Cure palliative pediatriche, bimbo di 8 anni trasferito da Genova a Bari: volo umanitario dell’Aeronautica

È arrivato questo pomeriggio a Bari da Genova, con un volo umanitario dell’aeronautica militare, un bambino di 8 anni insieme alla madre, accompagnati dal direttore dell’hospice ‘Il Guscio dei Bimbi’ dell’ospedale ligure Gaslini.

Ad attenderli, all’aeroporto di Bari, l’équipe della Rianimazione pediatrica dell’ospedale Giovanni XXIII e la direzione sanitaria aziendale, che ha preso in carico il piccolo e lo ha accompagnato in ospedale insieme alla polizia locale. Qui madre e figlio sono stati accolti in una stanza dedicata della terapia intensiva pediatrica, in un ambiente protetto e con personale formato nelle cure palliative pediatriche anche in area critica.

“Il trasferimento – spiega il Policlinico barese – rappresenta un passaggio delicato ma necessario: alcuni giorni di ricovero per garantire stabilizzazione clinica e preparare, con attenzione e gradualità, il rientro a casa, in provincia di Foggia”.

Un percorso “costruito passo dopo passo insieme ai genitori – dice l’ospedale, nel rispetto delle loro scelte e con il supporto dell’équipe di cure palliative pediatriche” del Giovanni XXIII, “secondo un principio chiaro: proporzionalità delle cure e centralità della famiglia”. L’obiettivo è “accompagnare il bambino e la sua famiglia in modo unitario, tenendo insieme aspetti clinici, psicologici e relazionali”.

Dopo questa breve fase ospedaliera, il piccolo farà ritorno al proprio domicilio. La dimissione sarà protetta e condivisa: medico di medicina generale, rianimatore ed équipe domiciliare territoriale saranno presenti per garantire continuità delle cure.

Nella casa popolare con due figli psichiatrici, tornata l’acqua calda. Elisa: “Lavori dopo il video”

Abbiamo scoperto l’acqua calda, scusateci ma questo è proprio il caso di dirlo. Vi ricordate Elisa? L’avevamo raggiunta nella sua casa popolare perché rimasta senz’acqua calda. Era scoppiata in lacrime lanciando il suo appello disperato e invocando un aiuto immediato.

Elisa deve tenere bada da sola ai suoi due figli psichiatrici e la situazione era davvero complicata. Il giorno dopo la messa in onda del primo servizio in casa è tornata l’acqua calda, ma non solo, ci sono stati altri lavori che hanno interessato l’intero stabile.

Bari a rischio retrocessione, i tifosi al Bomber: “Quello è il Karma. De Laurentiis deve profondire”

Il Bari rischia fortemente di retrocedere in Serie C. Nonostante l’arrivo di Longo e la vittoria a Cesena, la squadra biancorossa non è riuscita ancora ad abbandonare le ultime zone della classifica di Serie B e a invertire un trend davvero pericoloso. Il Bomber Silvio Sisto è andato in giro a raccogliere il parere dei tifosi sul Bari e su De Laurentiis.

Bari, insegue ragazza per strada e la colpisce a martellate dopo lite stradale: 61enne solo denunciato

Nel pomeriggio del 18 febbraio, i Carabinieri della Stazione di Bari Carrassi hanno deferito in stato di libertà il 61enne barese, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di aver aggredito una ragazza 24enne a seguito di un litigio per questioni di viabilità in viale Unità d’Italia.

In particolare, è stato ricostruito, a seguito anche della denuncia presentata dalla giovane, che l’uomo l’ha colpito con un un martello dopo averla inseguita. La vittima è stata poi soccorsa da personale del 118 e trasportata presso il Policlinico, per le cure del caso.

Sul posto è intervenuta immediatamente la Polizia di Stato, che provvedeva ad identificare le parti, mentre la successiva denuncia è stata presentata presso la citata Stazione dei Carabinieri, che completava la ricostruzione dell’accaduto.

 

Traffico internazionale di rifiuti tra Puglia, Bulgaria e Grecia: 6 arresti. Blitz a Bari, Lecce e Brindisi

Sei persone, tra autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Lecce per traffico illecito di rifiuti tra Italia Grecia e Bulgaria.

