Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16. La mamma: “Voglio giustizia il suo assassino è libero”

“Dal 1 novembre 2025 mio figlio non c’è più, l’assassino è libero. Non trovo giusto che lui sia libero, si tratta di omicidio stradale, era con un tasso alcolemico alto al secondo grado e andava ad alta velocità su una strada su cui bisogna viaggiare a 50 km/h”.

Inizia così lo sfogo della mamma di Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese.

“Non mi sento tutelata dalla legge, molte mamme come me hanno perso figli per omicidio stradale ed aspettano anni per il processo – aggiunge -. Questo non è giusto, l’assassino dovrebbe essere in carcere a quest’ora, ha causato a mio figlio un trauma cranico e andava ad una velocità superiore a quella stabilita, non è giusto che sia ancora in libertà”.

“Mio figlio Cosimo ha perso la vita per soccorrere un automobilista che era andato fuori strada, per il suo altruismo ha perso la vita per colpa di un ubriaco – conclude -. Voglio giustizia per mio figlio”.

Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne torna libero dopo la morte di lei

Il professionista barese, accusato di tentato omicidio per aver staccato i supporti vitali all’anziana madre malata terminale, è tornato libero.

Il 22 gennaio scorso l’uomo era finito ai domiciliari dopo essere stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla madre e aver rifiutato il braccialetto elettronico.

La donna è morta nei giorni scorsi. In seguito al decesso, gli avvocati dell’uomo hanno chiesto e ottenuto la revoca della misura. Il pm Isabella Ginevra non ha disposto l’autopsia e i funerali sono già stati celebrati.

Arrestato a Bari dopo 26 anni di latitanza, viene scarcerato dopo 3 mesi: “Mancano documenti per l’estradizione”

Per mancanza di documenti a supporto della richiesta di estradizione, è stato scarcerato, dopo poco più di tre mesi trascorsi in carcere, il 60enne svizzero Daniel Earl Ricardo Connor, arrestato il 10 ottobre scorso dalla Guardia di finanza su mandato d’arresto internazionale, emesso nel 1999.

L’uomo, ricercato da 26 anni per una presunta frode su titoli finanziari per oltre venti milioni di dollari commessa a New York, fu trovato a bordo di un catamarano al largo di Bari. Il 60enne è tornato in libertà su decisione della Corte di Cassazione.

Stando al mandato di arresto, l’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode su titoli finanziari e riciclaggio dei proventi illecitamente acquisiti. Avrebbe svolto – secondo i magistrati di New York – un ruolo chiave agendo come prestanome offshore in transazioni su titoli per i dirigenti di una società di intermediazione mobiliare e riciclando i proventi di frodi sui titoli. Avrebbe così riciclato 20 milioni di dollari partecipando a numerose manipolazioni azionarie proponendosi come banchiere e consulente attraverso il suo studio ‘Connor &Associates a Ginevra.

Subito dopo l’arresto, era stata avviata la procedura di estradizione verso gli Stati Uniti: la Corte di Appello ha fissato l’udienza e il ministro della Giustizia ha comunicato alle autorità americane l’avvenuta carcerazione. A quel punto sono scattati i 45 giorni di tempo per il deposito dei documenti. Decorsi i termini, dagli Usa sarebbe pervenuta solo una nota diplomatica.

La difesa del 60enne, gli avvocati Francesco Maria Colonna e Eziana De Nora, a fine novembre ha chiesto la scarcerazione per documentazione incompleta. I giudici baresi hanno respinto la richiesta, così i legali si sono rivolti alla Cassazione, che ieri ha annullato senza rinvio il provvedimento di rigetto della Corte d’Appello. L’indagato ha lasciato ieri sera il carcere di Bari. Il 27 gennaio è fissata in Corte d’appello l’udienza per decidere sull’estradizione

Aggredisce Antonio e vigilessa, Novira non ha più un tetto per i domiciliari: di giorno torna libero

Torniamo a parlare di Iheb Novira, il 25enne di nazionalità tunisina che ha aggredito verbalmente la nostra troupe e ferito una vigilessa in piazza Moro lo scorso 14 aprile.

Il giovane, processato con rito abbreviato, è stato condannato a 2 anni di reclusione, prima di essere scarcerato e posto ai domiciliari a casa della fidanzata.  Le accuse nei suoi confronti sono quelle di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Ci sono novità importanti, Novira si è lasciato con la ragazza e l’avvocato ha presentato un’istanza. Ora il 25enne non si trova più ai domiciliari e di giorno è libero.

 

Lo conosci Andrea? Fermato nella notte con refurtiva e piede di porco. Non basta: resta libero

Torniamo ad occuparci della storia di Andrea Machisi, il giovane con problemi di tossicodipendenza che sta seminando in panico a Casamassima.

Dopo essere uscito dal carcere, nel giro di pochi mesi ha messo a segno decine di furti, molti dei quali svaligiando o cercando di farlo, colpendo le attività nel giro di poche centinaia di metri dalla sua abitazione.

Un ladro particolarmente spregiudicato, tanto da mettere a segno le sue scorribande senza neppure coprirsi il volto. Strafottente e suo generis al punto che non si comprende come l’autorità giudiziaria non sia ancora intervenuta, per assicurare al ladro la giusta collocazione, nonostante le numerose denunce a suo carico.

