Putignano, membri del clan Capriati costringono famiglia a lasciare la casa popolare: interviene la Polizia – VIDEO

Avevano costretto con minacce e intimidazioni una famiglia con un bambino ad abbandonare la casa di edilizia popolare che le era stata assegnata, con l’intenzione di occuparla abusivamente.

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Ma sono stati bloccati dall’intervento della polizia che, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Procura presso il tribunale per i minorenni ha compiuto una serie perquisizioni nel quartiere di San Pietro Piturno di Putignano.

Le persone coinvolte, una decina, sono indagate per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra loro ci sono anche due minorenni. Si tratta di famiglie vicine al clan mafioso dei Capriati che esercitano la loro influenza nella zona.

Le perquisizioni hanno impegnato circa 100 uomini tra personale della Squadra Mobile, del commissariato di Putignano, del reparto prevenzione crimine e della Polizia Scientifica, con il supporto di un elicottero del 9° Reparto Volo di Bari e due unità cinofile.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati anche oggetti appartenenti alla famiglia allontanata, tra cui numerose statuette da collezione dal valore di diverse migliaia di euro. Sono stati trovati anche due telefoni che, secondo quanto accertato, erano destinati ad uno degli indagati attualmente detenuto per altra causa. La famiglia scacciata dall’appartamento ha rinunciato all’assegnazione e ha trovato un’altra sistemazione, e la casa popolare è stata quindi assegnata ad un’altra famiglia legittimata.

Notte di Halloween a Bari, atti vandalici sui mezzi pubblici: 3 minorenni fermati. Uno aveva materiale esplodente

Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti in occasione dei festeggiamenti di Halloween, in conformità agli indirizzi formulati in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nei giorni scorsi, sono stati identificati tre minori, quali possibili responsabili di condotte illecite e atti vandalici commessi ai danni di mezzi pubblici. Uno è stato trovato in possesso anche di materie esplodenti.

A partire dal pomeriggio del 31 ottobre, proseguendo nel corso della serata e della notte, sono state impiegate complessivamente 47 pattuglie tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, con il supporto delle unità cinofile.

L’attività di controllo ha interessato le principali aree del centro cittadino e le zone della movida, nonché le aree periferiche di San Paolo, San Pio, Ceglie del Campo e Carbonara, maggiormente frequentate dai giovani: 159 le persone identificate, di cui 44 con precedenti di polizia; effettuati 8 posti di controllo e controllati 100 veicoli; 3 sanzioni amministrative elevate per violazioni al Codice della Strada. 2 le persone denunciate in stato di libertà.

Grazie alla costante presenza delle pattuglie e alla collaborazione con le altre Forze di Polizia, sono stati contenuti episodi di particolare rilievo e non si sono registrate situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica, così da consentire alla collettività di trascorrere la serata di Halloween in tranquillità e in sicurezza.

Abusivi alla stazione, una piaga sociale. Pretende un costoso “caffè”: fermato noto parcheggiatore

Dopo diverso tempo siamo tornati in piazza Moro. La situazione sembra migliorata, seppure non mancano i momenti di tensione. Venerdì un parcheggiatore abusivo è stato fermato dalla Polizia dopo aver preteso da una signora in maniera veemente un costoso caffè a piacere. In pochi istanti i poliziotti sono arrivati sul posto e hanno portato via l’uomo.

Manfredonia sotto choc, musicista 38enne si toglie la vita in casa: indaga la Polizia

Indagini in corso a Manfredonia per la scomparsa di una musicista di 38 anni che si è tolta la vita la notte scorsa nella sua abitazione. La donna, originaria di Foiano Valfortore, in provincia di Benevento, era laureata al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Era una flautista della New Generation Wind Orchestra e la sua morte ha sconvolto l’intera comunità.

“Era una musicista bravissima e molto preparata. Collaborava con la nostra orchestra da circa un anno e mezzo – dice il direttore Antonio Pio La Marca – e aveva mostrato subito grande abilità. È una notizia che ci ha sconvolto. Non c’erano segnali che facessero supporre un tale gesto. È un immenso dolore. L’ultima volta si era esibita il 30 agosto in occasione della festa patronale e l’avevo rivista nei primi giorni di ottobre quando ci siamo incontrati per preparare la programmazione per la nuova stagione musicale in programma dall’8 dicembre”.

