Politica senza vergogna, campagna elettorale al veleno: “Puzzi di m***a a Molfetta non sei gradito”

Ci siamo recati anche noi a Molfetta, in via Margherita di Savoia, per l’inaugurazione del comitato elettorale della lista civica Fare Comune che sostiene la candidatura di Pietro Mastropasqua a primo cittadino.

Una scelta che ha spaccato in due il centrosinistra. Mastropasqua è da sempre considerato vicino al centrodestra, come accaduto nella tornata amministrativa del 2022.  All’inaugurazione non potevamo mancare dopo essere stati allertati da un messaggio WhatsApp inviato da Pietro Augusto De Nicolo, amministratore Unico dell’Arca Puglia.

Lo stesso De Nicolo ci ha accolto sul posto, alternando risposte e “non risposte” in base alla “comodità” delle nostre domande, non chiarando il suo coinvolgimento nella vicenda politica. Lo abbiamo poi “abbandonato”, riprendendoci il mazzo floreale, dopo aver incontrato vecchi e nuovi amici. Ci aspettavamo decisamente un’accoglienza diversa.

Bari come Gomorra, gambizzato il 20enne Kevin Ciocca: è affiliato al clan Capriati. Possibile regolamento di conti

Emergono i primi dettagli sulla sparatoria avvenuta questa sera a Barivecchia dove è rimasto gambizzato il 20enne Kevin Ciocca. Secondo quanto siamo riusciti a sapere, il giovane sarebbe uno spacciatore affiliato al clan Capriati di Barivecchia e ha precedenti.

Non si esclude in questa fase possa essersi trattato di un regolamento di conti. Gli investigatori stanno cercando di capire se si tratta di un avvertimento oppure di un agguato andato male. Secondo una prima ricostruzione, sarebbero stati sparati diversi colpi (almeno tre) da parte di una o più persone in sella a una moto.

Negli ultimi giorni a Bari si respira un’aria pesantissima, sembra che le nuove leve della criminalità organizzata si stiano lanciando messaggi, sfidandosi a colpi di pistola e sparatorie plateali.

Una situazione di grande tensione che sta allarmando e non poco le Forze dell’Ordine. Un lavoro certosino per capire quanto gli episodi del Play Game, di Bisceglie e di questa sera siano collegati tra loro.

Tragedia a Bisceglie, sparatoria nella discoteca Divinae Follie: muore il 43enne Filippo Scavo di Carbonara

Tragedia a Bisceglie dove una sparatoria si è verificata all’interno della discoteca Divinae Follie e una persona è deceduta dopo essere stata colpito da almeno un proiettile nella parte alta del corpo, scatenando il panico tra i presenti e un fuggi fuggi generale.

Immediato l’intervento dei soccorsi del 118, che hanno trasportato il ferito in ospedale, arrivato però al pronto soccorso già privo di vita. A perdere la vita il 42enne Filippo Scavo di Carbonara.

Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i Carabinieri e la Polizia di Stato, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili. Al momento non si esclude nessuna pista, ma l’ipotesi è di un regolamento di conti tra clan. Il killer sarebbe uscito dal locale sfruttando un’uscita di emergenza, per evitare il controllo del metal detector, e recuperare l’arma.

Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, nel 2015 fu tra le 40 persone arrestate nel blitz Agorà della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga tra Carbonara e Ceglie in cui vennero presi tra gli altri il boss Leonardo Campanale (poi condannato a 20 anni) e Sigismondo Strisciuglio, fratello di Domenico, fino a quel momento ritenuto il leader della consorteria criminale. Nel 2011 Scavo ha riportato una condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi. In precedenza era stato coinvolto anche nell’operazione Eclissi del 2006 per la quale aveva riportato una condanna definitiva a 4 anni, 2 mesi e 29 giorni. Nel 2023 la Corte di Cassazione gli ha negato il riconoscimento della continuazione tra le due condanne.

Freya candidata a Fermo con Dipré sindaco, la pornostar ha le idee chiare: “Se vinco super gangbang”

L’intervista ad Andrea Diprè, controverso avvocato e youtuber noto per i suoi contenuti sopra le righe, ha fatto parecchio scalpore. Così come la sua candidatura a sindaco di Fermo.

A far discutere è anche la sua lista. Tra i primi nomi emersi figura c’è anche quello di Gaia Marziali, ex operatrice sanitaria che ha lasciato il settore dell’assistenza per dedicarsi alla creazione di contenuti erotici.

Oggi è conosciuta sul web con lo pseudonimo di Freya Ferrari, nome con cui ha raggiunto una certa popolarità sulla piattaforma OnlyFans. La sua candidatura rappresenta uno dei primi tasselli di una lista che si preannuncia destinata a far discutere, in linea con lo stile provocatorio che da sempre caratterizza l’iniziativa pubblica di Diprè. L’abbiamo intervistata.

