Prima l’assalto fallito alla gioielleria di Conversano, poi la rapina in una tabaccheria a Monopoli: caccia alla banda

Doppio colpo nella notte tra Conversano e Monopoli. Ad agire la stessa banda che ha seminato il panico nel sud est Barese a bordo di Audi RS6 grigia. Il primo, non andato a buon fine, è stato tentato in una gioielleria situata in via Cisternino a Castellana Grotte.

I tre malviventi, entrati in azione con il volto travisato, hanno cercato di forzare la saracinesca e rompere la vetrina blindata, ma sono stati costretti alla fuga per l’allarme del negozio e le urla dei residenti.

Un paio di ore dopo hanno assaltato una tabaccheria a Monopoli. I tre sarebbero riusciti a portare via numerosi Gratta e vinci e pacchi di sigarette. Sul doppio caso indagano i carabinieri.

Triplo incidente sul lavoro in poche ore: 47enne precipita in aeroporto a Bari, gravi due operai a Monopoli e Barletta

Un operaio di 47 anni è precipitato da una scala nel vuoto da un’altezza di 3 metri all’aeroporto di Bari durante l’esecuzione di prove di laboratorio da parte della ditta Tecnolab di Altamura. L’uomo è stato trasferito subito al Policlinico di Bari, sul caso indaga la Polizia.

A Monopoli un 61enne è rimasto invece vittima di un incidente avvenuto mentre stava lavorando in via La Pira. L’uom ha riportato un grave trauma con lesione che va dalla coscia all’addome fino a sotto il torace. Anche lui è stato trasferito al Policlinico di Bari.

A Barletta, invece, un operaio di 56 anni ha riportato una contusione toracica: era al lavoro su una gru e stava caricando un container quando lo stabilizzatore sarebbe sprofondato nell’asfalto facendo precipitare il carico sulla cabina di guida della gru. Le sue condizioni non sono gravi.

Tragedia a Monopoli, uomo trovato morto al porto: il corpo in acqua legato ad una pietra. Indagini in corso

Tragedia a Monopoli dove questa mattina un corpo di un uomo è stato individuato nelle acque antistanti la Banchina Solfatara tra le imbarcazioni ormeggiate.

A lanciare l’allarme alcuni testimoni, sul posto è intervenuta la Guardia Costiera di Monopoli che ha subito messo in sicurezza l’area. Secondo quanto ricostruito pare che l’uomo fosse ricercato dai familiari, preoccupati dalla sua scomparsa. Il corpo sarebbe stato rinvenuto legato a una pietra.

Sul posto sono anche intervenuti anche i sommozzatori del Soccorso Subacqueo Acquatico dei Vigili del Fuoco di Taranto per il recupero della salma. Nelle prossime ore sono attesi gli accertamenti medici per risalire alla causa del decesso. Le indagini accerteranno la dinamica dei fatti.

Auto fuori strada, doppio incidente a Monopoli e Castellana in pochi minuti: due donne gravi – FOTO

Nella giornata di ieri si sono verificati due incidenti stradali anche a causa del maltempo. Il primo è avvenuto a Monopoli intorno alle ore 13.30.

Il caso ha voluto che una squadra di Vigili del Fuoco era a poche decine di metri perché si stava occupando del taglio di rami pericolanti e l’intervento è stato immediato.

I vigili hanno tagliato le lamiere dell’auto e hanno estratto una donna, affidandola ai sanitari frattanto giunti sul posto in condizioni critiche.

Alle ore 14 circa a pochi chilometri da Castellana Grotte un altra auto è finita fuoristrada con una coppia a bordo, una squadra di Vigili del Fuoco ha effettuato le medesime operazioni di taglio lamiere e messa in sicurezza. Una donna è stata affidata ai sanitari in codice rosso.

Schianto tra auto sulla provinciale 237 tra Monopoli e Castellana, auto si ribalta: ferita una donna

Intorno alle 13, sulla strada provinciale 237 tra Monopoli e Castellana Grotte, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto un’autovettura e un monovolume. In seguito alla collisione, l’auto è uscita di strada ribaltandosi lateralmente in un terreno agricolo adiacente.

I Vigili del Fuoco di Bari, giunti immediatamente sul posto, sono intervenuti con le attrezzature da taglio per liberare eventuali occupanti, ma l’operazione non è stata necessaria.

La donna alla guida, unica persona a bordo, era infatti già riuscita a uscire autonomamente dall’abitacolo. La conducente è stata subito assistita dal personale di un’automedica presente sul luogo e le sue condizioni di salute sono risultate fortunatamente buone.

Danno al passaggio a livello tra Fasano e Monopili, treni pugliesi in tilt: ritardi fino a 2 ore

Mattinata da incubo non solo per gli automobilisti ma anche per i pendolari baresi e pugliesi. A causa di un danno registrato ad un passaggio a livello tra Fasano e Monopoli, causato da un’auto che ha danneggiato le sbarre, si sono registrati ritardi notevoli per Frecciarossa, Intercity e treni regionali.

Tra i casi più gravi l’Intercity 755 da Lecce a Milano che viaggia con due ore di ritardo. Ritardi di quasi un’ora anche per il Frecciargento 8306 da Lecce a Roma e il regionale 4450 da Lecce a Bari. Molto critica anche la situazione dei treni diretti verso sud. Ritardo di 110 minuti per l’Intercity 755 diretto a Lecce.

