Trani, furto nel locale con 12 dipendenti disabili. L’appello social dopo la chiusura: “Aiutateci”

Una richiesta di aiuto lanciata tramite social. Un appello per poter tornare a servire piatti succulenti preparati e portati a tavola da ragazzi e ragazze con problemi legati alla disabilità. La voglia di ripartire e le difficoltà nel farlo. Un post per raccontare cosa stanno vivendo. È quanto deciso dai responsabili del locale ‘La locanda del giullare’ di Trani, che nella notte tra venerdì e sabato scorsi ha subito un furto che ha comportato la chiusura. Uno stop forzato che sarà prolungato anche nei prossimi giorni e che non si sa quando terminerà.

“L’unica certezza amara che abbiamo è che la locanda è chiusa e resterà chiusa in un weekend, quello del ponte di Ognissanti, che generalmente ha registrato sold-out”, si legge su Facebook. “Chiunque abbia voglia di non far morire questo progetto, abbia voglia di accompagnarlo a una rinascita ci contatti, ci scriva, ci solleciti”, prosegue il post in cui si annuncia l’incontro “con la brigata della nostra Locanda” tenuta all’oscuro di quanto accaduto. Perché i dodici dipendenti della struttura, che si trova in pieno centro cittadino, hanno problematiche differenti: c’è chi ha un ritardo mentale, chi è affetto dalla sindrome di Down e chi ha disturbi dello spettro autistico.

“Capiremo insieme a tutti loro se ci saranno le condizioni per far ripartire questo progetto, se trasformarlo, se abbandonarlo”, prosegue il post. “Quanto successo è stato un episodio che ci sta facendo riflettere a fondo, che ci sta facendo analizzare le tante, troppe difficoltà che fino a oggi – si legge – abbiamo dovuto affrontare spesso, anzi spessissimo, da soli. Lontani dall’idea di doverci piangere addosso, ma con la dignità e responsabilità che crediamo ci abbia sempre contraddistinto, siamo qui a condividere con voi tutti ciò che ci succede. Come sempre – conclude il post – vi terremo aggiornati”

Ruvo, ruba 900 euro in sacrestia. Parroco pubblica sui social il furto: denunciato 55enne barese – VIDEO

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È stato individuato e denunciato dai carabinieri il responsabile del furto avvenuto nella sacrestia della chiesa di San Michele a Ruvo di Puglia. Si tratta di un barese di 55 anni con precedenti. L’uomo era riuscito a portare via quasi 900 euro conservati nel cassetto della scrivania. Il parroco don Ignazio Gadaleta lo aveva però denunciato pubblicamente sui social, con tanto di video che riprendeva il miserabile furto. I soldi infatti erano destinati ai più bisognosi. Il 55enne è stato denunciato per furto aggravato.

Ruvo, ruba 900 euro in sacrestia. Parroco pubblica sui social il furto: “Servivano per aiutare i più fragili” – VIDEO

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“La cosa che più mi dispiace è che il furto che abbiamo subito ha conseguenze sui bisogni di chi vive in condizioni di fragilità sociale ed economica. Vorrei che l’autore lo capisse e che possa redimersi”. Dalla voce di don Ignazio Gadaleta, parroco della chiesa dedicata a San Michele arcangelo di Ruvo di Puglia emerge il dispiacere per quanto avvenuto dieci giorni fa quando, una persona ha portato via quasi 900 euro conservati nel cassetto della scrivania nella sacrestia. Don Ignazio ha pubblicato il breve filmato del furto. Dura poco più di un minuto. Si vede un uomo distinto, vestito di scuro, con un borsello a tracolla, che entra nella stanza mentre parla al cellullare.

