Assalto ai bancomat, nuovo colpo nella notte a Giovinazzo: salta in aria lo sportello della Monte Paschi

Un altro bancomat fatto esplodere in aria nel Barese. Questa volta è accaduto a Giovinazzo, una doppia esplosione alle 4.15 circa ha fatto saltare dal letto i residenti della zona in cui si trova la banca Monte Paschi di Siena.

Ingenti i danni alla struttura. A causa dell’esplosione è stato danneggiata anche un’auto parcheggiata nei pressi dello sportello.

Sportello bancomat saltato in aria nel Foggiano, violenta esplosione nella notte: banda in fuga

Una violenta esplosione ha scosso nella notte la comunità di Chieuti, 1500 residenti, in provincia di Foggia, dove un ordigno esplosivo, molto probabilmente una marmotta, è stato posizionato all’interno della fessura dello sportello bancomat della filiale della banca Bpm nella centralissima via Aldo Moro.

Al momento non è ancora chiaro se i malviventi siano riusciti ad asportare l’incasso. L’episodio, a quanto si apprende, è accaduto intorno alle 3 di notte e ha svegliato gran parte del paese.

“Un boato violentissimo e soprattutto danni pesanti alla struttura della banca, non solo allo sportello – ha detto il sindaco Diego Iacono – Resteremo quasi certamente senza banca. Ci rimarrà solo la posta. Impossibile per una comunità composta prevalentemente da persone anziane. Anche la palazzina di fronte, nell’onda d’urto ha riportato lievissimi danni che non hanno compromesso assolutamente la staticità, però a dimostrazione della violenza del boato. Già siamo ai margini della regione, lottiamo ogni giorno contro i mulini a vento”.

Assalti ai bancomat nella notte, il Barese senza pace: doppio colpo a Rutigliano e Alberobello

Doppio assalto ai bancomat nella notte in provincia di Bari. Il primo, andato a buon fine, si è verificato ad Alberobello. A saltare in aria lo sportello ATM della Banca Popolare Pugliese in via Trento e Trieste. Il bottino è ancora da quantificare.

Il secondo colpo, non andato a buon fine, è avvenuto a Rutigliano. A saltare in aria, con il classico metodo della marmotta, il bancomat della Deutsche Bank. In entrambi i casi indagano i Carabinieri. Probabilmente si tratta della stessa banda.

Ladri foggiani in trasferta nel Nord Italia, ruspe rubate e poi rivendute all’estero: 4 arresti e 14 indagati

La polizia di Vicenza ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in furti e ricettazione di mezzi d’opera in un’operazione che ha portato all’arresto di 4 persone, ad altre 7 custodie cautelari e alla denuncia di 14 indagati.

L’indagine, avviata nei mesi scorsi dalla Polizia Stradale di Vicenza, ha consentito il recupero di 14 escavatori rubati, per un valore stimato in centinaia di migliaia di euro. L’inchiesta, condotta tra il Veneto e la Puglia, ha portato a numerose perquisizioni domiciliari e locali che hanno portato al sequestro di beni riconducibili all’attività illecita.

Il sodalizio, composto da cittadini italiani prevalentemente originari del foggiano, era ben radicato nel territorio veneto e agiva con estrema cautela e professionalità. Ogni colpo veniva studiato nei minimi particolari, al fine di ridurre al minimo i rischi e massimizzare l’efficacia dell’azione.

Nulla veniva lasciato al caso, né quando si trattava di individuare il cantiere edile da saccheggiare, né quando si trattava di programmare le successive fasi del trasporto, dell’ occultamento e della rivendita dei mezzi rubati.

I furti si consumavano in tempi rapidi: le ruspe venivano sottratte, bonificate da eventuali sistemi di tracciamento, corredate di documentazione contraffatta e infine esportate all’estero. L’operazione, coordinata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Veneto, ha coinvolto anche i poliziotti della Puglia.