Monopoli, maxi-multa da 18mila euro e patente sospesa per abbandono rifiuti: è uno dei primi casi in Italia

Una multa che può arrivare fino a 18mila euro e il ritiro della patente di guida: questa è la maxi stangata per un cittadino denunciato dalla Polizia Locale di Monopoli dopo essere stato sorpreso ad abbandonare rifiuti nella zona di Cala Corvino.

È uno dei primi casi in Italia in cui viene applicata la nuova normativa entrata in vigore alla fine del 2025. Oltre alla sanzione pecuniaria e alla denuncia penale, è infatti prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che può variare da quattro a sei mesi.

Soddisfazione espressa dall’associazione Plastic Free Onlus. “È una notizia che accogliamo con favore – dichiara Virginia Mazzone, referente provinciale di Bari – perché dimostra che le nuove norme possono essere applicate con efficacia, se supportate da un controllo attento del territorio e da una cittadinanza consapevole. Chi abbandona rifiuti deve sapere che oggi rischia molto più di una semplice multa”.

“La battaglia contro l’inciviltà ambientale si vince sul campo – aggiunge -. Come referenti Plastic Free lo vediamo ogni giorno: organizziamo appuntamenti di pulizia e troviamo frigoriferi, copertoni, rifiuti edili, bombole di gas e sacchi neri pieni di ogni genere di scarto. Quello che è accaduto a Monopoli deve rappresentare un precedente: la provincia di Bari non può più tollerare chi inquina impunemente. Servono controlli costanti in tutte le aree rurali, costiere e periferiche”.

Monopoli, 26 chili di cocaina nascosti nell’armadio dell’azienda: due arresti

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, hanno arrestato due persone ritenute responsabili, in concorso tra loro (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A Monopoli, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno arrestato due persone, rispettivamente un 33enne e un 23enne, entrambi residenti in zona, i quali, nel corso di un controllo in un’azienda operante nel settore dell’import/export e della commercializzazione di olio e vino, attiva a livello nazionale e internazionale, sono state trovate in possesso di ben 25 panetti di cocaina, nascosti in un armadio dell’azienda, per un totale di circa 26 kg di sostanza stupefacente.

In particolare, il controllo eseguito dai Carabinieri, mirato alla verifica della disciplina vigente in materia di armi, munizioni ed esplosivi, ha consentito di rinvenire l’ingente quantitativo di cocaina, il cui valore commerciale supera ampiamente il milione di euro, contenuto in sacchi della spesa nascosti in un armadio, insieme a delle armi legalmente detenute. La sostanza stupefacente era verosimilmente destinata a rifornire le piazze di spaccio della provincia in vista delle imminenti festività natalizie e di fine anno.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati materiali e attrezzature per il confezionamento dello stupefacente, nonché oltre 30.000 euro in denaro contante, ritenuti provento dell’attività illecita.

Le due persone controllate, rispettivamente rappresentante legale e dipendente della citata azienda, sono state perciò tratte in arresto ed associate una presso la Casa circondariale di Bari e l’altra ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Palazzina crollata in via Pinto a Bari, perizia “positiva” nel 2021: salgono a 9 gli indagati. È un perito di Monopoli

Giulio Madaro, 53enne di Monopoli, è il nuovo nome iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bari nell’inchiesta sul crollo della palazzina di Via Pinto, avvenuto il 5 marzo scorso. Nel 2021 aveva attestato in una perizia che la stabilità dell’edificio non era compromesso e che i lavori di messa in sicurezza non erano necessari, nonostante alcuni problemi emersi durante il sopralluogo, come il degrado delle armature in ferro e del calcestruzzo. Lo stesso Madaro era stato nominato curatore fallimentare nell’ambito della procedura fallimentare per la vendita del piano interrato, dove si sono poi sgretolati i pilastri e dove erano stati disposti i puntelli.

Erano già indagati i progettisti e il direttore dei lavori delle opere architettoniche e strutturali Stefano Simone, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Giuseppe Davide Tasso, il collaudatore delle opere strutturali Vincenzo Fanelli e il legale rappresentante dell’impresa che stava eseguendo i lavori, Vito Modesto Dell’Aera.

Per gli inquirenti questi sei avrebbero omesso di effettuare una completa caratterizzazione delle connotazioni meccaniche dell’edificio, avrebbero elaborato un progetto di ripristino per la messa in sicurezza inidoneo, non avrebbero considerato la circostanza che l’edificio fosse parte di un “aggregato edilizio”, avrebbero usato elementi di puntellamento non sufficienti ad assicurare un sostegno efficace alla struttura. Avrebbero inoltre sottovalutato il rischio di collasso dell’edificio sia nella fase della direzione dei lavori che in quella dell’esecuzione, e avrebbero usato procedure di manipolazione degli elementi strutturali non consone ai criteri di sicurezza dell’edificio.

Indagate anche due aziende, la CN Energia e la Sociedil, che un anno primo del crollo avevano eseguito la messa in sicurezza piazzando i puntelli che poi hanno ceduto. Si tornerà in aula il 12 dicembre, all’udienza erano presenti anche alcuni condomini. I legali delle parti hanno chiesto di citare assicurazioni e imprese per eventuali contestazioni in sede civile.