Imprenditore dona la spesa a Quinto Potere, Giovanni non si tira indietro: scherza e scarica l’auto

Un grande gesto di solidarietà. La nostra community è differente e ogni giorno ne abbiamo testimonianza. Un imprenditore ha donato della spesa a Quinto Potere. Fortunatamente, nonostante le condizioni della gamba, c’è Giovanni ad aiutare Antonio nello scaricare tutta la merce dall’auto, anche perché Tino non muove un dito e resta dietro alla telecamera. Il buonumore non manca mai.

Stop alla musica dalle 24 nei locali, giovane gestore scrive a Decaro: “Da me si arriva alle 23 così ci schiacciate”

“Salve signor sindaco, Non è solito da parte mia alzare polemiche inutili, ma in questa circostanza sento l’esigenza di aprire una parentesi che spero si possa chiudere il prima possibile. Alla giovane età di 25 anni, dopo aver vissuto all’estero e aver concluso la mia carriera universitaria al nord, ho deciso di ritornare nella splendida città in cui vivo per coltivare l’ambizione che mi spinge ogni giorno a fare sacrifici. Ho deciso di aprire un Bar serale, cercando di sfruttare tutte le conoscenze apprese negli anni per pormi come un imprenditore del nuovo millennio. Come tanti altri giovani, mi sono dedicato alla cura finanziaria, economica, marketing della struttura per ammortizzare al meglio un debito che ho deciso di affrontare perché credo in quello che questa città può offrire. Per intenderci, non ho aperto un posto per far caciara, anzi, i cittadini amano ciò che facciamo perché mettiamo davanti alla nostra natura di imprenditori dei valori e delle esigenze: organizziamo incontri di lettura per tutti i giovani che amano legge; sponsorizziamo attività e prodotti del nostro territorio, organizzando giornate dedicate; usiamo il marketing per affrontare temi sensibili e sensibilizziamo la raccolta differenziata. Sfortunatamente a quanto pare fare le cose per bene non basta”.

Inizia così lo sfogo del 27enne Marco Timpanaro, titolare del pub Ianus situato in via de Ferrariis 43 al quartiere Picone di Bari. “Ieri notte ho avuto l’onore di ricevere visita dalla tanto temuta polizia annonaria alla 00:30, per quanto concerne un documento che presenta il divieto di musica in filodiffusione dopo 00:00 in tutti i locali – si legge nel post -. È mio compito da buon cittadino rispettare la legge, ma come ben si sa i nostri locali, perché parlo per tutti, sono dei luoghi di incontro serali, che accolgono la clientela verso le 23:00 ogni sera, luoghi in cui condividere una giornata di lavoro pesante con un amico, perché no davanti ad un calice di vino e un leggero sottofondo musicale. Spegnere la filodiffusione a 00:00, che non è la discoteca, significa trasformare un luogo di svago in una scatola asettica. Sono costretto a dilungarmi per ribadire che io non ledo la sfera sociale di nessuno, perché so che significa rispettare il prossimo, il condomino e chi mi circonda. Ogni sera bado personalmente al volume della musica, alla pulizia del marciapiede, i condomini sono diventati cari amici a tal punto che la signora, tanto anziana quanto dolce del primo piano, è diventata per noi staff una seconda nonna. Scrivo tutto questo perché per me, ma come per molti altri, fare impresa non è un piccio o un gioco, ci sono tanti sacrifici e rischi che abbiamo deciso di correre, piuttosto di accettare un posto statale migrante verso la terra promessa. Le scrivo per chiedere di intervenire per davvero perché come ben sappiamo è già stato chiesto più di un mese fa di farlo senza risposta. Siamo in pochi a credere ancora in questa città , non schiacciateci”.

