Palazzine evacuate a Bari, l’Arca: “A rischio gli edifici costruiti prima del 1971 senza legge sulla qualità dei materiali”

“Prima del 1971 non c’era alcuna legge sulla qualità dei materiali con i quali venivano costruiti gli edifici, la questione veniva lasciata alla buona volontà dei costruttori. Questo significa che ciò che è stato costruito prima del 1971 rischia di non essere stato realizzato bene. E dopo 60 anni i nodi vengono al pettine”.

Lo ha detto l’amministratore unico di Arca Puglia Centrale, Pietro Augusto de Nicolo, a margine della conferenza e assemblea di Eurhonet a proposito delle due palazzine evacuate ieri nel quartiere San Pasquale del capoluogo pugliese a causa di alcuni problemi strutturali.

“Negli anni Sessanta – ha aggiunto – c’è stata una fortissima azione di sviluppo nella costruzione di case e soprattutto delle case popolari. I nostri quartieri, quelli più popolosi, sono nati in quel periodo. Quando quelle case sono state costruite con materiali di qualità non sono stati rilevati problemi, ma occorre fare i conti con la circostanza che non sempre sono state realizzate bene”.

Augusto de Nicolo ha evidenziato anche di non voler “fare allarmismo, perché sono fenomeni che vanno verificati”, ma che “esiste il tema delle manutenzioni e del meccanismo che oggi non consente alle agenzie regionali per la casa di avere sufficienti fondi a disposizione”.

“Noi – ha precisato – avremmo bisogno dell’1% del valore della singola casa da spendere in manutenzione, ma percepiamo canoni da 25 euro al mese, quindi da 300 euro l’anno, a fronte del pagamento di 400 euro di Imu al Comune. E dobbiamo anche fare i conti con le morosità”.

Il “rumore” di Conte e la “pacatezza” di Magalini: l’enorme differenza comunicativa tra Napoli e Bari

Sono le 22:55 quando il direttore di gara regala il triplice fischio al ‘Philips Stadion’. Gli olandesi passeggiano in casa contro i campioni d’Italia. 6-2 il parziale e tanta rabbia per una prestazione che fa un rumore assordante. “Napoli e i napoletani non devono essere presi per il cul*”. Inizia così lo sfogo di Antonio Conte nel post Psv Eindhoven-Napoli.

Nell’abituale conferenza postpartita il tecnico azzurro analizza senza filtri quelle che sono le difficoltà del momento. Due le sconfitte rimediate in Serie A, la più recente quella dello scorso fine settimana contro il Toro.

Appena sei punti persi in sette gare disputate nel campionato di massima serie; eppure, a Napoli si parla già di rispetto verso la piazza e la tifoseria. Situazione diametralmente opposta per il Bari dove la squadra di Luigi De Laurentiis in otto gare disputate ha guadagnato soli sei punti ma sul fronte pugliese tutto tace…

Lascia interdetti come ancora una volta nessuno abbia espresso a gran voce, come fatto da Conte, il senso di rispetto che si dovrebbe dimostrare verso la tifoseria che compie continui sacrifici per sostenere in lungo e largo la squadra. Ancora una volta nessuno ha analizzato con toni duri e fermi un periodo critico che la società biancorossa sta obiettivamente vivendo.
Alibi e poca concretezza. Per il resto, nulla più.

Le dichiarazioni del DS Magalini nel post Reggiana-Bari non convincono. Si presentano come mera contraddizione passando dal mancato esonero del tecnico Caserta alla puntualizzazione che circa il proprio destino non si potesse dire nulla a causa del mancato confronto, in quel preciso momento, con la società.

Un giro di parole senza fondamenta che trova la sua ciliegina sulla torta con un ritiro di difficile interpretazione. Se Antonio Conte mette in discussione tutti, Giuseppe Magalini punta il dito solo sulla squadra esimendo se, il suo vice e l’allenatore dalle responsabilità: “Alcuni giocatori entrano in campo e non rincorrono nemmeno l’avversario dopo aver perso palla. Così non va” ha dichiarato il DS.
Per il tecnico campano la situazione analizzata ha un epilogo differente: “Siamo andati tutti oltre i limiti, io per primo. Non è facile inserire nove giocatori nuovi ma lo dovevamo fare. Dobbiamo fare un bagno di umiltà”.

Il capitano affonda con la nave suggerirebbero i protocolli, le norme sociali e le consuetudini storiche dell’ambito marinaro. Un discorso semplice, poco complesso eppure che fa fatica a trovare un riscontro in terra pugliese.