Antonio e Tino sono andati a casa di Andrea nel tentativo di parlare con lui, mentre continuiamo a incontrare le vittime e i titolari delle attività assalite con estrema disinvoltura dal ladro.

Dopo il tentativo non andato a buon fine nella pizzeria Davì, ci siamo trasferiti da Casamassima a Putignano, per documentare le “trasferte” del ladro spregiudicato. A poche ora dalla pubblicazione del servizio, torniamo nuovamente sul caso con una novità importante. Andrea è stato fermato nella notte con refurtiva e piede di porco dalla Polizia, ma incredibilmente non è bastato. È tornato nuovamente libero.

Morte Fabiana Chiarappa, il Riesame accoglie il ricorso: don Nicola d’Onghia lascia i domiciliari e torna libero

Don Nicola D’Onghia, il parroco 54enne di Noci arrestato per omicidio stradale e omissione di soccorso in relazione alla morte di Fabiana Chiarappa dello scorso 2 aprile, lascia i domiciliari e torna libero con l’obbligo di dimora.

Il Riesame ha accolto il ricorso della difesa, confermando allo stesso tempo i gravi indizi di colpevolezza. La tesi della difesa è che la giovane vittima, soccorritrice del 118, fosse già morto quando è stata colpita dall’auto guida dal sacerdote sulla provinciale 172 nel tratto tra Turi e Putignano.

La stessa posizione mantenuta sin dal primo interrogatorio avvenuto il giorno successivo alla morte di Fabiana. ll gip di Bari Nicola Bonante nei giorni scorsi aveva respinto la richiesta di revoca della misura presentata, al termine dell’interrogatorio, dai legali del parroco, Federico Straziota e Vita Mansueto.

Il sacerdote ha sempre dichiarato di non essersi accorto di avere travolto una persona perché la strada era buia e di avere pensato di avere urtato un sasso. Ora però il Riesame lo ha scarcerato.

Orrore a Maglie, ragazzina abusata nei bagni della stazione dall’amico del fidanzatino: 15enne torna libero

Il 15enne salentino arrestato lo scorso 26 marzo, con l’accusa di violenza sessuale aggravata in concorso per aver violentato la fidanzata di un suo amico nei bagni della stazione ferroviaria di Maglie, è tornato in libertà.

Il Tribunale del Riesame dei Minori ha infatti accolto il ricorso della difesa basato sul tempo trascorso di quasi 8 mesi tra il reato commesso e l’arresto e sull’inesistenza del rischio di reiterazione del reato.

Il 15 enne era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce e detenuto in una comunità educativa minorile. Resta indagato a piede libero il fidanzato della ragazzina di 15 anni.

Sistema Sandrino, elezioni terminate a Bari: l’ex braccio destro Armando De Francesco torna libero

Armando Defrancesco, l’ex braccio destro di Sandrino Cataldo, torna libero. La gip Paola Angela De Santis ha accettato la richiesta del suo legale e ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, nonostante il parere contrario della Procura. Alla base della decisione la conclusione delle elezioni amministrative (non c’è quindi pericolo di reiterazione del reato) e la scadenza dei termini delle indagini preliminari a fronte del tempo passato dai fatti contestati avvenuti nel 2021). Resta da capire se lo stesso verrà deciso anche per Cataldo, il marito della consigliera regionale Anita Maurodinoia, arrestato per corruzione elettorale.

È stato proprio Defrancesco a far nascere l’intera inchiesta. Infuriato con lui l’ex consigliere contattò il finanziere Gerardo Leone, incastrato in un’altra vicenda giudiziaria proprio da Cataldo, e gli rivelò il sistema elettorale e il modus operandi architettato da Sandrino per le votazioni a Bari, Grumo, Triggiano e per le Regionali. Da lì è partita poi l’inchiesta che ha portato all’arresto di Cataldo e anche di Defrancesco. Leone infatti registrò tutto e nei giorni scorsi è stato anche ascoltato in Procura come testimone.

Estorsioni a Bari, salumiere fa arrestare il suo aguzzino ma 20 giorni dopo torna libero: “Mancano gravi indizi”

Giovanni Belviso, il 47enne barese arrestato dalla Polizia con le accuse di estorsione aggravata e usura nei confronti di un titolare della salumeria situata in via Fanelli, è tornato libero. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dalla difesa e ha revocato la misura cautelare per mancanza di gravi indizi.

La vittima ha raccontato di essere stata minacciata dall’uomo per sei mesi. Alla base un debito di 700 euro contratto a novembre 2023, l’aguzzino pretendeva indietro 7mila euro. Il commerciante avrebbe anche riconosciuto parte della cifra (circa 3mila euro), ma nel mese di maggio le minacce e gli episodi violenti sono diventati più insistenti. Belviso lo avrebbe riempito di telefonate (l’accusa di stalking avanzata dalla Procura non è stata approvata dal gip), in un’occasione lo avrebbe fermato per strada e strattonato. La vittima ha pensato anche ad un gesto estremo, prima dell’ultimo tentativo disperato. Si è così rivolto alle Forze dell’Ordine con la prima denuncia il 13 maggio scorso, organizzando una trappola al suo aguzzino. Uscito dal negozio con le banconote in tasca (4 banconote da 50 euro segnate), Belviso è stato fermato dai poliziotti e arrestato in flagranza di reato. Circa 20 giorni dopo è tornato però libero.