Bari, lavoratori in nero: sospesi 4 ristoranti e un bar. Dipendenti senza contratti e assicurazione

Licenza sospesa per 4 ristoranti e un bar, a Bari, a seguito di controlli effettuati l’8 marzo scorso dagli ispettori del lavoro dello Iam, l’Ispettorato d’area metropolitana.

All’interno delle attività è stato riscontrato il superamento della soglia del 10% del lavoro nero. Nel bar ispezionato gli unici due lavoratori occupati erano in nero, cioè privi di regolare assunzione e sprovvisti di qualsiasi tutela normativa e assicurativa. In più il datore di lavoro non aveva provveduto a redigere il documento di valutazione dei rischi. Contestati anche illeciti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza sanitaria, la formazione e l’informazione dei lavoratori sui rischi e le misure di prevenzione.

Nei 5 ristoranti controllati, su 29 lavoratori, 11 erano impiegati in nero (5 cittadini extracomunitari, di cui uno privo di permesso di soggiorno e un minore non assumibile per mancato assolvimento dell’obbligo scolastico).

Pusher e avventori pregiudicati, blitz della Polizia a Casamassima: bar chiuso per 7 giorni

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato, a Casamassima, ha notificato il provvedimento con il quale il Questore di Bari ha disposto la sospensione della licenza di un bar, per la durata di giorni 7, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’adozione del provvedimento è scaturita dalle risultanze dei controlli espletati dal Comando Stazione Carabinieri di Casamassima, nell’ambito di attività finalizzate alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno relativo allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In più occasioni, all’interno e nelle immediate vicinanze del bar, è stata accertata l’abituale presenza di numerosi avventori con precedenti di polizia, soprattutto per reati connessi al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Inoltre, a seguito di numerose richieste pervenute da parte dei cittadini, sono stati effettuati interventi per contrastare l’attività di spaccio e consumo di droga.

Altamura, spaccio e disturbo alla quiete pubblica: bar chiuso per 15 giorni

La Polizia di Stato, ad Altamura, ha notificato al titolare di un bar il provvedimento emesso dal Questore di Bari con cui è stata disposta la sospensione, per la durata di 15 giorni, della SCIA presentata al comune di Altamura per gestire il pubblico esercizio. L’adozione del provvedimento, notificato dalla Polizia Amministrativa della Questura di Bari, è scaturita a seguito di numerosi controlli espletati dai militari dell’Arma dei Carabinieri; molteplici le segnalazioni di cittadini che hanno evidenziato episodi di disturbo alla quiete pubblica e spaccio di sostanze stupefacenti, in una zona frequentata da famiglie e bambini.

Nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria finalizzata alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, un avventore fu arrestato perché trovato in possesso di cocaina. A seguito degli interventi, è stata inoltre accertata l’abituale presenza, all’interno e nei pressi del locale, di numerosi avventori con segnalazioni di polizia, soprattutto inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Spaccio, risse e presenza costante di pregiudicati. Blitz della Polizia nell’Umbertino: bar Piccolo chiuso per 15 giorni

La Polizia di Stato ha notificato al titolare del Bar Piccolo, ubicato nel centro Umbertino, il provvedimento emesso dal Questore di Bari che dispone la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande.

Nel corso degli specifici servizi di controllo effettuati dalla Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Bari, ed a seguito di interventi presso il locale effettuati dai militari dell’Arma dei Carabinieri, è emerso che l’operatività del pubblico esercizio costituisce pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Negli ultimi mesi, infatti, in diversi episodi sono state sequestrate dosi di sostanze stupefacenti a carico degli avventori del locale; costante il perpetrarsi di azioni delittuose, tra cui risse, e l’abituale presenza di individui gravati da segnalazioni di polizia e precedenti penali, nonché assuntori di sostanze stupefacenti. Con l’avvenuta notifica del provvedimento, il locale resterà chiuso al pubblico per la durata di 15 giorni.

“Clamoroso” a Bari, Aesthetic Franco beccato al bar col rappresentante: il chirurgo-dj se la ride

C’è voluto un caso assurdo per riuscire a ritrovarsi davanti il chirurgo e dj. Antonio e Tino, impegnati nella realizzazione di un video a Poggiofranco, un quartiere di Bari, parcheggiano l’auto di Quinto Potere accanto a un SUV Volvo: è l’auto di Aesthetic Franco con targa rumena. Ecco come è andata.

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Bari, blitz armato al San Paolo. Indagato Eugenio Palermiti: “Ha estratto la pistola davanti a persone sedute al bar”

Lo scorso 9 settembre Eugenio Palermiti, 20enne nipote omonimo del capoclan del quartiere Japigia di Bari, dopo essere arrivato a bordo di una moto Tmax guidata da un amico, avrebbe estratto una pistola davanti alle persone sedute ai tavolini del bar di un benzinaio in viale Europa, nel quartiere San Paolo, “tentando di esplodere colpi d’arma da fuoco” e causando “la fuga dei presenti”. Per questo è indagato per minaccia aggravata del metodo mafioso.

L’episodio emerge dall’ordinanza con cui il gip Francesco Vittorio Rinaldi ha convalidato il fermo (in carcere) di Michele Lavopa, 21enne accusato dell’omicidio di Antonella Lopez, uccisa con un colpo di pistola la notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della discoteca Bahia di Molfetta (Bari).

Lavopa, accusato di omicidio volontario e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma e ricettazione, agli inquirenti ha detto di aver sparato per colpire Palermiti dopo essere stato provocato. Dell’episodio in cui Palermiti estrae la pistola davanti al bar del San Paolo, una delle roccaforti del clan rivale Strisciuglio, Lavopa era infatti a conoscenza. La vicenda è oggetto di un’indagine diversa di Dda e squadra mobile di Bari.

Lavopa, che avrebbe avuto dei problemi con Palermiti sia in passato (un pestaggio subito nel 2017) sia circa un mese fa, sarebbe stato «costretto a non farsi vedere in giro a Bari e a rimanere nei luoghi dallo stesso frequentati nel centro della città per poco tempo», si legge ancora nell’ordinanza di convalida del fermo.

Palermiti è stato individuato dalle telecamere di sorveglianza del bar e, durante una perquisizione, gli inquirenti hanno quindi ritrovato in suo possesso “abiti compatibili con quelli indossati dall’autore dalla minaccia con la pistola”. Lo stesso Palermiti ha detto agli inquirenti di aver usato una pistola a salve e di essersi recato sul posto insieme a un amico, rimasto ferito – come lo stesso Palermiti – nella sparatoria nella discoteca Bahia. La moto, trovata nel cortile della casa di questo amico, è stata sequestrata.