Taranto, si finge carabiniere e truffa anziano: arrestato 42enne napoletano dopo fuga in auto

Si è finto carabiniere per truffare un 89enne di Taranto, dal quale si è fatto consegnare 300 euro in contanti e la fede nuziale per risolvere un presunto incidente stradale causato dal figlio dell’anziano, ma è stato rintracciato e arrestato da una pattuglia di veri carabinieri.

In carcere è finito un 42enne di Casoria (Napoli) con precedenti specifici. I militari hanno notato un’auto con a bordo l’uomo, che indossava un berretto scuro e sembrava intenzionato a non farsi riconoscere o inquadrare da eventuali telecamere.

Dal controllo sulla targa è emerso che la vettura era stata noleggiata nei giorni precedenti e il conducente era stato coinvolto in una truffa ai danni di un anziano.

Il 42enne aveva contattato telefonicamente la vittima, spacciandosi per un carabiniere, chiedendo al malcapitato del denaro per aiutare il figlio che sarebbe finito nei guai a causa di un incidente stradale.

Successivamente, il truffatore si è recato a casa della vittima, facendosi consegnare 300 euro e la fede nuziale in oro. I carabinieri hanno intimato l’alt al veicolo sospetto, ma il conducente per tutta risposta ha tentato la fuga.

L’inseguimento si è protratto per diversi chilometri. Una volta fermato, l’uomo ha cercato invano di distruggere il proprio smartphone per cancellare eventuali prove.

Durante la perquisizione, il denaro corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima è stato ritrovato nella tasca del giubbotto dell’arrestato e recuperato. Nessuna traccia, invece, della fede nuziale, probabilmente lanciata dal finestrino durante l’inseguimento.

Truffe agli anziani, si fa consegnare 200mila euro in soldi e gioielli da 90enne barese: arrestato 31enne di Napoli

Alle prime luci dell’alba della decorsa giornata, personale della Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane napoletano, di 31 anni, con precedenti per truffa, ritenuto l’autore di una rapina, perpetrata nei confronti di un’anziana signora, 90enne, di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti. I fatti, in relazione ai quali è stato emanato il provvedimento cautelare in argomento, risalgono alla mattina del 25 gennaio, allorquando, è stato perpetrato un tentativo di truffa nei confronti di un’anziana donna, residente nel centro di Bari.

Più in dettaglio, la predetta fu contattata, sull’utenza telefonica fissa, da un individuo, il quale, spacciandosi per suo nipote, prospettò una imminente e grave situazione di pericolo per la figlia della vittima, per risolvere la quale sarebbe stato necessario raccogliere immediatamente del denaro; il “finto” nipote convinse, quindi, l’anziana donna ad aprire il portone di casa ad un altro soggetto, presentato nell’occasione come un carabiniere, il quale avrebbe avuto il compito di raccogliere il denaro, utile ad aiutare il familiare in difficoltà.

In effetti, il destinatario della misura cautelare, spacciandosi per un militare dell’Arma, riuscì ad avere accesso all’interno dell’abitazione e a far raccogliere alla proprietaria di casa soldi e preziosi, per un valore di 200.000 euro; tuttavia, la 90enne, resasi improvvisamente conto del tentativo di truffa, reagì nei confronti dell’arrestato, che, a sua volta, guadagnò repentinamente la fuga, con i preziosi, non prima di aver scaraventato a terra la povera donna.

Quanto accaduto alla vittima, rispecchia il modus operandi posto in essere da alcuni gruppi criminali, che, frequentemente, prendono di mira vittime anziane e vulnerabili, soggiogate e raggirate attraverso la prospettazione di situazioni di pericolo nei confronti di familiari in difficoltà. Le indagini, svolte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, il quale risponde del reato di rapina aggravata. Decisiva, in tal senso, è stata la visione delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, grazie alle quali è stato possibile ricostruire il percorso di fuga seguito dall’autore del reato, nonché l’analisi di una sua impronta digitale, raccolta sul luogo del reato dagli investigatori.

