Barletta, svaligiano l’appartamento e picchiano il figlio dei proprietari solo in casa: arrestati 3 minorenni

Fanno irruzione in un’abitazione, aggrediscono con calci e pugni il figlio dei proprietari che è solo in casa e scappano via portando via soldi, oggetti in oro, un monopattino elettrico, un televisore e anche un Iphone.

Per questo motivo tre 17enni di Barletta sono stati arrestati e collocati nell’istituto Fornelli di Bari. La rapina e l’aggressione risalgono al 3 dicembre scorso. Dopo la denuncia, sono partite le indagini della Polizia e, attraverso la visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, gli agenti hanno individuato i tre presunti autori.

Bari, genitori arrestati per mafia. Su TikTok offendono i Carabinieri: due sorelle di 12 e 17 anni ai servizi sociali

Due sorelle di 12 e 17 anni sono finite al centro di un procedimento del Tribunale dei Minori e sono state affidate ai Servizi Sociali dopo aver offeso sui social le Forze dell’Ordine, in particolare i Carabinieri, dopo l’arresto dei loro genitori, arrestati il 15 novembre dopo essere rimasti coinvolti in una vicenda legata alla mafia.

In particolare le due giovanissime su TikTok, tramite alcuni video pubblicati, hanno mostrato di aderire ad un modello comportamentale contro le Forze dell’Ordine e il rispetto delle regole.

Per i giudici entrambe vivono “in un clima di adesione alla cultura dell’illegalità” e si sottolinea, nella sentenza, “la loro incapacità di tenere comportamenti consoni agli ambienti in cui si trovano e atteggiamenti rispettosi”.

Tutto senza tralasciare il cattivo rendimento scolastico delle due sorelle. L’intervento dei Servizi sociali sarà finalizzato a fornire loro un supporto psicologico e ad assicurarsi la regolare frequentazione delle lezioni scolastiche.

 

Corato, attentato con ordigno contro pizzeria: arrestati due giovanissimi. Incastrati dalle telecamere

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, nei confronti di due giovani di Corato, di 21 e 22 anni, uno dei quali con precedenti penali per lesioni, minacce e porto in luogo pubblico di arma da sparo, ritenuti gli autori dell’attentato dinamitardo in danno di una nota pizzeria di Corato.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

I fatti, in relazione ai quali è stato emanato il provvedimento cautelare in argomento, risalgono alla notte del 24 settembre dello scorso anno, allorquando, nel centro cittadino di Corato, fu eseguito un attentato dinamitardo in pregiudizio di una nota pizzeria; in particolare, alle ore 01:00 circa, un uomo con il volto travisato posizionò e fece deflagrare, di fronte all’ingresso del locale commerciale, un ordigno di notevole capacità distruttiva che distrusse la porta d’ingresso della pizzeria, oltre ad arrecare ingenti danni alle autovetture parcheggiate nella pubblica via.

Al riguardo, è doveroso sottolineare che l’attività commerciale in questione era già stata oggetto, il 9 febbraio dello stesso anno, di un altro attentato incendiario con l’utilizzo di un liquido infiammabile che aveva bruciato e danneggiato la porta di ingresso.

Nonostante il titolare dell’attività commerciale non abbia mai fornito spunti investigativi utili per addivenire all’identificazione dei responsabili, avendo sempre dichiarato di non aver mai subito minacce e/o richieste estorsive e di non nutrire sospetti nei confronti di alcuno, l’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bari e dal Commissariato di P.S. di Corato ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati.

La visione delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza presenti nei pressi del luogo dell’attentato ha consentito di ricostruire il percorso di fuga dall’attentatore che, dopo aver fatto deflagrare l’ordigno, si è allontanato frettolosamente a piedi per poi salire, dopo qualche centinaia di metri, sull’auto del suo complice.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, i destinatari della misura cautelare rispondono del reato di porto in luogo pubblico ed esplosione di un ordigno con notevole portata offensiva.

Forzano il posto di blocco e tentano la fuga, in auto pistole e droga: arrestati padre e figlio a Bari

Due uomini, rispettivamente padre e figlio di 49 e 26 anni, sono stati arrestati ieri mattina a Bari dai carabinieri con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, detenzione e porto illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Secondo quanto accertato i due, entrambi con precedenti di polizia, avevano pistole e munizioni oltra a quattro chili di droga. L’arresto è stato eseguito nell’ambito delle attività di monitoraggio del territorio.

Intorno alle sei del mattino, i militari all’altezza di via Conenna stavano facendo i controlli a un posto di blocco e hanno intimato l’alt a un Suv a bordo del quale viaggiavano gli indagati. Questi, invece di fermarsi, hanno accelerato innescando un breve inseguimento. La corsa del fuoristrada è terminata in via Gentile contro una delle auto dell’Arma intervenute per supportare i colleghi.

Inutile è stato da parte di padre e figlio sia il tentativo di fuga sia quello di liberarsi di una pistola che è stata recuperata dai carabinieri. Le perquisizioni eseguite, anche a casa, hanno permesso di sequestrare anche una pistola semiautomatica con colpo in canna e altri 5 nel caricatore, oltre a 4 chili di sostanze stupefacenti di diverso tipo.

