Bari, il maltempo rovina la festa di San Nicola: prevista pioggia l’8 maggio. Ma il Corteo è salvo

La festa di San Nicola 2026 si prepara a fare i conti con il maltempo. Se il Corteo Storico del 7 maggio dovrebbe svolgersi regolarmente grazie a condizioni meteo stabili e cieli in prevalenza sereni sulla Puglia, la giornata clou di venerdì 8 maggio sarà invece segnata dalla pioggia su Bari.

Le precipitazioni sono attese già dalle prime ore del mattino e potrebbero intensificarsi nel pomeriggio, anche se in serata è previsto un miglioramento che potrebbe favorire la partecipazione di fedeli e turisti agli appuntamenti religiosi e celebrativi.

L’8 maggio, come da tradizione, sarà dedicato alla processione in mare di San Nicola: il programma prevede la Messa all’alba nella Basilica e l’imbarco della statua del Santo dal Molo di San Nicola. Confermato anche il passaggio delle Frecce Tricolori, che sorvoleranno la città senza esibirsi nello spettacolo acrobatico completo.

La decisione, concordata tra il Comune di Bari e l’Aeroclub, è legata all’attuale contesto internazionale. Una scelta adottata anche in altre città italiane, nel tentativo di mantenere vive le tradizioni conciliandole con il momento storico. L’ultima esibizione completa delle Frecce Tricolori a Bari risale al 2022.

Bari, direttore di crociera lavora per 18 anni a tempo determinato: reintegrato e risarcito con 130mila euro

Il Tribunale del Lavoro di Bari ha disposto il reintegro di un direttore di crociera tarantino, licenziato dopo 18 anni di attività svolta a bordo di navi della Costa Crociere con contratto a tempo determinato stipulato con una società con sede a Curacao.

Il giudice Agnese Angiuli ha accolto parzialmente il ricorso del lavoratore, assistito dagli avvocati Fabrizio Del Vecchio e Antonello Schinaia, riconoscendo l’illegittimità del sistema di contratti a termine utilizzato nel tempo.

Il dipendente aveva lavorato dal 2003 al 2021 attraverso 51 contratti di arruolamento stipulati con una società di Curacao, l’ultimo dei quali dopo la scadenza non era stato rinnovato. Il Tribunale ha ritenuto che tale reiterazione configurasse un uso abusivo del lavoro a termine e, soprattutto, ha accertato la non genuinità dell’appalto tra la società estera e Costa Crociere.

In sentenza si legge che la società “si è avvalsa sistematicamente della prestazione lavorativa del lavoratore, in frode alla normativa domestica e comunitaria”. Per i giudici, il rapporto di lavoro deve considerarsi a tempo indeterminato alle dipendenze della compagnia italiana sin dall’origine, anche in assenza di un valido contratto di appalto nei primi periodi.

Disposto quindi il reintegro immediato del lavoratore, che tornerà a breve in servizio. Sul piano economico, la società estera è stata condannata al risarcimento del danno patrimoniale, calcolato in misura pari all’ultima retribuzione moltiplicata per 18 anni di attività, per un importo superiore a 130mila euro, oltre interessi e rivalutazione. Respinte invece le richieste di danno non patrimoniale.

Futuro Nazionale, Vannacci a Bari: “Decaro è intelligente ma pensi ai pugliesi e non a trovare un posto per Emiliano”

«Antonio Decaro è una persona intelligente, ma dovrebbe occuparsi dei pugliesi più che del suo predecessore». Lo ha dichiarato Roberto Vannacci a Bari, a margine dell’inaugurazione del comitato costituente di Futuro Nazionale, commentando le richieste avanzate dalla Regione Puglia al Csm per consentire all’ex governatore Michele Emiliano di ottenere un incarico da consulente.

L’ex generale ha definito Emiliano “maggiorenne, vaccinato e magistrato”, sostenendo che non avrebbe bisogno dell’intervento di Decaro. Vannacci ha inoltre criticato la gestione regionale della sanità pugliese, parlando di una situazione ereditata da amministrazioni di centrosinistra.

Nel corso della serata il fondatore di Futuro Nazionale ha incontrato sostenitori e cittadini, accolto da applausi, bandiere e cori. «Hanno cercato di ostacolarci con ogni mezzo possibile, ma il merito di questo risultato è dei territori», ha affermato, rivendicando la crescita del movimento.

Nel suo intervento Vannacci ha affrontato anche temi nazionali, dalla difesa — che «deve essere sempre legittima» — all’energia, chiedendo di «riportare gas e petrolio dalla Russia», uscire dal Green Deal europeo e rilanciare un «serio progetto di energia nucleare in Italia» per ridurre i costi energetici.

Bari, terzo furto da Funny Yummy in via Nicolai. Video pubblicato sui social: “Tornate a pagare o vi denunciamo”

Nuovo episodio di furto ai danni del negozio Funny Yummy specializzato in gadget, blindbox e cibi asiatici e situato in via Nicolai a Bari. A denunciare l’accaduto sono stati gli stessi titolari attraverso alcuni video pubblicati sui social network, nei quali comparirebbero i presunti responsabili ripresi dalle telecamere di sorveglianza.

