Concorsi Arca e tessere PD, Molfetta caput mundi: tutti gli uomini del Presidente De Nicolo

Torniamo ad occuparci dell’Arca e dell’ombra del Partito Democratico sui diversi concorsi per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico. Lo facciamo dopo il blitz nella sede del Pd di Molfetta e il confronto con il tesoriere che non aveva gradito la nostra incursione. Siamo in grado di fare i nomi e cognomi dei vincitori e parlare del rapporto dei vincitori con l’amministratore unico dell’Arca, Piero De Nicolo, e con il Pd di Molfetta, grazie anche al prezioso contributo di un aiutante improvvisato.

Assistenza domiciliare, aumentano le tariffe a Molfetta e Giovinazzo. Gli operatori: “Preoccupati da possibili rinunce”

“Con la presente desideriamo portare all’attenzione una situazione di estrema preoccupazione che riguarda il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) nell’Ambito Territoriale dei Comuni di Molfetta e Giovinazzo. La questione sorge a seguito dell’adozione della Delibera commissariale n. 56 del 23/12/2025, con la quale sono state ridefinite le tariffe di compartecipazione per gli utenti, la cui entrata in vigore è prevista a partire dal 1° marzo 2026”.

Inizia così il comunicato degli Operatori Socio-Sanitari e Socio-Assistenziali dei Servizi ADI e SAD di Molfetta – Giovinazzo. “Siamo oltre 30 operatori socio-sanitari e socio-assistenziali che ogni giorno garantiscono assistenza a persone anziane, disabili e fragili del nostro territorio. Lavoriamo in questo servizio da oltre vent’anni, assicurando continuità, professionalità e un punto di riferimento stabile per tante famiglie – si legge nella nota -. La nuova articolazione tariffaria comporta un aumento significativo della compartecipazione economica. In particolare, si passerà da compartecipazioni comprese tra i 3€ e i 5€ orari a compartecipazioni che potranno variare dai 3€ fino a 19,85€ orari per ISEE superiori a 15.000 euro. Un incremento così rilevante rischia di determinare un drastico calo delle richieste del servizio, poiché molte famiglie non potranno sostenere costi mensili che, per un piano assistenziale di 6 ore settimanali, possono superare i 500 euro mensili. Il rischio concreto è che utenti fragili rinuncino a un servizio essenziale per ragioni esclusivamente economiche”.

“Le conseguenze ricadranno inevitabilmente anche su di noi. La riduzione delle richieste comporterà una diminuzione delle ore lavorative, nonostante i nostri contratti a tempo indeterminato prevedano ore contrattuali elevate. Dopo anni di lavoro, formazione, sacrifici e dedizione, temiamo di ritrovarci senza lavoro o di dover accettare riduzioni contrattuali che mettono a rischio la stabilità economica delle nostre famiglie – aggiungono -. Chi tutela oltre 30 lavoratori che hanno garantito per anni la continuità assistenziale sul territorio? Chi si prenderà cura dei più fragili se il servizio verrà progressivamente ridimensionato? Non si tratta soltanto di una questione economica, ma di una scelta che incide sulla dignità delle persone assistite, sulla tenuta sociale del territorio e sulla sicurezza lavorativa di professionisti che hanno investito gran parte della propria vita in questo servizio pubblico.
Con questa comunicazione chiediamo risposte concrete e tempestive. È necessario comprendere quali misure si intendano adottare per evitare il ridimensionamento del servizio, la rinuncia da parte degli utenti e la perdita di posti di lavoro. Non possiamo restare nell’incertezza, così come non possono restarci le famiglie che assistiamo ogni giorno”.

“Chiediamo un incontro urgente con il Commissario Straordinario e le Autorità competenti per discutere soluzioni che tutelino i diritti degli utenti e la dignità lavorativa del personale; una mediazione istituzionale affinché la Regione Puglia intervenga presso il Comune di Molfetta per valutare una revisione delle aliquote e delle soglie ISEE; garanzie concrete sul mantenimento dei livelli occupazionali, affinché non venga disperso il patrimonio di esperienza e umanità che abbiamo costruito in 26 anni di servizio – concludono -. Confidiamo nella sensibilità istituzionale e in un pronto riscontro, certi che la tutela dei lavoratori e della salute dei cittadini fragili debba restare una priorità assoluta”.

Molfetta, bomba esplode davanti alla villa di un imprenditore edile: indagini in corso

Domenica scorsa un ordino di media potenza è esploso all’esterno della villa di un imprenditore a Molfetta, sulla strada provinciale 56 che conduce a Ruvo. Un attentato intimidatorio che fortunatamente non ha causato feriti.

Si registrano però danni ingenti, il boato è stato udito in diverse zone della città. Sul luogo dell’esplosione è presente anche la sede operativa dell’azienda leader nel settore edilizio.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini con la Scientifica. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di risalire ad elementi utili. L’imprenditore, vittima dell’agguato, è stato già ascoltato ma non ha saputo fornire spiegazioni sulla vicenda.

Folle inseguimento a Bari, arrestato dopo schianto all’Ikea. Poi il blitz a Molfetta e il maxi sequestro di droga

Nei giorni scorsi un uomo, ritenuto vicino a un clan del rione Libertà, è stato arrestato dopo un inseguimento concluso con un incidente stradale a Mungivacca. 

L’episodio è avvenuto nei pressi dell’Ikea: l’uomo, alla guida di una Renault Captur, alla vista della polizia ha tentato la fuga. Con sé aveva alcune dosi di sostanza stupefacente.

Durante l’inseguimento ha perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro un palo dell’illuminazione.  È rimasto ferito ed è stato soccorso dal 118, poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Dalle indagini successive è emerso che l’uomo era coinvolto in un’attività di spaccio.

