Gianni e Lisa avvistati in tutta Italia, decine di segnalazioni. Antonio: “Vivono a Bari per strada”

Torniamo ad occuparci della storia di Gianni e Lisa. Li avevamo lasciati in stazione, dopo aver pagato i biglietti per l’Emilia e dopo aver dato loro i 400 euro raccolti dalle donazioni, tra abbracci e mille speranze.

I due però sono spariti nel nulla e non arrivati a destinazione. A lanciare l’allarme è stato il datore di lavoro che ha deciso di dare loro una nuova opportunità e soprattutto un nuova prospettiva di vita.

Un colpo di scena inaspettato. Abbiamo provato a contattarli, senza successo. Nelle ultime ore sono arrivate diverse segnalazioni, possiamo affermare con certezza che Gianni e Lisa sono a Bari e continuare a vivere per strada. Speriamo che i due si facciano avanti e possano spiegare i motivi di questa decisione.

Luridi a Bari, oltre 1300 sanzioni nel 2025 per abbandono dei rifiuti: 20 multe nelle ultime 24 ore

L’assessora alla Vivibilità urbana e alla Protezione civile Carla Palone rende noto che, da gennaio ad aprile, sono state elevate oltre 1300 sanzioni per errato conferimento e abbandono dei rifiuti.

Nello specifico, secondo il report della Polizia locale, nei primi quattro mesi dell’anno sono state sanzionate 489 persone per conferimento dei rifiuti fuori orario, 248 cittadini, pubblici esercizi e attività commerciali per mancata raccolta differenziata, 16 soggetti per deposito di materiale irregolare o ingombrante su strada, 89 per deposito incontrollato di cartoni, 128 cittadini non residenti a Bari e scoperti a conferire rifiuti nel territorio comunale, 88 persone per utilizzo di bustoni neri (vietato da ordinanza sindacale in vigore dal primo febbraio scorso), 186 per abbandono di rifiuti su pubblica via, 35 responsabili di avere abbandonato piccoli rifiuti su strada o non avere posizionato posacenere davanti alla propria attività, 21 per abbandono dei sacchetti fuori dai cassonetti, uno per trasporto di rifiuti pericolosi senza il relativo formulario e un altro per imbrattamento della strada con rifiuti lanciati dai veicoli in circolazione.

Inoltre, nell’ambito delle attività a tutela degli animali, sono stati controllati 67 proprietari di animali: 15 sanzionati per omessa raccolta delle deiezioni canine e 8 perché portavano a passeggio il cane senza guinzaglio o senza museruola.

“Nella sola mattinata di ieri, in poche ore, sono state elevate venti sanzioni per abbandono illecito di rifiuti, conferimento fuori orario e per l’odioso fenomeno della migrazione dei sacchetti da paesi limitrofi – sottolinea l’assessora Palone -. Sono numeri che dovrebbero far riflettere tutti e certificano che i controlli sono continui e capillari. Ricordo che abbiamo due pattuglie antidegrado del settore Annona ed Ecologia della Polizia locale e altre due di un nucleo costituito appositamente. Gli ispettori, dunque, sono sempre in giro in tutti i quartieri della città e, in collaborazione con Amiu, verificano buste anomale e situazioni critiche, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini. Sopralluoghi e indizi raccolti ci portano a individuare rapidamente i trasgressori, come dimostrano i numeri delle sanzioni che, in alcuni casi, raggiungono anche quota 5mila euro con conseguenze penali. A breve, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente, potenzieremo i sistemi di videosorveglianza grazie all’impiego delle nuove tecnologie. Vogliamo, quindi, ribadire il messaggio agli incivili: non si sfugge”.

La nave Humanity 1 è arrivata a Bari, a bordo 103 migranti: tra loro 80 donne, 12 minori e un neonato

Ha attraccato nel porto di Bari la nave Humanity 1 con a bordo 103 migranti salvati domenica scorsa nelle acque del Mediterraneo.

