Spaccio a Bari, droga smistata tra stazione e locali della movida: arrestato 20enne. Emesso un Daspo urbano

Prosegue la stretta delle forze dell’ordine contro lo spaccio di sostanze stupefacenti a Bari, con due distinti interventi che confermano l’attenzione rivolta ai luoghi di maggiore aggregazione, dai parchi cittadini ai locali della movida.

Nel primo caso, un ventenne è stato arrestato dalla Polizia Locale al termine di un servizio di controllo nella zona della stazione centrale, tra via Capruzzi, largo Sorrentino e Parco Rossani. Gli agenti, dopo un’attività di osservazione, lo hanno sorpreso mentre cedeva droga a due acquirenti.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 140 grammi tra hashish e cocaina, già suddivisi in dosi e pronti per la vendita, un coltello di cui è vietato il porto, 340 bustine in cellophane utilizzate per il confezionamento dello stupefacente e un veicolo, ritenuto dagli investigatori un deposito temporaneo della droga, sottoposto a sequestro giudiziario.

L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha condannato il giovane a due anni e quattro mesi di reclusione. I due acquirenti sono stati invece segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

Parallelamente, nell’ambito del rafforzamento delle attività di prevenzione contro lo spaccio nei luoghi della movida, il questore di Bari Annino Gargano ha disposto un Divieto di Accesso alle Aree Urbane (DACUR) della durata di due anni nei confronti di un altro giovane, arrestato in flagranza dopo essere stato sorpreso mentre cedeva droga tra i tavolini di un bar.

Il provvedimento gli vieta di frequentare, sostare o transitare nelle immediate vicinanze del locale in cui è avvenuto lo spaccio e degli esercizi pubblici limitrofi durante le ore serali e notturne. L’eventuale violazione del DACUR costituisce reato ed è punita con sanzioni penali.

L’assessora alla Vivibilità urbana del Comune di Bari, Carla Palone, ha sottolineato come il controllo del territorio e la tutela di parchi e luoghi di aggregazione rappresentino un impegno costante della Polizia Locale per garantire sicurezza e piena fruibilità degli spazi pubblici. Nelle prossime settimane sono previsti ulteriori servizi mirati nelle aree verdi cittadine, in coordinamento con le altre forze di polizia, mentre la Questura conferma il massimo impegno nel contrasto allo spaccio e nella tutela della sicurezza urbana.

Tragedia sfiorata a Bari, bimba di 2 anni rischia di annegare in piscina a Palese: ricoverata in ospedale

Momenti di paura nella tarda mattinata di oggi in un lido di Palese, a nord di Bari, dove una bambina di due anni ha rischiato di annegare nella piscina dello stabilimento balneare.

Secondo una prima ricostruzione, la piccola si trovava in acqua insieme al padre quando, per cause ancora da chiarire, è finita sott’acqua rimanendo sommersa per alcuni istanti. Immediato l’allarme lanciato dai presenti, che ha consentito il rapido intervento dei soccorritori del 118.

Dopo le prime cure sul posto, la bambina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Fortunatamente è arrivata vigile e cosciente e, secondo le prime informazioni, le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Resta comunque ricoverata in osservazione per gli accertamenti del caso.

Bari, incendio nel campo rom di Japigia: 80 persone evacuate tra loro 26 minorenni. Un maiale muore bruciato

Sono complessivamente un’ottantina le persone, tra cui 26 minorenni, evacuate dopo l’incendio scoppiato nel campo nomadi del quartiere Japigia di Bari. Di loro si sta occupando il Comune che ha fornito acqua e beni di prima necessità. Nessuno è rimasto ferito o intossicato ma a disposizione di chi abita il campo c’è il personale del 118. Al sicuro anche tutti gli animali (cani, conigli e galline), solo un maiale è morto bruciato perché si trovava in un recinto.

Secondo quanto si apprende le fiamme, che sono state spente, sono partite da una baracca per poi propagarsi a un cumulo di rifiuti da cui si è sprigionata una densa nube nera.

Tecnici dell’Arpa (agenzia regionale protezione ambiente) stanno verificando se i gas sprigionati con la nube possano rappresentare un rischio per la salute e quindi i residenti debbano essere ospitati altrove.

A prestare soccorso ci sono anche mezzi e volontari della Protezione civile e del servizio di Pronto intervento sociale (Pis) del Comune che sta predisponendo il possibile trasferimento dei residenti nel campo in cui solitamente risiedono 150 persone. Complessivamente sono stati una decina i mezzi dei vigili del fuoco impegnati a domare il rogo col supporto di un elicottero.

Vasto incendio nel campo rom di Japigia: alta colonna di fumo nero su Bari – FOTO

Un vasto incendio è divampato questa mattina nel campo rom di Japigia, a Bari, tra strada Rafaschieri e strada Caldarola.

