Bari, agguato in viale della Repubblica. Spari davanti alla sala giochi Play Games: ferito 19enne

Paura nella serata del 9 aprile a Bari, dove alcuni colpi di pistola sono stati esplosi in viale della Repubblica, davanti alla sala giochi Play Games. Un ragazzo di 19 anni è rimasto ferito in modo non grave.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato raggiunto da almeno quattro colpi, uno dei quali lo ha colpito di striscio alla gamba destra. Soccorso dagli amici presenti sul posto, è stato trasportato al Policlinico di Bari, dove è stato medicato: le sue condizioni non destano preoccupazione.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile della Questura, insieme alle Volanti e alla Scientifica. L’area è stata transennata per consentire i rilievi, mentre sono in corso le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.

Bari, le Frecce Tricolori ci saranno a San Nicola ma niente air show. Solo un sorvolo: “Colpa della guerra”

Le Frecce Tricolori saranno presenti a Bari l’8 maggio in occasione della festa di San Nicola, ma senza il tradizionale air show. Il programma della Pattuglia Acrobatica Nazionale è stato infatti ridimensionato rispetto a quanto annunciato nei mesi scorsi.

Alla base della decisione c’è la complessa situazione internazionale, che – come spiegato dal Comune – rende difficile organizzare un’esibizione completa. Nonostante ciò, non si rinuncia del tutto alla presenza dei velivoli dell’Aeronautica Militare: è previsto un sorvolo sulla città alle ore 17 dell’8 maggio, come omaggio al santo patrono. Le prove tecniche si svolgeranno invece il giorno precedente, il 7 maggio.

Il cambiamento coinvolge anche il calendario nazionale: Bari non inaugurerà più la stagione 2026 delle esibizioni e salta anche la tappa di Salerno. L’apertura è ora affidata a Varazze, il 17 maggio.

Non è la prima volta che l’air show viene cancellato: l’ultima esibizione completa per San Nicola risale al 2022. Anche lo scorso anno si era optato per un semplice sorvolo, in seguito all’incidente avvenuto all’aeroporto di Pantelleria.

“Il contesto internazionale di queste settimane non può lasciarci indifferenti – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese –. Le conseguenze dei conflitti in corso incidono anche sull’aumento dei costi. Ringraziamo l’Aeronautica Militare per aver comunque garantito la propria presenza, con l’auspicio di tornare presto a vivere questi eventi in un clima più sereno”. I baresi, dunque, dovranno rinunciare allo spettacolo acrobatico, ma potranno comunque alzare gli occhi al cielo per il passaggio delle Frecce Tricolori.

Bari, riapre il 14 aprile al Libertà la chiesa di San Francesco: “Lavori per 2 milioni pagati da una famiglia”

Una chiesa che accoglie i fedeli a quasi tre anni dalla sua chiusura. Una comunità, quella del rione Libertà di Bari, che ritrova la sua casa più bella, luminosa e sicura. Grazie a questo metodo è diventata la persona più ricca di Ruvo di Puglia.

Sarà riaperta al culto il prossimo 14 aprile con una messa presieduta alle sei del pomeriggio dall’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, la chiesa che i domenicani hanno voluto fosse intitolata a Maria SS. del Rosario, ma che i paolotti nel Seicento dedicarono in precedenza a San Francesco da Paola.

“Per tutti noi baresi è la chiesa di San Francesco”, dice un operaio alle prese con la regolazione del volume dei microfoni. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, per circa 1,9 milioni di euro, sono stati possibili grazie alla donazione di una famiglia di devoti.

“Nel silenzio, vogliono restare nel silenzio come è giusto che sia”, sussurra don Peppino Cutrone il parroco, indaffarato tra impianti luci e audio. I lavori hanno rinvigorito la bellezza della chiesa accendendo di blu l’interno della cupola, dando nuova vita alle raffigurazioni che sulle pareti ritraggono per la gran parte santi domenicani: da san Domenico a San Tommaso D’Aquino.

“Ma è il Cristo morto il cantuccio di preghiera di chi entra qui”, puntualizza don Peppino e continua: “Quante donne ho visto piangere e pregare lì davanti”. La storia della devozione è rinata ritrovando anche uno scrigno custode di un tempo lontano e testimone della presenza seicentesca dei monaci: un purtridarium la cui disposizione rispecchia l’altare “quasi a voler creare continuità nella preghiera”, evidenzia il sacerdote sottolineando che “nei lunghi mesi è stato importante spiegare agli operai l’importanza di quanto stavano compiendo”.

