Tragedia a Tricase, il trattore si ribalta e resta schiacciato: muore il 61enne Rocco Esposito

Tragedia ieri nelle campagne del Salento a Depressa, frazione di Tricase, dove il 61enne Rocco Esposito ha perso la vita dopo essere stato schiacciato dal suo trattore che si è ribaltato.

L’uomo, ex militare in pensione, era alla guida del mezzo mentre era impegnato ad arare il terreno. Il corpo è stato ritrovato ore dopo, nel tardo pomeriggio dopo che i familiari preoccupati per il mancato rientro a casa hanno dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

Bari, minaccia di morte avvocato per riavere 400 euro: 49enne di Modugno condannato anche in Appello

Avrebbe preteso che l’avvocato che aveva assistito il padre in una causa penale (archiviata) restituisse 400 euro, che però non sarebbero mai stati versati. E per questo, avrebbe inviato al legale lettere con pesanti minacce, rivolte anche alla moglie e al figlio dell’avvocato e al civilista che lo stava assistendo. «Restituisci i 400 euro agli eredi, altrimenti non avrò pace finché non me la pagherai carissima. Soffrirai così tanto da rimpiangere di non essere mai nato. Sono lontano da Bari ma ho parenti, amici e conoscenti disposti a tutto per vendicarmi».

Per questo il 49enne di Modugno (Bari) Giuseppe Chiumarulo, residente a Rimini, è stato condannato anche dalla Corte d’Appello di Bari alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione (confermata la sentenza di primo grado in abbreviato) per la tentata estorsione nei confronti di un avvocato penalista barese.

L’uomo dovrà anche pagare un risarcimento nei confronti del legale, del civilista, della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati di Bari, costituite parti civili e assistite rispettivamente dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Mariarita Blasi e Domenico Di Ciaula. La vicenda inizia nel 2017, quando il padre (poi deceduto) dell’imputato si rivolse al penalista per denunciare per danneggiamento un’azienda che aveva svolto dei lavori nel condominio.

La causa penale fu archiviata ma l’uomo, oltre a non pagare l’avvocato, l’avrebbe accusato di operare senza mandato. Il penalista iniziò quindi una causa civile nei suoi confronti per ottenere il pagamento di quanto dovuto, sul quale le parti raggiunsero un accordo per una rateizzazione.

Dopo la morte dell’uomo, la causa riprese contro gli eredi. Ed è a questo punto, nel febbraio 2019, che arrivano le prime lettere minatorie per la restituzione di soldi che in realtà al penalista non sarebbero mai stati versati. Il 49enne è stato condannato in primo grado nel 2023, a marzo 2025 è arrivata la decisione della Corte d’Appello.

Auto finisce fuori strada e si ribalta sulla provinciale per Matera: Santeramo piange il 47enne Daniele D’Andrea

Daniele D’Andrea, 47enne di Santeramo, è deceduto in seguito ad un incidente stradale avvenuto nella notte sulla provinciale che collega Santeramo a Matera. L’auto su cui viaggiava è finita fuori strada ribaltandosi, l’uomo è morto sul colpo.

Resta da chiarire la dinamica dell’incidente, non si esclude che possa aver evitato un animale. Il 47enne era il titolare di una tabaccheria a Santeramo.

Tragedia a Taranto, con la moto si schianta contro auto e termina su Jeep parcheggiata: muore centauro 32enne

Un motociclista di 32 anni è morto ieri sera a Taranto in un incidente stradale nel quartiere Tre Carrare, in via Cesare Battisti angolo via Polibio. L’uomo era in sella a una moto Honda di grossa cilindrata che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con una Renault Captur.

Il motociclista ha perso il controllo del mezzo, terminando la corsa contro una Jeep parcheggiata davanti a un negozio di giocattoli. L’impatto è stato violento e il 32enne è morto sul colpo.

Sono risultati vani i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118 giunti poco dopo. Il pm di turno ha disposto il sequestro dei tre veicoli coinvolti per consentire i rilievi tecnici e stabilire dinamica e responsabilità.