La Polizia ha avviato le indagini e ha iniziato ad ascoltare le persone vicine alla 38enne che aveva un compagno, anche lui musicista.

Mistero a Bari, il 39enne senzatetto e i proiettili custoditi delle truppe Nato: “Vicino a circuiti criminali”

Chi ha fornito i proiettili attualmente in dotazione alle truppe Nato al senzatetto Angelo Distaso, il 39enne barlettano arrestato dalla Polizia in via Fanelli perché responsabile di aver piazzato un proiettile e una foto di un poliziotto sulla fontana delle Anfore vicino alla Questura di Bari nella notte tra il 20 e il 21 ottobre?

C’è ancora grande mistero attorno alla vicenda. Il giudice Francesco Vittorio Rinaldi sostiene che Distaso è da considerarsi “vicino a circuiti criminali dediti al traffico di armi e munizioni” e che il gesto abbia uno “scopo intimidatorio”.

Distaso è un senzatetto, non ha un lavoro né una casa, il suo domicilio è in un centro diurno ed è stato trovato in un accampamento di fortuna in via Fanelli. Quanto è stato bloccato è stato trovato in possesso di una cartuccia calibro 9 Nato. Dalla successiva perquisizione sono stati trovate poi altre 32 munizioni per fucili mitragliatori e leggeri, alcune delle quali per armi in dotazione alla Nato, non vendibili ai privati.

A causa delle caratteristiche e della quantità dei proiettili in possesso, è stata sottolineata la “pericolosità sociale” dell’uomo che ha tentato di giustificarsi, raccontando di averli trovati per strada. La sua versione non ha convinto nessuno. Anche perché i proiettili sono tutti in buono stato di conservazione e pronti a sparare, quindi conservati da qualcuno che sapeva bene come maneggiarli. 

Taranto, furto in piena notte nella gioielleria del centro commerciale: ladri in fuga col bottino

Furto nella notte nel centro commerciale del quartiere Paolo VI di Taranto. Un gruppo di persone ha fatto irruzione in una gioielleria, resta da quantificare il bottino.

A scoprire il furto è stata la vigilanza che ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti la Polizia e la Scientifica per i rilievi. Al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza.

Bari, alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: 4 patenti ritirate nel weekend dalla Polizia

Nel corso dello scorso fine settimana, la Polizia di Stato ha svolto un servizio straordinario di controllo finalizzato al contrasto del fenomeno della guida dopo l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti.

L’operazione ha visto impegnate pattuglie della Polizia Stradale di Bari e un equipaggio dell’Unità Cinofila della Questura, con la collaborazione di personale medico specializzato, nella fascia oraria notturna.

Nel corso dei controlli sono stati fermati 72 veicoli e identificate 78 persone. Tra i conducenti sottoposti ad accertamenti, quattro sono risultati positivi alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Per loro è stata disposta la sospensione della patente di guida e la denuncia all’Autorità Giudiziaria per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’attività, che rientra in un più ampio piano di controlli predisposto dalla Polizia di Stato, proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza stradale, promuovendo la prevenzione, l’informazione e il rispetto delle norme del Codice della Strada, a tutela di tutti gli utenti della strada.

Furti nelle campagne: a Bitonto in tre sorpresi mentre tentano di rubare 130 chili di olive

Nell’ambito dei mirati servizi di controllo del territorio effettuati dalla Polizia di Stato e finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in ambito agricolo, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bitonto hanno intensificato la vigilanza lungo le strade provinciali e interpoderali che collegano i terreni agricoli ai frantoi del territorio, individuate come principali vie di transito utilizzate dai ladri di olive.

Durante i controlli nelle aree dell’agro bitontino, tre persone sono state sorprese mentre cercavano di impossessarsi di circa 130 chilogrammi di olive. Eseguiti 18 controlli presso i frantoi della zona, identificate 60 persone.

L’operazione si inserisce nel quadro delle determinazioni assunte dal Prefetto di Bari in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con l’obiettivo di contrastare efficacemente i furti in ambito agrario e garantire la tutela delle produzioni locali durante la stagione olearia.