La comunicazione in casa Bari si dimostra lacunosa e continua ad essere il principale motivo di spartiacque con una piazza che inizia ad essere realmente satura della situazione. Dulcis in fundo allenamenti blindati e con un alto livello di scorta al seguito della squadra nonostante non si registrino avvenimenti di accese contestazioni da parte del tifo organizzato.
L’Abruzzo si starà preparando ad accogliere anche i campani o Antonio Conte attuerà un altro modus operandi?

Bari, proiettile e foto di un poliziotto davanti alla Questura: nessun indizio. SAP: “Non ci faremo intimidire”

“I poliziotti baresi non si fanno intimidire”. Questo il messaggio della segreteria provinciale di Bari del SAP dopo la scoperta del misterioso messaggio intimidatorio nei pressi della Questura.

Nelle vicinanze del castello Svevo è stato trovato un proiettile e la fotografia di un poliziotto sulla fontana delle Anfore. “Questo è un vile tentativo di intimidazione – le parole del sindacato -. È un fatto grave che non ha precedenti nella storia criminale del capoluogo. I poliziotti continueranno a svolgere i loro doveri come hanno sempre fatto”.

Al momento non c’è alcuna pista concreta dopo i rilievi della Scientifica. Non è stata rilevata alcuna impronta sul proiettile calibro 9, sul nastro adesivo e sul ritaglio di giornale. Neppure dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona è emerso qualcosa di utile (l’area del giardino invece non ha proprio telecamere).

Ventola: “Cassano tiene a Bari vi spiego perché non torna a casa. Al Teatro Team aspettatevi spettacolo”

“È sbagliato pensare che Antonio non torni a casa perché non ci tiene a Bari. Semplicemente i suoi affetti sono ora tutti in Liguria e si gode come è giusto che sia la sua famiglia. Ma al Teatro Team aspettatevi il mattatore di sempre: lui sul palco dà spettacolo, così come lo dava in campo. Non ha peli sulla lingua”.

Nicola Ventola, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, ha parlato del legame del “collega” Antonio Cassano con la città di Bari. I due saranno protagonisti il 2 febbraio 2026, al fianco di Lele Adani, nella tappa del podcast Viva El Futbol al Teatro Team. Ventola sarà protagonista nel weekend anche al San Nicola come testimonial di un’iniziativa targata Bettson Sport, main sponsor del Bari.

“Sono stato anche di recente a casa – racconta l’ex attaccante di Bari e Inter nato a Grumo -. Mia madre non è più giovanissima e qualche giorno in più da trascorrere con lei ci sta tutto. E poi a me viene naturale tornare alle mie origini, passare dal barbiere di sempre e salutare chi mi ha visto crescere. Il legame con Cassano? Antonio ha capito che di me si può fidare e che io non lo tradirò mai. Eppure quando era ragazzino, non gli ero molto simpatico. Lui è di quattro anni più piccolo di me e quando io giocavo nel Bari, Antonio faceva il raccattapalle. Puntualmente a fine partita veniva da me e mi chiedeva i pantaloncini. Soltanto che lo faceva come se fosse una pretesa ed io mi divertivo a non darglieli mai. E lui puntualmente mi mandava a quel paese, con coloritissime frasi in dialetto”.

Ventola commenta poi l’inizio di stagione del Bari di Caserta. “La cosa mi dispiace molto, anche perché ho un ottimo rapporto con il presidente Luigi De Laurentiis: è una persona perbene, che soffre per l’andamento della squadra – conclude -. Lui è il primo ad essere convinto di aver costruito un Bari molto competitivo. Purtroppo la partenza è stata molto negativa e bisogna darsi una mossa per non complicare ulteriormente le cose. Domenica bisogna assolutamente battere il Mantova, perché classifica alla mano è uno spareggio salvezza. Confido nei gol di Moncini. Commentavo le sue gare quando giocava nel Cittadella ed era davvero forte”.

Faida nel clan Strisciuglio, omicidio Michele Ranieri a San Pio: Andrea De Giglio condannato a 20 anni

Il 40enne Andrea De Giglio, a processo con l’accusa di aver preso parte all’agguato dell’11 settembre 2019 a San Pio in cui fu ucciso il 39enne pregiudicato Michele Ranieri, è stato condannato a 20 anni di reclusione dalla Corte d’Assise. De Giglio avrebbe agito come autista della moto che quella sera raggiunse la vittima, ferita a morte con otto colpi di pistola.

I giudici hanno riqualificato il delitto in omicidio preterintenzionale da omicidio volontario. La difesa aveva invocato l’assoluzione dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, la Dda di Bari aveva chiesto invece la condanna a 24 anni di reclusione.

Secondo le indagini Ranieri sarebbe stato ucciso in un regolamento di conti interno al clan Strisciuglio. Per l’omicidio sono già stati condannati a 24 anni Saverio Carchedi e Giovanni Sgaramella. Un’altra condanna a 14 anni è stata inflitta a Saverio Faccilongo, referente del clan Strisciuglio.