Gli investigatori hanno seguito una pista che li ha portati fino a Molfetta, dove in un garage è stato scoperto un vero e proprio deposito di droga: decine di chilogrammi di stupefacenti pronti per rifornire le piazze di spaccio della zona. Si tratta di uno dei sequestri più rilevanti degli ultimi tempi.

L’uomo, che custodiva le chiavi del garage, è stato arrestato, mentre le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.

Molfetta, guardia giurata immobilizzata e aggredita nella zona industriale: rubata la pistola. Caccia ai 4 responsabili

Nella notte tra domenica e lunedì, nella zona industriale di Molfetta (vicino al centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera), una guardia giurata di 50 anni è stata aggredita da quattro persone con il volto coperto.

L’uomo, dipendente della società Sicuritalia, stava svolgendo un normale servizio di pattugliamento quando è stato bloccato da un’auto scura con quattro individui a bordo.

I malviventi lo hanno immobilizzato, minacciato e malmenato, riuscendo a sottrargli la pistola d’ordinanza (una Beretta calibro 9×21). Hanno anche tentato di strappargli il giubbotto antiproiettile, senza riuscirci.

Dopo l’aggressione, i quattro sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. La guardia giurata, pur sotto shock, non ha riportato gravi conseguenze fisiche ed è riuscita a dare l’allarme alla centrale operativa e al 112.

I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini, acquisendo anche i filmati di videosorveglianza della zona per cercare di identificare i responsabili. Al momento non si conoscono né l’identità dei quattro aggressori né il movente dell’aggressione.

Omicidio Lopez al Bahia di Molfetta: 18 anni al killer Michele Lavopa e 4 anni e 6 mesi per Palermiti jr

Michele Lavopa, il 22enne reo confesso dell’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore la notte del 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta, con un colpo di pistola destinato ad Eugenio Palermiti, 21enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia, è stato condannato a 18 anni di reclusione.

L’accusa è di omicidio aggravato dalle modalità mafiose. I pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino avevano chiesto una condanna a 20 anni di reclusione

Palermiti Jr, accusato di detenzione e porto abusivo di pistola perché armato quella notte, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. La richiesta era di 3 anni e 10 mesi.

II 23enne Giuseppe Fresa, assistito dall’avvocata Ornella Calianno, accusato di aver aiutato Lavopa a disfarsi della pistola, sconterà 2 anni. Per lui erano stati chiesti 2 anni e 4 mesi, e 4.000 euro di ammenda.

Ratificato infine il patteggiamento del quarto imputato, il 22enne Mario Ruta, difeso dall’avvocato Andrea Casto, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto: per lui sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi, e 2mila euro di multa, ne sconterà 2 anni e 8 mesi.

Cremonese-Inter, petardo scoppia tra le mani: 40enne di Molfetta ferito e accusato del lancio contro Audero

Il 40enne tifoso dell’Inter, presente sugli spalti dello stadio Zini di Cremona e accusato per primo di aver lanciato un petardo contro il portiere della Cremonese Emil Audero stordendolo, è originario di Molfetta.

Vive a Cesena ed è iscritto all’Inter Club San Marino che si è dissociato dal gesto e ha chiesto l’espulsione del suo tesserato. In realtà, secondo quanto ricostruito dai fatti e dalle indagini, a lanciare quel petardo è stato un 19enne, arrestato nelle scorse ore.

Il 40enne di Molfetta però, a causa dell’esplosione di un altro petardo tra le mani, è rimasto gravemente ferito alle mani, tanto da ricorrere alle cure mediche e a diversi interventi chirurgici.

La vicenda ha fatto parecchio discutere e ha portato anche a sanzioni pesanti. Maxi multa da 50mila euro all’Inter e divieto di trasferte per la curva nerazzurra fino al 23 marzo.

Tragedia a Molfetta, esce in bici e sparisce: l’84enne Giuseppe Germinario ritrovato morto

Esce di casa con la sua bicicletta, fa perdere le tracce e viene ritrovato privo di vita. È accaduto a Molfetta nella giornata di lunedì.

I familiari di Giuseppe Germinario, 84 anni, avevano lanciato un appello sui social e denunciato la scomparsa alle Forze dell’Ordine dopo che l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce.

Le ricerche si sono estese alle zone di campagna frequentato dall’anziano, fino alla scoperta del cadavere. Il decesso sarebbe stato causato da un malore.

 

Paura a Molfetta, ladri entrano di notte mentre i proprietari dormono e svaligiano la casa: via col bottino

Attimi di paura e terrore a Molfetta per una famiglia di imprenditori. Secondo le prime ricostruzioni, quattro persone incappucciate sono riuscite ad introdursi nella loro abitazione, mentre i residenti dormivano, e a farsi consegnare documenti, chiavi e altro.

A commentare l’episodio sui social è stato anche il senatore Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta. “Questo non può essere archiviato come un fatto isolato – si legge -. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità”.

“Molfetta non può rassegnarsi – aggiunge -. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza non è uno slogan: è un diritto”.

Molfetta, la Corte di Cassazione annulla senza rinvio l’arresto dell’ex sindaco Minervini: accolto il ricorso della difesa

La Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Molfetta, nel Barese, Tommaso Minervini, accusato della concessione di appalti in cambio di voti al Comune di Molfetta.

In particolare, la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Minervini, l’avvocato Mario Malcangi, annullando sia l’ordinanza cautelare genetica del gip di Trani del 6 giugno 2025, che aveva disposto gli arresti domiciliari, sia il provvedimento del Riesame di venti giorni dopo che aveva stabilito il divieto di dimora presso i locali di Palazzo di città.