Blitz antimafia a Bari, il procuratore Rossi: “Niente allarmismi per San Nicola ma i rampolli hanno fame di visibilità”

“Abbiamo agito in rapidità anche in vista di San Nicola. Ripetiamo ai cittadini di vivere la festa con tranquillità”. Queste le parole del procuratore di Bari Roberto Rossi, a margine della conferenza stampa che si è tenuta dopo il blitz antimafia all’alba della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha portato all’arresto di esponenti dei clan Strisciuglio e Capriati.

“Abbiamo dei problemi molto seri con le giovani leve che vogliono farsi vedere, usando i social per far sfoggio delle loro azioni criminali. La detenzione in carcere non ferma il fenomeno perché anche dalle celle hanno accesso ai dispositivi tecnologici”, ha poi aggiunto.

“Marinelli ha ucciso Lello”, tutto nasce da Filippo Scavo: minacciò con una pistola Christian Capriati. Poi lo sfacelo

Luca Marinelli, 47 anni e figura di rilievo del clan Strisciuglio, è stato arrestato oggi, 5 maggio, con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del rivale Lello Capriati, avvenuto il 1° aprile 2024. L’uomo si trovava già in carcere da aprile 2024 per una sparatoria avvenuta nell’agosto 2023 in piazza a Carbonara. Con lui arrestato anche Nunzio Losacco che avrebbe guidato la moto con cui i due avrebbero raggiunto Capriati, che quella sera era in macchina nel quartiere Torre a Mare insieme a una donna rimasta illesa.

Secondo gli investigatori, Marinelli occuperebbe una posizione di vertice nell’articolazione del clan Strisciuglio nel quartiere Carbonara. Il suo nome emerge anche nell’ambito dell’omicidio del 42enne Filippo Scavo, ucciso da Dylan Capriati in un delitto ritenuto dagli inquirenti legato a dinamiche di “onore” mafioso. Scavo era vicino a Carlo Alberto Barresi, figura a sua volta legata a Marinelli da vincoli familiari.

Le indagini ricostruiscono un’escalation di violenza iniziata il 29 marzo 2024, quando Scavo avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati all’esterno di un pub. Nelle ore successive, Christian e il fratello Sabino Capriati avrebbero ferito due giovani vicini agli Strisciuglio a Carbonara. Due giorni dopo, Lello Capriati venne ucciso. Un delitto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato vendicato con l’uccisione di Scavo qualche settimana fa a Bisceglie.

Capriati era tornato in libertà nel 2022 dopo aver scontato 17 anni di carcere per l’omicidio di Michele Fazio, un caso che aveva profondamente segnato la città. Il nome di Marinelli era già emerso più volte nelle cronache giudiziarie. Recentemente era stato segnalato come occupante abusivo di un alloggio popolare a Ceglie del Campo, assegnato al padre deceduto nel 2023. In passato, nel 2018, era stato arrestato per estorsioni ai danni degli organizzatori di concerti al Palaflorio, in concorso con Barresi. Dopo un periodo di latitanza, si era poi consegnato alle autorità. 

Assalto alle orecchiette, Loconte non è Ranucci. Nunzia gli dà le spalle: “Con te nessun selfie”

In tanti ci avete segnalato la passeggiata di Sigfrido Ranucci a Barivecchia al fianco del sindaco Leccese e del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi.

Il giornalista e conduttore di Report, in occasione della tappa del suo spettacolo al Petruzzelli, ha colto l’occasione per un tour nel centro storico. Immancabile la tappa da Nunzia, la regina pastaia delle orecchiette. Tutto questo nella giornata internazionale della libertà di stampa. Tutto rigorosamente dato in pasto ai social tra complimenti, abbracci e selfie.

Abbiamo cercato di approfittarne e strappare anche noi un selfie con Nunzia che però ha declinato la nostra offerta di tregua, dandoci direttamente le spalle, mentre i turisti continuano impazziti ad alimentare il mercato delle orecchiette e non solo.

Blitz antimafia a Bari prima di San Nicola, presi i rampolli dei clan Strisciuglio e Capriati: 14 arresti – TUTTI I NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, si è chiuso il cerchio sull’omicidio di Raffaele (Lello) Capriati, avvenuto il 1° aprile del 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua. Ma non solo perché le misure cautelari non riguardano solo quest’omicidio, ma anche altri gravi reati, tra cui un fatto di sangue avvenuto qualche giorno prima nella piazza centrale di Carbonara oltre ad una serie di traffici illeciti in materia di armi e stupefacenti.

Tornando all’omicidio di Lello Capriati, secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto esecutore materiale sarebbe Luca Marinelli, 47 anni, considerato figura di spicco e numero tre del clan Strisciuglio. Marinelli è ritenuto infatti vicino ai vertici dell’organizzazione, legato da rapporti di sangue a Carlo Alberto Barresi e affiliato a Gino Strisciuglio, soprannominato “La Luna”.

