Guerra di carte bollate, debiti e pericolosi sabotaggi. Rsa nella bufera: il giallo di Casa Caterina

Da alcuni mesi riceviamo segnalazioni sulle sorti della rsa Casa Caterina di Adelfia. Inizialmente, trattandosi di beghe amministrative ed economiche tra il proprietario della struttura e l’azienda che la gestisce, abbiamo ritenuto non fosse un caso di interesse pubblico, pur essendoci occupato in passato delle tante vicissitudini della struttura per anziani.

Da due mesi, però, i problemi della struttura sono ben altri e questo sì ci impone di riferirlo all’opinione pubblica. In questo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

In quel caso personale e ospiti hanno rischiato grosso se si considera che alcuni anziani fanno uso di ossigeno 24 ore su 24. Il fatto curioso è che in una delle ultime occasioni la guardia messa a vigilanza della struttura in seguito a questi sabotaggi ha identificato nel proprietario dell’edificio “l’individuo sospetto” in procinto di compiere l’ennesimo sabotaggio. L’episodio, questa volta con nome e cognome, è stato riferito ai Carabinieri, seppure l’uomo, contattato telefonicamente, ci dice di essere stato sul posto solo per verificare le condizioni della sua proprietà.

Al netto dei provvedimenti di revoca di autorizzazione, prima dell’Asl poi della Regione, ci sembra doveroso accendere i riflettori su una questione che rischia di trasformarsi in una tragedia. Fatto salvo che bisognerà accertare tutte le responsabilità, ognuno ha il diritto di rivendicare le proprie posizioni, ma nessuno può mettere in pericolo la vita degli ospiti.

Siamo stati a Casa Caterina venerdì scorso proprio mentre uscivano alcuni dipendenti dell’Asl e del Sian. La buona notizia è che i 49 ospiti sono tutti in salute e accuditi nel migliore dei modi, con tanto di visite specialistiche periodiche. Anche le condizioni generali della struttura e delle camere sono state ritenute idonee seppure ci sono stati dei rilievi ai quali bisognerà dare seguito. Restiamo a disposizione tanto del proprietario della struttura quanto dell’ente di gestione nel caso volessero anche precisare la loro posizione, anche accompagnati dai loro legali, con la speranza che si possa fare immediata luce sulle inquietanti vicende che proponiamo nel video allegato.

“Mezzo giornalista scrivi sotto dettatura”. Antonio va dal vecchio hater: “Ecco un vero pagliaccio”

“Mezzo giornalista pagliaccio che scrive sotto dettatura”. Questa è la definizione data ad Antonio da Ennio Picicci, imprenditore nel settore della distribuzione di carburanti, ex consigliere comunale ed ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Adelfia.

Il commento è stato scritto in risposta ad un post sul gruppo Facebook “Adelfia senza censura” in merito alla vicenda del povero Giuseppe, l’anziano di 83 anni di cui vi abbiamo raccontato la solitudine e il rischio di morire ogni giorno.

Picicci, per chi ha la memoria corta, è lo stesso individuo che qualche tempo fa minacciò di morte Antonio e lo aggredì fisicamente, anche brandendo un cacciavite, in occasione della storia di Mina e Natale, i due, per i quali Picicci chiedeva aiuto invitando il Comune ad allestire una stanza per lo stoccaggio del materiale che i cittadini avrebbero donato, si rivelarono due farabutti.

Certi del nostro agire e difendendo l’indipendenza personale e di Quinto Potere, Antonio è tornato alla stazione di servizio di Picicci travestito da clown, per dimostrare al vecchio “odiatore” la differenza che passa tra un uomo travestito da pagliaccio e un vero pagliaccio.

