Potrebbe essere stata vittima di una brutale aggressione o travolta da un’auto, anche se al momento le lesioni non sono compatibili a quelle di un investimento. Da capire, in caso di aggressione, se la violenza è stata commessa sul posto o se il corpo è stato abbandonato lì in un secondo momento. b
Continue reading“Se parli ti picchio”, violenta e minaccia la nipote 14enne: zio orco condannato a 8 anni
I fatti risalgono a luglio 2017. Lo zio, durante una passeggiata al mercato di Taranto, ha afferrato il polso della nipote e l’ha portata con sé con la scusa di volerle comprare qualcosa come regalo. In realtà ha spinto la 14enne dietro una siepe isolata e l’ha violentata.
Continue readingFoggia, marito accusato di violenza su moglie e figli: il giudice non ci casca e condanna la suocera
Durante il processo l’uomo è riuscito a dimostrare che la vera vittima delle violenze era lui. La suocera aveva imposto una particolare educazione ai figli e uno stile di vita a forte carattere religioso.
Continue readingLecce, abusi sessuali su 15enne disabile: indagata coppia di uomini
I due coniugi sono accusati di violenza sessuale aggravata e privata. Il 15enne avrebbe rivelato tutto a un’amica.
Continue readingMottola, reso prigioniero e picchiato dal nipote: muore disabile 56enne. Sette gli indagati
La Procura vuole chiarire se la morte è stata causata dalle violenze del nipote o patologie pregresse non curate nella Rsa dove era stato ospite.
Continue readingGallipoli, violenza e risse tra giovani: Questore chiude la discoteca Praja a Baia Verde
Il questore di Lecce ha disposto la chiusura e sospensione della licenza per 15 giorni della discoteca Praja di Baia Verde a Gallipoli dopo i numerosi casi nell’ultimo mese di risse e aggressioni avvenute nel locale o nelle immediate vicinanze.
Continue readingAnziani torturati nella Rsa di Manfredonia, Cooperativa licenzia dipendenti omertosi: “Tradita la nostra fiducia”
La Residenza sanitaria assistenziale Stella Maris di Manfredonia, finita al centro di uno scandalo per episodi di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di alcuni pazienti ricoverati, ha annunciato di aver licenziato “non solo i quattro lavoratori nei confronti dei quali è stato emesso il provvedimento cautelare, ma anche quelli che, pur avendo assistito agli episodi incriminati o avendone avuto conoscenza, non hanno tempestivamente informato la dirigenza e la società di quanto stava avvenendo”.
La Cooperativa Santa Chiara, gestore della struttura Stella Maris dal 2017, rompe il silenzio dopo aver osservato un rigoroso silenzio stampa. “Ciò è avvenuto non per mancanza di rispetto nei confronti della pubblica opinione e per gli operatori dell’informazione, ma per una serie di ragioni che qui si espongono – si legge nella nota -. Chi opera nel settore socio assistenziale ha come obiettivo primario quello di tutelare il benessere dei propri ospiti e la loro integrità psico-fisica e la tranquillità delle rispettive famiglie. E il nostro operato è stato sempre improntato al raggiungimento di tali obiettivi. Purtroppo gli eventi dei giorni scorsi ci hanno profondamente scosso e mortificato e ci hanno messo di fronte alla necessità di fronteggiare con estrema urgenza alcune priorità: conoscere a fondo cosa fosse realmente accaduto; accertare le responsabilità dei dipendenti coinvolti adottando i conseguenti provvedimenti; riorganizzare il servizio; continuare, soprattutto, a prenderci cura degli ospiti, in particolare le persone offese, stare vicino a loro e incontrare le loro famiglie”.
“La quasi totalità degli ospiti ha confermato la propria fiducia nella struttura e nella dirigenza; tra questi sono tuttora presenti anche alcuni di quelli che hanno subito le imperdonabili violenze da parte degli Oss indagati – precisa la cooperativa -. La dirigenza poi, con l’ausilio dello staff legale, ha avviato una approfondita indagine interna, volta ad accertare ogni singola responsabilità, commissiva o omissiva, in capo al personale dipendente. La lettura degli atti del procedimento penale posti a fondamento della misura cautelare e l’ascolto di quasi tutto il personale, hanno consentito di acclarare – al di là degli aspetti penali, che competono all’Autorità Giudiziaria, nei cui confronti si ripone la massima fiducia – condotte assolutamente rilevanti sotto il profilo disciplinare, e pertanto incompatibili con la prosecuzione del rapporto di lavoro. Chi ha tradito la nostra fiducia non può continuare a lavorare per noi; chi non ha avuto rispetto dei nostri ospiti, chi non si è uniformato ai valori ed ai principi in cui abbiamo sempre creduto, non può essere nostro dipendente”.
“Sono stati licenziati non solo i quattro lavoratori nei confronti dei quali è stato emesso il provvedimento cautelare ma anche quelli che, pur avendo assistito agli episodi incriminati o avendone avuto conoscenza, non hanno tempestivamente informato la dirigenza e la società di quanto stava avvenendo – conclude -. Il venir meno della fiducia nei loro confronti giustifica legalmente ai sensi dell’art. 2119 c.c. i recessi datoriali posti in essere. Le azioni giudiziarie minacciate da alcuni di essi tramite i propri legali incontreranno adeguata resistenza, nella convinzione che le decisioni della magistratura confermeranno la legittimità dell’operato della società”.
Turiste francesi violentate, 21enne resta in carcere: nel palazzo nessuno lo conosce
Nessuno del palazzo pare abbia mai visto il 21enne accusato della violenza sessuale a danno di due turiste francesi.
Continue readingBari, turiste francesi violentate: arrestato 21enne
Nelle prossime ore il pubblico ministero formulerà le proprie richiesta in merito alla libertà personale dell’arrestato
Continue readingAndria, la moglie del boss picchiata e minacciata per tradimento: in carcere il marito e i tre figli
Il marito e i 3 figli, un ragazzo di 19 anni e due gemelle di 27 anni, avrebbero maltrattato la donna per più di un anno, fino ad indurla a tentare il suicidio.
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