Le fiamme hanno rapidamente coinvolto diverse baracche e cumuli di rifiuti, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile da numerose zone della città.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con due squadre e un’autobotte, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area per evitare l’estensione del rogo.

Al momento non risultano feriti gravi né persone intossicate. Restano da chiarire le cause dell’incendio, sulle quali sono in corso gli accertamenti (Foto Michele Falcone).

Soldi riciclati nelle sale slot, la Bari Bene nel mirino. Il pentito: “Medici, avvocati e imprenditori ripulivano il denaro”

Le sale giochi riconducibili ad Alessandro Snidar sarebbero state utilizzate non solo dalla criminalità organizzata per riciclare denaro proveniente dal traffico di droga, ma anche da professionisti e imprenditori intenzionati a regolarizzare ingenti somme di contante non dichiarate. È quanto emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio De Manna, raccolte nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di 20 persone.

Secondo il pentito, medici, avvocati, manager e imprenditori introducevano migliaia di euro nelle videolottery, effettuando pochissime giocate per poi ottenere un ticket che consentiva loro di incassare un assegno come se si trattasse di una regolare vincita. Un sistema che, stando alle accuse, permetteva di “ripulire” denaro contante trasformandolo in somme tracciabili.

De Manna, ex affiliato al clan Telegrafo, ha raccontato di aver osservato per anni il presunto meccanismo all’interno della sala Millionaire di via Fanelli, sostenendo che il metodo fosse noto e diffuso tra i clienti.

Le indagini, inoltre, ipotizzano che il sistema fosse stato esteso anche ad altre province pugliesi, con presunti collegamenti a Foggia, Lecce e Brindisi, dove sarebbero emersi rapporti con ambienti della criminalità organizzata.

Il collaboratore ha infine riferito di un progetto, mai portato a termine, per rapinare Snidar o alcuni suoi uomini di fiducia, ritenendo però l’imprenditore particolarmente difficile da colpire perché sempre protetto da un autista e da una persona incaricata della sua sicurezza.

Omicidio Magellano a Bari, processo al via a settembre: giudizio immediato per il 42enne Maurizio Pastore

La Procura di Bari ha ottenuto il giudizio immediato per Maurizio Pastore, il 42enne accusato dell’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà di Amleto Magellano, il 39enne ucciso il 17 gennaio scorso a Bari. Il processo davanti alla Corte d’Assise inizierà l’8 settembre. L’imputato è detenuto dal 22 gennaio, cinque giorni dopo il delitto.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, basata sulle testimonianze di familiari e vicini di casa e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, il 42enne avrebbe raggiunto la vittima a piedi, colpendola con undici coltellate all’addome e al torace, due delle quali risultate mortali perché dirette a cuore e polmone.

La moglie della vittima ha inoltre riferito agli inquirenti che già un anno prima l’uomo avrebbe aggredito il marito con un martello, presumibilmente per una richiesta di denaro rimasta senza risposta. Secondo l’accusa, questo sarebbe il movente alla base dell’omicidio.

Bari, lo storico ex lido Trullo sarà riqualificato: c’è l’ok al progetto. Dal solarium al ristorante: come sarà – FOTO

Si è concluso con esito favorevole il procedimento della Conferenza di servizi relativo al progetto di riqualificazione dell’ex Lido Trullo, sul lungomare Alfredo Giovine, a San Giorgio. Con la relativa determinazione dirigenziale, in pubblicazione sull’Albo pretorio comunale, è stato approvato il progetto di ristrutturazione dello storico stabilimento balneare, al termine di un articolato iter istruttorio durato oltre due anni.

La riunione conclusiva della Conferenza di servizi si è svolta il 29 giugno scorso, con la partecipazione dell’Ufficio Gestione e Valorizzazione del Demanio Marittimo, della Ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio, dell’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Puglia e Basilicata e dei progettisti della società aggiudicataria ZEN s.r.l.

La conferenza si è conclusa con parere favorevole che, quindi, approva la soluzione progettuale esaminata. Il provvedimento conferma la compatibilità paesaggistica dell’intervento sulla base delle valutazioni contenute nella relazione istruttoria dell’Ufficio Paesaggio, Ambiente e Decoro Urbano e del parere espresso dalla Commissione locale per il Paesaggio, ritenendo che il progetto, nella sua configurazione definitiva, rappresenti un significativo avvicinamento alle richieste formulate nel corso dell’istruttoria dagli enti coinvolti.

