Condannato per usura, estorsione e traffico di droga: Finanza sequestra beni per un milione di euro ad Altamura

La Guardia di Finanza di Altamura ha eseguito un decreto di sequestro ne confronti di un uomo, residente in un comune dell’Alta Murgia, condannato in via definitiva per usura, estorsione e traffico di droga.

Sequestrati beni, mobili e immobili, del valore di oltre un milione di euro ritenuti “sproporzionati” rispetto ai redditi lecitamente conseguiti nel periodo e, pertanto, riconducibili a proventi illeciti accumulati per effetto delle diverse condotte penalmente rilevanti di cui si è reso responsabile.

Tra loro un compendio aziendale, quattro fabbricati, un’autovettura, mobili di arredamento e disponibilità finanziarie. Il decreto di sequestro, emesso dalla terza sezione penale del Tribunale di Bari, è finalizzato alla confisca.

Omessa dichiarazione IVA nel 2018: sequestro per oltre 80mila euro a società di trasporti nel Barese

Il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e quote societarie per un importo complessivo di 80.155 euro nei confronti del rappresentante legale pro tempore di una società operante nel settore del trasporto merci su strada, attualmente in liquidazione.

Il provvedimento cautelare, deciso dal tribunale di Trani su richiesta della Procura locale, è stato eseguito dal personale del Comando provinciale della guardia di finanza di Bari, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle di Molfetta, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero.

Le indagini riguarderebbero l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione e avrebbero fatto emergere la mancata presentazione nel 2018, da parte della società, della dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2017, nonostante avesse realizzato operazioni attive per un importo complessivo pari a 796.955 euro, con un’Iva corrispondente a 175.015 euro, e operazioni passive per 435.143 euro, con Iva pari a 94.860 euro. L’omissione avrebbe così determinato un’evasione d’imposta pari a 80.155 euro, corrispondente al profitto del presunto reato contestato.

La Procura ha avanzato richiesta di sequestro preventivo dell’importo corrispondente ala presunta imposta evasa, richiesta che il Tribunale ha accolto disponendo il sequestro delle somme di denaro rinvenute nella disponibilità della società e, per l’eventuale eccedenza o in mancanza, il sequestro per equivalente su beni mobili, immobili e partecipazioni societarie riconducibili al suo legale rappresentante pro tempore.

Società di capitali, conti correnti, fabbricati e 36 auto: confiscato patrimonio di 20 milioni a boss di Terlizzi – VIDEO

Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca, emesso dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di noto pregiudicato, indagato per aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante su Terlizzi e nelle zone limitrofe.

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Secondo l’impostazione accusatoria, l’associazione gestiva in modo monopolistico la piazza di spaccio di Terlizzi e il proposto, tuttora agli arresti domiciliari, ritenuto il capo indiscusso dell’omonimo clan, è stato recentemente condannato in primo grado dal Gip/Gup presso il Tribunale di Bari a 20 anni di reclusione in seno all’operazione “Anno Zero” condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari all’inizio dell’anno 2020.

Il provvedimento odierno scaturisce da un’ordinanza emessa dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Bari, che ha disposto la confisca, accogliendo le risultanze investigative della Procura della Repubblica di Bari, come raccolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Dal provvedimento di confisca emerge come il patrimonio del proposto, già sequestrato il 23.03.2023, sia stato realizzato attraverso il reimpiego degli illeciti proventi del traffico di droga, accumulati negli ultimi 20 anni.

In particolare detto patrimonio nella disponibilità dell’interessato e della sua famiglia, quantificato in circa 20 milioni di euro, è composto da:

– 5 terreni (uliveti, mandorleti, vigneti, seminativi) per un’estensione di oltre 2 ettari ubicati in agro di Terlizzi;

– 4 fabbricati (un appartamento, la villa ove risiede il proposto e due estesi capannoni industriali);

– 2 società di capitali, di cui una dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio ed un’altra esclusivamente al commercio di autoveicoli. Al 31.12.2021, il volume d’affari complessivo di entrambe le aziende è stato di circa 7 milioni di euro;

– varie disponibilità bancarie presso 5 istituti di credito;

– 36 tra automobili, autoarticolati e mezzi industriali.

L’importante risultato odierno – frutto della collaborazione tra la magistratura (Tribunale delle misure di prevenzione e Procura della Repubblica) e la componente investigativa – rappresenta una conferma dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata attuata non solo attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione, ma anche attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale, preziosi strumenti attraverso i quali vanno combattute le nuove, e più subdole, forme di manifestazione della criminalità organizzata.

Finti investimenti con società estere, blitz della Finanza a Bari: sequestro da 6 milioni e 7 indagati per truffa

La Guardia di Finanza di Bari ha eseguito un decreto di sequestro per un valore di circa 6 milioni di euro nei confronti di 7 persone e diverse società estere “schermo”. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica.

Gli indagati sono accusati a vario titolo e in concorso tra loro di associazione per delinquere, abusivismo finanziario, autoriciclaggio (con caratteristiche transnazionali) e truffa aggravata.

Le indagini sono partite dopo le segnalazioni di operazioni sospette e la denuncia di due risparmiatori. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari ha così individuato numerose operazioni anomale legate a ingenti trasferimenti di denaro verso conti esteri riconducibili al gruppo criminale.

Secondo quanto emerso dalle indagini i membri dell’associazione avrebbero raccolto in Italia, con particolare riferimento alla provincia di Bari, ingenti somme da clienti attraverso la sottoscrizione, anche con raggiri, di contratti di investimento chiamati “Fixed Bond Term” o semplicemente “Bond”, garantendo interessi netti annuali medi del 6%.