Truffa del finto Carabiniere, si fa consegnare denaro e gioielli da 85enne: arrestato 18enne a Castellana

Nel pomeriggio di venerdì 7 marzo scorso, nel contesto delle attività di contrasto al sempre più diffuso fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane, i militari della Compagnia Bari Centro hanno tratto in arresto nella flagranza del reato un giovane napoletano di 18 anni, ritenuto responsabile, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, di truffa aggravata.

In particolare i Carabinieri del Nucleo Operativo, a seguito di un lungo pedinamento iniziato nella città di Polignano a Mare, si appostavano in osservazione mentre il malfattore, dopo aver parcheggiato l’auto in una via del centro di Castellana Grotte, faceva ingresso all’interno di un condominio. Dopo pochi minuti il truffatore usciva dallo stabile e veniva prontamente bloccato dai militari, che lo sorprendevano in possesso di diversi monili in oro e 300 euro in contanti.

In sede di denuncia la vittima dichiarava di essere stata contattata poco prima sulla sua utenza telefonica fissa da un giovane che, qualificandosi come suo nipote, le riferiva che il padre (figlio dell’anziana) era trattenuto presso una caserma dei Carabinieri e di lì a poco sarebbe passato uno di loro a ritirare del denaro e dell’oro per il suo rilascio. L’85enne, visibilmente scossa per quanto accaduto, confermava anche il contenuto della refurtiva, fornendo il proprio contributo ai militari intervenuti.

Gli elementi acquisiti permettevano di ricostruire un solido quadro probatorio a carico del soggetto, che veniva tratto in arresto e, su disposizione del P.M. di turno, tradotto presso la locale Casa Circondariale. Il G.I.P. di Bari, il giorno seguente, ha convalidato la misura precautelare.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Esercizio abusivo di professione, truffa, violenza sessuale e idrocolonterapia illegale: nei guai 65enne di Altamura

Esercizio abusivo di professione, truffa aggravata, violenza sessuale aggravata e tentata violenza privata sono le accuse nei confronti di un uomo di 65 anni, di Altamura (Bari) che aveva avviato illegittimamente a Matera un’attività di idrocolonterapia – che andrebbe svolta sotto controllo medico – «pur non avendo conseguito la speciale abilitazione».

Le accuse sono contenute nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che gli è stato notificato dalla Polizia: “Nel periodo tra il 2012 e il 2023 almeno undici persone avrebbero subito il trattamento per lunghi periodi».

L’uomo contattava le persone «appoggiandosi presso un esercizio commerciale di vendita di prodotti biologici e vegani» di Matera, presentandosi come «esperto di medicina alternativa». Le sedute di idrocolonterapia avevano un costo di 200 euro: una donna, che avrebbe compiuto e subito atti sessuali, era stata “portata a credere che anche questi rientrassero nel percorso di guarigione».

Le indagini hanno accertato che un’altra vittima aveva affrontato «circa 300 sedute» nel timore di dover subire un nuovo intervento chirurgico; una famiglia – composta da padre, madre e due figli – infine, «era arrivata a corrispondere una cifra di 43 mila euro per i trattamenti fatti a tutti i componenti, senza naturalmente ottenere alcuno dei benefici prospettati».

Truffa a Bari, finto tenente dei Carabinieri sottrae 24mila euro ad anziano: denunciati 4 catanesi

Lo scorso 25 febbraio i militari della Compagnia Carabinieri Bari Centro, al termine delle indagini scaturite da una denuncia sporta presso la Stazione di Bari Scalo, hanno deferito alla competente Autorità Giudiziaria quattro catanesi, ritenuti responsabili, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, di truffa aggravata in concorso.

In particolare la vittima riferiva ai Carabinieri che, dopo essere stata telefonata da un numero corrispondente a quello del centralino del Comando Provinciale di Bari, veniva indotta da un ignoto interlocutore, presentatosi quale Tenente dell’Arma, ad effettuare un bonifico di 24.000 euro tramite il conto corrente dell’anziano padre, a causa di presunte indagini in corso e il conseguente rischio di perdere la somma di denaro.