L’Agenzia del Demanio, in particolare, ha espresso parere favorevole definitivo, subordinato al mantenimento delle cabine dello stabilimento balneare per esigenze di tutela del patrimonio erariale. Ha inoltre confermato la disponibilità ad assentire eventuali modifiche alla distribuzione interna delle opere progettate e chiarito che la ricostruzione delle opere di difficile rimozione potrà essere realizzata anche mediante pannelli prefabbricati stabilmente ancorati alle fondazioni, nel rispetto delle caratteristiche richieste dalla normativa.

Accogliendo le osservazioni formulate dai progettisti, la determinazione esclude dall’elenco delle prescrizioni da rispettare quella relativa alla rimozione dei sottofondi esistenti nelle aree esterne dello stabilimento. Tale scelta è motivata dalle ragioni tecniche emerse nel corso della Conferenza di servizi, che evidenziano come la rimozione potrebbe compromettere la formazione rocciosa sottostante, determinare criticità sotto il profilo della sicurezza e della fruibilità degli spazi, senza produrre un effettivo miglioramento ambientale.

L’intervento dovrà, pertanto, essere realizzato nel rispetto di tutte le prescrizioni contenute nella relazione istruttoria dell’Ufficio Paesaggio, Ambiente e Decoro Urbano, ad eccezione di quella relativa alla rimozione dei sottofondi esistenti.

Restano ferme, inoltre, le eventuali ulteriori prescrizioni o autorizzazioni che gli enti competenti potranno rilasciare nelle successive fasi di realizzazione e gestione dell’opera, purché compatibili con il titolo concessorio.

“Con questo provvedimento si chiude formalmente il procedimento della Conferenza di Servizi e viene compiuto un passaggio decisivo verso la riqualificazione e la restituzione alla città dell’ex Lido Trullo – commenta l’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli -, un luogo simbolico del nostro litorale che vogliamo restituire attraverso un intervento rispettoso del paesaggio, della costa e della sua storia.

Il procedimento, particolarmente complesso e articolato, ha richiesto oltre due anni di lavoro e un costante confronto tra tutti gli enti coinvolti. Il risultato raggiunto dimostra come sia possibile coniugare le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica con quelle di valorizzazione e rifunzionalizzazione del patrimonio pubblico.

In questo modo compiamo un passo decisivo verso il recupero di uno stabilimento balneare storico, che vogliamo torni ad essere un punto di riferimento per la fruizione del mare e del waterfront cittadino, in coerenza con la strategia dell’amministrazione per lo sviluppo della blue economy e per la riqualificazione della costa barese.

Il nostro obiettivo è restituire ai cittadini uno spazio qualificato, accessibile e pienamente integrato nel sistema del litorale sud, favorendo nuove opportunità di sviluppo, servizi e attrattività per il territorio, nel pieno rispetto delle prescrizioni poste a tutela dei valori paesaggistici e ambientali. Proprio in questa direzione, la collaborazione tra il pubblico e il privato può rappresentare un’occasione importante per la salvaguardia del nostro ambiente”.

IL PROGETTO

Gli interventi di riqualificazione previsti non comporteranno un aumento della volumetria complessiva (rispetto allo stato di fatto legittimamente esistente) e tutte le strutture di facile rimozione saranno realizzate in legno, posizionate in modo tale da produrre il minore impatto visivo e ingombri al libero transito verso il mare e corredate da elementi di arredo verde. L’intervento progettuale è stato affrontato col proposito di evitare qualsiasi trasformazione invasiva dei luoghi. I manufatti di progetto, al fine di limitare al massimo l’impatto visivo e garantire un gradevole inserimento architettonico nel contesto naturale, saranno rivestiti esternamente con lamelle di legno composito ancorate alla struttura sottostante mediante clips in acciaio, e pertanto di facile smontaggio e riutilizzo (si tratta di lamelle prodotte dalle farine di legno provenienti da scarti di lavorazione selezionati di essenze grezze biocompatibili e in riciclabili al 100%).

I servizi previsti saranno così articolati:

• servizio d’accoglienza – gestione dell’attività (direzione);

• punto ristoro;

• area comune attrezzata per il gioco e per lo svago;

• servizio completo per la balneazione (ombrelloni, sdraio, lettini, ecc.);

• cabine destinate a spogliatoio;

• servizi igienico-sanitari;

• docce all’aperto;

• sistemi di sicurezza, attrezzature per il primo soccorso e assistenza ai bagnanti assicurati secondo quanto previsto nei provvedimenti delle autorità marittime competenti e dalla normativa vigente;

• piazzola di sosta all’ombra per la fruizione da parte delle persone con disabilità;

• pedane in legno poggiate in precario sulla roccia per la sosta, il solarium e i necessari camminamenti pedonali all’interno dell’area in concessione, anche al fine di rendere sicura la permanenza dei bagnanti;

• strutture amovibili e precarie per agevolare l’accesso al mare (scalette);

• sorveglianza in mare a opera di bagnini qualificati e tutto il necessario equipaggiamento per il salvamento nel rispetto delle ordinanze balneari in vigore;

• pulizia del litorale con frequenza almeno quotidiana;

• raccolta e smaltimento dei rifiuti nonché pulizia degli appositi contenitori, da assicurare almeno una volta al giorno attraverso modalità conformi alla normativa vigente in materia di igiene e idonee allo svolgimento della raccolta differenziata;

• pulizia delle aree limitrofe a quella in concessione per una larghezza non inferiore a mt 30 su ciascun lato per tutto il periodo di apertura dell’attività.