Secondo i dati resi noti da Sos Humanity fra i migranti a bordo ci sono 12 minori, quasi tutti non accompagnati, un neonato e circa 80 donne.

Al momento del salvataggio i migranti si trovavano su due imbarcazioni, definite “inadatte alla navigazione”, privi dei giubbotti di salvataggio. Le persone salvate sono 104, ma una di loro è stata evacuata per problemi di salute e portata in ospedale.

La maggior parte dei migranti sarà portata nel Cara di Bari, gli altri saranno smistati in altri centri di accoglienza.

Bari, soldi o sesso per superare gli esami. Il professor Volpe condannato a 5 anni: “Ha abusato del suo ruolo”

L’accordo che Fabrizio Volpe, professore di diritto civile dell’università di Bari, avrebbe stretto nel 2014 con una sua studentessa, «consisteva nella corresponsione da parte» della ragazza «della somma di denaro pattuita», mille euro, «alternativa alla prestazione sessuale inizialmente richiestale, in cambio dell’intermediazione del Volpe per il superamento di quattro esami universitari, diritto tributario, diritto amministrativo 1 e 2 e diritto civile».

Lo scrive il Tribunale di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 6 febbraio, Volpe è stato condannato a cinque anni di reclusione per induzione indebita, riconoscendolo anche responsabile di una tentata violenza sessuale ora prescritta.

Per quanto riguarda l’induzione indebita, il Tribunale nota come «Volpe, sin dall’inizio della conversazione, fa emergere la sua volontà di ottenere un indebito vantaggio dalla» studentessa «in cambio del suo aiuto, consistente in una richiesta di natura sessuale, in quanto le chiede, a più riprese, di uscire con lui a Bari, di dormire a casa sua, di poterla incontrare di persona, di poterle pagare una vacanza, di poterla avere come sua fidanzata».

«Volpe era consapevole del carattere abusivo del suo comportamento» e la studentessa, a sua volta, «avrebbe assecondato la sua proposta per ottenere il vantaggio futuro del conseguimento della laurea senza l’impegno e la preparazione richiesti (…) e non perché costretta con le spalle al muro». Sempre la studentessa, che nel corso del processo ha ritirato la propria costituzione a parte civile, «si pone nella posizione di chi ha intuito il potere di cui era capace l’interlocutore e ha agito strumentalizzandolo a suo favore, mercanteggiando il numero di esami che avrebbe potuto svolgere ad un prezzo conveniente».

Quanto alla tentata violenza sessuale, il Tribunale ritiene «credibile» il racconto della studentessa, in quanto nel processo è emerso «in modo inequivoco la condotta dell’imputato che cerca di avere un contatto di tipo sessuale» con la studentessa «contro la volontà di costei, che (…) gli resiste». I giudici notano come «un ulteriore riscontro alle dichiarazioni della persona offesa è costituito dall’atteggiamento tenuto dal Volpe in altre occasioni nei confronti di altre studentesse». Dal racconto di una testimone, infatti, emerge come «lo stesso, almeno in altra occasione si era dimostrato disponibile ad aiutare una studentessa in altri esami se essa avesse accettato di essere la sua amante».

Corruzione e traffico di armi, condizioni di salute non compatibili: l’ex gip De Benedictis non può andare in carcere

Le condizioni di salute dell’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis – condannato in via definitiva a nove anni per traffico e detenzione di armi ed esplosivi, e a sette anni per corruzione in atti giudiziari – non sono compatibili con il regime carcerario.

È questa la conclusione alla quale sono arrivati i consulenti nominati dal Tribunale di sorveglianza di Bari, chiamato a decidere sul differimento dell’esecuzione della pena nei confronti dell’ex magistrato, ai domiciliari dal novembre 2021.

Nel 2024, nei suoi confronti, diventò definitiva la condanna per il maxi arsenale di armi nascosto nella villa di Andria dell’imprenditore Antonio Tannoia; a marzo scorso, invece, è passata in giudicato la condanna per i quattro ordini di scarcerazione emessi dietro il pagamento di tangenti da parte dell’avvocato Giancarlo Chiariello.