Nel messaggio diffuso su Instagram, i gestori hanno lanciato un avvertimento diretto agli autori del furto. “Meglio che tornate a pagare quello che avete rubato, altrimenti seguirà denuncia visto che abbiamo tutte le angolazioni del vostro aspetto”, si legge.

Secondo quanto riferito dai proprietari, si tratterebbe del terzo episodio analogo avvenuto in poco tempo dall’apertura dell’attività.

Bari, sfrecciano a folle velocità sulla statale: in auto e in casa oltre 40 chili di droga. Arrestati un uomo e due donne

Nella serata di lunedì 27 aprile u.s., i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre persone, di cui un 53enne e due donne, di 41 e 60 anni, ritenute responsabili (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scaturita dal monitoraggio del flusso veicolare, quando l’attenzione dei militari è stata attirata da un’autovettura che procedeva ad elevata velocità sulla strada statale 100 di Bari. Intimato l’alt, i Carabinieri hanno proceduto all’ispezione del mezzo; l’atteggiamento nervoso degli occupanti ha indotto gli operanti ad approfondire l’accertamento, che ha permesso di scoprire un primo quantitativo di droga, confezionato in “panetti” e occultato in un apposito vano ricavato nel cruscotto, consistente in 1,8 chilogrammi di hashish, oltre a circa mille euro in denaro in contante.

​Visto l’esito del primo controllo, i militari hanno deciso di estendere la perquisizione presso le abitazioni. L’intuizione investigativa ha trovato conferma atteso che all’interno di una abitazione, celati all’interno di una lavastoviglie, nei mobili della cucina, sono stati rinvenuti quasi ​40 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, nonché ​12.500 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita;​Una macchina per il sottovuoto e materiale per il confezionamento delle dosi.

​Tutto il materiale, la droga e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle formalità di rito, i tre soggetti sono stati arrestati. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari, mentre nei confronti delle due donne è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

​È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

La rissa nel pub Demetra con Scavo e l’agguato in piazza a Carbonara: “Lello Capriati ucciso per le liti dei figli”

La morte di Lello Capriati sarebbe stata considerata dagli stessi affiliati del clan come la conseguenza delle “condotte sconsiderate” dei figli Sabino e Christian. È quanto emerge dalle intercettazioni della Squadra Mobile di Bari nell’ambito delle indagini sulla faida tra i Capriati e gli Strisciuglio.

Secondo le conversazioni captate, i figli del boss avrebbero alimentato le tensioni nate dopo una lite nel pub Demetra con Filippo Scavo, culminata poi in una “stesa” armata nella piazza di Carbonara, territorio storicamente vicino agli Strisciuglio. “Sono andati a rompere un equilibrio per le c…ate dei ragazzini”, dice Antonio Manzari, uno dei solidali, parlando con la moglie, riferendosi agli scontri scoppiati.

Nelle intercettazioni emerge anche il riferimento all’omicidio di Lello Capriati, ucciso a Torre a Mare nel giorno di Pasquetta 2024 mentre era in auto con l’amante. Si ricorda come il boss avesse tentato di ricucire i rapporti con il clan rivale per ristabilire la pace. “Il padre non c’entrava”, sottolineano nelle conversazioni, attribuendo invece la nuova escalation ai comportamenti dei figli.

Particolare preoccupazione aveva suscitato, tra gli affiliati, il ritorno in libertà di Sigismondo Strisciuglio, detto “Il Pilastro”, storico boss di Carbonara scarcerato dopo 24 anni di detenzione. “Non puoi andare a sparare a Carbonara… adesso è uscito il Pilastro”, commenta uno degli intercettati, criticando la decisione di reagire con le armi.

Le intercettazioni restituiscono il clima di tensione che attraversava Bari vecchia e Carbonara. “Che quello per il figlio se n ’è andato, per il figlio piccolo (Christian, ndr)! Lo vedi cosa avete combinato? Per il casino che andate combinando voi due!” Lo sai… e ci ha rimesso tuo padre”, dice qualcun altro. 

Bari, San Nicola inedito con un giubbotto antiproiettile fa discutere. L’artista Cisky: “C’è bisogno di protezione”

Tonaca, barba lunga, bastone… e giubbotto antiproiettile. È l’immagine inedita di San Nicola che sta facendo discutere il capoluogo pugliese alla vigilia della sua festa. Nel centro cittadino sono comparse una decina di grafiche che raffigurano il santo in versione “blindata”, firmate dall’artista Cisky, nome d’arte di Francesco Gabriele e fondatore del progetto “Some Bari to love”.

L’opera nasce, spiega l’autore, da “un bisogno di protezione”. Un messaggio simbolico ma diretto: in un momento segnato da tensioni e recenti episodi di violenza, l’artista ribalta il ruolo tradizionale del santo, suggerendo che oggi siano i cittadini a dover proteggere il proprio simbolo più rappresentativo.

