Mola, festa di compleanno da 3mila euro in cambio di appalti: condanna confermata per l’ex dg Ager Grandaliano

Confermata la sentenza di condanna a un anno di reclusione per corruzione nei confronti dell’ex direttore dell’Ager, Gianfranco Grandaliano. La Corte di Appello di Bari ha però concesso all’imputato la sospensione condizionale della pena.

La vicenda risale all’estate 2017 e fa riferimento alla cena di compleanno da quasi 3mila euro, avvenuta il 6 agosto al Wonder di Mola, che gli fu pagata dall’imprenditore Rocco Lombardi. Tre giorni dopo quella festa la Ercav di Lombardi riuscì ad ottenere un finanziamento legittimo di 21mila euro per interventi di pulizia sulle strade extraurbane di Cellamare. Le motivazioni della sentenza d’appello saranno rese note entro 90 giorni.

Scandalo all’Asl Bari, l’imprenditore Crisanti ammette e inguaia i dirigenti: “Ho pagato tangenti per ottenere favori”

“Ho pagato per ottenere favori. I soldi me li davano Gadaleta e Murgolo perché io facevo da tramite con i dirigenti Asl, in particolare Sansolini, che ho conosciuto da quando è arrivato in Asl circa sei anni fa. Con Iacobellis ci conosciamo da ragazzini. A volte ho portato soldi anche a Connie Sciannimanico”. Queste sono le parole riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno e proferite dall’imprenditore Giovanni Crisanti nel suo interrogatorio che si è tenuto davanti al gip Giuseppe Ronzino nell’ambito dello scandalo che ha travolto l’Asl Bari.

L’imprenditore 67enne barese, titolare della Costruzioni Bioedili, ha ammesso dunque di aver pagato le tangenti ai dirigenti Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis e alla funzionaria Connie Sciannimanico in cambio di appalti. È il primo a farlo, dopo la scena muta in mattinata degli stessi Sansolini e Iacobellis.  La difesa dell’imprenditore, incastrato da foto e video, per il momento non ha fatto richiesta di attenuazione della misura ma è possibile lo faccia nei prossimi giorni. 

Scandalo all’Asl Bari, appalti concessi in cambio di soldi e favori: tre dipendenti sospesi dal servizio

I tre dipendenti della Asl di Bari, Nicola Sansolini, Nicola Iacobellis e Concetta Sciannimanico, arrestati nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti legati ad appalti banditi dall’azienda sanitaria sono stati «immediatamente sospesi dal servizio in via cautelare». Lo si apprende da fonti della Asl che fanno anche sapere che «gli atti sono stati inviati all’ufficio procedimenti disciplinari aziendale».

Appalti truccati a Molfetta, la Procura chiude le indagini: a processo 22 persone e 6 società – TUTTI I NOMI

La Procura di Trani ha chiesto il processo per 22 persone accusate a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, falso e peculato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati nel Comune di Molfetta in cambio di denaro e favori. Dopo gli arresti nel 2021, a giugno 2023 sono state chiuse le indagini. Protagoniste diverse imprese. Inizialmente gli indagati erano 41, ma per alcune delle posizioni stralciate ci sono altri approfondimenti in corso.

Ecco i nomi di tutti gli imputati come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno: Ottavia Paola Antonucci, 55 anni, di Molfetta, Vincenzo Balducci, 70 anni, di Molfetta, Alessandro Binetti, 56 anni, di Molfetta, Maurizio Bonafede, 53 anni, di Barletta, Mariano Caputo, 54 anni, di Molfetta, Antonio Carbonaro, 71 anni, di Putignano, Anna Sara Castriotta, 37 anni, di Molfetta, Paolo Conforti, 39 anni, di Putignano, Valerio Di Gregorio, 53 anni, di Trani, Riccardo Di Santo, 42 anni, di Andria, Rosaria Maria Carmela Fontana, 54 anni, di Molfetta, Francesco Giovanni Ieva, 36 anni, di Andria, Pasquale Ieva, 48 anni, di Corato, Andrea Ladogana, 36 anni, di Cerignola, Orazio Lisena, 58 anni, di Molfetta, Francesco Sancilio, 64 anni, di Molfetta, Pietro Santacroce, 49 anni, di Bari, Domenico Tancredi, 42 anni, di Altamura, Donato Pappagallo, 61 anni, di Molfetta, Giacomo Caputo, 59 anni, di Molfetta, Giuseppe Ladogana, 43 anni, di Cerignola, Vincenzo Manzi, 58 anni, di Biccari.

Le società a processo: Areva Ingegneria srl, rappresentata da Vito Miccoli, 36 anni, di Noci, Dauniasfalti srl, rappresentata da Gerarda Barile, 66 anni, di Cerignola, Di Gregorio SNC (ora Di Gregorio SAS), rappresentata da Valerio Di Gregorio e Domenico Di Gregorio, 22 anni, di Terlizzi, Imcore SRL, rappresentata da Pietro Paolo Paparusso, 50 anni, di Andria, Tancredi Restauri srl (ora NEOS Restauri srl), rappresentata da Nicola Tancredi, 43 anni, di Altamura.

