Le sostanze stupefacenti venivano trasportate in Puglia, regione in cui erano state stabilite le principali basi logistiche dell’organizzazione. Da qui, la droga veniva distribuita sia nella stessa regione sia nelle aree limitrofe, alimentando le piazze di spaccio grazie alla collaborazione di complici italiani legati a organizzazioni criminali locali, fra le quali l’area corrispondente al quartiere Scampia di Napoli, per un volume di affari complessivo stimato in oltre un milione di euro al mese.
Continue readingTruffe al telefono: anziane seguono corso dei carabinieri e fanno arrestare 3 campani
A permettere l’arresto di tre presunti truffatori di origini campane è stata la capacità di due donne pugliesi, una 90enne di Bisceglie e una 70enne di Minervino Murge, nel nord Barese, di mettere a frutto i consigli ricevuti dai carabinieri, gli stessi che poi li hanno portati in carcere. Le due donne, che avevano partecipato ad alcuni incontri organizzati dai militari per mettere in guardia i più esposti alle truffe, non sono cascate nel raggiro degli indagati, architettato secondo lo stesso copione: un presunto parente della vittima in difficoltà e contanti e preziosi necessari ad aiutarlo. Il primo dei due casi risale a martedì scorso, quando un 24enne e un 20enne hanno tentato di derubare un’anziana di 90 anni residente a Bisceglie.
Alla pensionata uno dei due truffatori si sarebbe presentato al telefono come uno dei suoi nipoti bloccato in caserma a Barletta per problemi con la giustizia. L’unico modo per liberarlo, le avrebbe suggerito, era pagare una sorta di cauzione, fatta di banconote e gioielli. La donna, insospettita, ha allertato i militari che li hanno arrestati e portati in carcere a Trani. Lo stesso in cui è finito un 40enne che a Minervino avrebbe tentato di portare via soldi e gioielli a una 70enne dicendole che era un maresciallo dei carabinieri e che la stava contattando perché suo marito era rimasto coinvolto in un incidente stradale di cui avrebbe dovuto risarcire i danni. Per essere credibile, ha suggerito alla donna di chiamare il numero di emergenza 112 a cui però ha risposto un complice del truffatore grazie a un “artificio telefonico”, spiegano gli investigatori. Nonostante le difficoltà, i carabinieri sono riusciti a sventare la truffa e ad arrestarlo.
Traffico illecito di rame e ferro nella BAT, scoperta la banda “Black out”: 9 arresti e 13 indagati
Sono tredici le persone finite nell’inchiesta denominata Black out e condotta dagli agenti della polizia e dai finanzieri nel nord Barese. Avrebbero per diverso tempo gestito un traffico illecito di rame e ferro. Sette sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari, una è stata sottoposta a obbligo di dimora e tre sono state raggiunte da misure interdittive.
Rispondono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione. Nel mirino del gruppo sono finiti impianti fotovoltaici, ponti radio, reti ferroviarie e stradali di tutta la provincia Barletta-Andria-Trani. Per chi indaga, il gruppo era “specializzato nel furto di ingenti quantitativi di rame e altro materiale ferroso che veniva successivamente riciclato da aziende del settore operanti principalmente a Trani”. Ognuno degli indagati, quattro stranieri e nove italiani, secondo quanto accertato dall’indagine coordinata dalla Procura di Trani, avrebbe avuto un ruolo preciso: c’era chi si occupava di furti di rame e ferro e chi di ricettarlo e riciclarlo ad aziende del settore.
Droga e armi, controlli dei Carabinieri a Vieste: 7 arresti e una denuncia. Sequestrati pistola e fucile da caccia
Sette persone sono arrestate in flagranza, e un’altra è stata denunciata, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente dai carabinieri di Vieste nel corso di recenti controlli. In particolare, in un’abitazione del centro storico di Vieste, i carabinieri hanno arrestato un 26enne trovato in possesso di 45 grammi di hashish e circa quattromila euro in contanti.
Durante i controlli in strada, sulle vie di accesso alla città, i carabinieri hanno arrestato due persone: un 40enne disoccupato, trovato in possesso di circa duemila euro dei quali non era in grado di giustificare la provenienza, e nella cui abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati circa 600 grammi tra hashish e cocaina; e un 30enne foggiano che viaggiava come passeggero all’interno di un altro veicolo fermato dai militari, trovato in possesso di circa 50 grammi di hashish, di una pistola con matricola abrasa e relativo munizionamento.
Un altro 30enne viestano è stato arrestato per detenzione di circa 40 grammi di cocaina e di un fucile da caccia semiautomatico, con matricola abrasa, utilizzato per minacciare un vicino di casa nel corso di una discussione. L’uomo è stato anche denunciato per ricettazione perché nella sua abitazione i carabinieri hanno ritrovato monili in oro oggetto di furto la scorsa estate.