All’epoca dei fatti Raffaele Capriati era il rappresentante più autorevole dell’omonimo clan e il suo eclatante omicidio ha segnato una ulteriore profonda rottura dei fragili equilibri di potere interni ai circuiti della mafia barese, che in qualche modo il Capriati aveva cercato di salvaguardare. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Bari ha fatto emergere come la morte di Raffaele Capriati rappresentasse il culmine tragico di una serie di eventi verificatisi nei mesi precedenti che avevano visto diversi appartenenti ai due clan mafiosi sopra citati, spesso giovanissimi, fronteggiarsi all’interno di locali notturni, anche con l’esibizione di armi: un fenomeno grave e purtroppo diffuso, più volte segnalato da questa DDA.

L’omicidio di Raffaele Capriati è stato portato a compimento con modalità plateali ed eclatanti: la vittima è stata raggiunta e freddata da due sicari a bordo di una motocicletta mentre si trovava in auto in compagnia di una donna che è rimasta miracolosamente illesa. Il tutto avvenne nel giorno di Pasquetta, in una centralissima via di Torre a Mare.

Tra gli arrestati anche Domenico Strisciuglio, 27 anni, figlio del boss Gino, oltre a Sabino Capriati (25 anni), Christian Capriati (21 anni), Angelo Vincenzo Caruso (26 anni), Ivan Caruso (23 anni), Nicola Cassano (23), Alessandro Esposito (28 anni), Onofrio Lorusso (30 anni), Nunzio Losacco (31 anni), Francesco Menolascina (24 anni), Luciano Perinetti (21 anni), Patrizio Perrone (66 anni) e Massimiliano Soloperto (51 anni). Tra i soggetti coinvolti nelle indagini compare anche Filippo Scavo, già ucciso a Bisceglie, segno di un contesto segnato da violente dinamiche interne tra gruppi criminali. Per il suo omicidio sono stati fermati Dylan Capriati, 22 anni Nicola Morelli, 21, e Aldo Lagioia, 22, di Corato. Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Prima la lite, poi l’omicidio nel privé della discoteca: così Filippo Uecchione è stato ucciso da Capriati e due amici

Sarebbe stato un agguato premeditato quello avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile al Divine Club, dove è stato ucciso il 42enne Filippo Scavo, detto “Uecchione”, ritenuto esponente del clan Strisciuglio di Bari e ancora attivo nel traffico di droga nonostante una lunga detenzione.

A ricostruire i fatti è la Direzione distrettuale antimafia di Bari: questa mattina è stato eseguito un decreto di fermo nei confronti di tre giovani – Dylan Capriati, 22 anni, Nicola Morelli, 21, e Aldo Lagioia, 22, di Corato – ritenuti legati al clan Capriati. Per tutti l’accusa è di omicidio premeditato e porto abusivo di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.

Secondo le indagini, condotte dai carabinieri e dalla Squadra Mobile, l’azione si è sviluppata in più fasi. Dopo una prima lite all’esterno del locale, già degenerata in un tentativo di aggressione, i tre avrebbero fatto irruzione armati nel privé della discoteca alle 3:53, sparando contro Scavo. Fatale un colpo al collo. Subito dopo, la fuga a bordo di una Lancia Y.

Le investigazioni, supportate da telecamere e intercettazioni, delineano un’azione organizzata e coordinata, inserita in un contesto di forte tensione tra i clan Capriati e Strisciuglio, storicamente in conflitto per il controllo del traffico di droga e del territorio.

Gli inquirenti collegano il delitto anche ad altri episodi recenti, tra cui il ferimento del 21enne Kevin Ciocca nella città vecchia di Bari, ritenuto una possibile ritorsione. Dalle intercettazioni emerge inoltre che uno degli indagati, Nicola Morelli, stava pianificando la fuga a Napoli.

Omicidio Lello Capriati, agguato a Carbonara, traffico di armi e droga: 11 arresti. Così si è rotta la “tregua” tra i clan

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, si è chiuso il cerchio sull’omicidio di Raffaele (Lello) Capriati, avvenuto il 1° aprile del 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua, quando due killer, giunti a bordo di una moto di grossa cilindrata, hanno esploso contro la vittima quattro colpi di pistola mentre era in auto.

All’epoca dei fatti Raffaele Capriati era il rappresentante più autorevole dell’omonimo clan e il suo eclatante omicidio ha segnato una ulteriore profonda rottura dei fragili equilibri di potere interni ai circuiti della mafia barese, che in qualche modo il Capriati aveva cercato di salvaguardare. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Bari ha fatto emergere come la morte di Raffaele Capriati rappresentasse il culmine tragico di una serie di eventi verificatisi nei mesi precedenti che avevano visto diversi appartenenti ai due clan mafiosi sopra citati, spesso giovanissimi, fronteggiarsi all’interno di locali notturni, anche con l’esibizione di armi: un fenomeno grave e purtroppo diffuso, più volte segnalato da questa DDA.