Ospiti e dipendenti della RSA nel caos, vertice su Casa Caterina. Impegni a voce: situazione tesa

La Nicolas non muore mai. La società che gestisce Casa Caterina, la Rsa di Adelfia si presenta all’incontro con amministrazione comunale e Asl rappresentata da un nuovo amministratore. Si tratta del dottore in legge Giammaria Melaccio e secondo qualcuno è solo l’ennesimo prestanome.

Al netto della guerra di carte e debiti, secondo qualcuno quelli complessivi sarebbero di due milioni e mezzo, l’incontro è servito per avere rassicurazioni sull’ordinaria gestione della struttura e quindi degli ospiti, una cinquantina. Il Comune si era offerto di garantire colazione, pranzo e cena fino a oggi, ma non ce n’è stato bisogno, essendo intervenuto il nuovo amministratore.Seppure si è registrata la mancata colazione di sabato scorso, forse causata da un malinteso con il Comune.

La struttura è sotto organico e fino a qualche giorno fa mancavano i presidi necessari. Melaccio si è impegnato a stretto giro a rimettere tutto in ordine, nonostante la mancata volontà del proprietario a trattare con la società che finora ha accumulato con lui centinaia di migliaia di euro di fitti non pagati. Venerdì scorso la Regione ha fatto nuovamente sapere che la Rsa non è in possesso dei requisiti e quindi gli anziani devono essere spostati, in estrema ratio anche invitando i familiari degli ospiti a riportarli nelle proprie abitazioni.

Intanto la Asl ha annunciato controlli rapiti per verificare le promesse fatte al tavolo del nuovo amministratore della Nicolas, per ora solo a voce considerando che la visura camerale riporta ancora il nome di quello precedente. Bisognerà capire come si potrebbe proseguire in considerazione del fatto che la società non ha neppure il titolo, ovvero il contratto, per occupare la struttura. La situazione è tutt’altro che risolta, soprattutto perché Casa Caterina potrebbe rientrare nelle indagini che in questi giorni hanno coinvolto Michele Schettino, accusato di aver messo in piedi una truffa che ha riguardato in passato anche altre Rsa.

La Procura di Lecce ha chiesto il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta su 9 indagati per la bancarotta fraudolenta della società Grsl, fallita nel 2021 e attiva nella gestione di residenze per anziani. Un’inchiesta che vede coinvolti anche Giovanni Vurro, 49enne di Adelfia, mentre per Luigi Lucca e Francesco De Marco è stato richiesto il divieto di svolgere attività d’impresa o incarichi direttivi. Gli indagati, tra cui anche il docente universitario Pierluca Di Cagno, 50enne di Bari, sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

Di sicuro non capita spesso di potervi mostrare per intero e senza filtri l’esito di incontri così delicati. Non dimentichiamo che in ballo ci sono soprattutto le sorti degli ospiti. Intanto, mentre si aspetta la relazione del CTU nominato per verificare lo stato di salute degli anziani per il loro spostamento, come voluto dal proprietario delle mura, Lucio Pepe, la Asl ha annunciato un’ulteriore verifica sulle condizioni di salute di nonni e nonne presenti a Casa Caterina.

La situazione è particolarmente tesa e complessa, tanto da aver attirato l’attenzione dei media nazionali e potrebbe avere sviluppi importanti nei prossimi giorni. Ieri abbiamo intervistato l’ex direttore, con un contratto di consulenza, Antonio Novielli. Una lunga intervista in cui il 70enne, da 35 anni nel settore, racconta la sua verità, svelando molti aneddoti e circostanze anche sui rapporti, tra gli altri con il proprietario della struttura, Lucio Pepe e soprattutto Michele Schettino.

Quintali di mascherine in campagna. Ecco da dove arrivano: si indaga su Lucrezia, Ruggiero e Stefano

Ve lo avevamo promesso ed eccoci qua. Siamo tornati a Binetto e poi ci siamo recati a Grumo per raccontare gli sviluppi dell’abbandono di cartoni di mascherine e test Covid in campagna e nella sua proprietà, trasformata in una discarica a cielo aperto.

Se a Palo era stata presa di mira una strada, nel caso di Binetto è rimasta coinvolta la proprietà privata di Rocco, chiamato a risolvere al momento da solo il problema della smaltimento.

Grazie ad una telefonata, siamo riusciti a risalire all’origine dei materiali abbandonati, ai responsabili di questo scempio ambientale e abbiamo allertato le Forze dell’Ordine. In attesa dei tempi biblici delle indagini e della giustizia, però Quinto Potere non si è fermato qui e si è messo sulle tracce dei responsabili, partendo dal posto da dove arriva il “carico”.