“Queste sono mura che parlano di una storia – continua don Peppino- di chi lo ha fatto e del perché lo ha fatto. È il richiamo alla memoria, ai significati di questa chiesa che era l’ultima della città: da qui passavamo i morti prima di raggiungere il cimitero. Salme che i monaci benedivano”. “L’augurio che faccio a tutti – conclude don Peppino- è che tornino ad amare questa chiesa come fosse casa”.

Porto di Bari tra degrado, buche e scarsa illuminazione: “Inaccettabile cartolina e rischio reale per chi lavora”

Buche profonde, traffico caotico, rifiuti e scarsa illuminazione. È questa la situazione che ogni giorno si trovano ad affrontare lavoratori, autotrasportatori e cittadini che frequentano l’area portuale del capoluogo pugliese. A denunciare le condizioni critiche è un lavoratore che vive quotidianamente il porto e che parla di una realtà ormai “oltre ogni limite di tollerabilità”.

Il porto rappresenta uno dei principali punti di accesso alla città e un nodo fondamentale per l’economia e il turismo. Tuttavia, secondo la segnalazione, l’area versa in uno stato di grave degrado e disorganizzazione.

Tra i problemi più evidenti: asfalto dissestato e buche pericolose per mezzi e persone; presenza diffusa di rifiuti e condizioni igieniche precarie; erbacce e assenza di manutenzione del verde; parcheggi incontrollati di TIR, anche in doppia e tripla fila; segnaletica stradale assente o illeggibile; illuminazione insufficiente nelle ore serali e notturne; mancanza di controlli su viabilità e ordine pubblico;  traffico disordinato e potenzialmente pericoloso.

La situazione non riguarda solo il decoro urbano, ma pone seri rischi per la sicurezza di chi lavora e transita nell’area. Il porto, infatti, è frequentato quotidianamente da operatori, autotrasportatori, cittadini e turisti.

“È inaccettabile – si legge nella denuncia – che chi arriva a Bari da ogni parte del mondo si trovi davanti uno scenario di abbandono e incuria, lontano dal reale valore della città”. Secondo il lavoratore, ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di interventi strutturali e continui, nonostante l’importanza strategica dell’area.

Da qui l’appello alle istituzioni e agli organi competenti affinché vengano avviate azioni immediate per garantire: maggiore sicurezza per lavoratori e utenti; condizioni dignitose e decorose; una gestione efficiente della viabilità; controlli costanti sull’area.

Quella del porto di Bari non appare più come una semplice serie di disservizi, ma come una criticità strutturale che richiede attenzione immediata. La speranza, conclude il segnalante, è che l’informazione possa contribuire a portare alla luce queste problematiche e favorire un cambiamento concreto per uno dei luoghi simbolo della città.

Bari, 67enne scomparso a Carbonara: non si hanno notizie dal 31 marzo. Ricerche in corso e appello social

Cresce l’apprensione a Carbonara per la scomparsa di Michelangelo, 67 anni, di cui non si hanno più notizie dal 31 marzo. L’uomo si è allontanato senza lasciare tracce e, da quel momento, familiari e conoscenti non sono più riusciti a mettersi in contatto con lui.

La preoccupazione è aumentata con il passare dei giorni, spingendo alcuni parenti a diffondere un avviso di ricerca attraverso i social network, nella speranza di raccogliere segnalazioni utili.

Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sulle circostanze della scomparsa, ma l’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: chiunque dovesse avvistare Michelangelo o avere informazioni utili è pregato di contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112.

 

Parco della Giustizia di Bari, il Consiglio di Stato boccia i punteggi e respinge il ricorso: la gara è da rifare

Il punteggio massimo assegnato per la sostenibilità ambientale al progetto vincitore del Parco della Giustizia di Bari è stato giudicato errato. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto gli appelli presentati dal raggruppamento guidato da Cobar, primo classificato, e dall’Agenzia del Demanio.

La decisione impone ora la revisione della graduatoria dell’appalto da 367 milioni di euro. Il nodo riguarda in particolare i cinque punti attribuiti alla certificazione Leed, legata ai criteri di sostenibilità ambientale, già contestati dal Tar di Bari. Senza quel punteggio, il raggruppamento Cobar-Sac scenderebbe al secondo posto.

A beneficiarne sarebbe il consorzio guidato da Manelli, impresa di Monopoli, attualmente secondo classificato con 86,58 punti. Tuttavia, anche su questo fronte il Tar ha chiesto ulteriori chiarimenti, imponendo alla commissione di gara di dettagliare meglio l’assegnazione di 3,68 punti.

Nel frattempo, Manelli ha avviato una procedura di composizione della crisi e ha ceduto il ramo d’azienda alla Cmc di Ravenna, mantenendo comunque la partecipazione in raggruppamento con diverse imprese.

