Traffico internazionale di droga dalla Spagna alla Puglia: la Finanza sequestra beni per 2 milioni di euro

Un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 2 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza provinciale di Bari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le 4 persone sono state recentemente condannate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, produzione, traffico e detenzione illeciti delle predette sostanze, riciclaggio e detenzione illegale di armi.

Con sentenza del marzo 2025 sono state comminate, nei confronti dei predetti soggetti, pene detentive fino a 20 anni di reclusione (per i capi promotori dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) ed è stata contestualmente disposta la confisca dei beni.

Sequestrati immobili, terreni e compendi aziendali (ubicati rispettivamente a Fasano e Andria attivi nel settore del commercio all’ingrosso di frutta/alimenti) e nella disponibilità di alcuni degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’associazione avrebbe operato nel panorama del traffico internazionale di sostanze stupefacenti anche avvalendosi di un indagato, dimorante nel sud della Spagna, dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi.

Il sodalizio avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, dove un pregiudicato si sarebbe occupato in loco della ricerca di canali di smercio della droga.

Bari, droga nell’auto dell’amante di sua moglie: condanna definitiva per l’avvocato barese Filograno

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’Appello di Bari che ha condannato l’avvocato barese, Gaetano Filograno, a 2 anni e 8 mesi per detenzione di sostanze stupefacenti.

Tutto ruota attorno ai 26 grammi di cocaina nascosti nell’auto di un imprenditore, incastrato per la relazione extraconiugale con l’allora moglie dell’avvocato. In primo grado Filograno era stato assolto, la Corte d’Appello di Bari ha poi ribaltato il verdetto dopo l’impugnazione della Procura.

Nella vicenda è coinvolte anche il consigliere comunale Nicola Loprieno, in primo grado era stata emessa sentenza di non luogo a procedere in udienza preliminare.  attualmente a giudizio davanti al Tribunale di Bari.SFHB7

Spaccio, armi, estorsioni e pestaggi. Blitz della Polizia a San Pasquale: 12 persone in carcere – VIDEO

Nelle prime ore della mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito 12 ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Bari, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla disponibilità di armi, oltre che di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, del tipo eroina, cocaina, ecstasy, hashish e marijuana.

+++ IL VIDEO SUL CANALE TELEGRAM +++

Le condanne sono state comminate all’esito dell’iter processuale della c.d. operazione “Over and Out”, che, in data 15 luglio 2021, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Sezione G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 17 soggetti.

L’indagine, condotta dalla sezione Antidroga della Squadra Mobile di Bari, negli anni 2017 e 2018, ha consentito di individuare un’associazione criminale, ben strutturata ed organizzata, in grado di fornire alla clientela stupefacente di qualsiasi tipo, di fatto monopolizzando la commercializzazione illecita di droghe nel quartiere San Pasquale di Bari.

In particolare, il gruppo criminale colpito con gli odierni provvedimenti aveva trasformato un complesso residenziale di edilizia popolare, in via Dei Mille, in una vera e propria roccaforte per l’attività di spaccio, impadronendosi degli scantinati e dei terrazzi per nascondere armi e droga, ai danni degli altri condomini, costretti a subire le loro imposizioni.

Di fatto, il quartier generale dell’organizzazione era stato individuato, sempre nel quartiere San Pasquale, in una palazzina di via Cuoco, dove gli indagati avevano trasformato il terrazzo condominiale in una vera e propria dependance, ove, all’ombra di un gazebo e di una piscina fuori terra, pianificavano i traffici illeciti ed organizzavano i vari summit, ai quali partecipavano tutti gli indagati, tenuti dai capi e promotori del sodalizio.

Le telecamere e le microspie, installate dagli investigatori su quel terrazzo, hanno consentito di acquisire granitici elementi probatori sulla loro illecita attività. Inoltre, durante l’indagine, sono state documentate anche azioni ritorsive e pestaggi messi in atto dagli spacciatori nei confronti degli acquirenti che non saldavano in tempo i debiti maturati per l’acquisto dello stupefacente.