Oltre ai periti nominati dal Tribunale, anche i consulenti della difesa (avvocati Saverio Ingraffia e Filippo Castellaneta) che della procura generale, hanno univocamente dichiarato che le condizioni di salute di De Benedictis – affetto da una serie di patologie croniche ed irreversibili – non gli consentirebbero di essere adeguatamente curato in un istituto penitenziario. Il Tribunale si è riservato, la decisione arriverà nei prossimi giorni

Bari, muore in un centro massaggi. Aperta inchiesta titolare indagata: è il secondo decesso in pochi mesi

Un commercialista barese 60enne è deceduto durante una seduta di massaggi in un centro benessere di Picone, a Bari. La vicenda è finita al centro di un’inchiesta della Procura.

Secondo i primi risultati dell’autopsia, l’uomo è deceduto a casa di un infarto ma la relazione conclusiva sarà depositata tra due mesi. Non si esclude l’ipotesi che il malore possa essere stato causato dall’assunzione di una sostanza.

Le indagini dovranno infatti accertare se all’interno dei locali venissero praticati solo massaggi o anche rapporti sessuali. Nel centro infatti sono stati trovati anche farmaci di diversa natura. nmnSul corpo della vittima sono stati eseguiti anche accertamenti tossicologici.

L’inchiesta è stata aperta in seguito alla denuncia presentata dalla compagna del commercialista con le ipotesi di sfruttamento della prostituzione e morte come conseguenza di altro reato. Al momento l’unica indagata è la proprietaria del centro, una 42enne italiana, ascoltata già dai Carabinieri assieme alle massaggiatrici.

In uno dei telefonini sequestrati della vittima sono stati trovati numerosi messaggi per prenotare gli appuntamenti e per intrattenersi online con alcune delle operatrici. Acquisita anche tutta la documentazione medica pregressa: il 55enne aveva sofferto in passato di problemi cardiaci.

Bari, in arrivo al porto la nave Humanity 1 con a bordo oltre 100 migranti: sono stati soccorsi nel Mediterraneo

È attesa domani mattina al porto di Bari domattina la nave Humanity 1 con a bordo oltre 100 migranti soccorsi nel Mediterraneo.

Secondo quanto riferito dalla Ong tedesca, al momento del salvataggio, i migranti si trovavano su due imbarcazioni inadatte alla navigazione ed erano privi di giubbotti di salvataggio.

Lo scalo barese è stato assegnato dalle autorità italiane ed è previsto per le 10. Nel corso delle operazioni un naufrago sarebbe anche stato evacuato “per motivi medici e portato in ospedale”.

Università Bari, entra in vigore il codice contro le discriminazioni: “Rispettiamo la dignità di tutte le persone”

È entrato in vigore oggi all’università di Bari, dopo aver completato l’iter procedimentale, il codice di condotta per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e delle molestie.

Il testo, ricorda UniBa in una nota, “è stato formulato dal comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, in coerenza con i valori guida espressi nel codice etico e nel codice di comportamento e nel rispetto delle fonti normative internazionali, europee e nazionali”.

L’obiettivo dell’ateneo barese è “prevenire e contrastare i comportamenti discriminatori, la violenza e le molestie, anche di genere e sessuali, e ogni altra forma di violazione della dignità della persona”.

“Tutta la comunità universitaria – conclude UniBa – è coinvolta nel contribuire ad assicurare un ambiente di studio e lavoro in cui si rispetti la dignità delle persone e in cui le discriminazioni, la violenza e le molestie non siano tollerate in alcuna forma”.

Orecchiette, sciopero farsa dopo le multe. L’ira del “clan” delle pastaie: parolacce e mani addosso

Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, hanno deciso di incrociare i mattarelli e non impastare oggi in segno di protesta. Ci siamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza è stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti, mentre le pastaie hanno rilasciato interviste ai microfoni dei vari giornalisti presenti sul posto. 

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