Negli ultimi giorni, infatti, il clima in città si è fatto teso tra sparatorie e omicidi. Episodi che hanno alimentato il timore di possibili ripercussioni proprio durante le celebrazioni dedicate al patrono, con la speranza che il blitz antimafia di questa mattina all’alba possa essere la risposta ferma a tutto. 

Mentre Bari si prepara a celebrare il suo santo, l’immagine di un San Nicola “a prova di proiettile” resta come simbolo potente di un momento delicato: un invito a riflettere, ma anche a non rinunciare all’identità e alle tradizioni della città.

Arresti nei clan Strisciuglio e Capriati, Leccese: “Lo Stato c’è. La festa di San Nicola non è ostaggio di nessuno”

“In queste ore abbiamo avuto la prova che la collaborazione tra le istituzioni è più forte di ogni illegalità. Il confronto costante avuto con Prefetto, Questore e i vertici delle Forze di Polizia è andato nella direzione di chiedere massima attenzione e risposte concrete per Bari. L’operazione di questa mattina dimostra che lo Stato c’è, e non indietreggia. Ma la legalità non si esaurisce in un blitz: la criminalità diventa pericolosa quando riesce a farsi riconoscere dalla comunità come un’autorità alternativa. Al contrario, quando la città riconosce nello Stato il suo unico interlocutore, il potere dei clan svanisce”.

Inizia così il commento del sindaco di Bari Vito Leccese sulla vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia eseguita da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.

“Bari da tempo ha scelto la sua strada e l’attenzione della comunità resterà altissima, oggi e nei mesi a venire. La criminalità è una gramigna che si insinua dove trova distrazione o silenzio: tutti noi, istituzioni e cittadini, non le lasceremo alcuno spazio, in nessun quartiere e in nessun momento dell’anno”, aggiunge.

“È con questo spirito di fermezza che la città si appresta a vivere i suoi momenti di comunità, a partire dalla festa di San Nicola. Una festa che è di tutti e che non può essere ostaggio di nessuno – continua Leccese -. Il mio ringraziamento va alla Magistratura, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto e per aver ascoltato le istanze della città”.

“Continuiamo a lavorare fianco a fianco con tutte le istituzioni e con la comunità barese per difendere, ogni giorno, la nostra libertà. Come amministratori, siamo determinati a proseguire nel solco di questo impegno, investendo sulla prevenzione e sull’educazione dei più giovani. Tutti, anche all’interno della società civile, devono dare il proprio contributo per garantire un futuro sano per la città di Bari”, conclude.

I Capriati e la festa in carcere per l’omicidio Scavo tra brindisi e selfie sui social: ecco la reazione degli Strisciuglio

Nelle ore successive all’omicidio di Filippo Scavo, 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso nella discoteca ‘Divine Club’ di Bisceglie all’alba del 19 aprile scorso, gli inquirenti sono stati in grado di registrare le reazioni dei detenuti al delitto.

I carcerati del clan Strisciuglio, ha sottolineato la pm della Dda Bruna Manganelli, hanno mostrato il lutto “rovesciando un biliardino del carcere per non farlo utilizzare”.

Quelli del clan Capriati, invece, hanno festeggiato e brindato, “pubblicando anche le foto sui social”. Tre di loro si mostrano su Instagram in cella con bottiglie di birra in mano, e viene poi pubblicata da un detenuto sul social la foto di un frigorifero con all’interno birre e un’arma da fuoco a canna lunga e la scritta inequivocabile: “Il piatto va servito freddo, ognuno avrà ciò che merita’. Le foto sono contenute nelle circa mille pagine dei due provvedimenti restrittivi eseguiti.

Sono questi gli ultimi dettagli emersi dalle carte del blitz antimafia di quest’oggi che ha portato all’arresto di diversi esponenti dei clan Strisciuglio e Capriati. Le autorità temevano possibili scontri anche durante le celebrazioni di Festa di San Nicola, e per questo sono state accelerate le operazioni.

Kevin Ciocca gambizzato dagli Strisciuglio a Barivecchia: i domiciliari a casa Capriati e il figlio chiamato Sabino

La gambizzazione del 21enne Kevin Ciocca, avvenuta ai margini della Città vecchia di Bari la sera dell’omicidio di Filippo Scavo a Bisceglie, viene interpretato dagli inquirenti come una reazione al delitto avvenuto all’interno della discoteca, attribuita al gruppo degli Strisciuglio.

Sono emersi infatti alcuni dettagli sul passato recente di Ciocca: il 21enne aveva trascorso un periodo agli arresti domiciliari presso l’abitazione di Sabino Capriati, figura legata a una delle famiglie storiche della criminalità barese. Un elemento che gli investigatori ritengono significativo riguarda anche la scelta del nome del figlio del giovane, chiamato Sabino, come il primogenito di Lello Capriati.