L’omicidio di Raffaele Capriati è stato portato a compimento con modalità plateali ed eclatanti: la vittima è stata raggiunta e freddata da due sicari a bordo di una motocicletta mentre si trovava in auto in compagnia di una donna che è rimasta miracolosamente illesa. Il tutto avvennne nel giorno di Pasquetta, in una centralissima via di Torre a Mare.

Le indagini della Polizia di Stato hanno consentito alla DDA di chiedere ed ottenere dal GIP 11 misure custodiali, non solo per l’omicidio, ma anche per altri gravi reati, tra cui un ulteriore allarmante fatto di sangue avvenuto qualche giorno prima nella piazza centrale di Carbonara oltre ad una serie di traffici illeciti in materia di armi e stupefacenti; inoltre, è emersa una significativa capacità di controllo delle organizzazioni mafiose all’interno del carcere di Bari, documentata altresì dalla sistematica introduzione, tramite droni, di telefoni cellulari all’interno delle celle detentive in cui alcuni degli odierni arrestati erano reclusi, consentendo loro di continuare ad avere rapporti con l’esterno e impartire disposizioni.

Omicidio a Bisceglie, Filippo Uecchione ucciso in discoteca. Fermati tre giovanissimi: tra loro Dylan Capriati – NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti tre fermi di indiziati di delitto in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie, sulla base delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, portate avanti anche con il supporto del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e del Reparto Anticrimine di Bari.

+++ LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO +++

Sono stati fermati tre giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, ai quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.

Sono Dylan Capriati, Nicola Morelli di Bari e Aldo Lagioia di Corato. Ai tre è stato anche notificato un avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Filippo Scavo. Dylan Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Bari, 83enne muore al Di Venere: aperta inchiesta per omicidio colposo. No all’archiviazione: disposte altre indagini

Non è chiuso il caso della morte di Silvano Gatto, l’83enne deceduto il 31 luglio 2024 all’ospedale Di Venere di Bari dopo un lungo ricovero. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo.

Accogliendo l’opposizione presentata dai familiari dell’anziano, il gip ha disposto un supplemento di indagine per chiarire le cause del decesso. In particolare, sarà necessario verificare se il versamento di bile che ha innescato il peggioramento delle condizioni del paziente sia riconducibile a un’errata condotta chirurgica durante l’intervento subito nel reparto di Chirurgia Generale.

La Procura avrà ora 90 giorni di tempo per acquisire ulteriore documentazione medica, tra cui referti e immagini dell’esame colangiografico intraoperatorio, attualmente non presenti nella cartella clinica. Gli elementi raccolti serviranno a integrare la consulenza tecnica e accertare, sotto il profilo causale, eventuali responsabilità dei sanitari.

 

Faida tra clan, il Fermi annulla la visita a Barivecchia: “Per motivi di sicurezza preferiamo non rischiare”

Clima di preoccupazione tra studenti e famiglie dopo i recenti episodi di violenza nel centro storico. Una classe quarta del liceo scientifico Liceo scientifico Enrico Fermi di Bari ha deciso di annullare l’attività prevista nella zona di Bari Vecchia, inizialmente inserita nel programma di alternanza scuola-lavoro.

La decisione è stata comunicata agli studenti tramite un messaggio in chat: «Per motivi di sicurezza […] preferiamo non rischiare e rimanere a scuola». L’iniziativa, nata dalle preoccupazioni espresse da alcuni genitori per le recenti sparatorie, ha portato alla riprogrammazione delle attività all’interno dell’istituto.

Informata anche la dirigente scolastica, Giovanna Griseta, mentre tra gli studenti le reazioni sono state contrastanti: c’è chi ha accolto la decisione con sollievo e chi, invece, l’ha ritenuta eccessiva.

Omicidi Capriati e Scavo, blitz prima della festa di San Nicola: 11 arresti e 3 fermi. Tra loro anche Dylan Capriati

C’è anche Dylan Capriati, di 22 anni, nipote di Lello Capriati assassinato a Bari il primo aprile di due anni fa, tra i destinatari delle 14 misure eseguite oggi da carabinieri e polizia tra Bari e nord Barese.

Il 22enne, figlio di Mimmo (assassinato il 21 novembre 2018 a Japigia) e nipote di Lello, è in carcere in stato di fermo per l’omicidio di Filippo Scavo, l’uomo di 43 anni ucciso in una discoteca di Bisceglie lo scorso 19 aprile. Con lui altri due sono stati fermati per il delitto Scavo. Sono Aldo Lagioia, 22enne di Corato e Michele Morelli, 21enne di Bari.

L’uomo venne ucciso a colpi di pistola sparati tra la gente che affollava il Divine club nella notte di aperura della stagione estiva della discoteca. Nel corso dell’operazione di oggi, che ha portato anche a 11 arresti, sono state eseguite diverse perquisizioni da guardia di finanza, carabinieri e polizia di Stato.