladri si sono impossessati di soldi e gioielli dopo aver aperto la cassaforte, prima di darsi alla fuga.

Chi è entrato in azione lo ha fatto con il volto coperto dai passamontagna. Il professionista è riuscito comunque a lanciare il segnale d’allarme tramite il dispositivo antirapina di sua dotazione consentendo alle guardie Cosmopol di intervenire.

Una di loro ha sentito le urla dallo scantinato e ha liberato il medico e la moglie. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri per i rilievi. Il bottino è ancora in corso di quantificazione.

Frode sui bonus edilizi, nei guai marito e moglie: sequestrati beni per 870mila euro a Bari

La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi.

Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati.

I militari evidenziano che l’uomo avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza di alcune somme trasferendole all’estero tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

Le complesse attività svolte dalla Guardia di finanza, informano i militari in una nota, consistite nell’analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie per dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, “hanno consentito di accertare che la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, un tale accrescimento patrimoniale”.

Accusato di maltrattamenti e lesioni alla moglie, 52enne assolto dopo 9 anni a Foggia: “Resistito per mia figlia”

Il Tribunale di Foggia ha assolto,a nove anni dai fatti contestati, un 52enne accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La vicenda risale agli anni compresi tra il 2004 e il febbraio 2017.

La moglie del 52enne, poi separata e costituitasi parte civile nel procedimento penale, aveva denunciato il marito di averla ingiuriata e aggredita fin dai primi anni di matrimonio, anche davanti alla figlia minorenne.

Tra le accuse dalle quali l’uomo si è dovuto difendere, ritenute insussistenti, c’erano aggressioni consistite in morsi, gomitate e calci. La donna, le cui dichiarazioni sono state ritenute contraddittorie, aveva accusato il marito di vessazioni psicologiche, impedimenti alla frequentazione di familiari e amiche, violenze fisiche e verbali anche alla presenza della figlia minore, che per un periodo di cinque mesi è stata allontanata dal nucleo familiare e posta in una comunità, per poi essere affidata al padre, come da lei stessa richiesto.

L’imputato è stato rinviato a giudizio nell’ottobre del 2021 e dopo quattro anni di udienze, prove testimoniali e documentali, la stessa procura, al termine della requisitoria, ne aveva chiesto l’assoluzione.

“Qualunque padre si sarebbe arreso – ha dichiarato l’avvocato Ettore Censano, che ha assistito l’uomo insieme al collega Giulio Treggiari – . Ha invece raccolto tutte le sue energie per portare avanti una battaglia soprattutto per sua figlia. Questa storia mostra come, molto spesso, si parta dal pregiudizio che l’uomo sia sempre autore di maltrattamenti”.

Picchia la moglie, la figlia minorenne che la difende e i Carabinieri intervenuti: 51enne arrestato a Gallipoli

Aggredisce la moglie e la figlia minorenne che tenta di difendere la madre. Poi, quando i carabinieri arrivano nell’appartamento in cui vive la famiglia, aggredisce i militari colpendo uno di loro al volto con un casco.

È accaduto ieri sera a Gallipoli dove un 51enne è stato arrestato e portato in carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto riferito dai militari, l’uomo, in stato ebrezza, avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente la moglie e la figlia anche davanti a loro, tentando di colpire la donna con una bottiglia di vetro.

“Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli muoiano”: minacce social alla moglie di Castrovilli. Lei: “Denunceremo”

Minacce ricevute via social sono state denunciate dalla moglie del giocatore del Bari Gaetano Castrovilli. La donna, Rachele Risaliti, ha pubblicato sul suo profilo Instagram una storia con il messaggio di minacce.

“Che il cancro vi divori tutti. Che i vostri figli e che tutto ciò che avete muoiano” è il messaggio inviato, da un profilo senza foto, a poche ore dalla partita che ha visto il Bari pareggiare con l’Avellino in casa.

“Sappi che denunceremo!”, replica la donna sul social. “Sempre più spesso si leggono commenti e/o messaggi di questo spessore – aggiunge – uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente”. “Il calcio – continua – dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto”. “Sono veramente amareggiata – conclude Risaliti – triste e schifata da tutto questo”.

Bari, stalking alla cognata dell’ex moglie. Poliziotto assolto dopo tre anni: “Il fatto non sussiste”

Un poliziotto barese, in servizio a Taranto, è stato assolto dopo tre anni dal Tribunale di Bari dalle accuse di stalking nei confronti della cognata dell’ex moglie perché “il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa, l’agente avrebbe minacciato con condotte ripetute la cognata della sua ex moglie, causandole “uno stato di ansia e di paura perdurante e grave, nonché un fondato timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia”.

Secondo quanto denunciato dalla controparte, oltre ad appostamenti e pedinamenti, il poliziotto avrebbe anche aggredito il marito della donna. Le accuse però sono state risultate “prive di ogni fondamento” da parte dei giudici. In questi tre anni, all’imputato, è stato impedito di tornare a Bari.

Insulta, minaccia e picchia la moglie. La figlia di 12 anni chiama il 112 e lo fa arrestare: nei guai 49enne di Crispiano

Un 49enne di Crispiano (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della compagna.

L’intervento dei militari è scattato in seguito alla chiamata al 112 da parte della figlia minorenne. Secondo la ricostruzione dell’Arma, l’uomo – con problemi di tossicodipendenza – sin dall’inizio della convivenza nel 2010 avrebbe offeso e minacciato la compagna, episodi mai denunciati fino al 6 dicembre.

Nel corso dell’ultima lite, avrebbe insultato, minacciato e colpito la donna alla presenza della figlia minorenne, cercando anche di impedirle di chiedere aiuto sottraendole il cellulare. La convivente sarebbe stata afferrata al collo e colpita con pugni al capo e al volto, riportando la rottura degli occhiali.

I carabinieri sono arrivati in pochi minuti dopo la telefonata al 112 della adolescente, bloccando l’uomo. La vittima è stata soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale di Martina Franca, dove è stata medicata e dimessa. Informata delle tutele previste dalla legge, ha scelto di non essere collocata in una struttura protetta. Il 49enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto alla casa circondariale di Taranto.

“Put**na grassa ti tolgo davanti”, umilia e minaccia la moglie davanti al figlio: a processo avvocato barese

Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti di una moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.

Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, alcune delle frasi proferite.

In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo dove la vittima fornirà il proprio racconto.

Tenta di strangolare la moglie, lei riesce a chiamare il 112 e si salva: tentato femminicidio nel Salento

Tentato femminicidio ieri sera a Copertino dove un uomo, con problemi psichiatrici, ha cercato di strangolare sua moglie dopo una crisi. La donna, fortunatamente, è riuscita  mettersi in salvo e ad allertare le Forze dell’Ordine.

Lui, 49anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Lei, 45 anni, è stata trasportata in ospedale. La donna è riuscita a comporre il numero di emergenza dopo essere caduta per terra e aver recuperato il cellulare.

L’uomo è stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina, dove è tuttora ricoverato e piantonato.