Ruba e vende la merce su TikTok, dalle minacce alle scuse: la confessione shock di Nico u uève (1)

Non immaginavamo mai, dopo i numerosi tentativi, di poter intervistare Nico u uève, il ladro rivenditore di TikTok. E invece è andata proprio così. Nel video precedente vi abbiamo parlato delle improvvise telefonate e della volontà di Macchi di incontrare e parlare con Antonio. Nonostante le preoccupazioni sollevate da Tino, ci siamo presentati all’incontro.

Ci siamo ritrovati davanti Nicola e la compagna Kekka. Dalle minacce alle scuse, in un contesto piuttosto disteso U uève ha fornito la propria versione dei fatti, chiedendo scusa alla farmacia Solazzo, annunciando di essere disposto anche al risarcimento della merce rubata ma soprattutto di essere pronto a voltare pagina e a vendere merce su TikTok comprata all’ingrosso.

Femminicidio nel Salento, spara alla testa della moglie e la uccide. La confessione: “Non voleva prendere i farmaci”

Ha confessato. Ha ammesso subito di aver sparato alla moglie mentre dormiva. Ha spiegato di essere esasperato perché la convivenza era diventata difficile perché lui e la moglie litigavano spesso. E ha aggiunto: lei soffriva di diabete e si rifiutava di prendere i farmaci che le erano stati prescritti.

Si è giustificato più o meno così con gli inquirenti l’82enne che ieri mattina ha impugnato la pistola che deteneva legalmente, l’ha puntata alla testa della moglie e ha fatto fuoco. La donna è morta sul colpo, ferita alla tempia da un proiettile che non le ha dato scampo. La vittima è Amalia Quarta, ex rappresentate di argenti di 83 anni. Ad ucciderla è stato il marito, Luigi Quarta, elettricista di 81.

E’ stato l’uomo, che ha lo stesso cognome della moglie, a chiamare il 118 attorno alle 12.20 e a lanciare l’allarme: “Fate presto, ho sparato in testa a mia moglie”. Il femminicidio è avvenuto al piano terra di una villetta in via Bernardino Bonifacio 35, nel quartiere San Pio di Lecce. Il corpo della donna era in camera da letto.

Sul posto, oltre ai carabinieri che hanno arrestato e portato il pensionato in caserma per l’interrogatorio, anche il pm Alessandro Prontera. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’abitazione e dell’arma e nelle prossime ore disporrà l’autopsia. L’accusa per il pensionato, portato in carcere dopo circa tre ore di interrogatorio, è di omicidio volontario. Il pm ha delegato ai carabinieri accertamenti per verificare la sua confessione. Il pensionato ha detto che stamattina, dopo l’ennesima lite con la moglie legata al rifiuto di assumere la terapia farmacologica, è uscito per fare la spesa. Tornato a casa, ha trovato la moglie a letto che dormiva. Ha quindi impugnato la pistola e l’ha ucciso nel sonno. L’arma era legalmente detenuta dall’82enne perché la donna in passato era stata agente di commercio di argenteria e lui la tutelava.

“Erano persone perbene, una coppia tranquilla. Non abbiamo mai sentito litigi o avuto segnali di attriti tali da giustificare un epilogo di questo tipo”, raccontano alcuni vicini che si dicono “increduli e sconvolti” per l’accaduto. Nemmeno alle forze di polizia risultano denunce per precedenti liti o dissidi.

Bari, confessioni e consulenze spirituali online. Don Luca De Muro si difende: “Tutto falso mai ricevuto soldi”

“Un programma televisivo ha fatto riferimento a un mio intervento su una piattaforma online, lasciando intendere che si trattasse di una confessione a pagamento. Questo non corrisponde alla realtà dei fatti perché non ho mai confessato nessuno online, né ho mai ricevuto denaro per alcuna attività legata ai sacramenti o ad altro”.

Lo scrive in un post pubblicato sui social, don Luca De Muro, il parroco della chiesa del Redentore di Bari in riferimento a quanto raccontato da un servizio della trasmissione ‘Fuori dal Coro’, sui preti italiani che, utilizzando la piattaforma americana, venderebbero sacramenti (come la confessione) e consulenze spirituali dietro il pagamento di somme in denaro.

“Nell’occasione messa in rilievo dalla trasmissione – la prima e unica – ho accettato di parlare con una persona che sembrava avere un bisogno spirituale, convinto di poter essere di aiuto”, continua il sacerdote spiegando che “l’ho fatto pensando a chi, per timidezza o vergogna, non riesce ad affrontare certi temi di persona”.

“Ho sottovalutato le implicazioni di questa scelta”, ma “appena mi sono accorto delle modalità con cui funzionava la piattaforma, ho subito ritirato la mia disponibilità”, aggiunge. “Mi dispiace sinceramente per quanti sono rimasti turbati da questa vicenda – continua- non era mia intenzione ferire nessuno. Chi mi conosce sa che ho sempre vissuto questo ministero come un dono”. ”

Sto vivendo una situazione che mi mette alla prova – conclude -. Ringrazio la comunità del Redentore per la fiducia, la vicinanza e il sostegno che non è mai mancato. Camminiamo insieme, anche in questo momento”.

Mafia a Bari, Palermiti Jr in lacrime nell’interrogatorio fiume: confessa due omicidi e chiede scusa alle Istituzioni

Giovanni Palermiti, figlio del boss e capoclan Eugenio, lo scorso 29 gennaio è stato interrogato nel carcere di Secondigliano dove attualmente è detenuto. È stato lui stesso a chiederlo. Un colloquio di 7 ore in cui Giovanni ha confessato gli omicidi di Nicola De Santis e di Walter Rafaschieri, negando però di aver partecipato agli affari illeciti del clan. Non sono mancanti gli attimi di tensione, Palermiti Jr è infatti scoppiato in lacrime e ha chiesto scusa alle Istituzioni. 

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Omicidio in via Napoli, il 24enne Nicola Amoruso confessa: “Sono stato io ma non volevo uccidere Colaianni”

Il figlio della vittima avrebbe discusso con il presunto omicida del padre nelle ore precedenti al delitto quando il 24enne, assieme ad altre tre persone, lo avrebbero minacciato di morte se non avesse saldato un debito di mille euro per una partita di hashish. Minacce che sarebbero arrivate via social – attraverso Tik Tok e Messanger – anche alla sua mamma.

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