Tragedia a Francavilla Fontana, accoltellato dal padre dopo lite: muore 44enne. Arrestato il genitore

Lo avrebbe colpito più volte ferendolo all’addome, al termine di una lite. Non era il primo diverbio quello che si è verificato ieri. Questa volta, però, un 71enne di Francavilla Fontana avrebbe agito con violenza usando un coltello contro il figlio di 44 anni, che dopo 24 ore di agonia è morto nel tardo pomeriggio di oggi all’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi.

Il genitore si trova in carcere con l’accusa che ora è di omicidio volontario. Per la vittima, invece, il pubblico ministero di Brindisi potrebbe nelle prossime ore disporre l’autopsia per chiarire la dinamica dei fatti. Il 44enne presenta ferite provocate “da un’arma di punta e taglio” su più parti del corpo.

A condurre le indagini sin dal primo momento sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, che già ieri sera avevano fermato il 71enne per tentato omicidio. I militari hanno impiegato pochi minuti per ricostruire i fatti avvenuti all’esterno della loro abitazione che si trova fuori dal centro abitato del comune del Brindisino.

Alla base della lite di ieri, degenerata poi nell’accoltellamento mortale, potrebbero esserci i problemi di tossicodipendenza, come rilevato da fonti investigative, da cui era affetto il figlio. Rapporti tesi tra i due che andavano avanti ormai da diverso tempo. Ogni volta i toni durante i diverbi erano accesi, in un clima di perenne contrasto tra padre e figlio. La contesa – a quanto si apprende – era dovuta al denaro che il figlio pretendeva dal genitore.

Ieri il diverbio, però, si è spinto oltre ed è stato macchiato dal sangue. Il 44enne, condotto inizialmente in codice rosso all’ospedale di Francavilla Fontana, è stato trasferito poco dopo al ‘Perrino’, dove è morto oggi. Per l’indagato nelle prossime ore è atteso l’interrogatorio di convalida del fermo.
Davanti al gip il 71enne potrà fornire la propria versione dei fatti su quanto avvenuto ieri durante l’ultima, drammatica, lite con il figlio.

Bari, bimba di 3 mesi soffocata e uccisa dal padre. Definitiva la condanna a 29 anni: Difonzo torna in carcere

La Prima sezionale penale di Cassazione ha confermato la sentenza di appello bis emessa ad aprile dalla Corte d’Assise d’appello di Bari, rendendo così definitiva la condanna a 29 anni di carcere per Giuseppe Difonzo, il 36enne di Altamura accusato dell’omicidio volontario di sua figlia Emanuela, morta a 3 mesi per soffocamento al Pediatrico di Bari nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016.

Difonzo tornerà in carcere. Ha già scontato 4 anni in cella, di cui 3 di una precedente condanna per violenza sessuale. In primo grado era stato condannato a 16 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale, riqualificata nel settembre 2020 in omicidio volontario premeditato con la condanna all’ergastolo.

Nel marzo 2022 la Cassazione ha annullato la condanna e ha disposto la scarcerazione. Nel secondo processo di appello l’uomo ha ottenuto la concessione delle attenuanti generiche che gli hanno evitato l’ergastolo.

 

Urla e aggredisce chiunque poi muore per strada: “Era drogata”. Antonio avvisa “l’amico” cocainomane

Una donna di Noicattaro è deceduta domenica mattina per strada ad Adelfia, nel rione Canneto. I residenti della zona hanno sentito delle urla alle 7.30, la 41enne era fuori controllo e ha aggredito alcuni passanti.

Probabilmente era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il 118, la donna si è accasciato al suolo, i sanitari hanno provato a rianimarla ma non c’è stato nulla da fare.

La donna è deceduta, la salma resta a disposizione della magistratura e non è da escludere un’autopsia per accertare la reale causa del decesso. Nel video allegato il racconto dei testimoni, i dubbi sulla vicenda e un messaggio indirizzato da parte del nostro Antonio.

 

Tragedia a San Severo, accoltellato in via Tondi: il 30enne Mario La Pietra muore in ospedale

Un uomo di 30 anni, Mario La Pietra, è morto in ospedale a San Severo, nel Foggiano, dove è giunto ieri sera per una coltellata che sarebbe stata inferta durante una lite in famiglia.

Il fatto è accaduto ieri sera nella casa di famiglia in vico Barone a ridosso del centro cittadino. Ancora poco chiara la dinamica dell’accaduto. Le indagini sono condotte dai carabinieri.