Al termine della riqualificazione lo stabilimento sarà complessivamente composto dalle seguenti aree:

– locale ristorante e bar, per la somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti

– locale direzione

– cucina-laboratorio per attività di somministrazione di alimenti e bevande

– punto ristoro esterno attrezzato con tavolini e sedie

– spazio comune attrezzato per lo svago e area relax

– infermeria per servizio di primo soccorso

– cabina spogliatoio per i bagnanti

– spogliatoio/antibagno e bagno per il personale

– antibagno e bagno uomini

– antibagno e bagno donne

– bagno riservato a persone con limitata capacità motoria.

Lo stabilimento balneare, infine, sarà dotato di un impianto di allarme manuale antincendio e di uno per l’illuminazione d’emergenza.

Bari, Lacarpia ucciso in carcere dopo aver ammazzato la moglie: giudizio immediato per il compagno di cella

Il processo per l’omicidio di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina morto nel carcere di Bari nell’ottobre 2024, inizierà l’8 settembre davanti alla Corte d’Assise di Bari. A processo, con rito immediato richiesto dalla Procura, ci sarà Saverio Scarano, 45enne barese, accusato di aver soffocato il compagno di cella.

Determinante per il rinvio a giudizio è stata la confessione resa dallo stesso Scarano, che avrebbe dichiarato di aver ucciso Lacarpia non per le sue condizioni di salute, ma perché “dava fastidio” e voleva imporre la propria autorità all’interno della cella.

Lacarpia era stato arrestato pochi giorni prima con l’accusa di aver ucciso la moglie, Maria Arcangela Turturo, tra il 5 e il 6 ottobre 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe prima incendiato l’auto con la donna all’interno e, dopo che questa era riuscita a uscire dal veicolo, l’avrebbe uccisa schiacciandole il torace.

In un primo momento, il decesso di Lacarpia, avvenuto circa due settimane dopo l’arresto, era stato ipotizzato come un suicidio. Le successive indagini hanno invece accertato che, nella notte del 22 ottobre, Scarano lo avrebbe sorpreso nel sonno e soffocato stringendogli una corda attorno al collo.

Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato ai continui contrasti in cella: la vittima avrebbe infastidito gli altri detenuti pregando durante la notte e per problemi legati all’incontinenza.

Nella stessa vicenda giudiziaria è coinvolto anche Michele Vincenzo Guglielmi, rinviato a giudizio con richiesta di rito abbreviato per un tentato omicidio ai danni di un detenuto salentino, avvenuto sempre nel carcere di Bari il 19 ottobre 2024.

Bari, addio a Michele Barone: lo storico pescivendolo di via Nicolai si è spento 90 anni

Bari dice addio a Michele Barone, storico pescivendolo conosciuto da generazioni di baresi, scomparso all’età di 90 anni. Per decenni è stato un volto familiare del mercato di via Nicolai, dove la sua bancarella del pesce è diventata un punto di riferimento per clienti e commercianti.

Per tutti era semplicemente “Il Barone”, soprannome con cui era conosciuto e ricordato da chi frequentava quotidianamente il mercato. Con professionalità, disponibilità e una profonda conoscenza del suo mestiere, ha dedicato l’intera vita alla vendita del pesce, diventando una figura storica del commercio cittadino.

Per circa cinquant’anni ha vissuto in via Garruba, prima di trasferirsi nel quartiere San Paolo. Nonostante il passare degli anni, il suo legame con il mercato e con il lavoro non è mai venuto meno, lasciando un’eredità che oggi continua attraverso la sua famiglia.

La tradizione, infatti, prosegue ancora oggi con i nipoti, che hanno raccolto il testimone del nonno e gestiscono la storica Pescheria Barone, con la bancarella situata nella piazza dell’ex Manifattura Tabacchi, mantenendo vivo un nome che da decenni è sinonimo di qualità e storia nel commercio barese.

Con la scomparsa di Michele Barone, Bari perde uno dei suoi volti più autentici e conosciuti: un uomo che, con il suo lavoro quotidiano e la sua presenza costante al mercato, ha lasciato un ricordo indelebile in tanti cittadini che oggi lo salutano con affetto.