Appalti in cambio di voti, nuova inchiesta a Triggiano: tra i 19 indagati anche l’ex sindaco Donatelli

L’ex sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, è indagato in un’inchiesta parallela su una serie di presunti appalti truccati per favorire imprenditori amici in cambio di utilità e del finanziamento della sua campagna elettorale nel 2021. Donatelli ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini assieme ad altre 18 persone. Le accuse a vario titolo sono di corruzione, turbativa, falso aggravato e subappalto non autorizzato.

Tra gli indagati anche il consigliere comunale delegato ai Lavori pubblici, Francesco Saverio Triggiani. Donatelli fu posto agli arresti domiciliari lo scorso aprile e rassegnò le sue dimissioni dopo essere rimasto coinvolto nell’inchiesta sulla presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale in relazione alle amministrative di Triggiano del 2021 e alle regionali del 2020. I reati contestati all’epoca sarebbero stati commessi in concorso con Sandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia (anche lei indagata).

 

Appalti nel carcere di Taranto, blitz della Finanza: 3 arresti e 10 indagati. Interdetta l’ex direttrice Baldassari

Tre arresti e cinque misure interdittive, una delle quali riguarda l’ex direttrice del carcere di Taranto, Stefania Baldassari, sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nell’ambito di una inchiesta sulla gestione dell’istituto penitenziario e alcuni appalti concessi tra il 2020 e il 2022.

Sono dieci complessivamente le persone indagate. Le accuse contestate a vario titolo sono false attestazioni, falso ideologico, truffa, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e corruzione. Un’altra misura interdittiva è stata notificata al dirigente del Comune di Taranto Carmine Pisano. Secondo quanto accertato dalle indagini, l’ex direttrice avrebbe in più occasioni attestato falsamente la sua presenza nel carcere aggirando il sistema di rilevamento delle presenze. Inoltre, Baldassari avrebbe procurato un ingiusto vantaggio a una cooperativa per la gestione di un laboratorio di pasticceria nel penitenziario.

Tangenti per appalti truccati, Sannicandro a processo ma Emiliano lo rimette al vertice dell’Asset: c’è il decreto

Elio Sannicandro torna alla guida dell’Asset dopo essere stato rinviato a giudizio una settimana fa nell’ambito dell’inchiesta su presunti episodi di corruzione messi in atto dagli imprenditori Di Carlo, con l’obiettivo di essere agevolati e di ottenere appalti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Le accuse nei confronti di Sannicandro sono quelle di corruzione e turbativa d’asta per aver intascato tangenti per 60mila euro, ma il gip ha revocato l’interdizione per un anno dai pubblici uffici.

Emiliano non ha perso tempo e, visto il rapporto di fiducia, ha firmato il 15 luglio un decreto per riposizionarlo al vertice dell’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo. Il 24 luglio ci sarà un evento pubblico e a rappresentare l’Asset ci sarà proprio Sannicandro che non potrà al momento occuparsi della gestione degli appalti, assegnata al dirigente Vito Antonio Lomoro. Sannicandro si occuperà solo di strategia e programmazione. “Verrà assolto”, le parole del governatore della Regione Puglia davanti alla commissione parlamentare Antimafia. Emiliano è stato categorico. La revoca della sua sospensione fa uscire di scena Salvatore Refolo, che era stato nominato commissario dell’Asset.

Tangenti per appalti truccati, rinviato a giudizio l’ex dg Asset Sannicandro: a processo altre 11 persone – I NOMI

Elio Sannicandro, ex direttore generale dell’Asset ed ex commissario per l’emergenza idrogeologica della Puglia, è stato rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta su presunti episodi di corruzione messi in atto dagli imprenditori Di Carlo, con l’obiettivo di essere agevolati e di ottenere appalti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Le accuse nei confronti di Sannicandro sono quelle di corruzione e turbativa d’asta. Il gip ha inoltre revocato a Sannicandro l’interdizione per un anno dai pubblici uffici.

A processo anche Antonio Di Carlo e la figlia Carmelisa, il giornalista e dipendente Coni Sergio Schiavone, che avrebbe fatto da intermediario con Sannicandro), i funzionari della Regione Leonardo Panettieri e Michele Tamborra, i responsabili degli Uffici tecnici di Ordona e Orsara Michele Campanella e Rocco Rossi, gli imprenditori Antonio Ferrara e Bruno Gregoretti, della Antonio Ferrara srl e Adriatiche strada Astra, l’ingegnere Donato Coppolella.

Roberto Polieri, altro dirigente regionale, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato come riportato da Repubblica. L’udienza è in programma a novembre. La società Fratelli Di Carlo srl è stata invece individuata come responsabile amministrativo del reato di corruzione. L’accusa ipotizza che Sannicandro abbia ricevuto da Di Carlo circa 60mila euro. “Siamo certi pertanto – spiega il suo avvocato Michele Laforgia – che il processo acclarerà la definitiva estraneità dell’ingegnere Sannicandro da qualsiasi ipotesi di reato”.

Tangenti per appalti truccati, l’ex dg Asset Sannicandro a processo: la Regione Puglia si è costituita parte civile

Nell’inchiesta della Procura di Bari, assieme ad altre 11 persone, c’è anche Elio Sannicandro, l’ex direttore generale dell’Asset Puglia interdetto per un anno dai pubblici uffici, accusato di aver ricevuto “denaro in più occasioni” per un totale di 60mila euro dall’imprenditore Antonio Di Carlo in cambio dell’assegnazione di appalti.

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