“Orecchiette” buttate nei cassonetti. Il vecchio video svela la truffa: “Franca togli tutto le Iene”

Siamo stati letteralmente inondati di messaggi e segnalazioni sui nostri canali social nelle ultime ore. In tanti ci avete inoltrato il reel pubblicato su Instagram da Davide Petrelli.

Il video è stato registrato a novembre scorso, ma è stato diffuso sui social solo nei giorni scorsi. Un blitz all’Arco Basso di una troupe delle Iene genera il panico tra le signore delle orecchiette. Una ragazza corre spaventata per avvisare di “togliere tutto”.

A testimonianza di come i prodotti esposti sui banchetti e venduti ai turisti non siano artigianali, ma industriali. Quello che denunciamo da mesi. E da novembre scorso ad oggi la situazione non è assolutamente cambiata, come vi abbiamo raccontato. E siamo tornati anche rovistare nei cassonetti e ripescare i soliti cartoni.

Orecchiette all’Arco Basso, finita la sceneggiata a favore di telecamera: la truffa continua

Lo sciopero è già finito. Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, avevano deciso due giorni fa di incrociare i mattarelli e non impastare in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti.

C’eravamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza era stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti. Il video ha fatto il giro d’Italia.

Come immaginavamo, la sceneggiata a favore di telecamera è finita subito e così la truffa è potuta ripartire. E siamo tornati sul posto per documentare il ritorno alle origini. 

Truffe ad assicurazioni e falsi incidenti, 18 indagati a Brindisi: perquisizioni in studi legali e all’ospedale Perrino

Nell’ambito di un’inchiesta della procura di Brindisi su alcune presunte truffe alle compagnie assicurative con falsi incidenti, ieri mattina ci sono state diverse perquisizioni in alcuni reparti e uffici dell’ospedale Perrino di Brindisi, in due cliniche ed in quattro studi legali tra le province di Brindisi e Taranto.

Sarebbero almeno 18 gli indagati, in questa prima fase investigativa. L’ipotesi di reato, nell’inchiesta coordinata dal pm Luca Miceli e condotta dalla Guardia di finanza, è quella di associazione a delinquere finalizzata al falso e a conseguire l’indennizzo di un’assicurazione, distruggere, disperdere, deteriorare; falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità; falsità materiale commessa dal privato; falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le perquisizioni di oggi hanno riguardato l’acquisizione di documentazione e di informazioni presenti in dispositivi informatici e digitali tra pc e smartphone.

Voglia di sushi a Pasquetta, conto da 137 euro: Rosa e l’altro genio della truffa in fuga dal Gohan

I geni del crimine hanno colpito ancora, questa volta nel giorno di Pasquetta. A quanto pare i moschettieri hanno il debole del sushi. Dopo Sushic, è toccato infatti a Gohan vedere sfumare nell’aria un conto da 137 euro. Protagonista sempre Rosa e un altro uomo.

Ricordiamo i vari colpi messi a segno nelle ultime settimane. La banda è scappata via dal Cortigiano senza pagare un conto da 400 euro, dal Jamboree dopo aver consumato dolci e amari, dal già citato ristorante giapponese Sushic e dalla pizzeria Da Donato. Rigorosamente senza spendere nemmeno un centesimo.

Non solo bar, ristoranti e pizzerie. Da anni la banda mette a segno furti anche nei supermercati. La situazione è delicata, anche perché di mezzo c’è un minore, finito in comunità con la sua mamma. Siamo riusciti a risalire alla loro identità e ci siamo presentati a casa loro, ma nessuno ci ha risposto o aperto la porta.

Pare, secondo le informazioni in nostro possesso, che l’assistente sociale non fosse a conoscenza di tutta questa storia e che l’abbia appresa tramite i nostri video. Intanto Rosa e i tre moschettieri sembrano non volersi fermare.

Truffe agli anziani, ultra 90enne di Ostuni intuisce il raggiro e fa arrestare 45enne napoletano

Non ha creduto alla telefonata di un presunto incidente del figlio, intuendo subito alla possibilità di un raggiro, chiedendo l’intervento della polizia.  La prontezza di un’anziana ultra novantenne di Ostuni ha evitato la truffa ed ha permesso l’arresto di un 45enne, originario della provincia di Napoli.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si era già presentato in casa della donna, dopo la telefonata di un complice che si era un finto carabiniere, per riscuotere gioielli e contanti.

Giunto nei pressi dell’abitazione l’indagato si è ritrovato i poliziotti allertati dall’anziana che aveva chiesto aiuto ad una vicina.

Dopo la convalida dell’arresto nei confronti del 45enne è stato disposta la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Sono in corso gli accertamenti per identificare gli eventuali complici del presunto truffatore.

La bella vita con i soldi del finanziamento della Regione, nei guai imprenditore barese: maxi sequestro. Tre indagati

Tutto ruota attorno all’illecita percezione di fondi pubblici erogati dalla Regione Puglia nell’ambito del programma PIA Turismo, finalizzato a sostenere la riqualificazione di strutture ricettive. I finanziamenti sarebbero stati ottenuti con false attestazioni per un intervento su una masseria situata nel Salento, destinata a diventare un hotel a quattro stelle.

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Sventata truffa a Gravina, tentano di rubare soldi e gioielli ad anziana: arrestati due napoletani dopo fuga

Nella giornata di sabato 29 marzo la Polizia di Stato, a Gravina in Puglia, ha tratto in arresto due persone originarie di Napoli che avrebbero tentato di truffare una donna anziana.

I due devono rispondere dei reati di tentata truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gravina in Puglia, in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, sono riusciti a sventare un tentativo di truffa nei confronti di un’anziana donna che vive da sola in casa.

Prima una chiamata sul telefono fisso della vittima a cui vengono richiesti denaro ed oggetti preziosi per “liberare” un parente, arrestato dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale, e risarcire altre persone coinvolte nel finto sinistro.

Subito dopo, a bordo di un’auto, a casa della vittima si presenta un falso avvocato con l’intento di impossessarsi di quanto racimolato dalla persona anziana e fuggire via.

Questa volta, all’arrivo dei due presunti truffatori presso l’abitazione dell’anziana, è intervenuta la Polizia di Stato che, dopo un tentativo di fuga ed un breve inseguimento, ha fermato e tratto in arresto i due giovani che, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Bari.

L’autista della vettura è stato anche sanzionato per guida senza patente. È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre-cautelari, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.