Le indagini svolte dalla Stazione, mediante accertamenti bancari e acquisizione di immagini di video sorveglianza degli Uffici Postali, permettevano di appurare che, nelle ore immediatamente successive alla truffa, venivano effettuati a Catania dall’intestataria del conto corrente postale destinatario del bonifico (avente il ruolo di prestanome) dei prelievi di denaro contante ed emessi 4 vaglia in favore di altrettanti soggetti.

Gli altri tre indagati, tutti catanesi, uno dei quali identificato quale supervisore delle operazioni, venivano ripresi proprio mentre si recavano presso gli Uffici Postali per riscuotere i suddetti vaglia, consentendo di giungere alla compiuta ricostruzione dei fatti.

È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Bari, tentata truffa a sacerdote: “Devi restituire 2500 euro”. Il colpo fallisce grazie all’assessore Palone

Un parroco ha telefonato all’assessore Carla Palone, con delega alla Vivibilità urbana, dopo aver ricevuto una chiamata di un presunto tecnico di un assessorato comunale che, dopo essersi complimentato per il finanziamento comunale ottenuto da 37mila euro, chiedeva la restituzione di 2500 euro per un errore durante l’esecuzione del bonifico.

Vista l’anomalia della circostanza l’assessore, mentre era in corso la discussione in Consiglio comunale sul Piano triennale delle opere pubbliche, ha fatto scattare le verifiche, spingendo il parroco a denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine.

Dopo gli accertamenti fatti, si è scoperta la tentata truffa. Nessun bonifico è stato mai eseguito dal Comune in favore della parrocchia. La somma sarebbe stata ritirata il giorno stesso da personale incaricato, che si sarebbe presentato in chiesa per incontrare personalmente il parroco.

Barivecchia, orecchiette industriali spacciate per artigianali. La Procura apre un’inchiesta: s’indaga per truffa

La Procura di Bari ha aperto un’indagine per truffa dopo l’esposto sulle orecchiette industriali spacciate come artigianali vendute a Bari Vecchia, nell’ormai famosa strada Arco Basso, la cosiddetta ‘via delle orecchiette’ meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Lo riferisce l’edizione di Bari de La Repubblica. A firmare l’esposto è stato Gaetano Scampolo, ceo di Home Restaurant Hotel, un portale che dal 2019 riunisce attività di social eating.

È stato lui a chiedere formalmente di indagare sul caso della pasta fresca che, almeno sino a novembre, prima cioè che scoppiassero le polemiche, non sarebbe stata prodotta dalle pastaie della città vecchia ma sarebbe stata di produzione artigianale. Campolo, a novembre, aveva incontrato le pastaie di strada Arco Basso, tra le quali Nunzia Caputo, discutendo delle possibili soluzioni per regolarizzare la propria attività.

E proprio in quell’occasione – scrive il quotidiano – girò un video, allegato all’esposto, che dimostrerebbe il possesso da parte di almeno una delle pastaie di confezioni di orecchiette industriali. A sollevare sospetti sull’autenticità del prodotto sono anche i cartoni, ritrovati nei cassonetti della vicina piazza Massari, spediti da un pastificio di Altamura e contenenti confezioni di orecchiette tricolori destinate ad una società che ha sede proprio nelle strade delle orecchiette.

Questo alla base della denuncia presentata e dell’inchiesta aperta dalla Procura, esattamente quello che noi denunciamo da svariati anni. Nessuno ha mai contestato la tradizione caratteristica della città vecchia. La notizia dell’apertura del fascicolo arriva pochi giorni dopo dall’annuncio di Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette dell’Arco Basso, dell’apertura del suo store (fisico e online).

Taranto, senzatetto milionario a suo insaputa: a lui intestata una società. Indagate 3 persone per truffa

Un senzatetto 59enne di Taranto, ospite del centro di accoglienza notturno gestito dalla Caritas nella città vecchia, ha scoperto di possedere una società che ha beneficiato di finanziamenti statali per un milione e 200mila euro.