Terrore a Ostuni, armati di pistola rapinano una famiglia in casa: caccia alla banda. La fuga con l’auto rubata

Lo hanno atteso all’ingresso della sua abitazione e lo hanno colpito con un pugno alla testa. Poi, minacciandolo con una pistola, sono entrati in casa dove c’erano anche sua moglie e i suoi figli, e gli hanno intimato di aprire la cassaforte.

Sarebbe composta da almeno tre persone la banda che ieri sera ad Ostuni, con il volto coperto da un passamontagna, ha rapinato un medico nella sua abitazione.

Sono fuggiti portando via denaro e quattro orologi a bordo dell’auto del medico ritrovata poi dopo alcune ore a circa quattro chilometri dal luogo della rapina. Le indagini sono condotte dagli agenti del commissariato di Ostuni che hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.

Mottola, forte esplosione nella notte: salta in aria il bancomat della BBP. Banda in fuga con bottino

Un potente ordigno artigianale ha fatto esplodere il bancomat della Banca Popolare Pugliese in via Europa, a Mottola (Taranto), causando ingenti danni alla struttura.

Ad agire sarebbe stato un gruppo di uomini che poi sono riusciti a fuggire facendo perdere le loro tracce. Ancora da quantificare il bottino. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Massafra e della stazione di Mottola, impegnati nei rilievi e nell’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Paura tra i residenti della zona, un punto centrale della città, all’angolo tra via Europa e via Conti. Si tratta del terzo episodio analogo registrato nel Tarantino in pochi giorni, dopo l’esplosione di un altro sportello a Monteiasi e di un caso a Montemesola.

Furti d’auto a Barletta e Margherita di Savoia, fermata la banda del riciclaggio con base ad Andria: 4 arresti

Misure cautelari per quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di furto pluriaggravato di autovetture e ricettazione in concorso. Si tratta di un uomo di Cerignola e tre di Andria, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Tutti sono stati trasferiti in carcere.

Tra dicembre 2023 e marzo 2024 la “batteria criminale” con base ad Andria ha commesso numerosi furti di veicoli, prevalentemente nel comune di Barletta e talvolta a Margherita di Savoia. Le parti meccaniche e di carrozzeria, smontate nelle campagne di Cerignola, venivano poi rimesse sul mercato dei pezzi di ricambio. Venivano utilizzate utenze telefoniche fittiziamente intestate per la fase organizzativa e un linguaggio criptico per comunicare.

Tutto è partito quando i Carabinieri hanno fermato un’Audi A3 che trainava una Peugeot 208 rubata. Alla vista del posto di controllo, l’autista dell’Audi ha tentato la fuga con manovre pericolose: dopo essere stato riconosciuto da un Carabiniere, ha accelerato la marcia ponendo deliberatamente in pericolo il militare e, proseguendo ad altissima velocità, non ha esitato a speronare un’autovettura militare che tentava di sbarrargli la strada, sottraendosi temporaneamente alla cattura. L’uomo è stato rintracciato e arrestato, subito dopo aver abbandonato e incendiato l’Audi priva di targhe in un’area rurale di Andria.

Nonostante gli arresti in flagranza, il sodalizio si è riorganizzato, munendosi di nuove schede SIM fittizie e di un’altra auto. Un successivo servizio di osservazione, pedinamento e controllo ha consentito di localizzare il deposito a Corato, portando all’arresto in flagranza di altri due indagati. All’interno del covo veniva rinvenuta una Volkswagen Golf risultata rubata, oltre a un disturbatore di frequenze e ad altri attrezzi meccanici ed elettronici per la commissione dei furti.

Terrore a Fasano, rapina nel centro agroalimentare: esplosi colpi di arma da fuoco. Ladri in fuga con bottino

Attimi di terrore questa mattina nel Centro Agroalimentare di Fasano, in contrada Sant’Angelo, dove una banda di malviventi ha fatto irruzione poco prima delle 8.

I ladri, entrati in azione con tute bianche e volti coperti, sono arrivati sul posto a bordo di un furgone bianco e hanno seminato il panico, mettendo a segno una rapina a mano armata, facendosi consegnare l’incasso di almeno due stand.