Con nostra sorpresa Picicci, a differenza dell’altra volta, si è rifugiato all’interno del fabbricato della stazione di servizio, lasciando che il suo socio rispondesse alle domande. Con nostra sorpresa, prima della messa in onda del video che state vedendo, l’imprenditore ha raccontato sui social la sua parziale versione dei fatti, continuando a negare di riferirsi ad Antonio, seppure siamo stati gli unici a denunciare e tentare di risolvere le sorti di Giuseppe. Nel prossimo video vi racconteremo l’altra parte della storia che Picicci ha omesso.

Concorsi Arca, vincono gli “amici” di De Nicolo: “La Repubblica delle Banane” ai segretari PD

Ci siamo, Antonio e Tino come due surfisti hanno cavalcato l’onda lunga delle polemiche scatenate dalle graduatorie ai concorsi di Arca Puglia, l’ente regionale che gestisce le case popolari, amministrato da Pietro Augusto De Nicolo, dominus del partito democratico a Molfetta.

Tra i vincitori ci sono proprio iscritti al PD molfettese, dopo che proprio De Nicolo, uomo di Michele Emiliano, ha contribuito a far cadere l’amministrazione comunale. Un’operazione di bassa lega per cercare di portare sul lato riformista del lago di Molfetta Piero Mastropasqua, nome del centrodestra, ventilando addirittura la sua candidatura a Sindaco per il campo extra largo del centrosinistra.

Del resto proprio Emiliano ci ha abituati alla più becera pesca a strascico, spacciata per fine strategia politica. In una parola sola: pastificio. In queste ore si è tenuto un tavolo con tutti i componenti della coalizione che ha bocciato Mastropasqua, la quale moglie ha vinto pure lei il concorso all’Arca di De Nicolo.

Antonio e Tino hanno consegnato “La Repubblica delle Banane” ad Alberto D’amato, delfino di De Nicolo, ex consigliere comunale e segretario del PD molfettese e a Pino Giulitto, Sindaco di Bitritto e segretario del PD della Terra di Bari. Nel video le reazioni.

La “vecchia” foto con Parisi e i concorsi ambigui. Antonio a De Nicolo: “Non sono servo di nessuno”

“Là ci sono i servitori dello Stato, lei chi sta servendo?”. Queste furono le parole proferite da De Nicolo, amministratore unico dell’Arca Puglia, nei confronti di Antonio durante lo sgombero di una casa occupata abusivamente da un clan.

Vi mostriamo una foto dove è ritratto al fianco di Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio all’epoca dei fatti incensurato, quando De Nicolo rivestiva il ruolo di presidente della Multiservizi di Molfetta.

Le due squadre di calcio di Acquaviva si incontrano allo stadio e scoppia il caos: presidente colpito da uno schiaffo

Attimi di tensione al termine della partita Atletico Acquaviva-Nuova Spinazzola, valida per il campionato di Eccellenza pugliese e terminata con il risultato di 3-2 per i padroni di casa.

Il match si è disputato domenica pomeriggio, con fischio d’inizio alle 15, allo stadio comunale di Acquaviva. Alle 18 si è giocata invece Football Acquaviva-Trani, incontro valido per il campionato di Terza Categoria.

Le due squadre si sono incontrate al campo. Secondo quanto ricostruito è andato in scena un acceso litigio tra i presenti e il presidente della Football Acquaviva sarebbe stato colpito con uno schiaffo.

Incognite e certezze, Di Cesare sul mercato: “Bari non è per tutti. Qui gente che non ha performato”

E’ terminata lunedì 2 febbraio alle ore 20:00 presso lo Sheraton Milano la sessione invernale del calciomercato. Per il Bari un’ulteriore chance di emergere dai bassifondi della classifica con una rosa rinnovata. Si è trattato, per i biancorossi, di una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione. Tra gli innesti di giugno che hanno già salutato la piazza ed i nuovi arrivi che rappresentano delle incognite il futuro sarà tutto da vedere e riscontrare sul manto verde. Nella mattinata la conferenza stampa del DS Valerio Di Cesare: “Ringrazio Magalini per il percorso fatto in questo anno e mezzo. Mi ha dato tanto a livello umano e lavorativamente umano. Ringrazio De Laurentiis per la fiducia concessa in un momento difficile, spero di ripagarla”.