In chiesa è appena finita una messa e ne sta per iniziare un’altra. “C’era molta confusione e io sono stato imprudente: avrei dovuto chiudere la porta a chiave”, commenta don Ignazio, 38 anni e tono pacato. Il ladro cammina su e giù per la stanza, si avvicina dopo un po’ alla scrivania, apre il cassetto, acciuffa qualcosa, lo richiude e va via. “Ho subito sporto denuncia ai carabinieri a cui, naturalmente ho consegnato il filmato. L’ho guardato più volte ma non so chi sia quell’uomo”, continua don Ignazio che ha postato sui social i frame senza oscurare il volto di chi gli ha portato via il malloppo. “L’ho fatto per mettere in guardia, per sensibilizzare chiunque lo riconosca a fare attenzione”, spiega.

I carabinieri stanno effettuando le indagini e pare che il responsabile del furto non sia inserito nei database delle forze dell’ordine. “Mi dispiace che questa persona non si sia resa conto che quanto ha rubato sarebbe servito per aiutare gli ultimi della comunità oltre che per le tante spese ordinarie e straordinarie”, conclude con rammarico.

Samir ruba un profumo e si pente: “Scusate lo ripago. L’ho dato al mio capo voleva licenziarmi”

In parte abbiamo compreso il perché del suo gesto, ma non lo abbiamo giustificato. Restituiremo la somma al negozio, con la speranza che Samir e Debora possano trarre insegnamento da questa storia. Tutto questo non è bastato, Samir è stato licenziato e ora cerca un nuovo lavoro. Rivolgiamo un appello alla nostra community. 

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Moto rubate nel Barese, fine della corsa: arrestati 4 ragazzi di Triggiano. Erano scappati dopo un folle inseguimento

Sfuggono ad un inseguimento sulla ss100 all’altezza dell’Ikea a Mungivacca, dopo aver abbandonato moto di grossa cilindrata appena rubate, a distanza di settimane però vengono arrestati durante l’ennesimo tentativo di rapina. La Polizia ha arrestato 4 giovanissimi di Triggiano. Da mesi rubavano moto di grossa cilindrata a Bari e zone limitrofe.

Lei è in ospedale, lui entra in casa e le ruba carta di credito con Pin: arrestato ladro a Putignano. Spesi 2000 euro

I Carabinieri di Putignano hanno arrestato un cittadino di nazionalità albanese, residente da anni nell’alta murgia barese. Il 35enne è stato fermato mentre passeggiava da una pattuglia dei militari. Ha destato subito qualche sospetto per come era vestito, i Carabinieri lo hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti. Dalla centrale operativa è risultato censurato per diversi reati, tra cui furti.

I militari hanno così deciso di estendere i controlli nella sua auto, trovando alcuni acquisti fatti da un tabaccaio con carta di credito. L’auto comunque non era coperta dalla polizza assicurativa, risultata scaduta da tempo. I Carabinieri, durante la perquisizione, hanno rinvenuto una carta di credito intestata ad una donna anziana e l’uomo non ha saputo fornire una precisa spiegazione di come ne era entrato in possesso. La banca ha fornito ai militari le generalità della anziana che da qualche giorno era ricoverata in ospedale e proprio in quei giorni del ricovero aveva subito un furto nella sua abitazione senza neppure saperlo perché disabitata. Il 35enne, incalzato dalle domande dei carabinieri, ha confessato. Quando ha rovistato nei cassetti del comodino ha trovato la carta di credito e un biglietto con scritto il numero del Pin. È riuscito ad utilizzare il bancomat spendendo e prelevando circa 2000 euro.

Cerignola, furto di olive nel terreno confiscato alla mafia: al via una raccolta fondi per la cooperativa sociale

Una raccolta fondi sul sito GoFundMe è stata lanciata dalla cooperativa sociale Altereco di Cerignola (Foggia) che ha subito un ingente furto di olive in uno dei terreni che gestisce e che sono stati confiscati alla mafia.