I sei arrestati (quattro in carcere e due ai domiciliari) sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti con l’aggravante della transnazionalità, spedizione e gestione illecita di rifiuti.

In totale sono 14 gli indagati. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e iniziate nel gennaio 2024, hanno portato anche al sequestro di due società, 44 mezzi e 300mila come presunto valore del profitto derivante dall’attività illecita, in cui è coinvolta la società Bri.Ecologica.

Secondo l’accusa, le attività illecite di smaltimento riguardavano rifiuti speciali non pericolosi – in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.

L’azienda coinvolta, avvalendosi di società di intermediazione del settore, per risparmiare sui costi di smaltimento non avrebbe attivato le corrette procedure di gestione dei rifiuti, prescritte dalla legge, trasportando e smaltendo migliaia di tonnellate in aziende con sede in Bulgaria e Grecia.

Ai rifiuti sarebbe stato attribuito un falso codice Cer che certificava il trasporto di plastica e gomma “recuperabili”, anziché la reale natura dei rifiuti (calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti ed altri materiali tessili), che sarebbero stati poi abbandonati, in parte anche sui terreni agricoli. I mezzi provenienti dalla società Bri Ecologica s.r.l., hanno accertato gli investigatori grazie a intercettazioni, video riprese e pedinamenti, venivano imbarcati dal porto di Brindisi, con la compiacenza di spedizionieri, con destinazione Grecia e Bulgaria. Giunti nei due Paesi, i rifiuti sarebbero stati stoccati e abbandonati all’interno di capannoni industriali dismessi.

Bari, 77enne investita da monopattino in via Crispi. Fermato il pirata della strada: è un 27enne straniero

È stato identificato e rintracciato il conducente del monopattino che mercoledì pomeriggio aveva investito una donna di 77 anni in via Francesco Crispi a Bari. Per la signora investita una prognosi per gravi lesioni, ma con la previsione di una lunga terapia riabilitativa.

L’indagine della Polizia Locale per la ricostruzione della dinamica e l’individuazione del soggetto alla guida del monopattino che dopo l’impatto con la vittima era perfino caduto anche lui sulla carreggiata, ma rialzatosi si era dileguato, è stata consequenziale, puntuale e immediata.

Grazie alle testimonianze raccolte sul posto, le immagini delle telecamere della videosorveglianza di zona, gli Operatori della Locale, erano già riusciti poco dopo a recuperare il monopattino coinvolto nel sinistro e alcune precise indicazioni sul probabile conducente che ieri stesso è stato rintracciato e sottoposto a fermo di polizia per l’identificazione e la contestazione delle ipotesi di reato configurabili.

L’uomo, un 27enne straniero, con permesso di soggiorno in attesa di rinnovo, con precedenti penali, ha ammesso fatti e circostanze; l’ipotesi di reato è la fuga ed omissione di soccorso dopo l’incidente stradale verificatosi, oltre alla denuncia per lesioni ove la donna investita intenda sporgere querela per i danni fisici subiti.

 

Monopattini selvaggi a Bari, i consiglieri Carrieri e Sisto: “Servizio di sharing in proroga va sospeso subito”

“Servizio da troppo tempo in proroga che va sospeso immediatamente”. È questa la richiesta che i consiglieri comunali Carrieri e Sisto tornano a rivolgere al Sindaco di Bari dopo gli ultimi gravi episodi accaduti in Città. In particolare dopo l’investimento di un’anziana signora da parte di uno sconosciuto alla guida di un monopattino marciante controsenso.

“Noi – dichiarano – abbiamo depositato da tempo una risoluzione urgente per far sospendere subito il servizio sharing monopattini, scaduto da mesi e in proroga immotivata. Ciò in quanto quel servizio non ha praticamente regolamentazione. Il consiglio ha respinto la nostra risoluzione e gli Uffici Comunali hanno proseguito nel rilascio di indebite proroghe”.

“Oggi, gli ennesimi episodi che hanno coinvolto questi monopattini e gravemente danneggiato alcuni Cittadini, sono evidentemente anche imputabili a chi consente un uso deregolamentato; non controlla questi mezzi di trasporto; dispone proroghe di autorizzazioni del tutto immotivate – aggiungono -. Torneremo quindi a chiedere al consiglio comunale di esprimersi in tema. E nel frattempo torniamo a sollecitare il Sindaco chiedendo l’immediata sospensione del servizio sharing monopattini, in attesa del nuovo bando e delle nuove autorizzazioni che dovranno garantire innanzitutto l’incolumità e la sicurezza sia degli utenti (caschi, assicurazione, targhe identificative); sia dei pedoni troppo spesso impediti a circolare per la sosta selvaggia sui marciapiedi di questi mezzi”.