Messi da parte i cerimoniali ed i ringraziamenti l’attenzione si è spostata subito sui rinforzi nel reparto difensivo. Si può considerare ad oggi la difesa biancorossa il reparto più competitivo? L’ardua sentenza al campo: “Insieme al mister abbiamo portato giocatori funzionali, tipo Odenthal che in serie A. Penso che tutti i reparti si siano rafforzati, ma aspettiamo il giudizio del campo”.

Circa il cambiamento bis avvenuto: “Abbiamo voluto variare tanto a gennaio. Siamo entrati in un loop mentale negativo, facendo una mini rivoluzione, con gente nuova e fresca che potesse darci una mano”. Secondo il DS Valerio Di Cesare la squadra parrebbe avere maggiore consapevolezza  della situazione amara nella quale si trova: “Pucino è il capitano del Bari, rappresenta il modo di pensare di queste caratteristiche. Sono convinto che i ragazzi sanno quello che ci aspetta, dobbiamo arrivare in tutti i modi a questo nuovo obiettivo e mantenere la categoria”.

Tema presente anche quello degli innumerevoli rifiuti che il Bari ha ricevuto: “Tutti i giocatori è difficile che si muovano, soprattutto chi deve andare in una squadra per salvarsi. Poi ci sono altri che hanno diversi problemi, ma comunque sono contento dei ragazzi che sono venuti perché hanno dato piena disponibilità in ciò che vogliamo fare. Bari non merita di lottare per non retrocedere”.

Con l’avvento di VDC parrebbero essere mutate anche le scelte: da giocatori di esperienza a gente fresca e libera da pressioni. Il calcio, secondo il nuovo Direttore Sportivo, presenta innumerevoli cambiamenti dettati dal tempo e dalle nuove generazioni di calciatori: “Cercavamo gente che avesse fame”. Tutti pronti tranne Artioli. Circa l’addio di Gaetano Castrovilli tanta amarezza: “Per Gaetano mi dispiace molto ma abbiamo deciso di andare a prendere calciatori con caratteristiche differenti. Mi dispiace particolarmente perchè con lui ho giocato”.

Foto: SSC Bari

Omicidio Magellano a Bari, blitz in via Montegrappa: fermato il 42enne Maurizio “Escobar” Pastore

È stato fermato Maurizio Pastore, soprannominato Escobar, il 42enne accusato dell’omicidio di Amleto Magellano, avvenuto nella serata del 17 gennaio in via Montegrappa nel quartiere Carrassi di Bari.

I Carabinieri di Bari San Paolo hanno dato esecuzione al fermo emesso nel pomeriggio odierno dalla Procura della Repubblica di Bari sulla base di alcuni elementi emersi durante le indagini.

Amleto Magellano, noto alle Forze dell’Ordine, ha riportato alcune ferite d’ama da taglio al termine di una violenta discussione ed è deceduto al Policlinico. Come raccontato nelle scorse ore, era questione di minuti.

Altamura, maggioranza in crisi. Presidente zittisce tutti: rissa dopo il Consiglio Comunale

Ieri per l’ennesima volta è andato in scena un altro teatrino politico ad Altamura. Dopo i consigli comunali saltati di cui vi abbiamo parlato, si votava per l’elezione dell’organo più importante con la nomina del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.

La maggioranza non è riuscita anche a questo giro a compattarsi, votando divisa due diversi professionisti, con 10 e 8 voti. Sei le schede bianche. Il consigliere Onofrio Gallo (Forza Italia, minoranza) chiede di poter prendere parola, ma il presidente Luigi Lorusso gliela nega. A quel punto chiede di intervenire anche Michele Denora (Azione Civica, ex opposizione poi passato alla maggioranza dopo il mancato voto a Gallo all’Area Metripolitana). Anche in questo caso Lorusso nega l’intervento e chiude il Consiglio Comunale.