Barese precipita dal settimo piano in Romania, gli amici di Anton Giulio: “Non si è suicidato amava troppo la vita”

C’è mistero attorno alla morte dell’imprenditore barese Anton Giulio Olivieri, deceduto dopo essere caduto sabato 8 aprile dal settimo piano di un appartamento a Deva. Il 37enne si trovava da tempo in Romania dove lavorava con suo zio, nell’impresa ItalRom Leather. I suoi funerali si sono svolti oggi nei giorni scorsi a Toritto, paese di origine della sua famiglia, dopo il rientro della salma in Italia. La polizia romena è sicura che si tratti di suicidio, ma sul caso è stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo.

“Negli ultimi due anni lo vedevo stressato: era dimagrito, perdeva capelli, aveva avuto problemi di salute. Diceva di non potersene andare dalla Transilvania, in cui si era trasferito da cinque anni, per proteggere la sua famiglia. Temo che fosse finito sotto ricatto di qualcuno, ma era un ragazzo che amava troppo la vita per potersi suicidare. La dinamica della morte è stranissima, nessuno qui crede al gesto volontario”, racconta un suo amico al Corriere del Mezzogiorno. “Da tempo lo vedevo troppo diverso dal solito. Amava Bari e ci tornava quando poteva, ma le visite erano diventate sempre più rare. Diceva di non poter rientrare a casa per proteggere sé stesso e la sua famiglia, ma non ha mai dato dettagli a nessuno – aggiunge un altro -. Era allo stesso tempo pieno di vitalità e fortemente introverso, teneva tutto dentro. Suicidio? È impossibile. Lui viveva per i suoi cari, era convinto di doverci essere sempre per prendersi cura di tutti, dai genitori alla sorella e al fratello. Non lo avrebbe mai fatto per responsabilità”.

Paura a Manduria, bomba esplode davanti casa di un imprenditore: indagini in corso

Momenti di panico ieri nel tarantino dove nella notte scorsa è stata posizionata e fatta esplodere una bomba davanti alla porta d’ingresso della villetta di un imprenditore edile in via Lecce, nella periferia di Manduria. La deflagrazione non ha causato feriti ma ha mandato in frantumi il davanzale in marmo e divelto un infisso. Al momento dell’esplosione in casa c’erano il capofamiglia, la moglie e i due figli. La Polizia ha avviato le indagini, acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona. L’imprenditore ha sottolineato di non aver mai avuto minacce. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco.

Picchiano e rapinano albergatore portandogli via due Rolex e 20mila euro: 5 arresti nel Tarantino

Cinque persone, tutte di Manduria e legate da vincoli di parentela, sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di estorsione, rapina aggravata e lesioni personali nei confronti del gestore di un complesso turistico di San Pietro in Bevagna, un 55enne di origini campane. L’episodio risale al pomeriggio del 25 giugno 2022. I rapinatori, armati e incappucciati, picchiarono con violenza e rapinarono l’albergatore, che pare avesse tentato una reazione, impossessandosi di gioielli, di due orologi Rolex e denaro contante, oltre 20mila euro. Dopo il raid nel complesso turistico fuggirono e il malcapitato, colpito anche alla testa con il calcio di una pistola, fu accompagnato in ospedale per le cure dei sanitari. Oggi i carabinieri del comando provinciale di Taranto, con la collaborazione dei militari del nucleo cinofili di Modugno, hanno eseguito nei confronti dei presunti responsabili una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Fidanzatini senzatetto incontrano il primo imprenditore: “Lavoro e alloggio per Paolo e Antonella”

La svolta per Paolo e Antonella potrebbe essere davvero vicina. Abbiamo accompagnato i due fidanzatini senzatetto a Cellamare per incontrare l’imprenditore che ha offerto a loro sia un lavoro che un alloggio, mentre è arrivata anche un’altra proposta da Pescara da parte di una catena importante di fast food ambulanti per la zona di Bari. Le belle notizie non finiscono qui perché Giancarlo ci ha donato 100 euro, facendo così aumentare il tesoretto a disposizione a quota 300. Abbiamo dato a loro la metà. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno preso a cuore la loro storia e si sono fatti avanti, mentre con Paolo e Antonella abbiamo affrontato alcuni temi familiari per capire meglio la loro situazione.