“Mezzi che registriamo sono ormai in gran parte utilizzati da appartenenti a cd.baby gang, proprio in ragione della impossibilità di identificazione degli stessi e delle gravi carenze di controlli da parte della Ripartizione della Polizia Locale, alla quale -in più occasioni- abbiamo inutilmente chiesto la stretta osservanza delle novità introdotte dal codice della strada”, concludono i due consiglieri.

Bari, 70 nuovi stalli per i taxi nell’aeroporto dopo l’aumento di licenze. Spostata la fermata dei bus Amtab

L’assessorato allo Sviluppo locale rende noto che sono stati completati gli interventi di rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, per la realizzazione di 70 nuovi stalli destinati al servizio taxi all’interno dell’aerostazione di Bari.

Su richiesta dell’amministrazione comunale e delle organizzazioni di rappresentanza dei tassisti, infatti, Aeroporti di Puglia ha aumentato lo spazio dedicato ai taxi, visto anche l’incremento del numero delle licenze rilasciate negli ultimi mesi dal settore Polizia annonaria, Ecologia e Attività produttive del Comune di Bari, a esito del concorso straordinario.

Aeroporti di Puglia, con il consueto spirito di collaborazione, ha dunque provveduto ad estendere gli stalli per la sosta dei taxi, anche in prospettiva del potenziamento ulteriore del servizio. Contestualmente, è stata spostata la fermata dei bus Amtab in altra postazione all’interno dell’aerostazione.

Bari, video dell’incidente mortale diventa virale su WhatsApp. Tre vigili a processo: chieste due assoluzioni

Un tir travolge e uccide un ciclista in via Napoli nel 2018, il video dell’incidente mortale viene ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di una stazione di servizio e diventa virale nelle chat e nei gruppi di Whatsapp.

Chi è il responsabile? Sul caso è stato aperto un processo. Tre vigili, di turno quando si è verificato l’incidente, sono stati accusati di violazione del segreto istruttorio dopo la diffusione del filmato ripreso dal computer della Polizia Municipale.

La Procura di Bari ha chiesto una condanna e due assoluzioni nell’ambito del processo. La sentenza è prevista il 12 marzo.

Schianto sulla ss96 a Modugno: morti i giovanissimi Michele, Elisa e Sara. Il 32enne Caputi condannato a 12 anni

Il Tribunale di Bari ha condannato a 12 anni Gaetano Caputi, il 32enne che era alla guida della Mini One che la sera sera dell’11 dicembre 2022, ha causato alle porte di Bari un incidente stradale nel quale morirono tre giovani tra i 19 e i 25 anni.

L’auto viaggiava ad una velocità di 120 chilometri all’ora sulla statale 96, all’altezza di Modugno (Bari), quando si scontrò con un bus turistico. Nell’impatto morirono i tre amici dell’imputato che erano a bordo: Sara Grimaldi di 19 anni, Michele Traetta di 21 e Elisa Buonsante di 25, e un quarto passeggero rimase ferito.

Il 32enne risponde di omicidio stradale pluriaggravato e lesioni personali stradali. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci, il conducente della Mini viaggiava ad una velocità molto oltre i limiti imposti su quel tratto di strada, di 50 km/h, e avrebbe colpito l’angolo anteriore sinistro del bus, tentando di superarlo sulla corsia di sorpasso, dopo aver zigzagato tra le altre macchine che avevano rallentato per permettere all’autobus di immettersi nella corsia.

Dopo il violento impatto, la vettura con a bordo le vittime si sarebbe ribaltata più volte finendo la propria corsa schiantandosi contro un muro di cemento armato. Traetta perse la vita sul colpo, le due ragazze morirono in ospedale.

La Procura aveva chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per le diverse aggravanti contestate, a partire dall’eccesso di velocità e dal numero delle vittime. La difesa dell’imputato, l’avvocato Simona Cuomo, ha insistito per il concorso di colpa del bus.