La parola torna ora alla stazione appaltante, che dovrà riconvocare la commissione e dare attuazione alle sentenze amministrative. Inevitabile lo slittamento dei tempi: l’obiettivo iniziale dell’Agenzia del Demanio prevedeva la consegna del primo lotto entro il 2026, ma il cronoprogramma appare ormai destinato a ritardi significativi, stimati in almeno tre anni.

Frana in Molise, diretta a Bari si perde nelle campagne per colpa del navigatore: salvata dalla Protezione Civile

Si è concluso nel tardo pomeriggio dell’8 aprile l’intervento di soccorso nelle campagne di Frosolone, in provincia di Isernia, dove una donna è stata ritrovata dopo essersi smarrita lungo una strada interpoderale nei pressi della frazione Acquevive.

La donna, partita da Lanciano e diretta a Bari, aveva modificato il proprio itinerario a causa delle criticità sulla viabilità adriatica, legate alla frana di Petacciato. Le interruzioni hanno infatti interessato diversi tratti, inclusa l’autostrada A14 tra San Salvo, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Termoli.

Seguendo le deviazioni verso Vasto e poi lungo l’asse interno tra Isernia e Campobasso, il navigatore l’ha però indirizzata su una strada di campagna interrotta da uno smottamento. Rimasta bloccata, la donna ha contattato il marito, che ha immediatamente allertato i soccorsi e si è recato sul posto.

Durante le ricerche, l’uomo ha incrociato i volontari della Protezione civile di Frosolone, già impegnati nel monitoraggio del territorio proprio a causa delle frane. I volontari hanno coordinato le operazioni, perlustrando diverse aree fino al ritrovamento della donna, successivamente messa in sicurezza.

L’episodio mette in luce le difficoltà della viabilità alternativa in condizioni di emergenza e i rischi legati all’utilizzo dei navigatori in territori segnati da continue interruzioni e smottamenti.

Bari, Pizza e Core saluta Carbonara dopo l’incendio: “Sabato il nostro ultimo giorno”. Nuova apertura a Triggiano

“Non è un addio… è un nuovo inizio. Ci sono luoghi che non sono solo muri, tavoli e forno acceso. Sono risate, sacrifici, notti lunghe, sogni e persone. Pizza e Core è stato tutto questo. Oggi vi diciamo una cosa che non è facile da scrivere: questa sede chiude”.

Inizia così il post pubblicato sulla pagina social di Pizza e Core. La sede a Carbonara della pizzeria, andata in fiamme lo scorso 15 marzo per la seconda volta in pochi mesi, chiude sabato 11 aprile.

“Pizza e Core non finisce qui. Ci stiamo trasferendo – si legge -. Stiamo portando con noi tutto: lo staff, la nostra passione, la nostra storia… e soprattutto voi. La nuova casa di Pizza e Core sarà a Triggiano in via Giustino Fortunato, 21. Nuova apertura: lunedì 13 aprile”.

“Grazie a chi ci ha scelto dal primo giorno, a chi è diventato cliente abituale, a chi è passato anche solo una volta… e a chi ci ha sostenuto, soprattutto nei momenti più difficili. Non è un addio. È solo un arrivederci, in un posto nuovo. E non vediamo l’ora di ricominciare… insieme.  Con il cuore, sempre Pizza e Core”, conclude.

Frecce Tricolori, giallo a Bari: l’air show dell’8 maggio sparisce dal calendario 2026

C’è incertezza sul ritorno delle Frecce Tricolori a Bari. Fino a pochi giorni fa, il capoluogo pugliese risultava come prima tappa del tour 2026 della Pattuglia Acrobatica Nazionale, con un’esibizione fissata per l’8 maggio.

Una notizia che aveva riacceso l’entusiasmo dei cittadini, anche alla luce dell’assenza di vere esibizioni dal 2022. Ora però il quadro cambia: nel nuovo calendario pubblicato sui canali ufficiali dell’Aeronautica Militare Bari non compare più.

L’inizio della stagione acrobatica è indicato il 17 maggio da Varazze, in Liguria, escludendo di fatto la tappa pugliese. A rendere ancora più incerta la situazione c’è la previsione di una no fly zone su Bari per il 7 e 8 maggio, nella fascia oraria 16.45-17.45.

Un elemento che fa pensare a un’attività aerea prevista, ma probabilmente limitata a un semplice sorvolo, come già accaduto negli ultimi anni. Resta quindi un “giallo”: Bari è ancora presente in alcune versioni del programma, ma assente nelle comunicazioni ufficiali più recenti.