Sono stati esplosi anche alcuni colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. Il bottino è ancora in fase di quantificazione, la banda ha poi dato fuoco al furgone per cancellare eventuali prove. I ladri sono usciti a piedi e sono saliti a bordo di un’auto, guidata da un complice, facendo così perdere le proprie tracce. Sul posto i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Molfetta, musicista colpito da una gomitata: l’aggressore è un 32enne con disturbi mentali. Le scuse della famiglia

Ha 32 anni, è di Molfetta, è già noto alle Forze dell’Ordine, soffre di disturbi psichiatrici ed è in cura presso il Centro di salute mentale di Molfetta. Questo è l’identikit dell’aggressore di Vincenzo Minervini, il giovane musicista colpito con una gomitata al volto l’8 settembre durante la processione della Madonna dei Martiri.

L’identificazione è stata possibile grazie alle immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza e alla testimonianza di una donna che ha fornito un resoconto dettagliato ai Carabinieri.

Non si tratta di un caso isolato e il 32enne si è reso già protagonista di episodi violenti. A marzo scorso era stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dopo aver aggredito un agente della polizia locale nella Villa comunale.

La famiglia, tramite una nota diffusa dall’avvocato Felice Petruzzella, ha chiesto scusa per quanto accaduto.  “Intervengo pubblicamente rispetto a una vicenda molto dolorosa che ha colpito la mia famiglia – si legge nella dichiarazione – Mio figlio si è reso responsabile dell’aggressione ai danni dell’innocente musicista Vincenzo Minervini. Da tempo viviamo in silenzio il dramma della sua malattia mentale, combattendo con tutte le risorse possibili. Quanto accaduto l’8 settembre è il risultato di una crisi imprevedibile, non di un’intenzionalità violenta o premeditata”.

“Risponderà nelle sedi competenti, se sarà ritenuto necessario – ha aggiunto l’avvocato Petruzzella – ma è opportuno ribadire che si tratta di un episodio isolato, maturato in un contesto di sofferenza clinica, e non ascrivibile ad alcun disegno delinquenziale”.

“Ho vissuto momenti difficili, diviso tra la vicinanza a un familiare in evidente difficoltà e il dovere di rappresentare la città. Ho chiesto scusa, anche a nome dell’amministrazione, a Vincenzo e alla sua famiglia. Mi auguro possa tornare presto a suonare nella banda, una realtà che ho sempre sostenuto e che oggi ha bisogno di essere tutelata”, le parole del presidente del Consiglio comunale, Robert Amato, parente dell’aggressore, dopo qualche giorno di silenzio.

Follia a Molfetta, musicista della banda colpito da una gomitata: “Vincenzo ora ha paura di uscire di casa”

“Mio figlio è traumatizzato, oltre aver aver riportato la rottura del naso e di alcuni denti. È molto spaventato e ha paura anche a uscire di casa”. Così Filomena Minervini, la mamma di Vincenzo, il musicista aggredito nei giorni scorsi a Molfetta mentre suonava con la banda per la festa patronale dedicata alla madonna dei Martiri.

Oggi, Vincenzo e sua madre hanno incontrato l’amministrazione comunale della città che ha espresso vicinanza e solidarietà. L’aggressione, immortalata in un video diventato virale sui social, è stata compiuta da un uomo che con una gomitata ha colpito al viso il musicista che lavora in Abruzzo ed era tornato a Molfetta per la festa patronale.

Si è trattato di “un gesto vile che non colpisce soltanto lui ma l’intera comunità perché ferisce chi contribuisce ad arricchire la nostra festa patronale”, si legge in una nota del Comune in cui si ricorda che “la banda è simbolo di unità, di condivisione, di festa e chi ne fa parte porta con sé un messaggio di armonia e di bellezza”.

Vincenzo ha presentato formale denuncia. “Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza e ribadiamo la nostra vicinanza, certi che la musica e la coesione civile sapranno essere la risposta più forte di qualsiasi atto di sopraffazione”, conclude l’amministrazione comunale.