Al momento dell’arresto è stato necessario l’intervento del personale del 118 che si è occupato del 49enne finito in manette ma anche di uno dei carabinieri rimasto ferito. Nei prossimi giorni saranno svolti accertamenti sulle armi sequestrate.

A Molfetta un altro “caso Lorusso”, soldi da pazienti per saltare le liste d’attesa: arrestato dirigente medico

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura di Trani che ha coordinato le indagini svolte dai Carabinieri del N.A.S. di Bari, ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita questa mattina, nei confronti di un dirigente medico in servizio presso il presidio ospedaliero di Molfetta (BA). Le accuse sono di corruzione, concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Le indagini, relative al periodo compreso fra luglio e novembre 2024, hanno consentito di ipotizzare – ferma restando la presunzione di non colpevolezza dell’indagato fino a condanna definitiva e con valutazioni che dovranno essere confermate nel contraddittorio delle parti – che lo specialista avrebbe gestito il servizio di pubblica utilità della ASL di Bari in modo privatistico.

Il medico, infatti, avrebbe messo in atto un sistema parallelo rispetto al meccanismo di prenotazione ordinario, che gli avrebbe permesso di ottenere compensi illegali per consentire ai pazienti di sottoporsi in modo immediato a visite ed esami che altrimenti sarebbero stati eseguiti dopo molti mesi. Tra di loro ce n’erano alcuni che, seppur esenti dal pagamento del ticket, per eludere le liste di attesa, sono stati costretti a corrispondere dai 50 ai 100 euro per “prestazione”.

Vi erano, poi, anche dei pazienti privilegiati a cui veniva riservata una corsia preferenziale. Si trattava, in questi casi, di colleghi ed amici che, quando avevano bisogno, si rivolgevano direttamente al professionista che subito si adoperava per eseguire le prestazioni durante l’orario di servizio utilizzando la strumentazione dell’ospedale.

Dopo l’acquisizione dei documenti, e dopo aver intuito di essere sotto indagine, lo specialista avrebbe anche tentato di inquinare il quadro probatorio suggerendo ad alcuni dai quali aveva intascato indebitamente il denaro le risposte da fornire ai carabinieri che li avevano convocati in caserma.

Scappa in moto, colpisce poliziotto e investe una donna. Addosso 56 dosi di cocaina: arrestato 29enne a Bari

Mercoledì pomeriggio, a Bari nel quartiere Japigia, la Polizia di Stato ha arrestato un barese di 29 anni, con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, presunto responsabile di detenzione ai fini di cessione di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni a P.U. e lesioni personali stradali.

L’uomo, fermato per un controllo di Polizia mentre era alla guida di un motociclo, dapprima avrebbe finto di fermarsi all’alt dei poliziotti e poi, improvvisamente, sarebbe ripartito ad alta velocità colpendo un agente all’altezza della gamba. Durante il tentativo di fuga, dopo aver perso il controllo della moto, sarebbe caduto ed avrebbe travolto una donna che in quel momento stava percorrendo quel tratto di strada.

Fermato dai poliziotti, è stato sottoposto a perquisizione e trovato in possesso di 56 dosi di cocaina, per il peso complessivo di 32 grammi. L’attività di perquisizione è stata estesa all’abitazione dell’uomo ed ha consentito di rinvenire e sequestrare la somma di 3.510 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

La donna investita è stata immediatamente soccorsa e trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Di Venere” per ricevere le cure del caso. Il poliziotto è stato medicato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Paolo”. Tratto in arresto, il 29enne è stato associato presso il carcere di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Non si ferma all’alt e sperona la volante della Polizia, nel furgone un’auto tutta smontata: arresto a Cerignola

Non si ferma all’alt della Polizia e tenta di speronare con il furgone più volte l’auto degli agenti. L’episodio è avvenuto a Cerignola, i poliziotti dopo averlo bloccato hanno perquisito il mezzo.

Qui la scoperta. All’interno del furgone è stata ritrovata un’autovettura completamente smontata e della quale il conducente non è riuscito a fornire alcuna giustificazione.

L’uomo è stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Per lui è scattato l’obbligo di dimora presso la sua abitazione, con prescrizione di non allontanarsi di notte.

Canosa, aggredisce la moglie incinta e minaccia di lanciarsi nel vuoto con il figlio di 18 mesi: arrestato 28enne

Un 28enne di nazionalità tunisina, residente a Canosa di Puglia, è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo ha strattonato la moglie di 24 anni al nono mese di gravidanza scaraventandola sul pavimento del pianerottolo, per poi afferrare il figlio di 18 mesi e minacciare di lanciarsi col piccolo dal balcone.

La Polizia è intervenuta sul posto dopo la segnalazione dei vicini di casa che hanno sentito nel cuore della notte urla e rumori. I poliziotti sono entrati in casa e hanno cocci di vetro sul pavimento e arredi in disordine. Il 28enne si è poi scagliato contro di loro, gli agenti sono riusciti a prendere il bimbo, a bloccarlo e poi arrestarlo.