Ma non finisce qui. Il suocero di Denora, Francesco Petronella, rincorre Lorusso tra i corridoi chiedendo conto della decisione presa in aula, pare avendo una colluttazione con quest’ultimo. Lo stesso Denora interviene in soccorso del suocero. La tensione sale. Lorusso si barrica nella stanza del Gabinetto del Sindaco, mentre Denora cerca di entrare.

Risultato? Il vetro della porta si rompe (come testimoniato dalla foto). Intanto sul posto intervengono carabinieri e 118 per prestare soccorso soprattutto a Petronella, nel frattempo fatto stendere sulle sedie per un malore. L’altro Petronella, il Sindaco, dovrebbe prendere atto di non avere più una maggioranza e rassegnare le dimissioni. Peccato per Altamura e i suoi molteplici problemi da risolvere.

Accessibilità, fluidità e grafica: ecco su cosa puntano i giochi oggi

L’industria dei videogiochi sta puntando sempre di più sul regalare fluidità agli utenti, senza il bisogno di avere degli hardware costosi. I rendering sono sempre più intelligenti e stanno migliorando la qualità visiva. Non è un caso se le interfacce snelle e leggibili tipiche delle slot machine online abbiano ispirato le scelte di UI e UX. I testi devono essere grandi, devono esserci dei buoni feedback tattili e l’audio deve essere ben comprensibile.

Accessibilità: dai preset di sistema alle scelte in-game

Le console e i launcher oggi offrono delle scorciatoie e dei preset per rendere tutto molto semplice e fluido. Su Xbox c’è un hub unico per le impostazioni come screen reader, filtri colore e sottotitoli. C’è anche la sezione dei “Quick Settings”; per attivare al volo le impostazioni senza uscire dal gioco. Anche su PlayStation si può regolare tutto con pochi passaggi: lo zoom, la dimensione del testo, la correzione del colore, l’audio mono e la trascrizione della chat. L’attenzione è sia all’accessibilità di sistema sia a quella di gioco. The Last of Us Part II Remastered ha ampliato la suite di opzioni con funzioni come “Speech to Vibrations” che trasforma le informazioni audio in feedback aptico, e descrizioni cinematografiche. Questo permette di ridurre le barriere per i giocatori che hanno diverse necessità sensoriali. Anche i racing stanno sperimentando: Forza Motorsport ha introdotto i Blind Driving Assists, un set di cue sonori che aiuta chi ha basse o nulle capacità visive a percepire la traiettoria, la distanza e la velocità.

Fluidità prima di tutto: 60/120 fps, upscaling e frame-generation

Per la maggior parte dei giocatori la fluidità è più importante dei dettagli. PS5 Pro ha attirato con i suoi frame-rate più alti e con il ray tracing in combinazione con l’upscaling proprietario (PSSR). Così si ottiene un 4K più pulito. Nel mondo PC, le tecniche di upscaling e di generazione dei fotogrammi sono diventate lo standard. NVIDIA ha presentato DLSS 4 con Multi Frame Generation, il suo obiettivo è moltiplicare gli fps e rendere possibile il 4K ad alti refresh con il ray tracing pieno. Sul lato AMD, FSR 3.1 permette di combinare l’upscaling con la Frame Generation di AMD. Il motore può creare dei frame intermedi per aumentare la fluidità, con miglioramenti alla qualità dell’immagine rispetto alle prime versioni. Insomma, oggi possiamo aspettarci delle opzioni molto chiare e avanzate. Possiamo scegliere tra più fps o più dettaglio e, anzi, possiamo ottenere tutte e due le cose grazie all’upscaling e al frame-gen.