La procura di Taranto, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, ha notificato la chiusura delle indagini condotte dalla guardia di finanza a tre imprenditori: un 52enne tarantino, un 39enne di Grottaglie e un 74enne di Taranto.

A vario titolo devono rispondere delle accuse di truffa aggravata, sostituzione di persona e circonvenzione di incapace. La vicenda è venuta a galla quando l’ignaro milionario ha inoltrato domanda di reddito di dignità che gli è stata respinta. È emerso infatti che risultava legale rappresentante di una società che aveva incassato l’ingente finanziamento.

Sarebbe stato l’imprenditore di 52anni, insieme a un complice, ad accompagnare il clochard da un commercialista di Martina Franca, facendogli firmare – ricostruisce la Gazzetta – una serie di documenti con cui, a insaputa di quest’ultimo, era sostanzialmente nominato amministratore di una società di costruzioni meccaniche che di lì a poco avrebbe ottenuto il contributo milionario

Bari, 80enne truffata: consegnati gioielli e soldi per un valore di 1200 euro. Arrestata coppia napoletana

Nel primo pomeriggio del 6 febbraio, la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di un uomo di 20 anni e di una donna di 47 anni, entrambi provenienti dall’hinterland di Napoli, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa aggravata in danno di una persona anziana con il solito raggiro del “finto carabiniere”, accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti, in relazione ai quali è stata effettuata la citata operazione di polizia giudiziaria, si inseriscono in una più ampia attività di prevenzione e repressione avviata, a Bari e provincia, proprio a causa della recrudescenza del fenomeno delle truffe agli anziani.

La tecnica adottata ed ormai consolidata è sempre la stessa: i malviventi studiano in maniera approfondita la vittima, individuata sempre tra le persone più vulnerabili, perché anziane o semplicemente sole; riescono, in qualche maniera, a recuperare informazioni di carattere personale, quali il numero di cellulare, il nome di un parente, e poi, simulando un finto incidente, del quale è responsabile il congiunto, trattenuto in qualche ufficio di polizia, in attesa di provvedimenti più gravi, riescono ad ingannare la vittima, facendosi consegnare anche ingenti somme di denaro o altre utilità, come “cauzione” che consentirebbe di liberare il parente.

Questo è quello che è accaduto anche ieri, in una cittadina dell’area metropolitana barese, ad un’anziana signora di 80 anni; uno dei presunti autori, fingendosi un “carabiniere”, è riuscito a farsi consegnare monili in oro e contanti, per un valore di circa 1200 euro, come corrispettivo da dover necessariamente consegnare per poter ottenere la liberazione del nipote arrestato.

Successivamente, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari, anche grazie alla visione delle immagini di circuiti di video-sorveglianza, è riuscito ad individuare l’autovettura, una Fiat 500 di colore grigio scuro, con la quale i presunti responsabili si erano dileguati; autovettura che gli agenti sono riusciti a intercettare e fermare sulla A14 in direzione nord, procedendo così a recuperare tutta la refurtiva, che è stata restituita alla legittima proprietaria, ed arrestare i presunti malfattori, che sono stati condotti in carcere, in attesa del giudizio per direttissima.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Truffa da mezzo milione, sentenze false per intascare i risarcimenti: a Bari indagato ex dipendente di AQP

Il 49enne Giuseppe Petruzzelli è indagato con l’accusa dei reati di peculato, falso e accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio nell’inchiesta aperta dalla Procura di Bari.

L’ex dipendente dell’ufficio legale dell’Acquedotto Pugliese, licenziato nel 2023, secondo l’accusa sarebbe riuscito a intascare illecitamente circa mezzo milione di euro in tre anni grazie alla falsificazione di decine di sentenze di risarcimento danni, facendo accreditare i soldi su alcuni conti correnti intestati a prestanome.

Le indagini mirano anche a risalire ad eventuali complici. L’inchiesta è nata proprio in seguito ad una denuncia di Acquedotto Pugliese. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.