Omicidio a Vico del Gargano, muore il 39enne Davide Mastromatteo: arrestato il suocero 66enne

È stato arrestato in flagranza dai carabinieri di Foggia con l’accusa di omicidio il 66enne che ieri ha ucciso il 40enne Davide Mastromatteo, marito della figlia, nella loro abitazione ieri pomeriggio a Vico del Gargano, in provincia di Foggia.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, nel pomeriggio di dieri, durante una lite scaturita in ambito famigliare, il 66enne avrebbe esploso un colpo di fucile calibro 12, legalmente detenuto, all’indirizzo del proprio genero, uccidendolo. I militari intervenuti nell’abitazione in contrada Mannarelle hanno avviato le indagini che proseguono con coordinamento della Procura di Foggia.

Molesta una donna sola sul treno: arrestato 49enne nel nord Barese

Con l’accusa di violenza sessuale un 49enne è stato arrestato dalla polizia ferroviaria a Trinitapoli, nel nord Barese. Secondo quanto accertato dalle indagini, lo scorso 28 maggio, a bordo di un treno, si sarebbe avvicinato a una donna che viaggiava da sola e, approfittando del fatto che nel convoglio ci fossero pochi passeggeri, l’avrebbe molestata.

A dare il via alle indagini, coordinate dalla Procura di Trani, è stata la denuncia della vittima che ha raccontato quanto subito. I poliziotti sono riusciti a identificare il 49enne che è stato portato in carcere.

Sacra Corona Unita, minacce di morte alla giudice Mariano e alla pm Ruggiero: un arresto

La polizia ha arrestato una persona ritenuta responsabile mandante di una serie di atti di violenza e minaccia, aggravati dal metodo mafioso, ai danni della giudice Maria Francesca Mariano e della pm Carmen Ruggiero, sotto scorta da settembre dopo aver firmato gli atti dell’inchiesta The Wolf contro la Sacra corona unita.

Le minacce erano state anche rivolte nei confronti di un giornalista. La gip presso il tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e la pm antimafia Carmen Ruggiero nei mesi scorsi sono state destinatarie di lettere intimidatorie con minacce di morte, e anche di tentativi di aggressione durante gli interrogatori. A Mariano lo scorso settembre venne recapitata anche una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto ‘Così’: la testa dell’animale fu lasciata davanti alla porta della sua abitazione.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Potenza su richiesta della Dda. I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso della conferenza stampa programmata alle ore 10.30 presso la sala riunioni della questura di Lecce in via Oronzo Quarta (piazzale stazione), alla presenza del procuratore della Repubblica di Potenza.

Studentesse molestate, arrestato 50enne lurido a Lecce: vittima anche una minorenne

Adescava studentesse e le palpeggiava. Sono al momento quattro gli episodi contestati a un 50enne di Lecce, arrestato dai carabinieri per violenza sessuale aggravata e continuata in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale salentino su richiesta della Procura.

Una delle presunte vittime è minorenne. Secondo le informazioni acquisite dai militari, il 50enne avrebbe avvicinato le ragazze con pretesti vari e poi le avrebbe costrette a subire palpeggiamenti. Azioni che l’uomo sarebbe riuscito a portare a termine con violenza agendo “in maniera rapida – sottolinea una nota del comando provinciale carabinieri – ed imprevedibile”.

In un caso, avrebbe avvicinato una ragazza per strada seguendola fino alla sua abitazione e nonostante il dissenso della giovane, l’avrebbe prima abbracciata, poi baciata e infine avrebbe tentato di toglierle la maglia. La studentessa è riuscita comunque a divincolarsi prima che la situazione degenerasse. In altre circostanze, l’uomo si sarebbe accostato alle studentesse rivolgendo loro complimenti per poi palpeggiarle. In una occasione avrebbe agito nei pressi di un istituto scolastico molestando una minorenne. Oltre alle testimonianze delle vittime, sono risultati determinanti gli accertamenti tecnici sui filmati di videosorveglianza delle telecamere presenti nelle zone interessate. I militari sono così riusciti a ricostruire in maniera dettagliata l’identikit del presunto molestatore seriale.