Tutto è accaduto il 19 settembre scorso quando – stando alla ricostruzione dei responsabili della cooperativa – ignoti sono stati sorpresi da un operatore a sottrarre olive su un terreno a diversi chilometri dal centro abitato e intitolato alla memoria di Michele Cianci, il commerciante assassinato il 2 dicembre del 1991 dalla criminalità organizzata di Cerignola per essersi ribellato ad un furto nella sua armeria.

“Nell’occasione – spiega il presidente della cooperativa Altereco, Vincenzo Pugliese – l’operatore è stato anche aggredito dai malviventi perchè li ha filmati mentre sottraevano le olive. Da un controllo fatto nel grande perimetro del terreno ci siamo resi conto che, a più riprese sicuramente, erano riusciti a sottrarre qualcosa come il 90 per cento del raccolto, circa 40 quintali, procurando un danno davvero ingente”. Il caso è all’attenzione della polizia a cui è stata sporta denuncia con tanto di materiale fotografico allegato.

“Vorremmo giustizia – continua Pugliese – ci piacerebbe vedere che i ladri fossero catturati e ricevessero la loro giusta condanna, ma siamo curiosi di capire chi ha acquistato le nostre olive visto che non sono così tante le strutture dove si lavora un’oliva Dop del genere. Il bene Michele Cianci è un bene confiscato situato in un’area addentrata, lavorare lì non è semplice, ma il giorno dopo eravamo lì come sempre a lavorare, a raccogliere peperoni e melanzane, perché lì coltiviamo speranza, una speranza concreta che passa attraverso il lavoro”.

“La raccolta fondi – conclude Pugliese – è stata lanciata non solo per cercare di tamponare l’evidente problema che ci è stato arrecato, ma per condividere il danno con la gente del posto, per renderla partecipe, per far capire che i beni confiscati non sono un patrimonio di chi li gestisce o di chi ci lavora, ma di tutta la comunità. Sono luoghi da cui partono idee di cittadinanza”.

Ladri irrompono in casa, non trovano soldi e portano via due formaggi: strano furto in campagna a Putignano

Alcune persone si sono introdotte sabato sera in una residenza di campagna a Putignano. Dopo aver divelto una finestra, si sono introdotti all’interno dell’abitazione e subito si sono diretti nella stanza da letto, rovistando nei cassetti e ribaltando tutto. Sono riusciti solo ad impossessarsi di una collana, ma nella fretta non si sono accorti che in un fazzoletto da naso, ben piegato e stirato nel cassetto del comò, erano nascosti diverse centinaia di euro.

Non soddisfatti del magro bottino sono poi passati dalla cucina, ma all’interno dei pensili e cassetti delle posate non hanno trovato nulla da portar via. Hanno dunque aperto il frigorifero, trovando metà caciotta di formaggio da 600 grammi, ancora incartato, e un cacioricotta. Dopo aver arraffato i formaggi sono scappati via.

Bari, gli smontano la bici mentre è a casa dell’amico. L’ira di un giovane barese: “Non vedo l’ora di scappare”

“Questa è Bari”. Inizia così la denuncia arrivata in redazione da parte di un nostro giovane lettore. “Era una bici a cui ero molto affezionato, la usavo per spostarmi in mezzo alla città, per andare all’università, qualche volte sono andato pure allo stadio nonostante fosse molto lontano anche abbastanza pericoloso”, racconta.

“Oggi un mio amico mi invita a vedere la partita e siccome abita ad una mezz’oretta a piedi da casa mia la prendo – continua -. Ma il portiere di solito non la fa mettere all’interno del palazzo, quindi sono costretto a lasciarla fuori, io per sicurezza metto sempre due catene una sulla ruota anteriore legata al palo, l’altra su quella posteriore legata al telaio. Finita la partita scendo e trovo la sorpresa: smontata in due hanno lasciato solo la ruota anteriore con la catena attaccata. Per me non è un problema comprarne una nuova anche usata, ma queste cose mi fanno proprio salire la voglia di scappare via da questa città il prima possibile”.