Bari, truffa del finto nipote a Palese ma viene scoperto da carabiniere in pensione: 18enne napoletano arrestato

La Polizia di Stato, a Bari, ha tratto in arresto, in flagranza di reato, un giovane di 18 anni, accusato tentata truffa aggravata ai danni di due anziani coniugi. Si evidenzia che questi sono accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Sabato mattina gli agenti della Squadra Volante della Questura di Bari sono intervenuti presso l’abitazione delle vittime, a Palese, dopo aver ricevuto una segnalazione relativa a un tentativo di raggiro in corso. Giunti sul posto, gli agenti hanno notato un giovane che, alla vista dei poliziotti, si dava precipitosamente alla fuga per le vie del centro cittadino, cercando di far perdere le proprie tracce tra la folla. Dopo un breve inseguimento, il 18enne è stato raggiunto e bloccato.

Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare, utilizzato per tentare di truffare la coppia di anziani. Dalle successive verifiche è emerso che il 18enne, poco prima, avrebbe contattato telefonicamente una signora di 82 anni, spacciandosi per il nipote e raccontandole di trovarsi in Questura per risolvere presunti problemi legati al pagamento di bollette della luce. L’interlocutore le avrebbe chiesto di raccogliere 3.000 euro in contanti e tutti i gioielli presenti in casa, che sarebbero stati ritirati da un incaricato.

La vittima, vista l’insistenza del giovane, avrebbe racimolato la somma di 1.000 euro e diversi monili ma, fortunatamente, è stata notata dal marito, carabiniere in pensione, che intuiva il tentativo di truffa e allertava prima il genero e subito dopo il numero di emergenza 112. L’immediato intervento della Polizia di Stato ha consentito di bloccare il presunto truffatore, prima che potesse entrare in contatto con gli anziani o impossessarsi dei loro beni.

Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso gli Uffici della Questura e tratto in arresto. Proseguono le indagini per accertare eventuali ulteriori episodi analoghi riconducibili allo stesso modus operandi ed il coinvolgimento di complici.

La Polizia di Stato rinnova l’invito ai cittadini, in particolare agli anziani, a prestare la massima attenzione a telefonate sospette da parte di sedicenti parenti o operatori di enti pubblici, ricordando che in caso di dubbio è sempre opportuno contattare il numero unico di emergenza 112.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misure pre-cautelare odierna, seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Estorsioni ai commercianti, armi e materiale esplosivo. Colpo al clan Pesce-Pistillo: 3 arresti ad Andria

Vittime sopraffatte dalla paura e che mai hanno sporto denuncia contro chi, con violenza e toni mafiosi, avrebbe chiesto loro soldi. Ne sono convinti gli agenti della questura di Andria che hanno arrestato tre persone.

Si tratta di uomini di età compresa tra i 34 e i 38 anni, accusati a vario titolo e in concorso, di estorsione, tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplodente in luogo pubblico ai danni di alcuni commercianti della città.

A due degli indagati la misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia barese, è stata notificata in carcere: sarebbero presunti affiliati al gruppo criminale Pesce – Pistillo, che già due anni fa sono finiti in una inchiesta nata dopo una serie di episodi violenti registrati in città tra cui la deflagrazione di un ordigno rudimentale sistemato davanti al portone di ingresso dell’abitazione di una delle vittime di estorsione e risalente al marzo 2023.

Complessivamente, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati quattro gli imprenditori locali finiti nel mirino degli indagati e che non hanno mai denunciato quanto subito. Le richieste di denaro, in base alle intercettazioni svolte, sarebbero state fatte con toni mafiosi. “Fammi capire, dobbiamo fare che ti devo bloccare tutto? Saltate”, avrebbe riferito a una vittima uno degli indagati. E ancora: “Non ho fatto niente ancora, già vai zoppo. Se scendo ti devo frantumare tutto il cervello te lo devo pestare”, frasi usate per ottenere denaro contante. I tre, per gli inquirenti, avrebbero avuto “il controllo assoluto del territorio senza incorrere in denunce o ribellioni da parte delle vittime, che versano in un totale stato di sopraffazione per il timore nei confronti del potere dell’organizzazione criminale”.