Andria, investita da auto guidata un 20enne: grave bimba di 11 anni. Trasferita al Pediatrico di Bari

Una bambina di 11 anni è stata investita da un’auto guidata da un 20enne ieri pomeriggio in via Nenni ad Andria, riportando ferite gravi.

Soccorsa dal personale del 118 è stata trasportata prima all’ospedale Bonomo di Andria e poi, a causa della gravità delle lesioni, è stata trasferita in serata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia locale di Andria, l’11enne stava attraversando a piedi la carreggiata in prossimità di piazzale Mariano quando un’auto, guidata da un 20enne del posto, l’ha travolta.

La bambina dopo essere finita contro il parabrezza è stata sbalzata sull’asfalto. La posizione dell’automobilista, che si è fermato a prestare i primi soccorsi, è al vaglio degli agenti. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

“Finisci a piazzale Loreto”, minacce social a Gemmato: risarcimento donato alla famiglia del carabiniere Legrottaglie

Si è tenuta oggi, martedì 21 ottobre, dinanzi al Tribunale di Bari (giudice unico Antonietta Guerra), l’udienza del processo sulle gravi minacce rivolte nell’ottobre 2022 al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato attraverso Messenger. “Sei falso, dici bugie. Finisci a piazzale Loreto” il tenore delle frasi inviate all’esponente di Fratelli d’Italia.

L’imputato è un 58enne e i fatti avvennero pochi giorni dopo l’insediamento del sottosegretario. Grazie alle indagini degli agenti della Digos della questura di Bari, l’autore delle minacce venne identificato in poche ore. Nel corso dell’udienza, l’imputato ha presentato richiesta di “messa alla prova”.

Gemmato, difeso dall’avvocato Luciano Marchianò, ha scelto di devolvere l’intera somma ricevuta a titolo di risarcimento del danno alla famiglia del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso lo scorso 12 luglio durante un inseguimento nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie.

Il generale Iacopo Mannucci Benincasa, comandante della Legione Carabinieri Puglia, si è reso disponibile – a quanto viene riferito – per rendere possibile la donazione. Il processo è stato rinviato al 3 marzo 2026 per decidere sulla richiesta di messa alla prova.

Terrore a Pane e Pomodoro, uomo tenta il suicidio e si getta nudo in mare: “Voglio morire”. Recuperato vivo

Panico sulla spiaggia di Pane e Pomodoro dove una persona risulta essere dispersa in acqua. Le ricerche sono state subito attivate dopo l’allarme di una turista.

Aggiornamento ore 16 – L’uomo è stato recuperato vivo. Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un tentato suicidio. L’uomo, prima di buttarsi in mare, ha nascosto gli indumenti nel bidone della spazzatura e si è buttato a mare dopo i frangiflutti gridando “Voglio morire”. Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera con il 118, l’uomo è stato portato in ospedale.

Bari, alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: 4 patenti ritirate nel weekend dalla Polizia

Nel corso dello scorso fine settimana, la Polizia di Stato ha svolto un servizio straordinario di controllo finalizzato al contrasto del fenomeno della guida dopo l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti.

L’operazione ha visto impegnate pattuglie della Polizia Stradale di Bari e un equipaggio dell’Unità Cinofila della Questura, con la collaborazione di personale medico specializzato, nella fascia oraria notturna.

Nel corso dei controlli sono stati fermati 72 veicoli e identificate 78 persone. Tra i conducenti sottoposti ad accertamenti, quattro sono risultati positivi alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Per loro è stata disposta la sospensione della patente di guida e la denuncia all’Autorità Giudiziaria per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’attività, che rientra in un più ampio piano di controlli predisposto dalla Polizia di Stato, proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza stradale, promuovendo la prevenzione, l’informazione e il rispetto delle norme del Codice della Strada, a tutela di tutti gli utenti della strada.

Bari, lesioni gravi ai pilastri e rischio crollo: sgomberate due palazzine di 7 piani in via Capriati

Sgombero immediato per due palazzine di sette piani in via Capriati, traversa di viale Einaudi. In totale sono 24 le abitazioni interessate dallo sgombero, altrettante le famiglie al momento senza casa.

Da alcuni giorni erano stati avviati i lavori di messa in sicurezza di alcuni pilastri, ma il direttore dei lavori si è accorto di alcune lesioni gravi e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Dopo il sopralluogo è stato richiesto lo sgombero.

Un’altra palazzina di quattro piani è stata sgomberata qualche giorno fa in via Caldarola, negli ultimi mesi, dopo il crollo in via Pinto, diversi edifici sono stati sgomberati per effettuare ispezioni e controlli.