Strumenti intestati ad una società inglese non autorizzata a operare in Italia. Il denaro raccolto veniva così trasferito su conti esteri e in parte reinvestito in attività speculative, tra cui una sponsorizzazione da circa 250mila euro a favore di una società calcistica lombarda.

Alcuni indagati avrebbero proposto nuove forme di investimento, come “conto deposito” o “prestito societario”, con rendimenti annui tra il 3 e il 7%, offerte tramite società ungheresi, anch’esse senza autorizzazione per operare in Italia. Questi servizi venivano pubblicizzati online (Facebook e quotidiani regionali) e tramite uffici aperti a Bari.

Le persone e le società coinvolte non sono risultate iscritte agli albi di vigilanza come quelli di Banca d’Italia o Consob. Si è resa necessaria la collaborazione internazionale per tracciare i flussi di denaro in diversi Paesi europei, come Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Ungheria, Regno Unito, Germania e Bulgaria, usati per nascondere l’origine illecita delle somme. Al moment gli indagati non sono ancora stati rinviati a giudizio.

Olio adulterato prodotti per anni: confiscati beni per 1,6 milioni a imprenditore di Cerignola

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione al decreto del Tribunale di Bari e ha sequestrato beni pari a 1,6 milioni di euro ad un imprenditore di Cerignola.

A partire dagli anni ’80, l’uomo è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato.

Nel mirino una società del settore dell’imbottigliamento dell’olio di oliva e di semi e il suo compendio aziendale, composto da un opificio, un capannone, un’autovettura, tre fabbricati, un terreno, due autoveicoli e diversi rapporti finanziari.

Impresa agricola, conti correnti e 26 immobili: sequestro di due milioni a pluripregiudicato della Bat

La DIA ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro nei confronti di un pluripregiudicato della BAT che avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

L’uomo è considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso.

L’ipotesi è che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Bitonto, attività abusiva di meccatronica in autorimessa: scatta il sequestro. Doppia maxi multa

Nei giorni trascorsi, la Polizia di Stato ha predisposto un dispositivo di prevenzione e repressione dei reati con servizi di vigilanza e di ordine pubblico, nonché di controllo straordinario del territorio, nel comune di Bitonto.

La attività rientrano nelle strategie di prevenzione e contrasto al crimine diffuso elaborate dal Questore di Bari per il contrasto ai fatti reato che maggiormente influiscono sulla percezione di sicurezza e creano allarme sociale.

Con unità operative del Commissariato di pubblica sicurezza locale personale, della Divisione PAS, e del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale” sono stati perseguiti quattro obiettivi principali:

· intensificazione del controllo del territorio anche con posti di controllo e di blocco;

· controllo di locali pubblici e siti di particolare aggregazione sociale;

· applicazione di misure di prevenzione e di repressione nei riguardi delle persone controllate ;

· repressione del fenomeno della diffusione e della commercializzazione degli stupefacenti;

esito servizi di controllo straordinari del territorio:

– 142 persone controllate, 59 con precedenti, 2 straniere, 4 con avviso orale;

– ⁠5 posti di controllo;

– ⁠6 perquisizioni personali (ex art. 103 dPR 309/90 e art. 4);

– ⁠0,9 gr hashish sequestrato amm.te;

– ⁠1 persona segnalata all’Autorità amm.va;

– ⁠4 contestazioni CdS;

– ⁠2 esercizi pubblici controllati.

– ⁠eseguito ordine esecuzione espiazione pena detentiva in carcere ed un’altra persona è stata arrestata per esistenza a P.U..

Durante un controllo di polizia amministrativa dei poliziotti della PAS della Questura ad un’autorimessa sita a Bitonto, è stato, inoltre accertato che all’interno di due box veniva esercitata l’attività abusiva di meccatronica, e per questo si è proceduto a contestare amministrativamente le violazioni di cui all’art. 10 comma 2 della Legge n. 122/1992 con due sanzioni di 5164.00 euro e a sequestrare l’attrezzatura rinvenuta

Scoperti 6 chili di droga in un campo nomadi a Lecce: arrestato 24enne

La guardia di Finanza, nel corso di controlli nel campo nomadi Panareo a Lecce, ha sequestrato sei chili di stupefacenti, tra marijuana e hashish.

La droga, già confezionata in più involucri di varie dimensioni e peso, è stata rinvenuta dalle unità cinofile all’interno di una unità abitativa del campo in cui vive un 24enne italiano che è stato arrestato.

È  accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati bilancini di precisione e materiali per il confezionamento.

Droga stoccata in casa e venduta in scooter, arrestato 39enne a Barletta: sequestrati 7 chili di marijuana

Un appartamento del centro cittadino di Barletta usato per stoccare marijuana. Una stanza trasformata in laboratorio in cui la droga veniva trattata, pesata e imbustata grazie a un apparecchio utile alla termosaldatura e poi venduta.

A lavorarci, un 39enne che gli agenti della squadra mobile della questura di Andria hanno arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è stato possibile nel corso di una attività investigativa iniziata quando è stato notato un continuo andirivieni dell’indagato dall’abitazione, da cui usciva con un borsone in spalla. L’uomo poi saliva su uno scooter e poco dopo rientrava per ripetere le stesse azioni.

Bloccato e perquisito, i poliziotti hanno trovato quasi 4,2 chili di marijuana nel borsone e un mazzo di chiavi relativo all’appartamento. Così hanno scoperto che nell’unica stanza esistente c’erano altri 2,5 chili di marijuana pronti per essere smerciati, un’apparecchiatura per la termosaldatura e una bilancia utile al confezionamento.

Il 39enne, che aveva già precedenti, è stato arrestato e portato in carcere. La droga e quanto rinvenuto nell’abitazione sono stati sequestrati.