Carolina confessa i maltrattamenti di Max sul bus: “Mi alzi le mani e mi accendi con le sigarette”

Max e Carolina continuano a dare spettacolo in città. Nonostante le smentite e dichiarazioni di facciata davanti alla nostra telecamera, continuano ad arrivare segnalazioni in redazione.

Carolina ha confessato i maltrattamenti di Max su un bus durante una corsa, confermando di essere picchiata. Il tutto è stato registrato. Ma non finisce qui, nelle ultime ore è successo davvero di tutto. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

“Carolina deve stare con me”, Max avverte Antonio: “Io sono pazzo e cardiopatico me la pagherai” (2)

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.

I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna inizialmente ha ammesso tutto dopo averla trovata in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Abbiamo così deciso di andare a fondo, presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via da questo inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo. Ma anche questo tentativo non è andato a buon fine.

Abbiamo poi intervistato Maddalena, l’ex compagna di Massimo. Ci siamo messi in contatti con lei dopo la pubblicazione dei video che hanno creato parecchio scalpore, venendo a conoscenza di altri dettagli preoccupanti.

Purtroppo Massimo non si è fermato e continua a maltrattare Carolina, costringendola a prostituirsi per un pacco di sigarette, come raccontato da un testimone. Abbiamo così ingaggiato un inseguimento per le strade di Bari.

Il figlio Luciano ha deciso di denunciare Massimo Ranieri e ha rivolto un appello alla sua famiglia, ma purtroppo continuano ad arrivare segnalazioni. L’audio in cui si sente Carolina che viene picchiata e riempita di insulti, mentre implora la pietà, ha fatto parecchio scalpore. Nicolò poi ci ha mandato un video in cui racconta quanto accaduto un anno fa: Carolina gli chiese aiuto e di chiamare i Carabinieri. Un altro testimone ci ha raccontato quanto accaduto un anno fa. La conferma di come le aggressioni vadano avanti da diverso tempo.

Nella storia non sono di certo mancati i colpi di scena. Ci siamo ripresentati casa, i due sono usciti sorridenti e ci hanno chiesto aiuto per trovare un lavoro, affermando di aver chiarito tra loro e respingendo ogni tipo di accusa. Dopo un acceso confronto, siamo entrati nell’abitazione e abbiamo parlato a telecamera spenta, prima di ritrovarci davanti ad un altro colpo di scena. Max ha voluto esibirsi davanti a noi cantando un inedito dedicato al padre scomparso. Una situazione surreale. Siamo stati anche contattati da un legale che ci ha diffidato di presentarci nuovamente nella loro abitazione, dove sono intervenuti invece i Carabinieri.

Qualche giorno dopo abbiamo incontrato nuovamente Max e Carolina, il concertino non ha convinto nessuno e Antonio ha deciso di affrontare con decisione Max. Vi mostriamo la seconda parte del confronto.

Max maltratta Carolina: “Un anno fa mi chiese di chiamare i Carabinieri”. Il figlio perde la calma

L’audio in cui si sente Carolina che viene picchiata e riempita di insulti, mentre implora la pietà, ha fatto parecchio scalpore. Nicolò ci ha mandato un video in cui racconta quanto accaduto un anno fa: Carolina un anno fa gli chiese aiuto e di chiamare i Carabinieri. Il figlio Luciano intanto precisa alcune cose sulla vicenda.

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Violenza sessuale e maltrattamenti sull’ex convivente, 40enne di Bitonto finisce in carcere: è condannato a 5 anni

Nel pomeriggio del 13 maggio la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un Ordine per la Carcerazione nei confronti di un pluripregiudicato bitontino, responsabile dei reati di maltrattamenti verso familiari, lesioni e violenza sessuale, perpetrati tra il 2013 ed il 2016 ai danni della ex convivente.

I poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Bitonto hanno dato esecuzione alla misura detentiva, emessa dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari, nei confronti di un quarantenne bitontino: a seguito della denuncia presentata dalla vittima presso gli Uffici del Commissariato di P.S. Bitonto nell’anno 2016, i poliziotti riuscirono a fermare l’azione dell’uomo che, proprio nel 2016, dopo numerose vessazioni, nel corso di un incontro occasionale con la vittima a bordo della propria autovettura ed in preda ad un raptus di gelosia, la condusse in una zona di campagna e, dietro minaccia, la costrinse a consumare un rapporto sessuale.

L’emissione della condanna definitiva ha consentito di arrestare l’uomo che è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lucera.