Nel corso dell’attività investigativa, sono stati operati 10 arresti in flagranza di reato, sequestrati circa 13 chilogrammi di stupefacente tra cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché 2.000 pasticche di ecstasy.

Inoltre, a testimonianza della pericolosità dell’organizzazione criminale, durante le indagini sono state sequestrate 7 pistole semiautomatiche di vario calibro, nonché una pistola mitragliatrice Skorpio.

Bari, sorpresi con droga e armi: i cugini Loreta e Christian Capriati condannati. Lei torna libera lui ai domiciliari

La gup di Bari Paola Angela De Santis ha condannato i cugini Christian e Loreta Capriati, nipoti del boss di Bari vecchia Sabino, rispettivamente a 2 anni e 2 mesi e un anno e 8 mesi di reclusione.

I due furono trovati in possesso di una pistola, otto proiettili, 150 euro e alcune dose di marijuana e cocaina durante un controllo avvenuto a Bari vecchia la notte tra 28 e 29 gennaio e per questo furono arrestati in flagranza.

Per la 32enne Loreta Capriatila pena è stata sospesa e la donna è tornata in libertà, mentre il 20enne Christian continuerà a scontare la pena ai domiciliari, cui era stato ristretto dopo l’arresto.

I soldi furono trovati in un borsello che il 20enne aveva addosso, la droga e l’arma le aveva invece la 32enne. La pistola, come accertato dai militari, era stata rubata nel 2020 a Casoria (Napoli), e al momento del controllo era carica e senza sicura. Ai carabinieri, Christian ha raccontato come l’arma e la droga fossero sue, e che avesse chiesto alla cugina di tenerle momentaneamente.

Loreta è la figlia di Domenico ‘Mimmò Capriati, ucciso nel 2018 con 12 colpi di mitraglietta (per il suo omicidio in due, Domenico Monti e Maurizio Larizzi, sono stati recentemente condannati all’ergastolo in primo grado). Christian, invece, è il figlio di Raffaele (‘Lellò, fratello di ‘Mimmò), ucciso il primo aprile del 2024 mentre si trovava in auto nel quartiere Torre a Mare di Bari.

Traffico di droga a Bitonto, il boss Domenico Conte assolto in appello. Ridotte altre 27 condanne

La Corte d’Appello di Bari ha annullato la condanna a 16 anni, assolvendolo «perché il fatto non sussiste», nei confronti del boss di Bitonto Domenico Conte (assistito dalla legale Marianna Casadibari), condannato in primo grado in abbreviato nel 2022 perché ritenuto uno dei capi di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga nel nord Barese insieme a Roberto Dello Russo, Paolo Ficco e Giambattista De Sario.

La Corte d’Appello ha poi confermato e ridotto altre 27 condanne, tra cui quelle di Dello Russo, De Sario (entrambi da 20 a 14 anni) e Ficco (da 20 a 12 anni). I Comuni di Bitonto e Terlizzi e la Regione Puglia erano costituiti parte civile.

L’associazione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe operato sui Comuni di Bitonto e Terlizzi per agevolare proprio il clan Conte, ritenuto una «propaggine» del clan Capriati di Bari.

Nell’ambito di questa inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari e condotta dai carabinieri, in 27 furono arrestati a gennaio 2020. Per Conte è stata recentemente annullata dalla Cassazione una condanna a 20 anni per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio della sarta Anna Rosa Tarantino, 87enne uccisa per errore a Bitonto il 30 dicembre 2017.

Gravina, minacciano 15enne per un debito di droga di 20 euro: due ragazzi a processo

Due ragazzi di Gravina, all’epoca dei fatti di 16 e 17 anni, rispondono dell’accusa di estorsione per aver minacciato via Instagram un 15enne per un debito di droga di soli 20 euro.