Sindaco su RSA Casa Caterina, chiamati Decaro e Prefetto: “Anziani senza cibo situazione drammatica”

Da anni seguiamo le alterne vicende relative a Casa Caterina, la Residenza Sanitaria Assistenziale di Adelfia. Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma mai finora il sindaco della cittadina del Barese, Giuseppe Cosola, aveva rilasciato una dichiarazione così preoccupante. “Anziani senza cibo, la situazione è gravissima”, le sue parole ai nostri microfoni.

Le vicende giudiziarie, che stanno coinvolgendo alcuni rappresentanti della compagine societaria – per alcuni di loro è stato chiesto l’arresto, con l’accusa di aver commesso reati amministrativi – hanno rischiato di compromettere la gestione della struttura, fino ad arrivare allo stato attuale.

Sindaco e assessore al Welfare, Biagio Cistulli, si sono detti pronti ad assicurare colazione, pranzo e cena agli anziani, ma solo per fronteggiare l’emergenza. Intanto sono aperte le interlocuzioni con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il direttore generale della Asl di Bari, Luigi Fruscio e il Prefetto del capoluogo, Francesco Russo.

Intanto si è palesato l’ennesimo nuovo amministratore della società che gestisce la Rsa. L’ipotesi è quella che i fondi possano essere stati impiegati per interessi personali. Nelle prossime si prenderanno le decisioni che serviranno a tamponare l’emergenza, prima di mettersi attorno a un tavolo e capire cosa fare per risolvere la questione a lungo termine.

Gordo e arrogante, gol casuale prima dell’arresto. Sisto unico Bomber: “Meglio di Cassano e Inzaghi”

L’arresto di Silvio Sisto ci riguarda da vicino, perché il “Bomber” che gioca a fare il personaggio dello spettacolo senza in realtà saper fare niente, è un pezzetto di Quinto Potere. Abbiamo scelto di ospitarlo per mostrare alle giovani generazioni un esempio a cui non ambire. Lo facciamo in ogni video. Il gioco in fondo è questo, funziona. La carneficina mediatica e le inesattezze dette sui due episodi che riguardano Sisto, sono un’altra cosa.

Sugli episodi torneremo con dettagli e documenti perché, a differenza di altri fenomeni, Sisto non si tira indietro e sta pagando un prezzo altissimo per il gioco con il quale ha deciso di sfidarci. Nel video che state vedendo, avrete visto o vedrete, girato il 31 marzo scorso, intorno alle 10.30 mentre eravamo in compagnia di Lello, Silvio vanta il gol decisivo nella partita di calcio del “suo” Cellamare. Così come facciamo sempre, con sarcasmo e ironia, lo riportiamo sulla Terra, gli facciamo abbassare la cresta.

Oggi e domani vedrete in due parti, il video girato quel giorno, in cui gli abbiamo augurato la galera, rischio concreto ad analizzare la questione a col senno di poi (in ogni caso era uno scherzo, un’esagerazione per quelli completamente privi di ironia ndr.). Vi racconteremo anche dell’accanimento nei nostri confronti di una testata che nel corso degli anni ha perso la sua autorevolezza, diventando utile il giorno dopo per il valore intrinseco e profondo di incartare le cozze e foderare le gabbie dei canarini.

Testata come la nostra regolarmente iscritta al registro della stampa presso il Tribunale di Bari, che a quell’essere immondo di Silvio Sisto assicura articoli lusinghieri nelle pagine di cultura e spettacolo (Silvio Sisto artista?) e poi lo massacra in quelle di cronaca. Siamo al centro di un corto circuito che ogni giorno cerchiamo di denunciare, nella società in generale, nel mondo del giornalismo e in qualsiasi altro spaccato della vita moderna. Ne vedrete e sentirete ancora delle belle, come sa chi segue con attenzione Quinto Potere.

Bari, gli Strisciuglio tremano ancora: si è pentito anche Saverio Faccilongo. I familiari smentiscono

Un altro pentito nel clan Strisciuglio dopo Giorgio Fanelli. Si tratta di Saverio Faccilongo, soprannominato “Benzina”, esponente di rilievo del clan coinvolto in varie indagini per mafia, droga, estorsioni e violenza e storico referente del clan nella zona di San Pio.

Faccilongo è stato condannato per l’omicidio di Gianluca Corallo avvenuto a Bari, nel quartiere San Pio, il 7 febbraio 2016, e per l’omicidio del pregiudicato 39enne Michele Ranieri, commesso sempre nel quartiere San Pio l’11 settembre 2019.

A differenza di Fanelli, i suoi racconti potrebbero riguardare recenti episodi di cronaca. Siamo stati contatti dai familiari che hanno smentito la notizia.