Grafica: UE5.5, ray tracing più maturo e AI a supporto

Unreal Engine 5.5 ha confermato Nanite per la geometria e Lumen per l’illuminazione globale. Spinge sulle performance e sulla qualità, con un Path Tracer DXR utile come riferimento visivo e per i flussi ibridi. Questo significa che gli strumenti per creare le scene complesse e coerenti sono più stabili e veloci da usare rispetto all’anno scorso. Se guardiamo l’intero ecosistema, i plugin ufficiali semplificano molto l’uso delle tecniche AI- based. I pacchetti DLSS per Unreal includono Super Resolution, Ray Reconstruction e anche il Multi Frame Generation, così i team possono bilanciare la qualità e gli fps senza troppa fatica. Siamo arrivati a un punto in cui avere una grafica migliore non significa che debba essere meno fluida.

Cosa significa tutto questo per i giocatori? Che le texture sono più nitide, che i riflessi e le ombre sono più coerenti grazie al ray tracing e, soprattutto, che ci sono meno compromessi. Si può puntare sull’immagine senza rinunciare alla stabilità.

Lavori all’ospedale, è caos “traslochi”. Operatori del 118 uniti: “Via solo se la sede è adeguata”

L’ombra delle tangenti, le carte sequestrate, la necessità di rifare le procedure d’appalto non sono una giustificazione a ciò a cui abbiamo assistito personalmente a Gravina in Puglia, dove si sta finalmente iniziando i lavori per la riqualificazione del nosocomio Madonna del Piede in ospedale di comunità.

Nessuno mette in dubbio la necessità di dover fare i conti con alcuni preventivabili disagi, ma essersi ridotti all’ultimo momento per individuare una sede alternativa per la postazione del 118, collocata proprio nella struttura, è una estrema leggerezza. Il 28 ottobre scorso c’eravamo anche noi quando tutta la corte celeste degli aventi parola in questo “trasloco” hanno incontrato tutti i componenti degli equipaggi del 118.

Un caos generale dettato anche dall’incertezza della nuova e temporanea collocazione. Due stanze, poi tre, forse quattro, ma facciamo cinque con il bagno nel corridoio da sistemare e uno interno a quella che dovrebbe essere la stanza dei medici. Tutto questo mentre gli equipaggi erano impegnati nel salvare la vita a un uomo di 60 anni colto da infarto. Uno stemi portato nell’Emodinamica del Miulli, per fortuna non occupata, perché in quella dell’incompleto ospedale della Murgia non è possibile trattare le emergenze.

Ma restiamo sul pezzo. Abbiamo toccato con mano l’estrema difficoltà di gestire qualcosa che si sarebbe potuta valutare fin dall’inizio. Medici, infermieri, autisti e soccorritori hanno messo le cose in chiaro: “Senza una sistemazione adeguata e fin da subito a regime da qui non ci spostiamo”.

Quello del 118, infatti, è un servizio di emergenza h24. Il personale passa in quei luoghi gran parte della propria giornata e deve dunque avere tutto il necessario per riposare, farsi una doccia, andare in bagno, tanto per dare qualche esempio. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, a complicare le operazioni di “trasloco” dei servizi all’interno della struttura c’è stata anche la presa di posizione di qualcuno, niente affatto disposto ad abbandonare la propria sede.

I tempi però stringono e non si può rischiare di perdere il finanziamento milionario. Entro giugno del 2026 deve essere tutto ultimato, non ci sono proroghe al PNRR. Insomma, l’ennesimo pasticcio al quale si sta trovando una soluzione mentre gli operai della ditta incaricata stanno provvedendo a delimitare l’area di cantiere.

Ma sono anche altre le ragioni del particolare sconcerto. Per consentire il recupero di spazi adatti ad accogliere temporaneamente i servizi assicurati nei locali interessati dai lavori si sono sbaraccate la stanza silente dell’Otorino e le sale dell’Odontoiatria, quando per molti sarebbe stato meno complesso e dispendioso adibire a buffer altre zone dell’ospedale. Insomma, dopo questo gran caos, la speranza è che si possa fare di tutto per assicurare la giusta dignità a tutti gli operatori, non solo del 118 e minor disagio all’utenza.