Nella giornata di ieri si è celebrata l’udienza preliminare davanti al Tribunale dei Minorenni di Bari. Per uno è stato autorizzato il programma di messa in prova, l’altro è stato invece rinviato a giudizio. Il processo inizierà il prossimo 3 luglio.

Esplosivo, armi e droga nel casolare usato da un evaso: tre arresti nel Foggiano. Tra loro anche una donna

Un ingente quantitativo di materiale esplosivo, insieme ad armi, munizioni e droga, è stato sequestrato in un casolare nelle campagne di Stornara, in provincia di Foggia, durante le ricerche di una persona evasa dagli arresti domiciliari nell’ottobre 2024, già in custodia cautelare perché ritenuta responsabile del reato di rapina.

Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato per detenzione illegale di armi ed esplosivi, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio ed evasione dagli arresti domiciliari.

Individuato il casolare dove l’uomo evaso si nascondeva, i militari hanno dapprima bloccato una persona che si stava allontanando, anche in questo caso si tratta di un evaso dai domiciliari.

Fatta irruzione nello stabile, la persona ricercata è stata assicurata alla giustizia insieme a una donna. Durante la perquisizione sono stati sequestrati esplosivo, una pistola clandestina, con serbatoio e munizionamento e oltre cento grammi di hashish e marijuana, pronti per essere spacciati.

Sul posto sono intervenuti anche gli artificieri del comando provinciale di Bari che hanno confermato l’elevata pericolosità dell’esplosivo, provvedendo alla sua distruzione.

Nasconde armi, droga, munizioni e divise dei carabinieri rubate nel seminterrato: arrestato 21enne a Molfetta

Un 21enne di Molfetta è stato arrestato con le accuse di detenzione illecita di armi, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e ricettazione.

La Guardia di Finanza ha scoperto che il giovane aveva sistemato in un seminterrato del centro cittadino armi, droga e soprattutto divise dei carabinieri, probabilmente da usare per commettere truffe o rapine.

Secondo quanto accertato, le uniformi sono state rubate a un carabiniere a cui era stata portata via anche una uniforme storica per cerimonie completa di medaglie e controspalline.

A far scattare i controlli dei finanzieri il continuo andirivieni di persone. Il 21enne è stato così bloccato e ha aperto le porte del piccolo immobile, in cui sono stati trovati 230 grammi di hashish, 330 cartucce di calibro differente, una Beretta 418 calibro 6.35 con matricola cancellata e con fondina, diversi bilancini e materiale utile al confezionamento. Tutto il materiale è stato sequestrato.

Bari, traffico di droga con base a Japigia e succursale a Mola: condanne definitive per 21 imputati – I NOMI

Diventano definitive le condanne a pene comprese tra i 14 anni e i 10 mesi di reclusione per 21 persone, coinvolte nell’inchiesta Astra di Dda e carabinieri di Bari, sull’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che aveva come centro il quartiere Japigia di Bari – in particolare la zona di via Caldarola – e come succursale il comune di Mola di Bari, nel sud est della provincia.

La Corte di Cassazione ha infatti respinto o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da 21 imputati, tra cui quello del «promotore» Giuseppe Martiradonna, condannato alla pena più alta. Nell’ambito di questa inchiesta, nel maggio del 2021, furono arrestate 36 persone e furono sequestrati diversi chili di cocaina, marijuana, hashish ed eroina, oltre a circa 30mila euro in contanti, una mitraglietta con munizioni e due pistole giocattolo prive di tappo rosso.

La Cassazione ha anche annullato con rinvio, a un’altra sezione della Corte d’Appello di Bari, le condanne nei confronti di cinque imputati (Matteo Bellantuono, Angelo Martiradonna, Eugenio Lovergine, Edoardo Caizzi e Paolo Lovreglio) a pene comprese tra i 5 anni e 4 mesi e gli 8 mesi di reclusione e difesi dagli avvocati Libio Spadaro, Giuseppe Giulitto e Marcello Belsito.