Traffico di droga e riciclaggio, maxi operazione della Finanza: 35 arresti a Lecce e provincia
Lecce e in alcuni comuni della provincia la polizia e la guardia di finanza sono impegnate in una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia per l’esecuzione di 35 misure cautelari nei confronti di persone accusate di reati associativi finalizzati al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Bari, il pentito Domenico Milella ci ricasca: l’ex braccio destro di Palermiti arrestato per droga a Genova
C’è anche il nome del pentito Domenico Milella, ex braccio destro di Eugenio Palermiti a Japigia diventato collaboratore di giustizia, nella lista delle persone arrestate questa mattina nell’ambito dell’operazione condotta dalla polizia di Genova che ha smantellato un’organizzazione criminale e un vasto traffico di sostanze stupefacenti ramificato in 5 regioni italiane, tra cui la Puglia, e in Spagna. Milella è stato fondamentale con le sue dichiarazioni nelle ultime inchieste più importanti dell’antimafia a Bari e dal 2020 vive in una località protetta insieme alla sua famiglia.
In questa inchiesta, come riportato da Repubblica, è coinvolto nell’episodio relativo a una presunta compravendita di stupefacenti nei pressi di un supermercato, degenerata poi in un tentativo di rapina da parte degli acquirenti. Secondo le indagini Milella avrebbe fatto parte di un gruppo criminale, in cui sono anche altri pugliesi, e operativo in Liguria nell’ambito della vendita e cessione di stupefacenti.
Agguato a Massafra, 22enne ferito per errore con un colpo di pistola all’addome: tre arresti
Non era però lui il bersaglio dell’agguato. Dalle indagini è emerso che gli indagati raggiunsero l’abitazione della vittima per punire uno degli occupanti della casa, che ritenevano responsabile di aver molestato l’amica di uno dei tre arrestati.
Continue readingGravina, imprenditore pianifica con boss agguato allo zio: 6500 euro per scaricare un caricatore. Tre arresti – VIDEO
Un imprenditore di Gravina in Puglia, motivato da un desiderio di rivalsa nei confronti dello zio – ritenuto colpevole di condotte aggressive verso alcuni membri della famiglia nell’ambito di dissidi per motivi ereditari e di vicinato – si è accordato con un esponente di spicco della criminalità organizzata locale, pianificando un’azione intimidatoria mirata a colpire l’auto della vittima con diversi colpi di arma da fuoco.
Continue readingBusta paga trattenuta e 54 ore di lavoro alla settimana, 11 badanti georgiane sfruttate a Taranto: 5 arresti
Avrebbero sfruttato cittadine georgiane irregolari sul territorio nazionale, impegnandole come badanti oltre le 54 ore settimanali, trattenendo la loro paga e infine costringendole a versare 7 euro al giorno per l’alloggio in cui erano ospitate.
Per questo cinque persone sono state arrestate (tre in carcere e due ai domiciliari) dalla Polizia in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto su richiesta della Procura per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché al favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale.
Altre due persone sono destinatarie del divieto di dimora nel Comune di Taranto. Al momento sono 11 le cittadine georgiane vittime dello sfruttamento identificate, ma si sospetta siano molte di più. Le indagini hanno consentito di raccogliere indizi utili a ritenere che, dietro il paravento di un’associazione di promozione sociale, una donna reperiva le georgiane irregolari sul territorio nazionale e disponibili a prestare assistenza agli anziani, le collocava in appartamenti controllati dall’organizzazione e, individuato un cliente idoneo, gestiva la successiva attività lavorativa.
In particolare, la donna era coadiuvata dai due georgiani destinatari della misura in carcere e dai due italiani destinatari degli arresti domiciliari L’organizzazione, spiegano gli inquirenti, riceveva l’intero stipendio destinato alle badanti in contanti direttamente dalle famiglie degli anziani assistiti, trattenendo mensilmente dalle somme destinate alle donne, cifre comprese tra i 150 ed i 300 euro. Scoraggiandole a regolarizzare la loro posizione in Italia, l’organizzazione ometteva di versare i contributi assistenziali e previdenziali, costringendole a lavorare oltre le 54 ore settimanali e a versare loro 7 euro al giorno per l’alloggio. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo dei conti correnti e dei rapporti finanziari degli indagati, di due immobili (uno dei quali utilizzato quale sede dell’associazione) e di un’auto.
Bari, quartiere Libertà senza pace. Straniero accoltellato: è grave in ospedale. Arrestati i due aggressori
Attimi di tensione nella notte al quartiere Libertà di Bari dove si è verificata una rissa con accoltellamento. Un uomo originario del Bangladesh é finito in ospedale condizioni gravissime. I due aggressori, originari del Nord Africa, sono stati arrestati dagli agenti delle volanti della polizia di stato.