Carolina maltrattata dal compagno, Luciano denuncia Max. Un testimone: “Cercano clienti per strada”

Purtroppo Massimo non si è fermato e continua a maltrattare Carolina, costringendola a prostituirsi per un pacco di sigarette, come raccontato da un testimone. Il figlio Luciano ha deciso di denunciare Massimo Ranieri, la speranza è che si possa intervenire il più presto prima di fare i conti con una tragedia. Noi questa storia non la molliamo. 

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Carolina maltrattata dal compagno, Max non molla. Luciano è ostinato: “Mamma torna a casa da me” (2)

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.

I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna ha ammesso tutto in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Siamo poi tornati da loro, questa volta presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo. Ecco la seconda parte dell’incontro.

Carolina maltrattata dal compagno, Luciano riabbraccia la mamma: il faccia a faccia con Max (1)

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri e dei maltrattamenti subiti da Carolina. Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo.

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Picchia, minaccia di morte e insulta la compagna davanti alla figlia di 5 anni: arrestato 35enne nel nord Barese

Per oltre un anno avrebbe subito botte e aggressioni e continue richieste di denaro dal parte del padre di sua figlia, e alla fine lo ha denunciato.

Ora l’uomo, un 35enne di Margherita di Savoia (Bat) è in carcere per maltrattamenti contro familiari ed estorsione.

Le indagini dei carabinieri hanno accertato quanto messo a verbale dalla vittima secondo cui dal febbraio dell’anno scorso sarebbe stata maltrattata “dal compagno con frequenza quasi quotidiana e anche alla presenza della figlia di 5 anni”, riferiscono i militari.

Minacce di morte, schiaffoni e pugni erano diventati normalità. L’ultima delle aggressioni però è stata insopportabile per la donna che temendo per la propria incolumità e per quella della bambina, ha chiesto aiuto ai carabinieri.

Così l’uomo, che ha diversi precedenti penali, è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Foggia.

Bari, minacce e insulti al marito: lui si toglie la vita e lei finisce a processo per maltrattamenti in famiglia

A lungo avrebbe maltrattato e insultato suo marito, che ad aprile del 2024 si è suicidato all’età di 34 anni, minacciandolo di tornare nel suo paese di origine, l’Egitto, e di non fargli più vedere la figlia di tre anni.

Ora la donna, una 30enne, rischia il processo per maltrattamenti in famiglia. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Bari, l’udienza preliminare si aprirà domani in tribunale.

Secondo l’accusa, la donna criticava spesso il marito, pretendendo una casa più grande e chiedendo di trasferirsi a Bari dal paese in provincia in cui vivevano. Le critiche si rivolgevano anche alla casa che l’uomo le avrebbe acquistato a Sharm El-Sheik.

La donna in estate era già stata sottoposta all’obbligo di dimora e al divieto di allontanarsi dall’Italia, e per questo le era stato tolto il passaporto. Come accertato dalle indagini dei carabinieri, nel tempo avrebbe inviato al marito messaggi contenenti insulti e minacce e avrebbe preteso diverse somme di denaro.

In un’occasione avrebbe anche minacciato di chiamare i carabinieri per accusarlo falsamente di violenza. I due si erano conosciuti a Sharm El-Sheik e si erano sposati al Cairo nel 2019.

Mola, picchia e minaccia la moglie davanti alla figlia piccola: condannato 39enne di Conversano

Tra il 2018 e il 2022 avrebbe in più occasioni maltrattato la moglie con calci, pugni, schiaffi, minacce di morte e insulti anche davanti alla figlia nata da poco. Per questo, la Corte d’Appello di Bari ha condannato a due anni e due mesi di reclusione, con le attenuanti generiche, un 39enne di Conversano (Bari) ma residente a Mola di Bari, per i maltrattamenti nei confronti della moglie, oggi 26enne.

In primo grado l’uomo era stato condannato a tre anni e tre mesi per i maltrattamenti ed era stato assolto “perché il fatto non sussiste” dall’accusa del tentato sequestro della figlia. Per la Procura, infatti, nel gennaio 2022 l’uomo avrebbe afferrato la piccola – di nemmeno due anni – e l’avrebbe portata con sé in auto con l’intento di allontanarsi, per poi fermarsi dopo aver saputo che la sorella della moglie aveva chiamato i carabinieri.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa l’uomo, nell’estate del 2019, avrebbe costretto sua moglie a trasferirsi nella ex caserma Rossani di Bari (dismessa e occupata da senzatetto) dove avrebbe continuato a picchiarla. Pochi mesi dopo i due si trasferirono in Germania per lavorare in un ristorante e anche lì le violenze sarebbero continuate al punto da costringere il titolare, che aveva fornito loro una casa, a mandarli via. L’uomo avrebbe anche cercato di costringere la donna a tagliare ogni contatto con i genitori, dicendole di raccontare in giro che questi erano morti in un incidente stradale.